Alice in Wonderland – Recensione

Avete notato questo affascinante cofanetto ma temete che la storia che contiene non sia degna del vostro tempo? Potreste sbagliarvi. Ascoltate quello che abbiamo da raccontarvi e siamo certi che cambierete idea!

Alice in Wonderland - Recensione del cofanetto del manga di Jun Abe

In occasione del (quasi) settantesimo anniversario dall’uscita del celebre classico Disney, che debuttò negli Stati Uniti il 26 luglio del 1951 (6 dicembre in Italia), Panini Comics tramite Planet Disney porta nella nostra penisola l’opera di Jun Abe, tratta dal film Alice in Wonderland diretto da Tim Burton, del 2010. Il manga, sul quale l’autore aveva lavorato praticamente in contemporanea al film (2009-2010), era già stato pubblicato in diversi paesi, ma solo pochi giorni fa è finalmente approdato anche nel nostro, con due volumi acquistabili singolarmente oppure racchiusi in uno scrigno dal sapore nostalgico. Scoprite con noi i pregi nascosti in questo cofanetto, e le motivazioni per le quali dovreste, probabilmente, comprarlo.

Alice in Wonderland - Recensione

  • Titolo originale: Disney’s Alice in Wonderland
  • Titolo italiano: Alice in Wonderland
  • Uscita italiana: 22 luglio 2020
  • Numero di volumi: 2
  • Casa editrice: Planet Disney (Panini Comics)
  • Genere: avventura, fantasy, commedia, surrealismo
  • Disegni: Jun Abe
  • Storia: Jun Abe
  • Formato: 14,5 x 21 cm, brossurato con sovracoprtina, bianco e nero
  • Numero di pagine: 192

Abbiamo recensito Alice in Wonderland tramite edizione stampa fornitaci da Panini Comics.

Sulla strada dei Palmipedoni

Come è facile intuire, il manga segue la trama del film di Tim Burton, Alice in Wonderland, uscito nelle sale italiane nel 2010. Non si tratta quindi dell’adattamento del tredicesimo classico Disney, animato negli anni cinquanta, ma piuttosto di quello che viene tuttora considerato come il suo sequel. Una pellicola pluripremiata, la cui sceneggiatura era stata scritta da Linda Woolverton, facendo sempre riferimento al famoso romando di Lewis Carroll: Alice’s Adventures in Wonderland, del 1865.

La trama di questi due volumi (e del film) probabilmente la conoscete già: Alice, una ragazzina cresciuta libera in un mondo colmo di etichette, si scontra con le rigide regole della società quando suo padre viene a mancare e si trova in età da marito (19 anni). Seguendo il Bianconiglio (e fuggendo dalla realtà) ritorna nel Paese delle Meraviglie, del quale però non si ricorda più nulla.

Qui, tra nuovi e vecchi aiutanti (dallo Stregatto alla topina Mally, dal Brucaliffo al Cappellaio Matto) si troverà incaricata di riconquistare il Regno oppresso dalla Regina Rossa e dal fedele fante Stayne. Come? Affrontando il terribile mostro Ciciarampa! Ovviamente. Un’avventura tracciata nell’oscurità, dalla via incerta e sfuggevole (come quella dei mome raths, i palmipedoni, del cartone animato), che Alice potrà decidere di seguire solo dopo aver accettato completamente sé stessa.

L’armonia di un mondo decadente

Ero parecchio dubbioso su questi due volumi: l’opera è di Jun Abe, è vero (e serve ricordarlo), ma se viene presentato come “l’adattamento manga del capolavoro cinematografico di Tim Burton” si forza un confronto, per quanto banale, con il celebre regista. Amato da molti sin dai tempi di Batman (e da Nightmare Before Christmas per i Disneyani), Tim Burton ha infatti lasciato un segno indelebile in Alice in Wonderland. Eppure, nonostante l’enorme successo e due premi Oscar, il film non entusiasmò tutti, me compreso. Non per la regia o l’ambientazione, splendide come sempre (per quanto meno dark), ma per una carenza generale nella sceneggiatura che non mi fece apprezzare il film.

Questa divagazione è necessaria per chiarire un punto: il manga non è un vero adattamento, ma più che altro una riorganizzazione della narrazione in tempi più stretti, che viene mantenuta fedele al film solamente nei punti cardine. Questo è un difetto? assolutamente no, anzi, è probabilmente il vero pregio dell’edizione. Questa rapida evoluzione degli eventi, senza inutili pause o parentesi, si inserisce perfettamente in un mondo cupo e decadente che non può più attendere un miracolo per il lieto fine. Una sintesi che calza ottimamente all’opera, che pone il focus sulle frasi più importanti e significative, e che vi farà ripensare al film in modo diverso.

Una deliranza ballata con stile

Passiamo ai disegni: il tratto di Jun Abe, che pochi conosceranno per “A Meal Makes Her Forget” (serie manga inedita in Italia ma adattata anche in una serie TV in Giappone), è piuttosto definito e chiaro, nonostante una certa oscillazione di qualità. Da un lato ci sono vignette identiche, ripetute a scale diverse (una cosa che non sopporto), e immagini praticamente abbozzate, per quanto espressive: sia Alice che il Cappellaio sono piacevoli nello sguardo anche nelle vignette più stilizzate. Dall’altro però ci sono alcune tavole veramente affascinanti (fantastica è la doppia pagina dello Stegatto) con uno stile che sembra quasi diverso e che ricorda quello di alcuni famosi autori seinen (che non citerò per evitare la lapidazione).

