Speciale Halloween: 10 giochi horror che meriterebbero di tornare dall’oltretomba

Per celebrare Halloween noi di Akiba Gamers facciamo un tuffo nel passato, scoprite con noi i 10 titoli horror che ci piacerebbe rivedere!

Speciale Halloween: 10 giochi horror che meriterebbero di tornare dall'oltretomba

Che siano storie di fantasmi intrise di folklore o racconti di creature nate da esperimenti futuristici, l’horror giapponese riesce a trascendere tantissime tipologie di media differenti. Da film come il classico Ringu di Hideo Nakata alle tavole raccapriccianti dei manga del maestro Junji Ito, sono davvero tanti i racconti del terrore provenienti dal Giappone che nel corso degli anni sono riusciti a farci accapponare la pelle. E il mondo dei videogiochi non è da meno. Sono infatti tantissimi i giochi horror e i franchise videoludici di stampo horror provenienti dal Giappone che hanno terrorizzato i giocatori occidentali, senza contare tutti quei titoli che purtroppo non hanno mai lasciato i confini nipponici e che negli anni sono diventati delle vere e proprie perle da recuperare per tutti gli amanti del genere.

Fortunatamente molte compagnie hanno deciso di tuffarsi nel passato e riportare in vita le proprie vecchie glorie, rivisitandole in chiave moderna. Il successo riscosso dai remake della saga di RESIDENT EVIL ha infatti dimostrato come il fascino verso il genere horror sia tutt’altro che spento, e ha dato vita ad un effetto domino grazie al quale potremo presto mettere le mani sul remake di SILENT HILL 2, forse uno dei migliori esponenti del genere, e sulla versione rimasterizzata di Clock Tower, il classico di Human Entertainment che non venne mai rilasciato in Occidente.

Ci sono però tantissimi altri titoli horror che meriterebbero di essere riesumati con un remake o una remastered. In questo articolo vi voglio parlare di 10 videogiochi horror provenienti dal Giappone che mi piacerebbe rivedere sulle piattaforme attuali, da alcuni classici indimenticabili a titoli che per le loro tematiche hanno causato diverse controversie nel corso degli anni. Siete pronti ad immergervi nel terrore?

Sweet Home

Sweet Home

Che CAPCOM negli anni sia diventata sinonimo di giochi horror è un dato di fatto, grazie al successo globale riscosso da RESIDENT EVIL. Ma non molti sanno che prima di entrare nei corridoi claustrofobici di Villa Spencer, fu un’altra magione a conquistare il cuore dei giocatori giapponesi.

Era il 1989 quando la software house rilasciò Sweet Home, titolo per NES che non venne mai distribuito in Occidente. Basato sull’omonimo film di Kiyoshi Kurosawa, il gioco ha come protagonisti una troupe cinematografica che decide di avventurarsi in una villa abbandonata per girare un documentario sul pittore Ichirō Mamiya, scomparso in circostanze misteriose. Caratterizzato da meccaniche di gioco tipiche degli RPG e da elementi grafici raccapriccianti, il titolo venne poi usato come base per la creazione di RESIDENT EVIL mantenendo dettagli come l’inquietantissima animazione dell’apertura delle porte.

Il suo valore nella storia dei videogiochi è indubitabile, dato che per molti è il vero capostipite del genere survival horror. Questo elemento, unito al fatto che non fu mai rilasciato al di fuori del Giappone, lo rende forse il titolo che più mi piacerebbe vedere riportato in vita. E chissà che in futuro la software house non ci faccia un pensierino…

Parasite Eve

Parasite Eve

Gli anni ’90 sono stati una decade abbastanza sperimentale per SQUARE ENIX, o meglio Squaresoft. La fusione con Enix era infatti ancora ben distante, e la compagnia ha tentato di differenziarsi rilasciando titoli che si distaccassero dai classici RPG per cui era conosciuta.

