Takt op.Destiny – Prime impressioni sull’anime

Takt op.Destiny – Prime impressioni sull'anime

Chi guarda anime da diverso tempo conosce sicuramente i famosi studi d’animazione Madhouse e MAPPA: Madhouse per varie serie storiche, come Death Note e TRIGUN, mentre MAPPA per il recente adattamento anime dell’ultima stagione di Attack on Titan (fra le altre). Il nome di questi due studi è sinonimo di qualità, e il motivo per cui molti appassionati già tenevano d’occhio Takt op. Destiny è proprio per il fatto di essere il prodotto nato dalla loro collaborazione; a sua volta, l’anime in questione fa parte di un progetto più grande creato da DeNA e BANDAI NAMCO Arts, di cui vedremo maggiori sviluppi nel corso degli anni. Takt op. Destiny è iniziato questo mese e la premessa della storia parte da un’idea curiosa, seppur non particolarmente originale.

Il primo episodio si apre narrandoci l’antefatto: la caduta di un oscuro meteorite ha causato l’apparizione di pericolosi mostri, chiamati D2, i quali portano distruzione su tutto il pianeta. I D2 sono attirati dalla musica, che viene quindi bandita per evitare i loro attacchi, ma quest’ultima è anche l’unica cosa che può sconfiggerli. In passato, per uccidere i D2, la musica veniva usata come arma da delle ragazze dette Musicart, guidate da dei Conductor ma, col passare degli anni, queste figure sono sempre più diminuite. La storia ci porta nel 2047, in America, e con la minaccia dei D2 ancora presente la musica è rimasta proibita, tanto che alcune persone non sanno nemmeno che cosa sia; i due protagonisti sono Takt, un Conductor, accompagnato da Unmei, una Musicart che usa degli spartiti magici per sconfiggere i D2. L’obbiettivo di Takt è riportare la musica nel mondo, mentre quello di Unmei è di distruggere tutti i D2. Entrambi iniziano un viaggio verso New York.

Takt op.Destiny – Prime impressioni sull'anime

I primi episodi mostrano che il focus dell’anime è sia sulla musica che sulle battaglie: essendo lo scontro con i D2 inevitabile, le scene di combattimento in futuro non mancheranno, ma quanto la componente action prenda più o meno peso rispetto al ruolo della musica, sarà da vedere con i futuri episodi. Nonostante all’inizio si dia importanza all’approfondimento dei personaggi, il rischio che l’anime si trasformi in un tipico action con battaglie disseminate sulla strada è comunque da tenere in conto, soprattutto perché i protagonisti non brillano particolarmente.

Infatti, al momento, sembrano essere abbastanza stereotipati, con Takt che ha come chiodo fisso la sua ossessione per la musica, mostrando poco interesse al relazionarsi con gli altri, mentre Unmei è la tipica ragazza apatica con la voce monotona che si riferisce a se stessa come ad un oggetto, il cui unico interesse è il cibo (fortunatamente, su di lei ci sarà un particolare approfondimento nel secondo episodio). C’è da dire che il probabile arrivo di un cast di personaggi più ampio potrebbe portare molte più interazioni, di conseguenza i protagonisti avrebbero la possibilità di un’evoluzione che li possa allontanare dalla figura stereotipata che per ora ricoprono. I dialoghi e le relazioni tra i personaggi tuttavia funzionano, perciò basterebbe una spinta verso la giusta direzione per renderli più veri e meno macchiette.

Qualche spunto interessante potrebbe offrirlo la “Symphonica”, un’organizzazione militare con sede a New York, che si occupa della difesa della popolazione e dell’eliminazione dei D2: la serie lascia qualche indizio sulla sua natura “top secret”, perciò non stupirebbe se si rivelasse essere una fonte di intrighi e speculazioni per la trama in futuro, o se nascondesse al suo interno un antagonista. Per quanto siano semplici, i presupposti per una buona storia ci sono, ma si tratta di elementi già visti più volte, rendendo quindi trama e personaggi, per ora, l’unica pecca della serie.

Parlando dello staff, il regista dell’anime, Yuuki Itou, non ha prodotto opere particolarmente famose, quindi le sue capacità sono quasi un’incognita, mentre lo sceneggiatore, Kiyoko Yoshimura, ha una buona competenza, anche se non sempre particolarmente ispirata, con opere come The Legend of the Legendary Heroes e God of High School (qui la nostra recensione). Come ci si aspettava da una collaborazione tra MAPPA e Madhouse, visivamente la serie offre delle animazioni superiori alla media, generalmente molto fluide, a cui viene aggiunto valore grazie a una regia dinamica soprattutto durante i combattimenti, ogni tanto alleggerendo anche i momenti più statici. Una particolare attenzione alla naturalezza dei movimenti si vede nelle scene in cui i personaggi suonano, con primi piani sulle mani e sui dettagli sugli strumenti, rendendo queste le parti di maggior immersione.

Takt op.Destiny – Prime impressioni sull'anime

Essendo un anime incentrato sulla musica, è necessario parlare della colonna sonora: composta da Yoshihiro Ike (DORORO, Tiger & Bunny), presenta diversi brani sia ad orchestra che pop, una varietà che rende più piacevoli anche i semplici momenti di vita quotidiana dei protagonisti, mentre nelle scene di combattimento, anziché brani frenetici, ci accompagna maggiormente la musica classica. Ottima anche l’opening del gruppo Supercell, cattura sin dal primo ascolto e si adatta molto bene al sound generale dell’anime, riuscendo anche a mantenere riconoscibile lo stile che contraddistingue il gruppo.

Il grande pregio dell’anime sono dunque le ottime musiche e animazioni, tuttavia, sul lato narrativo, manca ancora di un mordente che possa tenere gli spettatori incollati allo schermo e l’uso di vari cliché potrebbe rendere pesante la visione a chi ha già visto molte serie. C’è da ricordare che Takt op. Destiny è un progetto cross-media appena nato, che sta iniziando a svilupparsi sia come anime, sia come videogioco mobile; possiamo quindi aspettarci un’espansione dei personaggi e del worldbuilding che va oltre l’attuale serie animata, il cui scopo potrebbe esser quello di farci avvicinare a un universo narrativo più ampio.

Takt op.Destiny – Prime impressioni sull'anime

Cosa offre al momento Takt op. Destiny? Dal lato puramente tecnico, è senza dubbio molto valido, e sia il worldbuilding che l’idea di base hanno del potenziale che, tuttavia, non viene sfruttato a pieno. La serie fatica ad ingranare all’inizio ma, nonostante ciò, ci troviamo davanti un progetto ambizioso che, se verrà apprezzato, potrebbe venir esteso nel corso degli anni anche in altri media, pertanto consiglierei comunque di dargli una possibilità. Potete seguire Takt op. Destiny su Crunchyroll ogni martedì, e con l’account premium potrete avere accesso agli episodi in anticipo!

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Creatura notturna appassionata di animazione, fumetti e videogiochi, tende a evitare le persone ma otterrete la sua totale attenzione se vi sente parlare di Ero Guro. Acculturata di film grotteschi e documentari storici, è veramente esperta in cinema trash. Abilità speciale: saper raccontare la storia di Walt Disney a comando.

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