Miss Kobayashi’s Dragon Maid – Recensione del primo volume

La nostra recensione del primo volume di Miss Kobayashi's Dragon Maid, serie disegnata da Coolkyoushinsha e portata in Italia da J-POP Manga

Miss Kobayashi's Dragon Maid - Recensione del primo volume

Miss Kobayashi’s Dragon Maid, scritto e disegnato dal mangaka Coolkyoushinsha sin dal 2013, è sicuramente una delle opere slice of life più particolari e appassionanti degli ultimi anni. Conosciuta inizialmente fuori dal Giappone come serie di nicchia, è salita alla ribalta quando nel 2017 la casa di produzione Kyoto Animation, vera e propria maestra del moe, ne ha realizzato un adattamento animato di prima qualità. Adattamento animato che proprio di recente si è arricchito con una nuova stagione, Miss Kobayashi’s Dragon Maid S, che ha segnato proprio anche il ritorno sulle scene di una KyoAni totalmente rinata (qui trovate le nostre impressioni a riguardo).

L’annuncio si è fatto attendere parecchio ma J-POP, sempre attentissima a notare quei manga che riscontrano un certo successo online in imageboards e forum vari (come successo con Komi can’t Communicate e Non tormentarmi, Nagatoro!) ha finalmente acquisito i diritti per poter pubblicare la serie in Italia. Andiamo dunque a vedere quali sono i punti di forza di questo Miss Kobayashi’s Dragon Maid, disponibile alla vendita online e in fumetteria a partire dal 19 gennaio 2022.

Miss Kobayashi's Dragon Maid - Recensione del primo volume

  • Titolo originale: Kobayashi-san chi no maidoragon
  • Titolo italiano: Miss Kobayashi’s Dragon Maid
  • Uscita giapponese: 2013
  • Uscita italiana: 19 gennaio 2022
  • Numero di volumi: 2 (in corso)
  • Casa editrice: J-POP Manga
  • Genere: slice of life, commedia, yuri
  • Disegni: Coolkyoushinsha
  • Storia: Coolkyoushinsha
  • Formato: 12.5×18, brossurato con sovraccoperta, b/n
  • Numero di pagine: 154

Abbiamo recensito Miss Kobayashi’s Dragon Maid tramite volume stampa fornitoci da J-POP Manga.

In their tongue, she is… Dovahkiin

La signorina Kobayashi (nome completo sconosciuto) è una programmatrice ordinaria, che conduce una vita altrettanto ordinaria: impiegata alla InferNet come sistemista, passa le giornate fra il troppo lavoro e una vita privata piatta e solitaria, a parte le occasionali bevute con il collega Takiya, che come lei ha una forte passione per la figura della cameriera e in particolare per le loro uniformi. Una notte, una Kobayashi decisamente ubriaca, perdendosi mentre torna a casa si imbatte in un drago, atterrato lì in punto di morte. Mossa da compassione e convinta di essere in un sogno, estrae la spada conficcata nel suo corpo e la salva, fermandosi a chiacchierare con la creatura. Alcuni giorni dopo, si presenta davanti alla sua porta con fattezze umanoidi e una uniforme da cameriera Tohru, ovvero proprio il drago che aveva salvato, pretendendo di ricambiare il favore e dichiarandosi pazzamente innamorata della sua salvatrice. Kobayashi mossa da compassione la assume come cameriera, e da allora la sua vita inizia a cambiare, dovendo fare i conti con la presenza costante di Tohru e venendo a contatto con numerose altre creature magiche, compresi altri draghi, ognuno più pazzo e buffo del precedente.

Nel primo volume facciamo la conoscenza solamente di una piccolissima parte del vasto cast di personaggi secondari, andando più che altro a gettare le basi per la trama mostrandoci le prime difficoltà di Tohru ad adattarsi alla vita umana, vivendo un pochino “all’ombra” di Kobayashi.

Kobayashi la cavalcadraghi

Il primo volume, iniziando in medias res e facendoci scoprire “a ritroso” come Tohru e Kobayashi si sono conosciute, mette subito in chiaro le dinamiche del manga, fatto principalmente di siparietti comici e quasi sempre autoconclusivi, che mostrano aspetti particolari della vita di coppia delle due: Tohru è innamorata persa di Kobayashi e prova in tutti i modi a dimostrarglielo e a farsi accettare, cercando per esempio di farle mangiare un pezzo della sua coda o di lavarle i vestiti leccandoli, mentre Kobayashi è impassibile e resiste a tutti gli approcci della cameriera drago, dimostrando comunque di essere affezionata a lei. Un rapporto che chi ha guardato l’anime sa bene andrà ad evolversi e diventare man mano più profondo, complice anche l’entrata in scena di tutto un cast di personaggi secondari che vanno ad unirsi (e spesso a scontrarsi) con Tohru, primo fra tutti, l’arrivo di Kanna Kamui.

Miss Kobayashi's Dragon Maid - Recensione del primo volume

Sebbene la maggior parte dei capitoli siano dedicati a scene slice of life comiche o comunque piuttosto spensierate, non mancano tuttavia gli spunti di riflessione e le scene più piene di pathos, specialmente quando Tohru riflette sulla sua condizione. Come è possibile la convivenza fra una creatura magica praticamente immortale che se volesse sarebbe in grado di annientare tutta la vita sulla Terra, e una semplice umana dal ciclo vitale così breve? Queste scene riusciranno sicuramente a colpirvi nel profondo, ma alla fine si ritorna sempre a farsi una risata o a un confronto in grado di scaldarci il cuore, perché come ammette Tohru stessa, non ha senso preoccuparsene così in anticipo, sentimento sicuramente condiviso dal lettore.