Tra essi troviamo Parasite Eve, ispirato all’omonimo romanzo fantascientifico di Hideaki Sena, ambientato in un contesto realistico ben distante dai mondi fantastici creati dalla software house. Arrivato in Europa solamente di importazione, il titolo del 1998 ci ha permesso di fare la conoscenza della giovane poliziotta Aya Brea, che si troverà al centro di raccapriccianti eventi legati all’evoluzione e mutazione delle cellule umane. Non solo il titolo era caratterizzato da un comparto visivo davvero inquietante, ma il gameplay era una combinazione davvero interessante tra survival horror e classici RPG.

Seguito dal fortunatissimo Parasite Eve II, stavolta disponibile ufficialmente in Europa con tanto di localizzazione italiana, e da The 3rd Birthday, titolo considerato un po’ la pecora nera della famiglia dai fan della saga per via delle sostanziali modifiche alle meccaniche di gioco, il franchise è ormai fermo da 13 anni. Con i progressi tecnici disponibili sarebbe davvero interessante vedere la software house riprendere in mano questa spaventosa saga, magari con una serie di remake come per FINAL FANTASY VII.

Dino Crisis

Dino Crisis

Il genere dei giochi horror non è sempre fatto di fantasmi o esperimenti genetici andati male, ci sono infatti tanti elementi esistiti realmente capaci di incutere un terrore profondo in ogni giocatore. Dev’essere stato questo lo spunto che CAPCOM ha utilizzato per la creazione di Dino Crisis, saga ormai finita nel dimenticatoio in cui il nemico principale proveniva dagli albori della Terra: i terrificanti dinosauri.

Nei panni di Regina, un agente delle forze speciali, dovremo infiltrarci in una base segreta sull’Isola Ibis per poter arrestare uno scienziato che sta compiendo degli esperimenti illegali. Purtroppo per lei ad abitare l’isola ci saranno tantissime tipologie di imprevedibili dinosauri, che non vedono l’ora di far diventare l’agente il loro nuovo pasto. Con tante meccaniche survival simili a quanto visto nei primi capitoli di RESIDENT EVIL, il titolo era un’interessante variante per chi desiderava una tipologia di orrore differente dagli zombie che infestavano le montagne Arklay.

Per la saga vennero realizzati tre capitoli principali e uno spin-off, ma già con il terzo capitolo il focus venne spostato da survival horror a qualcosa di più votato all’azione. Sarebbe davvero bello poter rivedere Regina sui nostri schermi, magari con un remake dei primi due capitoli del franchise. E non credo di essere l’unico a volerlo, considerando quanti giocatori speravano che EXOPRIMAL fosse in realtà una nuova iterazione della saga.

Rule of Rose

Rule of Rose

Se parliamo di Punchline non molti si ricorderanno questa software house, anche perché è stata chiusa dopo aver sviluppato solo due titoli. Ma il loro posto in questa lista è senza dubbio meritato, dato che hanno dato alla luce uno dei giochi horror più controversi dei primi anni 2000.

Sto parlando di Rule of Rose, un titolo capace di creare un così grande scandalo mediatico da essere stato persino bandito da alcune regioni. Purtroppo a creare questa problematica è stata proprio la stampa italiana, complice di aver avuto delle reazioni estremamente esagerate a delle immagini promozionali che sono state del tutto decontestualizzate. Questa caccia alle streghe ha purtroppo avuto gli effetti aspettati, relegando il titolo a una sorta di leggenda metropolitana per tutti coloro che non sono riusciti a giocarlo.

Rule of Rose meriterebbe senza dubbio di essere riportato alla luce, il titolo è infatti un validissimo horror psicologico che riesce a raccontare alcune tematiche davvero delicate con le sue metafore terrificanti. L’adolescenza vista in una chiave diversa, dove una linea sottile divide la mancanza di empatia alla voglia di fare qualsiasi cosa pur di poter essere accettati. Perché non sempre la paura è legata a qualcosa di visivamente disturbante.

Forbidden Siren

Forbidden Siren

Keiichiro Toyama non è certo un nome nuovo per gli amanti dei giochi horror, dato che nella sua carriera ha dato vita a un titolo importantissimo per la storia dei videogiochi come Silent Hill. Ma non si tratta del suo unico franchise terrificante, dopo la sua dipartita da KONAMI infatti lo sviluppatore si è unito a Japan Studio dando vita a tanti titoli indimenticabili tra cui SIREN.

