Lo scorso 27 giugno abbiamo assistito al primo concerto in Italia in assoluto dei MAN WITH A MISSION, una delle rock band più famose e apprezzate del panorama musicale nipponico. Conoscerete questi stravaganti artisti dalla testa di lupo per moltissime canzoni divenute celebri come opening di serie anime famose del calibro database (Log Horizon), Seven Deadly Sins (della serie omonima), My Hero (Inuyashiki) e ultime ma non meno importanti Kizuna no Kiseki (Demon Slayer) e Raise Your Flag (Mobile Suit Gundam: IRON-BLOODED ORPHANS).
Il concerto faceva parte della rassegna ASIA WAVE FEST al Circolo Magnolia di Milano, e ha chiuso una giornata scandita dalle voci e dagli strumenti artisti come SYNSNAKE (Corea del Sud), GRIMM GRIMM (Giappone) e CLOUDIAN (Corea del Sud). Nel corso della giornata, il talk di Esther Lipofago, gli spettacoli live cooking e live vocaloid e per chiudere una serata all’insegna della musica giapponese con il dj set di Yuriko Tiger.
Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare i MAN WITH A MISSION, ma prima di lasciarvi alle nostre domande eccovi la setlist del gruppo per il loro primo live in Italia.
Setlist dei MAN WITH A MISSION a Milano
- Dark Crow
- Get Off of My Way
- Merry-Go-Round
- Hey Now
- database
- Against the Kings and Gods
- Seven Deadly Sins
- DJ & Drum Session
- Fly Again
- Raise Your Flag
- DON’T LOSE YOURSELF
- Kizuna no Kiseki
Encore:
- When My Devil Rises
- yoake
A fine concerto, i MWAM hanno annunciato l’arrivo di un nuovo album nel 2027, i cui brani verranno diffusi come singoli a partire da questo agosto, nonché il loro desiderio di includere l’Italia nel prossimo tour, visto l’immenso entusiasmo dismostrato dal pubblico (composto in buona parte da fan di Gundam come il sottoscritto!).
Intervista ai MAN WITH A MISSION
È un onore per me potervi intervistare, poter intervistare uno dei miei gruppi preferiti. È da quando ho sentito “Raise Your Flag” per la prima volta che mi sono innamorato del vostro sound, del vostro stile e delle splendide voci.
R. Grazie, fratello!
Secondo la vostra biografia ufficiale, siete rimasti congelati in Antartide per anni ascoltando ogni sorta di genere musicale prima del vostro esordio. Quali artisti o gruppi vi sono rimasti maggiormente nel cuore e quali ascoltate ancora oggi?
R. Nirvana, Smashing Pumpkins, Dinosaur Jr., Rage Against The Machine, Radiohead, The Prodigy e Foo Fighters. Credo di ascoltarli ancora tutti.
È innegabile che il vostro successo in Occidente sia legato a doppio filo al mondo degli anime. Avete realizzato tantissime canzoni legate a serie incredibilmente popolari come Gundam, Demon Slayer e Seven Deady Sins. Siete appassionati del mondo anime? Quali sono i vostri preferiti?
R. Anch’io sono un fan degli anime. Il mio anime preferito al momento potrebbe essere Frieren: Beyond Journey’s End.
Se dovessi scegliere un classico, sarebbe AKIRA o Ghost in the Shell.
C’è un anime in particolare di cui sognate di cantare l’opening?
A. Berserk.
“Kizuna no Kiseki” realizzato in collaborazione con milet è il vostro brano più famoso su piattaforme come Spotify. Oltre che alla bellezza del brano e alla spinta del successo globale di Demon Slayer, pensate che la collaborazione con altri artisti sia in qualche modo una chiave per il successo? Con chi vi piacerebbe collaborare in futuro?
A. Non so se sia una chiave per il successo o meno, ma lavorare con altri artisti è sicuramente molto stimolante e divertente. Al momento non mi viene in mente nessun nome in particolare, ma siamo assolutamente aperti a nuove opportunità.
