TOP 10 – I migliori Anime del 2020

Ecco la classifica delle 10 serie animate giapponesi più belle di questo 2020, ormai giunto al termine, secondo Akira. Siete d’accordo con lui?

TOP 10 - I migliori Anime del 2020

Quali sono stati i migliori anime del 2020? Sono passati ormai una decina di giorni dalla fine di quello che, con tutta probabilità, è stato uno degli anni più assurdi e duri di sempre. Non è un mistero che gli effetti di questa epidemia hanno stravolto la vita di molti di noi, cambiando radicalmente sia il nostro stile di vita che le nostre abitudini. Come forse molti di voi sapranno, il Giappone similmente all’Italia ha attraversato diversi momenti di crisi che in più di una circostanza hanno finito per compromettere quello che è il già precario equilibrio della produzione attuale di anime e/o videogiochi. I ritardi, le cancellazioni e i rinvii sono stati all’ordine del giorno. Infatti, il numero di serie che sono riuscite a raggiungere il piccolo schermo non era mai stato così basso. Nonostante ciò abbia chiaramente comportato un netto abbassamento del numero di serie meritevoli selezionabili, questa riduzione ha permesso a delle opere che sarebbero rimaste anonime di poter trovare il proprio spazio all’interno della programmazione e del cuore di molti fan. Quest’oggi andremo dunque a scoprire quali sono state le 10 serie animate giapponesi che, a mio avviso, sono riuscite a farci dimenticare le difficoltà della vita grazie alla loro originalità e alla loro qualità.

Inoltre, devo assolutamente menzionare quattro serie animate che per ragioni di spazio non sono riuscite ad entrare in questa top 10 ma che sono sicuro saranno state apprezzate da moltissimi di voi, me compreso. Partendo da una serie isekai dotata di grande genuinità come My Next Life as a Villainess: All Routes Lead to Doom!, passando per un eccellente thriller psicologico come ID:Invaded e arrivando a due sequel di tutto rispetto come la terza stagione di Aggretsuko e la seconda stagione di Re:Zero.

Dopo le dovute precisazioni, è giunto finalmente il momento di procedere con questa top che racchiude i 10 migliori anime del 2020, ordinati dal decimo posto fino a quello del vincitore assoluto.

10) Yesterday wo Utatte

Sing “Yesterday” for Me

Chi mi conosce sa perfettamente quanto io sia legato ai lavori della mangaka Kei Toume. Quindi è facile intuire come già dall’annuncio di un adattamento animato di Yesterday wo Utatte, quella che forse è una delle sue opere migliori, il mio livello di hype era altissimo. Del resto, questa è un’opera che, grazie soprattutto alla propria storia e ai propri personaggi, aveva tutte le potenzialità per diventare un capolavoro. Caratterizzata da grandissimo realismo, questa serie animata è riuscita, nel corso delle varie puntate, nell’arduo compito di coinvolgere lo spettatore all’interno della vita e della mente di quattro ragazzi tormentati dal proprio passato e incapaci di andare avanti. L’intero anime, proprio per via delle tematiche trattate, mostra una visione estremamente pessimistica e malinconica della vita. Tuttavia ci dà anche diversi insegnamenti e ci illustra quale sia il cammino da compiere per tornare a vivere. Nonostante Yesterday wo Utatte meriti di fatto una posizione all’interno questa classifica, è assai evidente come i suoi limiti narrativi gli impediscano di poter diventare qualcosa in più. Infatti, la qualità dell’opera realizzata da Doga Kobo è stata viziata da un numero decisamente insufficiente di episodi e dal modo poco consono in cui molte delle vicende narrate sono state liquidate. (Disponibile su Crunchyroll)