Conosciuto in Europa come Forbidden Siren, il primo capitolo del franchise venne rilasciato nel lontano 2003. Questo particolarissimo survival horror ambientato nel rurale villaggio di Hanuda vedeva un gruppo di dieci protagonisti cercare di sopravvivere a un disastro sovrannaturale e trovare una via di fuga. La particolarità del gioco sta nel suo gameplay stealth, in cui potevamo vedere attraverso gli occhi dei nemici per riuscire a capire la loro posizione o a ottenere informazioni utili per proseguire nella nostra avventura.

Il gioco ebbe un seguito e un remake che re-immaginava la sua storia, ma considerando che quest’anno si celebra il ventesimo anniversario del franchise sarebbe davvero interessante poter vedere il primo capitolo tornare alla luce in una nuova terrificante veste grafica. È un titolo che ha lasciato senza dubbio un impatto interessante nella storia dei giochi horror e meriterebbe decisamente di essere riscoperto.

Clock Tower 3

Clock Tower 3

La saga di Clock Tower non è stata tra le più fortunate. Il successo del primo capitolo non venne mai superato e Human Entertainment si trovo costretta a chiudere dopo il flop di Clock Tower II: The Struggle Within. I diritti del gioco passarono a Sunsoft che, grazie all’aiuto di CAPCOM, riuscì a realizzare un terzo capitolo che meriterebbe decisamente di essere riscoperto.

Clock Tower 3 si discosta parecchio dai giochi horror suoi predecessori, portando una ventata di innovazione a quello che sarebbe diventato l’ultimo capitolo del franchise. Il titolo è stato diretto niente meno che da Kinji Fukasaku, sceneggiatore e director cinematografico che nella sua lunga carriera vanta la realizzazione di film davvero influenti come Battle Royale. E il suo tocco permea in tutto il gioco, l’avventura della giovane cacciatrice di entità paranormali Alyssa Hamilton è davvero sopra le righe mantenendo però un forte senso di panico e terrore. Questo mix vincente ha dato vita a un titolo dal taglio cinematografico davvero unico, la cui unica pecca è legata a un loop di gioco forse un po’ troppo ripetitivo.

Il titolo meriterebbe davvero di essere riscoperto oggi, anche solamente per preservare una delle ultime opere realizzate dal maestro Fukusaku-san prima della sua scomparsa. Ma non è solo quello il punto, Clock Tower 3 è un gioco davvero interessante e sono sicuro che molti riuscirebbero ad apprezzare la sua unicità anche oggi.

PROJECT ZERO II: Crimson Butterfly

PROJECT ZERO II: Crimson Butterfly

Fra le tante software house provenienti dal Giappone, anche KOEI TECMO GAMES ha realizzato nel corso degli anni una saga capace di far accapponare la pelle. Si tratta di PROJECT ZERO che, nonostante qualche anno di buio, è riuscita a farsi conoscere da tanti nuovi giocatori grazie alla versione rimasterizzata dei suoi più recenti capitoli.

Ma il titolo del franchise che mi piacerebbe rivedere su piattaforme attuali è senza dubbio PROJECT ZERO II: Crimson Butterfly, un gioco con cui ho un legame davvero particolare e che tutti gli amanti dei giochi horror dovrebbero provare almeno una volta. Sono davvero pochi i giochi che son riusciti a trasmettermi lo stesso senso di ansia di questo capitolo, in cui impersoneremo le gemelle Mio e Mayu Amakura intrappolate nello spettrale villaggio di Minakami. I rituali folkloristici di questa ambientazione rurale creano una sottile linea tra la vita e la morte, rendendo ogni angolo del gioco davvero lugubre.

Nonostante il gioco sia già stato rimasterizzato su Nintendo Wii, versione davvero divertente da giocare grazie ai controlli di movimento della console, credo davvero che ci sia bisogno di riportarlo alla luce grazie alla sua trama davvero intrigante e a un sistema di gioco capace di far venire i brividi anche al più coraggioso dei giocatori. E vi assicuro che le risate maniacali di Sae vi tormenteranno per giorni

Haunting Ground

Haunting Ground

Il prossimo titolo ha a che fare con una compagnia e di una saga di cui abbiamo già parlato in questa lista. Dopo il successo di Clock Tower 3 infatti CAPCOM decise di proseguire verso quella direzione e creare un seguito spirituale per il franchise, con un titolo che fu caratterizzato da alcune controversie non da poco.