Parlando di Gundam, invece, oltre i brani realizzati per IRON-BLOODED ORPHANS, ho letto in un’intervista che Jean-Ken Johnny è in qualche modo appassionato della saga. Dato che è anche il mio franchise preferito, potete raccontarci del vostro rapporto con Gundam? Vi piace costruire GUNPLA?
A. Un tempo li costruivo da solo, ma ultimamente non più. Sono un grande fan, soprattutto della prima serie. Per me è come una bibbia. A mio avviso, è il capolavoro assoluto nella storia dell’animazione giapponese — non solo come animazioni, ma anche come storia.
È vero che il Barbatos Lupus è ispirato a voi ragazzi?
A. Ne sarei lusingato, ma non credo proprio.
(chiederò a Washio Naohiro, il mecha designer di IRON-BLOODED ORPHANS, se è vero! —nd Zechs)
Vista la vostra duplice natura umana e animale, avete spesso trattato nel vostro repertorio tematiche analoghe, essere umani ma non solo. In occasione dei festeggiamenti per il 40° anniversario di Devilman avete realizzato la splendida “When my Devil Rises”. Potete parlarci del vostro rapporto con Go Nagai e con Devilman in particolare e di come è nata questa collaborazione?
A. Ero, e sono tuttora, un grande fan del maestro Nagai e delle sue opere. È successo in modo del tutto naturale. Sono un grande fan del personaggio di Devilman. È una sorta di pioniere e leggenda dell’“eroe oscuro”.
Tra la vostra immensa tracklist figurano anche alcune cover di brani famosi come Thunderstruck e Smells Like Teen Spirit. Quali cover vi piacerebbe realizzare in futuro? Rientrano anche brani di artisti italiani fra questi, se ne conoscete?
A. Magari qualche canzone di Laura Pausini o di Vasco Rossi?
La musica giapponese sta prendendo sempre più piede in Italia grazie sopratutto agli anime, ma ci sono molti artisti che, non realizzando opening o ending non diventano famosi in Occidente, ma che sono altrettanto validi. Quali sono i vostri colleghi giapponesi che stimate maggiormente e vorreste far conoscere agli italiani?
A. Gli Hitsujibungaku sono un gruppo fantastico per chi ama il rock alternativo con chitarre. Inoltre, anche gli Age Factory, dal Giappone, sono un gruppo fantastico.
È la prima volta che vi esibite in Italia e sappiamo che desideravate farlo da tempo. Avrete modo di fare un giro per il paese? Cosa vi piacerebbe vedere, visitare e mangiare in giro per l’Italia?
A. Una volta sono venuto in Italia per motivi personali. Sono stato a Napoli e sull’isola di Capri, e mi è piaciuto tutto lì. Il cibo, la gente, il panorama, il quartiere… tutto.
Cosa ne pensate del Giappone moderno? Per molti italiani che amano la cultura giapponese, il Giappone è visto come un paradiso in cui trascorrere vacanze indimenticabili, ma ultimamente non tutti i turisti si comportano bene e rispettano il paese in cui si trovano e le persone che lo abitano. Cosa ne pensate delle decisioni del governo di limitare il turismo per preservare il proprio Paese?
A. Direi che è necessario imporre restrizioni o stabilire regole che le persone debbano seguire — ovviamente, in modo equo per tutti — e anche per salvaguardare il Paese. Ma allo stesso tempo, alcune persone reagiscono in modo esagerato, e questo può portare le cose in una direzione diversa e sbagliata, caratterizzata dall’odio e pericolosamente vicina al razzismo.
Sono un po’ preoccupato per ciò che sta prendendo piede in tutto il mondo e spero che non sfoci nell’odio o nella discriminazione.
Vi ringrazio a nome di Akiba Gamers e di tutti i fan italiani dei MAN WITH A MISSION per averci concesso questa intervista. Mi auguro che sia solo il primo di tanti concerti in Italia! Ci vediamo presto!
A. Cheers! Ci vediamo!
Vogliamo ringraziare i MAN WITH A MISSION, Mattia di Versus Music Project e Jack di RAN Touring Limited per averci concesso questa opportunità.
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