Keep Your Hands Off Eizouken! – Recensione della serie anime

Eizouken ni wa Te wo Dasu na! sin dalla sua messa in onda ha stupito migliaia di spettatori diventando una delle migliori serie del 2020. Ecco a voi la nostra recensione dell'opera targata Science SARU!

Keep Your Hands Off Eizouken! - Recensione della serie anime

Era il 27 luglio del 2016 quando, sulla rivista Monthly Big Comic Spirits di Shogakukan, apparve per la prima volta Eizouken ni wa Te wo Dasu na!, opera seinen scritta e disegnata dal mangaka Sumito Oowara. Meglio conosciuta con il titolo inglese Keep Your Hands Off Eizouken!, la serie ha avuto la fortuna di ricevere dopo soli quattro anni di pubblicazione un adattamento animato curato dal noto studio d’animazione Science SARU. Dopo essere stata confermata per la stagione invernale 2020 e dopo essere stata rilasciata sui canali televisivi giapponesi a partire dal 6 gennaio 2020, questa serie è riuscita a far ricredere moltissimi spettatori che ad un primo impatto non si erano lasciati convincere dalla trama dell’opera originale. Se da un lato è lampante come la trama non sia poi così intrigante e complessa, è assolutamente innegabile la cura con cui essa è stata riportata sul piccolo schermo. Sin dal suo primo episodio, infatti, balza subito all’occhio l’estrema cura e il rispetto con cui gli addetti ai lavori guidati dall’eclettica mente di Masaaki Yuasa, regista di anime come The Tatami Galaxy o del più noto DEVILMAN Crybaby, hanno ricostruito l’atmosfera dell’opera di Sumito Oowara.

La trama di Eizouken ni wa Te wo Dasu na!, pur presentandosi in maniera estremamente semplice e lineare, riesce grazie al brillante lavoro svolto dagli sceneggiatori e storyboarder a diventare una vera e propria lettera d’amore nei confronti di un’arte, spesso fin troppo sottovalutata, come quella dell’animazione.

Midori Asakusa è una liceale che adora gli anime e che sin da quando era solo una bambina passa la maggior parte del suo tempo immersa nei mondi pieni di fantasia e immaginazione che ama creare e disegnare sulle pagine del suo sketchbook. Di fatto per lei persino un semplice scarabocchio può trasformarsi in un’avventura semplicemente fuori dal comune. Sin da quando si è trasferita nella città di Shibahama, che per certi versi ricorda molto le ambientazioni di KILL la KILL, l’unica persona capace di riportarla alla realtà è Sayaka Kanamori, la sua migliore amica. Le due ragazze sono letteralmente agli antipodi, e capita spesso che l’infantilità e la spensieratezza di Asakusa si scontri con l’approccio estremamente calcolatore di Kanamori. Dopo l’incontro casuale avvenuto durante la messa in onda di un film, le due ragazze fanno la conoscenza della giovane modella Tsubame Misuzaki, la quale ha una passione nascosta per il mondo dell’animazione. Asakusa e Misuzaki per altro dimostrano di essere estremamente complementari in quanto la prima è più interessata agli scenari e ai setting delle sue avventure mentre la seconda ama disegnare il corpo umano in tutte le sue forme e movimenti. Kanamori, notando il talento delle due, intuisce una grande opportunità per fare soldi e propone alle due ragazze di creare un club di animazione dove poter iniziare la produzione di un vero e proprio anime. Dopo essere riuscite a fondare il club, tra le mille difficoltà del caso, il trio di ragazze intraprende un viaggio verso la creazione di un anime capace di stupire tutti quelli che non hanno mai voluto credere in loro.

Keep Your Hands Off Eizouken!

Come già affermato in precedenza, l’anime, grazie ad una narrazione eccentrica e vivace, riesce in maniera naturale a diventare un vero e proprio omaggio per quella che è l’arte dell’animazione. Ogni singolo episodio, grazie al particolare connubio che si crea durante le scene più oniriche e sognanti, si carica di un intento puramente celebrativo nei confronti sia di sentimenti quali la creatività e l’immaginazione sia nei confronti di quella che è la storia del media. Infatti, attraverso le citazioni che osserveremo mediante gli occhi e i disegni di Asakusa, avremo l’opportunità di vedere alcune delle tappe più significative che hanno contraddistinto il passato dell’animazione. Basta pensare ai continui riferimenti che vengono fatti alle creazioni del maestro Miyazaki o addirittura ai mecha di stampo classico, che ricordano molto i lavori di disegnatori del calibro di Shoji Kawamori e Yutaka Izubuchi. Oltre a dare una visione prettamente celebrativa di quello che il mondo dell’animazione, l’anime di Science SARU fornisce agli spettatori una visione chiara e tangibile sul funzionamento di quella che è l’industria di questo settore. Infatti, come facilmente intuibile il vero intento dell’anime non è tanto quello di sviluppare una trama coinvolgente e ricca di complessità e di colpi di scena, ma di avvalersi del contesto creato per far conoscere al pubblico tutta una serie di dinamiche che altrimenti non potrebbero mai essere comprese fino in fondo. Le azioni fatte dalle protagoniste non sono nient’altro che il pretesto per raccontare i sogni e le aspettative che hanno i giovani animatori. Non a caso, l’anime contrappone in maniera sistematica le speranza di queste giovani ragazze con le effettive difficoltà che quest’ultime devo affrontare giorno dopo giorno. Keep Your Hands Off Eizouken! ci insegna che a volte realizzare questo sogno comporta tantissimi sacrifici. La creatività spesso e volentieri non è sufficiente, dato che deve essere sempre supportata da fattori come la costanza e la progettualità. Del resto un mestiere complesso come quello dell’animatore richiede pazienza, impegno e soprattutto tanta determinazione, dato che realizzare un anime degno di questo nome è il frutto di centinaia se non migliaia di ore di lavoro e di ricerca.