Miss Kobayashi's Dragon Maid - Recensione del primo volume

Coolkyoushinsha fa quello che vuole

La stragrande maggioranza delle lettrici e dei lettori che si approccia a questa serie probabilmente si è lasciata conquistare già anni addietro dall’adattamento animato, e dunque potrebbe rimanere stupita dallo stile dei disegni del manga. Coolkyoushinsha ha un particolarissimo modo di disegnare, da sempre fortissimo seguace della religione del moe portato a livelli estremi. Molto più che nell’anime di KyoAni, i personaggi (per lo più femminili) che popolano la serie sono disegnati in maniera abbastanza stilizzata ma incredibilmente espressiva, con occhioni enormi e proporzioni decisamente poco realistiche (aspettate l’arrivo di Ilulu e vedrete…). Le linee del disegno, morbide e curve, si innestano perfettamente nel tessuto narrativo del manga dandoci l’idea di una serie certo in grado di colpirci nel cuore ma che principalmente vuole farci ridere e stare bene, rilassare la nostra mente facendoci pensare solo a questi adorabili draghi e alle cameriere.

Anche se non è assolutamente il focus principale della serie, non mancano diverse scene decisamente fanservice in cui ci vengono mostrate più in dettaglio le sinuose forme della cameriera drago. Coolkyoushinsha non ha mai fatto mistero di essere un grande amante dei seni prosperosi, cosa che si vedrà spesso specialmente nei disegni a pagina intera che vanno ad introdurci ogni nuovo capitolo. Alcune di queste scene nei prossimi volumi visti i personaggi coinvolti potrebbero risultare un po’ problematiche, ma la serie non si spinge mai troppo oltre, dimostrando in ogni modo un certo tatto. Le sottotrame yuri si sprecano specialmente nel rapporto fra le due protagoniste, ma non solo.

Tohru, un drago dagli enormi poteri, si stabilisce a casa dell’impiegata Kobayashi per diventare la sua cameriera. Nonostante la creatura leggendaria guardi l’umanità dall’alto in basso, ogni giorno serve diligentemente la sua padroncina in nome dello sconfinato affetto che prova per lei. Il suo zelo, però, la porta a commettere diversi “errori”… Inizia la convivenza tra un’impiegata stressata e la sua maid-drago pasticciona!

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L’edizione cartacea di J-POP è come sempre di ottima fattura: i volumi sono un po’ più sottili dello standard per quanto riguarda il numero di pagine, tanto che i primi due volumi sono usciti in contemporanea, proprio com’è successo per Don’t toy with me, Miss Nagatoro!, ma in generale la carta è di buona qualità, così come la copertina che è ben disegnata e raccoglie disegni inediti dell’autore. Il primo volume è disponibile anche in una variant con copertina esclusiva, ma allo stesso prezzo, per la gioia dei collezionisti. Il prezzo, considerando i rincari che diverse case editrici stanno scaricando ai consumatori finali, è rimasto uguale ed è più che adeguato per l’offerta.

Miss Kobayashi's Dragon Maid - Recensione del primo volume

Mi sento di consigliare Miss Kobayashi’s Dragon Maid principalmente a chi apprezza serie leggere, spensierate, dalle tematiche semplici e slice of life in grado di scaldare il cuore e di far ridere il lettore. Per chi ha apprezzato l’anime è un acquisto quasi obbligato da recuperare e mettere in libreria, mentre chi si aspetta serie fortemente drammatiche o più action oriented qui troveranno un pochino di dramma e qualche scena concitata, ma di sicuro non abbastanza da giustificarne l’acquisto.

Scaldami il cuore con le tue palle di fuoco

Miss Kobayashi’s Dragon Maid è una serie che ha in qualche modo raccolto l’eredità di opere a tema slice of life del passato apprezzatissime ancora oggi, come Nichijou e Yotsuba&!, che spesso vengono considerate il top nei loro rispettivi generi di appartenenza. Una storia semplice ma appassionante incentrata tutta sui rapporti umani fra protagonisti e personaggi secondari diversi non solo per carattere ma anche per specie, in grado di farci ridere in una pagina, per poi riflettere e commuoverci nell’altra, è una serie che riesce a rimanere impressa nel cuore del lettore sin da questo primo volume, che in realtà getta le basi per molti degli sviluppi di trama futuri. Unita al particolare e inconfondibile stile di disegno di Coolkyoushinsha, la cameriera drago di Kobayashi è un manga imperdibile che tutti gli amanti delle commedie romantiche non dovrebbero lasciarsi scappare. Come al solito, l’edizione italiana a cura di J-POP è qualitativamente più che adeguata, e dimostra una grande abilità della casa editrice di andare a cercare proprio quelle serie “di culto” in certi ambienti interettiani che in qualche modo riescono sempre a conquistarmi di più. Cara J-POP, se stai leggendo: Elf-san wa Yaserarenai, pretty please?

Uno dei migliori slice of life in circolazione

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Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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