Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan – Recensione

Abbiamo recensito Star Wars: Leia. Principessa di Alderaan, nuova serie manga adattata dal romanzo di Claudia Gray ed edita da Planet Manga

Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan - Recensione

Dopo Star Wars Rebels, manga di quattro volumi (qui trovate la nostra recensione del primo), e precedentemente all’uscita di un’altra serie, Star Wars l’Alta Repubblica: L’equilibrio in bilico (annunciato per il 14 luglio), approda nel nostro paese il primo numero della collana tratta dal famoso romanzo di Claudia Gray del 2018. La storia di una delle principesse più note e amate al mondo è ora disponibile in formato manga: Star Wars: Leia. Principessa di Alderaan. Ora sta a voi decidere, dopo aver letto la nostra recensione, se questi volumi finiranno o meno ad abbellire le vostre librerie!

Star Wars: Leia, Principessa di Alderaan - Recensione

  • Titolo originale: Star Wars: Leia Organa-Ordeal of the Princess
  • Titolo italiano: Star Wars: Leia. Principessa di Alderaan
  • Uscita giapponese: 2019
  • Uscita italiana: 12 Maggio 2022
  • Numero di volumi: 1 (in corso)
  • Casa editrice: Planet Manga (Panini comics)
  • Genere: Avventura, Spazio, Mistero, Battaglie, Sci-fi
  • Disegni: Haruichi
  • Storia: Haruichi (Adattata dal libro di Claudia Gray)
  • Formato: Bossurato, copertina flessibile, 13 cm x 18 cm, bianco e nero
  • Numero di pagine: 184

Abbiamo recensito Star Wars: Leia. Principessa di Alderaan tramite volume stampa fornitoci da Planet Manga.

Brividi dall’Impero

La figura di Leila Organa non è certamente nuova ai fan di Star Wars: dagli amanti degli primi episodi (rinominati 4, 5 e 6) sino all’ultima saga prodotta dalla Disney, la figura della principessa impersonata dalla compianta attrice Carrie Fisher (apparsa per l’ultima volta in Star Wars: L’ascesa di Skywalker) è rimasta nei cuori di tutti. Se il suo emblematico volto è riconosciuto da chiunque, meno nota è ovviamente la lore che precede i fatti del film (se non quasi ignota) e raccontata nel libro di Claudia Gray. Dopo Bloodline, infatti, anche Leia. Principessa di Alderaan è considerato canonico dell’universo di Guerre Stellari, andando a coprire quel buco narrativo legato ad uno dei personaggi portanti del brand.

La storia tratta appunto l’infanzia di Leila e le vicende che l’hanno portata a diventare la principessa che tutti conosciamo. Il primo volume in particolare si incentra sul rito di passaggio al trono, consistente in tre prove: scalare una montagna, fare da apprendista presso il senato e soccorrere la popolazione di un altro pianeta per dimostrare rispettivamente la forza del corpo, della mente, e del cuore. Questo è ovviamente solo un espediente per introdurre una serie di personaggi, situazioni e viaggi spaziali che serviranno a creare un contesto curato per la crescita della principessa. Non solo ci verranno mostrate le sue capacità, sia di coraggio che di ingegno, ma anche quella tensione vibrante di chi prova ad opporsi all’Impero Galattico sul piano della diplomazia. Bene, ora che avete chiaro il contesto di questo manga, non rimane che valutare se un ottimo libro può trasformarsi in un pessimo manga… e se la risposta può essere spesso un sì, sarete felici di sapere che non è questo il caso.

Innamorati di qualcuno che sia bravo con la contabilità!

Come anticipato, e senza lasciarvi troppo sulle spine, possiamo tranquillamente affermare che Star Wars: Leia. Principessa di Alderaan è un volume che merita di essere sfogliato, e per due semplici motivi: la caratterizzazione che viene ricamata attorno alla principessa e le atmosfere raffigurate. Queste due componenti non avevano spiccato per qualità in Star Wars Rebels, mentre in questo caso sono veri e propri sostegni dell’opera. Partiamo dalla parte più introspettiva. La giovane Leila rappresentata in questo volume risponde a tutti i requisiti che un fan si possa essere immaginato sul suo percorso di crescita all’uscita dei primi film di George Lucas: un animo buono, furba di carattere, capace di districare gli intrighi e risoluta quanto basta. Una principessa alla quale viene insegnato che si deve collaborare per risolvere i problemi ma che, a causa di una buona dose di testardaggine, non sempre finisce seguire la giusta strada.