In particolare il tratto eccelle nelle vignette dove i neri la fanno da padrone, e questo contribuisce a mantenere l’atmosfera più cupa, togliendo la parte, per dire, più Disneyana “moderna”.
Il character design, per quanto semplice, è poi piuttosto fedele al film: molti personaggi vi sembrerà di riconoscerli, mentre gli stravolgimenti, sia nell’aspetto che nelle posizioni, sono ben adattati al contesto di questo mondo. Finirete, dopo una certa “cautela” iniziale, per adorare Alice, così come il Cappellaio, e i messaggi che portano sulle loro spalle. Insomma, tutto in questi due volumi, dai dialoghi alle immagini, dall’ambientazione agli aspetti psicologici, danza proprio al confine tra la pazzia, la decadenza e i ricordi della piacevole fiaba che tanto amiamo.

La versione a fumetti del film Alice in Wonderland. Alice è cresciuta e si trova a fare i conti con la follia della vita degli adulti, ma presto vivrà una nuova, incredibile avventura nel Paese delle Meraviglie, dove la attendono vecchie e nuove conoscenze, un incredibile compito e una lezione da imparare. Un cofanetto effetto scrigno che raccoglie i due volumi che compongono l’opera.

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Le caratteristiche di quest’edizione

Diamo infine alcune informazioni tecniche sul prodotto, che poi sono sono quelle che più interessano, specie per i cofanetti. Qualità a parte dell’opera e dello stile abbiamo la classica tipologia di pubblicazione già usata dalla Planet Disney per un’altra opera manga a tema Disney, ovvero la collana di manga di KINGDOM HEARTS (qui la nostra recensione). Un formato buono nel complesso, con le pagine morbide e che si aprono facilmente senza piegarsi (lo so che anche voi leggete aprendo poco per paura che si rovinino!).

Qualche dubbio in più invece la scelta del cofanetto: affascinante, di cartone molto rigido, con l’apertura a strappo, e con colori d’impatto (fucsia, bianco e nero), ma probabilmente lo userò per contenere qualcos’altro che non siano i due fumetti. Infatti, questo “formato prezioso” occupa troppo spazio rispetto ai volumi che contiene e male si adatta alle comuni librerie che, come ben sappiamo, hanno sempre problemi di spazio. Dovendo scegliere tra posizionarci un cofanetto o 15 volumi opto ovviamente per la seconda. In ogni caso, se dovessi scegliere tra prendere i due volumi separati (9,90 euro l’uno) o questo scrigno contenente entrambi con qualche bonus (circa 23 euro al momento della pubblicazione) sceglierei comunque la seconda opzione.

A chi consigliamo Alice in Wonderland?

Alice in Wonderland di Jun Abe è quindi il tipico prodotto che ha le potenzialità essere una gradevole lettura un po’ per tutti. Come detto, non serve aver ammirato il film di Tim Burton per apprezzare quest’opera, così come potrebbe essere vero anche l’opposto. Chi adora le storie brevi, una narrazione veloce e il classico duetto tra tinte “dark” e umorismo troverà pane per i suoi denti. Lo consigliamo inoltre sicuramente a coloro che sono appassionati del mondo di Carroll, che prediligono ambientazioni tetre, che adorano una certa pazzia e che vogliono seguire una vicenda senza troppe digressioni. Lo sconsiglieremmo invece a coloro che prediligono tratti puliti nei disegni, a chi non ha adorato i personaggi (e le loro imprese) di Alice in Wonderland di Tim Burton, e a chi ha poco spazio nella libreria (nel caso prendete i volumi singoli). Per finire, se avessi ricevuto un regalo così quando mi approcciai ai manga la prima volta, probabilmente lo avrei adorato.

  • Ottima armonia tra narrazione, disegni e ambientazione
  • Uno stile semplice, ma ben caratterizzato
  • Buona fedeltà alla storia originale
  • Alcune tavole veramente d’impatto

  • Il box occupa uno spazio eccessivo
  • Alcune vignette ripetitive e di bassa qualità
Disney's Alice in Wonderland
3.9

Un discreto azzardo promosso a sorpresa

Questa edizione commemorativa di Alice in Wonderland poteva essere un bel flop. I fumetti tratti da videogiochi, anime o film hanno generalmente grandi difetti, inoltre il lavoro era stato affidato a un mangaka piuttosto sconosciuto: insomma, un compito non facile. E invece il manga riesce a coinvolgere, divertire e far riflettere: i punti salienti sono stati rimarcati, le scene inutili rimosse, i tratti dei personaggi e le loro psicologie accompagnate delicatamente sia dallo storyboard che dal tratto. Non ci saranno grosse eccellenze e noterete alcuni difetti, ma tutto il manga mantiene una certa armonia dall’inizio alla fine. Per quel che mi riguarda Jun Abe ha fatto un ottimo lavoro, sia nei disegni che nella riscrittura dei dialoghi, e onestamente parlando l’impressione iniziale che avevo era molto peggiore di quel che poi ho letto. Per la serie: non giudicate mai un libro dalla copertina.

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Scrittore per passione, famoso per aver scoperto la pozione che preserva i capelli e l’anima, la usa su di sé per terminare il dottorato in ingegneria ambientale. Utilizzando la magia infusa nelle parole tenta da anni di convertire gli eretici alla cultura giapponese. Adora il metal, i videogiochi, i fumetti e tutto ciò che si può fare mangiando cioccolata all’ombra di una montagna.

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