9) Jujutsu Kaisen

Quello di Jujutsu Kaisen è sicuramente uno dei manga battle shōnen più in voga ed apprezzati degli ultimi anni. La stessa Weekly Shonen Jump ha spinto molto quest’opera proprio perché ha creduto sin da subito nelle sue potenzialità. Del resto, questo manga ha proprio tutto ciò che più si può desiderare in un titolo di questo tipo. Nell’autunno di questo 2020 è stata pubblicata sui vari canali d’animazione giapponesi una serie animata, prodotta dal celebre studio MAPPA, che aveva il compito di riadattare l’opera di Gege Akutami e accrescere la sua fama sia in Giappone che all’estero. La serie animata, similmente al manga, presenta una trama intrigante e condita da un numero elevatissimo di battaglie epiche e da un cast di personaggi ben realizzato. Pur non essendo un’opera capace di brillare per originalità e inventiva (proprio perché essa incarna alla perfezione tutti quelli che sono gli stilemi del battle shōnen tradizionale), presenta uno stile unico e dai toni vagamente dark che le dona una sua identità e indipendenza. In conclusione, non posso non consigliarvi un’opera che, a mio avviso, può adattarsi alla perfezione ai gusti di moltissimi telespettatori. (Disponibile su Crunchyroll)

8) Haikyuu!!: To the Top

Sembrava non dovesse arrivare mai, eppure a quasi quattro anni dalla sua ultima stagione ecco che ritorna sul piccolo schermo Haikyuu!!: To the Top, quarta stagione di quello che può considerarsi il più celebre spokon legato al mondo della pallavolo. Proseguendo le avventure di Shoyo Hinata e dei giovani “Corvi” del liceo Karasuno, questa quarta stagione riesce senza alcun dubbio a convincere pienamente, confermandosi come una delle migliori saghe sportive attualmente in corso. Fulcro di questa stagione, nonché suo maggior pregio, è la maggiore cura data dagli sceneggiatori nella caratterizzazione dei personaggi, sia in termini di motivazioni che di umanità. Haikyuu!! To The Top, a differenza della stragrande maggioranza degli spokon classici, ci insegna che il talento in sé non basta per realizzare i propri sogni, bensì occorrono tanto allenamento e tanta determinazione. Infatti, è lampante come il tentativo dello studio d’animazione Production I.G sia stato quello di distaccarsi da opere del calibro di Captain Tsubasa per riuscire a far capire l’importanza del lavoro di squadra, della dedizione e della voglia di credere in se stessi che ciascuno sportivo dovrebbe avere per migliorare. Al netto di una minor cura nelle animazioni, posso confermare come in realtà questa quarta stagione sia a tutti gli effetti un enorme passo in avanti per la saga, risultando uno dei migliori anime del 2020 appena passato.

7) Toaru Kagaku no Railgun T

A Certain Scientific Railgun T

Spesso e volentieri l’eccessiva lunghezza di un’opera costituisce un grandissimo difetto, in quanto l’inventiva va via via scemando e la qualità complessiva delle stagioni si abbassa con il passare del tempo. Questa legge non scritta sembra però non valere per un brand come quello delle Toaru Series. Infatti, stagione dopo stagione, J.C.Staff è riuscita a far sì che la serie rimanesse sempre avvincente e senza alcun calo di qualità. Toaru Kagaku no Railgun T, terza stagione dello spin-off che narra le avventure di Misaka Mikoto, costituisce a tutti gli effetti un grande passo in avanti rispetto alle stagioni precedenti. Mantenendo lo stesso standard qualitativo visto in passato, questa stagione dà maggiore rilevanza agli eventi principali, riducendo all’osso il numero di episodi filler (totalmente inutili alla trama) e risultando quindi molto meno pesante da guardare agli occhi dello spettatore. Collocandosi all’interno del Daihasei Festival Arc, è infatti difficile non notare come sotto un punto di vista narrativo l’intero svolgersi degli eventi sia caratterizzato da un senso di frenesia costante, capace di donare un numero enorme di momenti esaltanti. (Disponibile su Crunchyroll)

6) Nami yo Kiitekure

Wave, Listen to Me! (titolo Inglese) o Born to be on Air (titolo Italiano)