Attorno a ciò viene poi costruito un background fornito di ottimi personaggi “secondari”, allineati con quanto scritto nel libro, con picchi di simpatia (adoro il lucertolone) e di oscurità, come per i sottoposti dell’Impero. Le condizioni umane, sia dei pianeti visitati, che delle persone conosciute, unite alle loro rappresentazioni facili da memorizzare, sono poi gli ingredienti finali per un’opera con molti tratti psicologici piacevoli da leggere.

Alderaan come non lo hai mai visto

Il secondo punto a favore del manga è quello legato al comparto grafico. Anche in questo caso la composizione viene lasciata a un mangaka al suo primo lavoro importante, Haruichi, che però, grazie al suo particolare stile, accompagna delicatamente i fatti narrati, mantenendo al contempo le atmosfere adeguate per il volume. Già le prime pagine, con un incipit solenne, evidenziano come l’opera non sia un banale riempitivo del mondo Star Wars. Ogni personaggio è quindi sostenuto da un buon reparto tecnico e da tonalità adeguate, con tratti curati a sufficienza per renderli piacevolmente distinguibili tra loro. Se Leila rimane la più “abbellita”, con un volto ormai idealizzato in quello di una giovane Carrie Fisher e decorazioni finemente ispirate al libro, anche  gli altri personaggi non sono da meno: verrete ammaliati dalla gioia dei profughi aiutati dalla principessa o dalle sue spalle (la lucertola poi!), rimarrete tristi di fronte sofferenza che pervade lo spazio e finirete intimoriti da coloro che provano conquistarlo. Il gran moff Wilhuff Tarkin tra tutti incute timore anche senza presentazioni, così come il mondo Imperiale.

Quindi, oltre agli umani, anche le ambizioni e i paesaggi sono ottimamente costruiti, da quelle di piccola scala, come edifici, montagne o navicelle, sino ai pianeti e allo spazio circostante. Nel complesso, per quanto la tecnica sia delicata e più orientata allo stile fumettistico rispetto a quello dei manga, si può dire che il livello grafico sia decisamente ottimo per un’autore ancor poco conosciuto, in grado di esaltare molti elementi… e Alderaan stesso.

Per chi e come…

Per finire, alcuni dettagli tecnici e consigli per il pubblico: il volume è il classico formato della Planet Manga ovvero 13×18, molto solido, ma anche facile da sfogliare, con 184 pagine senza pubblicità ne particolarità, se non una: le 13 facciate iniziali sono a colori, delicati e pastellosi, e fanno in modo di imprimere bene nel lettore i colori di questo universo.

Visti i contenuti, consigliamo questa avventura non solo ai fan di Star Wars, ma anche a chi non segue la serie, a patto che possa apprezzare il classico inizio alla “principessa che vuole farsi amare dai suoi sudditi e che vuole emanciparsi”,  tipo Mulan o, per citare un manga recente, a La Regina d’Egitto. Oltre all’azione infatti, buona parte di questo volume verte su diplomazia e prove personali, che Leia dovrà affrontare per farsi riconoscere come prossima regina.

Principessa da favola

Concludendo, possiamo dire che Star Wars: Leia. Principessa di Alderaan inizia egregiamente una nuova serie dell’universo manga di Star Wars, mantenendo alta la qualità narrativa e sopperendo ai punti critici della precedente serie targata Planet Manga. Visivamente d’impatto, con una struttura solida e una narrazione intrigante quanto basta, la vita di Leia incuriosisce, oscillando continuamente, ma in modo bilanciato, tra serietà e umorismo. Un primo volume fedele all’opera, con una trama che può apparire forse un poco scontata, ma non pesa assolutamente sulla qualità in sé, ne sulla capacità di intrattenere… soprattutto se consideriamo il colpo di scena finale e i piccoli spezzoni psicologici che costruiscono la figura della principessa. La parta migliore per ora è che, finito il volume, vi sembrerà che la principessa Leia abbia sempre avuto questo background così realistico e attinente al suo carattere.

Un manga entusiasmante

Scrittore per passione, famoso per aver scoperto la pozione che preserva i capelli e l’anima, la usa su di sé per terminare il dottorato in ingegneria ambientale. Utilizzando la magia infusa nelle parole tenta da anni di convertire gli eretici alla cultura giapponese. Adora il metal, i videogiochi, i fumetti e tutto ciò che si può fare mangiando cioccolata all’ombra di una montagna.

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