Guardando i 12 episodi che compongono questa prima stagione dell’anime è impossibile non rimanere affascinati dal livello di qualità raggiunto dal lavoro svolto dallo staff di Science SARU. La serie animata, infatti, eccelle sotto moltissimi punti di vista, specie se si analizza il suo lato tecnico-realizzativo. Sotto un aspetto prettamente tecnico la serie è sicuramente di buonissima fattura ed è caratterizzata da delle animazioni che fanno della fluidità e della dinamicità il loro punto di forza. Visivamente Eizouken ni wa Te wo Dasu na!, rimanendo molto fedele all’opera originale, presenta uno stile grafico vagamente nostalgico e che si sposa alla perfezione con lo stile della regia di Masaaki Yuasa. Non a caso la grande eccentricità della storia e delle sue protagoniste riesce ad adattarsi perfettamente con le vesti grafiche e con lo stile registico estremamente dinamico di Yuasa. L’anime quindi finisce inevitabilmente per esaltare sentimenti puri e semplici come il genio e la creatività, dove anche le situazioni più banali possono diventare spunto per la costruzione di scene ed inquadrature sensazionali. Inoltre, è importante sottolineare la scelta singolare di non avvalersi di personaggi con caratteristiche fisiche marcatamente femminili ma di ricorrere ad una caratterizzazione dei personaggi più neutrale sia per la scelta dei colori predominanti che per le forme stesse dei personaggi. Il doppiaggio complessivamente è di buona qualità ed è caratterizzato dalle buone interpretazioni dei vari membri che compongono il cast dei doppiatori. Quest’ultimo risulta essere abbastanza vario ed offre il giusto mix tra persone con grande esperienza e volti nuovi ma incredibilmente talentuosi. Infatti, guardando l’anime avremo l’opportunità di osservare le performance di due new entry del mondo del doppiaggio, Sairi Itou (nei panni di Midori Asakusa) e Misato Matsuoka (nel ruolo di Tsubame Mizusaki), che andranno ad accompagnare la ben più celebre ed esperta Mutsumi Tamura (voce di Sayaka Kanamori).

Keep Your Hands Off Eizouken!

La colonna sonora di Eizouken ni wa Te wo Dasu na!, realizzata da Taichi Moriguchi (Oorutaichi) e dalla sound director Eriko Kimura, si presenta come una soundtrack capace di accompagnare senza troppi intoppi le avventure delle ragazze del club Eizouken. Infatti essa, pur avendo molti alti e bassi, contiene diverse chicche che contribuiscono ad esaltare i momenti topici della storia. Tra i vari brani che compongono la soundtrack di questo anime spicca sicuramente “Easy Breezy”, splendida opening realizzata dal gruppo chelmico. Quest’ultima non solo è stata in grado di imporsi facilmente come una delle migliori hit di questa prima metà del 2020, ma è riuscita persino a diventare un vero e proprio fenomeno di massa tra gli appassionati, che si sono letteralmente sbizzarriti sul web.

L’animazione è un’arte che merita rispetto!

Keep Your Hands Off Eizouken!La versione animata di Eizouken ni wa Te wo Dasu na!, oltre ad essere un eccellente adattamento dell’omonimo manga realizzato da Sumito Oowara, è andata ben oltre le aspettative, riuscendo grazie alle caratteristiche tipiche del media ad essere il perfezionamento dell’opera cartacea. Infatti, Science SARU ha sfruttato a pieno tutte le potenzialità di una storia semplice ma ben scritta per creare un’opera capace rendere giustizia ad un’arte, spesso non ritenuta tale, come l’animazione.

Al netto di pochissimi difetti presenti in questo adattamento animato, di sicuro ci troviamo di fronte ad una serie semplicemente eccellente e capace di confermarsi come una delle migliori serie animate di questa prima metà del 2020.

Per chi vuole sapere come si fa un anime

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Claudio Pavia
Da sempre amante di cinema, sceneggiatura e psicologia, la sua passione per il paese del Sol Levante deve tutto alle celebri opere di Gosho Aoyama e Go Nagai, oltre che a quell’amico d’infanzia che senza chiedere nulla in cambio gli prestò il suo primo The Legend of Zelda. Leggende narrano che persino i dipendenti Nintendo abbiano sentito il suo urlo di gioia durante il Direct dell’E3 2019.

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