Star Wars Rebels – Recensione del primo volume

La nostra recensione di Star Wars Rebels, manga dell'autore esordiente Akira Aoki in tre volumi pubblicato in Italia da Planet Manga

Star Wars Rebels - Recensione del primo volume

Se c’è una cosa di cui si deve dare atto a Disney, con la sofferta (per i fan storici) acquisizione della Lucas Film, è quella di aver riportato in auge un brand che è sempre stato famoso, ma principalmente per la nicchia dei nerd. Negli ultimi è davvero difficile trovare qualcuno che non conosca il mondo di guerre stellari, e anche per questo l’universo della Forza si sta ampliando all’animazione e ai manga. Di certo sarete incappati nell’ultimo e acclamato Star Wars Visions (qui la nostra recensione), ma in precedenza già varie serie animate avevano iniziato a trattare il tema, generalmente coprendo o ampliando gli ampi spazi temporali lasciati tra un film e l’altro. Star Wars Rebels fa proprio questo, e se siete curiosi andiamo a scoprire insieme come!

Star Wars Rebels - Recensione del primo volume

  • Titolo originale: Star Wars: Hanransha-tachi
  • Titolo italiano: Star Wars Rebels
  • Uscita giapponese: 13/12/2019
  • Uscita italiana: 03/02/2022
  • Numero di volumi: 1 (di 3 in corso)
  • Casa editrice: Planet Mnga
  • Genere: Avventura, Spazio, Mistero, Battaglie, Sci-fi
  • Disegni: Akira Aoki
  • Storia: Akira Aoki (Basata sulla serie animata)
  • Formato: 13 x 18, bianco e nero, brossurato
  • Numero di pagine: 160

Abbiamo recensito Star Wars Rebels tramite volume stampa fornitoci da Panini Comics.

L’era della ribellione

La trilogia di Star Wars Rebels di Akira Aoki, del quale recensiamo il primo volume, si basa sull’omonima serie animata statunitense ideata da Simon KinbergDave Filoni Carrie Beck. Iniziata nel 2014 l’opera ha all’attivo 4 stagioni, la prima delle quali verrà per l’appunto coperta da questi tre volumi. La collocazione temporale è piuttosto precisa: la storia si svolge sul pianta di Lothal, nei territori dell’orlo esterno, approssimativamente 5BBY, ovvero 5 cinque anni precedentemente alla battaglia di Yavin, che comporta la distruzione della prima Morte Nera nel film Guerre stellari (o come è stato poi rinominato Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza).

Star Wars Rebels - Recensione del primo volume

Per intenderci, il manga inizierebbe nello stesso periodo in cui Han Solo viene catturato da Boba Fett. L’esordio avviene con l’entrata in scena di Erza Bridger, un ragazzino dotato di una certa abilità e potenza che vive rubando alle guarnigioni dell’Impero Galattico che sono stanziate sul pianeta. Mentre sta programmando in solitaria l’assalto a un carico di merci nella capitale Erza si trova a concorrere contro Kanan e la sua squadra, la Spectre, composta anche da Hera, Chopper, Zeb e Sabine. In questo modo i due team entrano in contatto tra loro e, attraverso varie vicissitudini che incontreremo nei prossimi volumi, avranno la possibilità di conoscersi meglio. Anche noi lasciamo quindi che il resto dei misteri legati al giovane protagonista e al variegato gruppo di ribelli vi venga chiarito tramite la lettura di questi capitoli, sempre che decidiate di comprarli!

Quando c’era l’impero

Star Wars Rebels riprende una tematica più volte affrontata nella famosa saga, quella dell’aura minacciosa dell’impero Galattico che avanza indisturbata, e lo fa nel periodo dove si trova ad avere il pieno potere: è solo a partire dall’anno 5BBY infatti che iniziano a moltiplicarsi le fronde di ribelli e di rivoltosi apertamente contro questo incredibile ordine basato su una dittatura feroce e sull’odio, tempi sempre affascinanti e a tratti anche attuali (fatti o riferimenti alla guerra in corso sono puramente casuali, essendo la recensione stata scritta prima).

Visto il ruolo di superiorità tecnologica dell’impero non dobbiamo quindi stupirci che nell’opera traspaia l’accezione negativa del progresso, con lo sfruttamento indiscriminato dei pianeti, tra i quali quello di Lothal. Perché se la disponibilità di armamenti e di astronavi è un tratto caratteristico della flotta imperiale, l’altro, quello meno evidente, è l’assalto alle risorse ambientali e strategiche, che porta desolazione e povertà: sicuramente uno sforzo di quest’opera viene fatto nel mostrare il lato “caritatevole” del mondo di Star Wars, quello composto da individui che si prodigano per aiutare il prossimo a superare la sottomissione all’Impero e a non perdere la speranza.