Può una serie animata che parla di cose totalmente distanti dalla nostra quotidianità riuscire a farci appassionare alle tematiche trattate? La risposta chiaramente è sì, e opere come Nami yo Kiitekure non fanno altro che confermare questa idea. Infatti, grazie ad un senso dell’umorismo decisamente stravagante ed un po’ sopra le righe, quest’opera riesce a coinvolgere lo spettatore all’interno di un contesto narrativo decisamente inusuale come può essere quello dei programmi radiofonici. Ciò avviene perché Nami yo Kiitekure non è solo ed esclusivamente un omaggio nei confronti di un medium storicamente importante come la radio, bensì è soprattutto una storia di quotidianità, capace di ironizzare su vari aspetti della vita (come il lavoro o l’amore) e di integrare gli elementi tipici di uno slice-of-life con un cast di personaggi eccentrico e riuscitissimo. In definitiva, Nami yo Kiitekure, oltre che uno dei migliori anime del 2020, è considerabile a tutti gli effetti come una delle migliori trasposizioni di un lavoro del maestro Hiroaki Samura, in quanto riesce ad esaltare tutti i pregi dell’opera originale, migliorando sensibilmente alcune delle sue criticità principali (su tutte l’estrema lunghezza dei dialoghi). Non è un caso infatti che quest’opera sembri quasi funzionare meglio sul piccolo schermo piuttosto che su carta. (Disponibile su VVVVID)

5) Great Pretender

Si sa, la maggior parte delle serie animate pubblicate in Giappone seguono determini stilemi caratterizzati da un gusto tipicamente nipponico di fare spettacolo. Nel corso degli anni, le serie che hanno cercato di incontrare i gusti di un pubblico più internazionale nella sua totalità non sono state moltissime. Great Pretender, serie realizzata da Wit Studio in collaborazione con Netflix, trova il suo tratto distintivo nella poca originalità. Infatti, ciò che rende quest’anime diverso dalla maggior parte delle altre serie animate giapponesi risiede proprio nel tentativo da parte del team di lavoro di creare una storia dal gusto tipicamente occidentale. Great Pretender, in fin dei conti, non è nient’altro che la fusione tra un tipico telefilm americano e Lupin. Erede spirituale di quest’ultimo per via delle tematiche trattate, quest’opera ci racconta della vita di un gruppo di eccentrici truffatori guidati da Thierry Laurent e alle prese con decine di colpi e truffe mirabolanti in giro per il mondo. Pur non offrendo chissà quali innovazioni sotto un punto di vista narrativo, il lato tecnico e realizzativo di quest’opera è semplicemente incredibile. Con tutta probabilità è infatti una delle migliori opere che portano il bollino Netflix Original, seconda solo a due capolavori assoluti come Violet Evergarden e DEVILMAN Crybaby. Ovviamente la serie non è priva di difetti. Infatti, una delle più grandi pecche di quest’opera è stata l’incapacità da parte di Wit Studio nell’osare. La storia è stata costruita con determinate dinamiche e nel corso dei vari colpi presentati raramente cambia il suo schema. Tutto ciò, unito ad un eccessivo buonismo dell’intera opera e ad un finale alquanto assurdo e ridicolo, ha impedito a Great Pretender di fare il salto di qualità che gli sarebbe servito per occupare una posizione di maggiore prestigio in questa classifica. (Disponibile su Netflix)