In Haunting Ground vestiremo i panni di Fiona Belli, una giovane ragazza che si troverà intrappolata in una villa e perseguitata da una serie di grotteschi aguzzini. Il suo unico aiuto sarà Hewie, un cane che la salverà in più di una occasione. Una delle meccaniche più interessanti del gameplay è senza dubbio la presenza di Hewie, il cui comportamento cambierà in base a come ci saremo comportati con lui nel corso dell’avventura. Uno degli elementi criticati del gioco è invece la sessualizzazione della protagonista, che rappresenta l’oggetto del desiderio dei suoi inseguitori per tutta la durata del titolo.

Nonostante ciò possa sembrare un po’ controverso, nel contesto del gioco ci sono diverse motivazioni che spingono i nemici a desiderare il corpo di Fiona. Si tratta di una sottile linea tra grottesco e fan service, che la software house è riuscita a giostrare abbastanza bene. Una metafora su ciò che la società pretende da una donna, che sarebbe davvero interessante rivedere sulle piattaforme attuali.

KUON

KUON

Grazie alla creazione del sotto-genere soulslike, lo scorso decennio è stato un periodo di rinascita per FromSoftware. E se per via della loro estetica anche la saga dei Souls potrebbe essere considerata horror, non molti si ricordano che la compagnia in passato realizzò proprio un survival horror vero e proprio.

Rilasciato nel 2004, KUON è un titolo che getta le basi sulla tradizione nipponica dei kaidan, termine che potrebbe essere tradotto come “racconti del mistero”. Ambientato nel Periodo Heian, il gioco vede tre protagoniste femminili addentrarsi nella Fujiwara Manor ognuna per i propri motivi personali. La magione è però infestata da spiriti e demoni pronti a ostacolare il loro cammino. Ognuna delle protagoniste ha il proprio stile di combattimento differente, e le loro tre storie si svolgono quasi parallelamente in modo che solamente giocandole tutte avremo un quadro completo della trama principale.

Tra i giochi di questa lista credo che KUON meriterebbe più un remake che una remaster. Se l’atmosfera terrificante e la narrazione ricca di colpi di scena possono infatti essere ancora attuali e d’impatto, il gameplay venne già all’epoca criticato per la sua macchinosità. Con la loro esperienza attuale, la software house potrebbe dare vita a un survival horror davvero interessante e imprevedibile.

RESIDENT EVIL Code: Veronica X

RESIDENT EVIL Code: Veronica X

Pensavate davvero che avessi finito con CAPCOM in questa lista di giochi horror? Ma ovviamente no, specialmente se non ho ancora parlato della sua serie più celebre. Negli ultimi anni la software house ha infatti rilasciato remake per diversi capitoli di RESIDENT EVIL, ma c’è ancora un titolo che manca all’appello e che meriterebbe un restauro.

Si tratta di RESIDENT EVIL Code: Veronica X, l’avventura che vede come protagonisti i fratelli Redfield e che da molti è considerata uno dei migliori capitoli del franchise. Claire si troverà prigioniera di Rockfort Island, isola di proprietà della Umbrella Corporation e abitata dai terrificanti gemelli Alexander e Alexia Ashford. Chris si metterà in viaggio alla ricerca di un modo per salvarla, ma un vecchio nemico è pronto a mettergli i bastoni tra le ruote. Oltre alla trama davvero ben strutturata il gioco ebbe un ritorno alle sue radici survival, dopo l’azione più marcata vista nel terzo capitolo.

Il titolo avrebbe decisamente bisogno di un restyling grafico, e sicuramente beneficierebbe delle migliorie al gameplay che la software house ha apportato alla saga negli ultimi anni. E chissà che non sia proprio il prossimo capitolo che CAPCOM vuole rimettere a nuovo nella sua serie di remake dedicati al franchise…


Qual è il videogioco horror che vi piacerebbe vedere riadattato in chiave moderna? Fatecelo sapere nei commenti!

Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.

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