A volte si viene colpiti

Come per molti casi simili, anche per questa serie si punta su un mangaka esordiente, al suo primo lavoro di spessore. L’adattamento di Akira Aoki deve essere in questo caso valutato su due fronti emblematici, ovvero personaggi e storia. Per quanto riguarda la seconda, chi ha visto la serie avrà avuto qualche perplessità: nonostante il manga sia fluido, scorrevole e con una buona impaginazione, si nota il consueto problema di fondo del dover condensare troppi episodi (15 in questo caso) in soli tre volumi. Balzano subito all’occhio i tagli nelle sotto-trame, tra i quali il più evidente è sicuramente quello effettuato sull’agente Kallus, e per effetto su Zeb, che ne era il principale rivale.

La stessa mancanza di atmosfera, di background e di parziale inconsistenza della storia si trasmette a tutti i personaggi, eccezion fatta per i due eletti a protagonisti, ovvero Erza e Kanan. Tanto per fare un esempio ci si dimentica quasi istantaneamente di Sabine, a tal punto da non riconoscerla nelle scene di battaglia successive. Anche a livello stilistico le pecche non sono poche: molti dettagli sono curati, è vero, ma si nota troppo la discrepanza tra alcune scene e altre, e il colore uniforme non aiuta: a parere personale trovo piacevoli quei manga dove non c’è un forte contrasto di bianchi e neri, ma solo se coprono un arco narrativo tranquillo, rilassante. Sono piacevoli per un manga shojo, ma non per un Star Wars, soprattutto se l’unica scena marchiata d’inchiostro è il primo piano di Kanan, che lo fa apparire sinistramente cattivo senza alcuna motivazione.
Un ultimo affondo, certamente non dipendente dal mangaka, riguarda la traduzione/collocazione delle frasi: a tratti sembra scostante, con un effetto “spezzettato” nei discorsi, e ciò crea qualche problema di comprensione, come nel finale.

Star Wars Rebels - Recensione del primo volume

E altre si colpisce

Parlando di pregi proprio il finale aggiunge un enorme punto a favore di quest’opera: si tratta delle pagine che dovrebbero rappresentare in formato manga i contenuti del libro “I Signori dei Sith“, storia che aveva fatto vincere proprio a Akira Aoki il contest “Line Manga Star Wars Indies Award 2017”. Una piccola rappresentazione di un libro difficile da reperire in Italia.
Tornando alla storia ci sono anche molti punti a favore dell’autore: i tratti sono morbidi, puliti e molto chiari, e graficamente le tavole scorrono piacevolmente, sia in quelle più stilizzate o prive di sfondo che in quelle ove viene posta particolare cura ai dettagli, quali incrociatori o elementi urbani. Si può dire inoltre che i personaggi siano stati meglio definiti rispetto alla serie, magari non come caratterizzazione, ma lo stile ruvido e a tratti meno espressivo del 3D si uniforma alla dolcezza dei disegni, rendendo espressioni, concetti e pensieri decisamente meglio rappresentati.

Star Wars Rebels è uno di qui volumi che non consiglieresti a tutti, ma solo a chi ha già un infarinatura del mondo di Guerre stellari, o anche solo della filmografia principale. Nulla vieta a un fan alle prime armi di prendere (e comprendere) questo manga, ma chi conosce la serie potrà meglio apprezzare riferimenti, personaggi e ambientazioni contenute nella storia. Chi ha visto la serie potrebbe trovare il volume di qualità inferiore, o quasi superfluo, ma da fan devo dire che l’ho comunque gradito a sufficienza da decidere di prendere anche i successivi due. In fondo 4,90 euro (in questo periodo di mancanza di materi prime) non sono molti per un volume di qualità più che discreta. Se siete fan del brand e vi manca questa serie fateci un pensierino!

Star Wars Rebels - Recensione del primo volume

Un universo genuino…

Star Wars rebels è quindi uno di quei volumi che lascia una prima impressione poco definita: da un lato la storia e le basi sono così ampie e solide che è difficile non voler leggere l’opera, ma dall’altro rimane tutto così effimero, distante, e poco caratterizzato, che chi scorre le pagine non riesce realmente a empatizzare con i protagonisti.
Parlando di omaggi, se Alice in Wonderland aveva superato le aspettative, questo volume si piazza pericolosamente in bilico sulla linea che divide un buon manga da una riproduzione scontata: tutti i punti a sfavore sono sicuramente recuperabili, e tanti sono gli aspetti piacevoli, ma è evidente che manchi qualcosa. Solo con l’opera completa riusciremo a capire se lo stile di Akira Aoki, e la sua rappresentazione di questo universo, saranno in grado di far risplendere la serie di Filoni, Kinberg e Beck e permettere ad altri manga di continuare a coprire le saghe del Brand. Insomma, se la Forza è debole, può sempre crescere!

…Ma ancora troppo acerbo

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Scrittore per passione, famoso per aver scoperto la pozione che preserva i capelli e l’anima, la usa su di sé per terminare il dottorato in ingegneria ambientale. Utilizzando la magia infusa nelle parole tenta da anni di convertire gli eretici alla cultura giapponese. Adora il metal, i videogiochi, i fumetti e tutto ciò che si può fare mangiando cioccolata all’ombra di una montagna.

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