4) Dorohedoro

Sin dall’inizio degli anni ’80, sono stati diversi gli studi d’animazione che hanno voluto sperimentare tecniche innovative per animare le proprie opere. L’introduzione di una tecnologia come la computer grafica, di per sé molto dispendiosa dal punto di vista economico, ha portato all’uscita di moltissime serie scadenti e mal animate. Ciò nonostante negli ultimi anni hanno visto la luce diversi prodotti capaci di sorprendere in positivo il pubblico. Tra queste serie figura proprio Dorohedoro, adattamento animato di quella che probabilmente è una delle opere più audaci e bizzarre appartenenti all’attuale panorama seinen nipponico. Sin dai suoi primi episodi, questo titolo è riuscito, grazie alle proprie peculiarità, a ricreare fedelmente quell’atmosfera gore e vagamente steampunk che caratterizza l’opera della mangaka Q Hayashida. Le avventure narrate vertono attorno alla figura di Cayman, un omaccione caduto vittima di un incantesimo che lo ha reso un mostro dalle sembianze di rettile, e di Nikaido, titolare del ristorante Hungry Bug nonché miglior amica dell’uomo lucertola. I due affronteranno un lungo cammino pieno di insidie per riuscire a capire chi sia stato l’artefice di quell’incantesimo che ha rovinato la vita di Cayman. La storia descritta in Dorohedoro affronta una moltitudine di tematiche forti ed attuali, che donano all’intera opera grande significato. Per quanto sia ben realizzata sotto moltissimi aspetti, essa non risulta sempre impeccabile. Infatti, in alcuni frangenti presenta evidenti cali di qualità che inficiano sul risultato finale. Inoltre essendo l’opera non ancora ultimata, se siete troppo curiosi di scoprire come andrà a finire potreste provare un senso di vuoto dopo l’ultimo episodio della prima stagione. (Disponibile su Netflix)

3) Eizouken ni wa Te wo Dasu na!

Keep Your Hands Off Eizouken!

Il gradino più basso del podio dei migliori anime del 2020 non poteva che conquistarlo Eizouken ni wa Te wo Dasu na!, un’opera che è riuscita grazie al brillante lavoro svolto dall’intero staff di Science SARU a diventare uno dei più grandi omaggi mai realizzati nei confronti di un’arte come l’animazione. Ciò è stato possibile proprio perché questo adattamento dell’opera di Sumito Oowara è riuscito, grazie ad una storia genuina e ben scritta, ad esaltare alla perfezione tutto ciò che rende unico e speciale questo media. Le creatività e la fantasia sono dunque le basi che gli sceneggiatori hanno usato per ripercorrere tutte quelle che sono state le tappe più significative che ne hanno contraddistinto la storia. Attraverso le disavventure delle tre protagoniste infatti avremo modo di rivivere le stesse atmosfere presenti in alcune delle più grandi opere mai realizzate. Ovviamente, associare il titolo realizzato da Science SARU ad una semplice celebrazione del mondo dell’animazione risulterebbe quantomeno riduttivo, in quanto incarna moltissime altre emozioni. Essa cerca di far capire allo spettatore quali sono le dinamiche che regolano il funzionamento di questo settore, evidenziando in maniera chiara e tangibile sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Le vicende narrate non sono nient’altro che il pretesto per raccontare le ansie, le speranze e i sogni che qualunque animatore alle prime armi ha provato prima di entrare in un contesto così marcio e pieno di insidie come quello dei vari studi d’animazione. Quest’opera ci insegna che riuscire a realizzare il sogno di diventare animatori comporta tanta abnegazione, tanta pazienza e soprattutto tantissima determinazione. Del resto, solo dopo aver superato tutti quegli ostacoli sarà possibile raccogliere i frutti del proprio lavoro, riuscendo a pubblicare una o più opere capaci di emozionarci tanto quanto quelle che hanno iniziato a farci sognare. (Disponibile su Crunchyroll)

2) Kaguya-sama wa Kokurasetai?: Tensai-tachi no Renai Zunousen

Kaguya-sama: Love is War 2

Chiunque mi conosca almeno un po’ sa perfettamente quanto l’amore che io provo verso una serie come Kaguya-sama: Love is War sia sconfinato. Del resto, io ritengo che l’opera di Aka Akasaka sia da considerarsi una delle commedie romantiche più geniali e soprattutto originali dell’ultimo ventennio. Già l’anno scorso, infatti, avevo evidenziato quali fossero tutti i pregi di quest’opera, insignendo l’adattamento animato con il titolo di migliore anime del 2019. A poco più di un anno di distanza voglio confermare la mia scelta, soprattutto dopo le grandissime emozioni che la seconda stagione dell’anime è riuscita a darmi. Kaguya-sama wa Kokurasetai?: Tensai-tachi no Renai Zunousen non solo è riuscita a non deludere i telespettatori, ma è stata in grado di stupire chiunque. E non è un caso che del giro di un paio d’anni, una serie all’apparenza stupida e banale sia stata una di quelle più attese e discusse dell’intera produzione di serie animate giapponesi. In questa seconda stagione, lo staff di A1-Pictures ha voluto calcare parecchio la mano, prendendo tutti quegli aspetti che avevano reso famosa la prima stagione e arricchendo la storia con nuovi personaggi ed una maggiore attenzione ai vari background secondari. Questa serie ha dunque raggiunto la piena maturità, riuscendo ad unire comicità e dramma in quella che è un’opera semplicemente meravigliosa e capace di surclassare sotto ogni punto di vista la stagione precedente.

