Unemployed Concentration Camp – Recensione

Entriamo oggi nel mondo di Unemployed Concentration Camp, il seinen disponibile in Italia sulla collana Planet Manga di Panini Comics

Unemployed Concentration Camp

Unemployed Concentration Camp (in originale 無職強制収容所 – Mushoku Kyousei Shuuyoujo) è un seinen manga scritto da Atsushi Kamakura e disegnato da Rei Akira, tratto da una web novel ed edito da Futabasha in patria e disponibile in Italia grazie a Panini Comics sulla collana Planet Manga, che lo dota anche di una bellissima sovracoperta. Tra il 2016 e il 2018 sono stati rilasciati tutti i 6 volumi, per un totale di 29 capitoli contenenti la coinvolgente storia che andremo insieme ad analizzare.

Nonostante cominci utilizzando il NEET (Not in Education, Employment or Training) Yuto Aizawa per illuminare il lettore sul background distopico in cui si trova, il manga tratta delle vicende di Tatsuya Kamijo, sfortunato ventisettenne licenziato dalla sua impresa nonostante i suoi passati successi. Ma cominciamo dal principio. Nel 2022 viene improvvisamente approvata in Giappone la Legge per la Riabilitazione dei Non-Lavoratori, legge secondo la quale chi non percepisce un salario minimo di 70.000 yen (circa 500 euro) viene condannato ad una riabilitazione forzata, culminante con la perdita della memoria e il reinserimento nella società, con una nuova volontà da lavoratore stacanovista. Successivamente ci viene presentato Tatsuya, il vero protagonista della serie, il più giovane impiegato della sua azienda. Lì si occupa di investire su imprese energetiche dell’India e della penisola araba, riscuotendo un discreto successo e facendo guadagnare milioni di yen alla sua impresa. Anche la vita sentimentale del ragazzo va molto bene: infatti, grazie alla sua condizione lavorativa, è fidanzato con la giovane Manami, il cui unico scopo nella vita è sposarsi con Tatsuya ed evitare (facendo praticamente la mantenuta) di dover essere riabilitata. Tutto questo consente al giovane di ritenersi parte dell’elite, dei migliori, senza doversi preoccupare di situazioni spiacevoli.

Un protagonista altezzoso e pieno di sé come siamo stati abituati a vederne nel tempo, da Light Yagami di Death Note a Kei Kurono di GANTZ, ma che si troverà ben presto a dover fronteggiare delle inaspettate difficoltà: nello stesso giorno infatti, Tetsuya verrà derubato da un finto poliziotto di tutti i suoi averi e licenziato dalla sua impresa a causa di un altro impiegato, Takagi. Ritrovandosi con le spalle al muro, il nostro algido protagonista si ritroverà a perdere la calma, picchiando l’ex collega e condannando se stesso a non poter trovare altri lavori a causa della sua condotta violenta. Così, dopo sei mesi, verrà obbligato a lavorare forzatamente per diventare un agente per la sicurezza, uno di coloro i quali si occupano del trasporto dei disoccupati, non venendo ritenuto degno neanche della riabilitazione. Ma le sorprese per il giovane non sono ancora finite: il centro di addestramento si rivelerà essere una sottospecie di campo di concentramento, nel quale i diritti dei prigionieri vengono annullati al punto di ricevere un numero al posto del nome di battesimo. Questo azzeramento dell’individualità, unito all’assunzione forzata di droghe per limitare le capacità intellettive, renderà la stragrande maggioranza dei prigionieri alla stregua di maiali, che agiscono per istinto e non utilizzando la ragione. Durante la prigionia, Tatsuya conoscerà Saya, una ragazza alla ricerca del fratello, e Bucchi, uomo dal passato misterioso, che come lui sono riusciti a mantenere intatta la propria coscienza di sé. Tra cospirazioni governative e colpi di scena inaspettati, seguiremo quindi le vicende del gruppetto alle prese con atti di violenza quotidiani e completamente gratuiti da parte delle guardie carcerarie addette al loro addestramento. Si arrenderanno a diventare agenti governativi a loro volta, o si ribelleranno?

Con queste premesse, ovviamente il manga andrà a trattare temi “difficili” come la discriminazione verso chi è più debole, il potere dei soldi e la volontà di esser pronti a tutto per ottenerlo, la violenza perpetuata dagli esponenti delle forze dell’ordine durante lo svolgimento del loro compito, per alcuni di loro motivo di gioia, per altri di tristezza e incredulità. Insomma, è un’opera a tutto tondo, capace di alternare continuamente le nostre simpatie tra i due schieramenti, quello delle guardie e quello dei carcerati.

Come già accennato, le vicende di Unemployed sono parecchio frenetiche, anche a causa della brevità del manga, e questo aspetto può essere tanto positivo quanto negativo. L’autore infatti, racchiudendo una storia con una grande potenzialità di sviluppo in soli sei volumi, non lascia al lettore il tempo di distogliere lo sguardo, e lo costringe a leggere l’opera nella sua interezza in poco più di mezza giornata. Allo stesso tempo però, questa compressione della storia sacrifica parecchie possibili diramazioni della vicenda ed approfondimenti sui vari personaggi in gioco, che pur non essendo tantissimi, sono in numero sufficiente da non riuscire ad essere ben sviluppati in un contesto così breve.

Per quanto riguarda il lavoro di Rei Akira, c’è ben poco da dire. Il manga è disegnato molto bene, e la capacità dell’artista di rendere i sentimenti ed i pensieri dei personaggi attraverso le loro espressioni è ben più che sufficiente a farci immergere nella lettura. Menzione particolare ad alcune tavole “grandi” su due pagine, spesso utilizzate per visioni di paesaggi o per far notare la piccolezza dei protagonisti rispetto a ciò che li circonda.

Dura Lex Sed Lex

Unemployed Concentration Camp copertinaEssendo un seinen manga, sono ovviamente presenti scene di violenza e di sesso, e data la natura dell’opera non stupirà certo trovare immagini di stupri o di omicidi. Il tutto è comunque sempre contenuto rispetto alla storia, e mai queste scene prendono il sopravvento diventando protagoniste, come accaduto in altri titoli.

Consigliamo quindi l’opera a chiunque abbia voglia di passare un po’ di tempo in compagnia di un futuro distopico e violento, o a chi cerchi un manga “impegnato”, mentre ovviamente sconsigliamo l’acquisto a persone dallo stomaco debole o come regalo a bambini di otto anni. Anche se, al giorno d’oggi…

Distopicamente consigliato

Akkarin
Dai fantasy agli anime, dai manga ai videogiochi, cerca ancora un equilibrio tra storie fantastiche e dura realtà… preferendo su tutto un piatto di lasagne.

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