1) Kakushigoto

E il titolo di campione nonché di anime migliore di questo 2020 non può che essere assegnato a Kakushigoto. Quest’opera può essere definita a tutti gli effetti come una delle più grandi rivelazioni degli ultimi anni. Il titolo tratto dal manga di Kōji Kumeta, all’inizio della stagione primaverile era infatti passato un po’ in sordina, però proprio grazie agli innumerevoli rinvii che questa pandemia ha portato, la serie è riuscita ad emergere e a farsi strada tra tantissime altre ben più blasonate ed accattivanti, risultandone oltretutto superiore. L’elemento che forse ha permesso a questa serie di brillare più di altre è il turbine di emozioni originato dalla dicotomia tra le scene comiche e quelle più malinconiche. Quest’opera, similmente alle due precedenti, è considerabile come una storia d’amore atipica, dove non viene analizzata la relazione tra due persone innamorate, ma dove vengono tessute le lodi di un amore tenero e sincero nei confronti sia delle nostre passioni che delle persone a noi care. La storia di Kakushigoto ci racconta la vita e la quotidianità di due persone, Hime e Kakushi Gotō, legate da quello che probabilmente è uno dei rapporti padre-figlia più belli e sinceri mai visti in opere di questo tipo. Questa storia, oltre a strapparci diverse risate, è in grado di lasciarci molti insegnamenti. Essa ci fa capire come la vera gioia non sia sempre legata alla propria autorealizzazione, bensì dipende anche dalla felicità delle persone che noi amiamo, che esse facciano o no parte della nostra famiglia. Kakushigoto riesce, pur affrontando tematiche all’apparenza banali, a lasciare lo spettatore senza fiato con estrema naturalezza, e non vi nascondo che durante il finale qualche piccola lacrima è scesa sulle mie guance. Ma se le mie parole non vi bastano, potete tranquillamente fidarvi delle dichiarazioni dello stesso Kumeta, il quale ha affermato di preferire di gran lunga l’anime rispetto al manga da lui disegnato.


Cosa ne pensi dei dieci migliori anime del 2020 secondo Akiba Gamers? Qual è la tua top 10 personale? Faccelo sapere lasciando un commento qui in basso! Hai già dato un’occhiata ai 25 ANIME da vedere in quarantena – Parte II?

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Claudio Pavia
Da sempre amante di cinema, sceneggiatura e psicologia, la sua passione per il paese del Sol Levante deve tutto alle celebri opere di Gosho Aoyama e Go Nagai, oltre che a quell’amico d’infanzia che senza chiedere nulla in cambio gli prestò il suo primo The Legend of Zelda. Leggende narrano che persino i dipendenti Nintendo abbiano sentito il suo urlo di gioia durante il Direct dell’E3 2019.

1 commento

  1. Avatar

    La mia top ten (da cui ho escluso le serie che stanno attualmente andando in onda, altrimenti AOT, Jujutsu Kaisen e Higurashi Gou sarebbero in classifica):
    10) My Next life as a Villainess
    9) In/Spectre
    8) Noblesse
    7) Wandering Witch-The Journey of Elaina
    6) Somali and the Forest Spirit
    5) ID:Invaded
    4) Tower of God
    3) Yesterday wo Utatte
    2) Moriarty the Patriot (parte 1)
    1) Fruits Basket (stagione 2)

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