I migliori giochi giapponesi del 2020

Chiudiamo l'anno in bellezza grazie ai dieci videogiochi che sono riusciti a lasciare un segno all'interno della redazione di Akiba Gamers in questo 2020

I migliori giochi giapponesi del 2020

Un altro anno sta per concludersi. Uno diverso da tutti quelli passati e si spera diverso anche da quelli a seguire, un 2020 in cui davvero sembrava che le entità cosmiche avessero deciso di accanirsi sulla Terra. E tuttavia, in decisa controtendenza rispetto alla realtà che la circonda, l’industria videoludica giapponese quest’anno si è superata, sfornando numerosi capolavori imperdibili. Invece di classificarli secondo un criterio arbitrario e poco consono a generi così diversi e variegati, noi di Akiba Gamers abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso: la nostra classifica di fine anno non sarà una competizione all’ultimo sangue, dove non essere arrivati sul podio è praticamente un fallimento. Abbiamo deciso di mettere tutti e dieci i giochi dell’originale Top 10 sullo stesso piedistallo, tutti uniti su un unico palcoscenico, dove ognuno si merita il posto che ha grazie ad un’unicità che lo contraddistingue. Andiamo dunque a vedere quali sono i videogiochi nipponici che più ci hanno commosso, emozionato o divertito (o a volte tutte e tre le cose insieme) in questo dannato 2020.

Animal Crossing: New Horizons

I più maliziosi e complottisti diranno che Nintendo aveva in qualche modo previsto la pandemia, e agito di conseguenza nel rimandare Animal Crossing: New Horizons dall’estate 2019 a marzo 2020. Sebbene ovviamente questa sia pura fantasia, resta il dato di fatto che effettivamente quel titolo, uscito in Italia una decina di giorni dopo l’inizio del lockdown totale nazionale, che ha causato stress mentale e fisico indicibile per moltissime persone, abbia avuto un forte effetto terapeutico. New Horizons e la Dodo Airlines ci hanno tenuti uniti durante l’isolamento, mentre imparavamo a fare il pane in casa e cercavamo di tenerci occupati per non pensare alla solitudine; accendendo Nintendo Switch potevamo visitare i nostri amici, non importa quanto lontani, e soprattutto senza bisogno di autocertificazione e mascherine. Il gameplay rilassante e ripetitivo certo, ma con la possibilità di vedere il frutto dei nostri sforzi, ha reso questa nuova esclusiva Nintendo un vero e proprio coping mechanism che sta ancora tenendo compagnia a milioni di persone.

Animal Crossing: New Horizons

Yakuza: Like A Dragon

La deriva JRPG di Yakuza era iniziata come pesce d’aprile, e nessuno al Ryu Ga Gotoku Studio si aspettava che invece sarebbe stata poi la vera direzione futura presa dai titoli della software house. Addio all’action brawler che ci ha accompagnato per anni, addio a Kazuma Kiryu che fa spazio alle nuove generazioni con il protagonista Kasuga Ichiban, quasi agli antipodi rispetto al vecchio protagonista. Il Gekokujō messo in atto dalla squadra di Nagoshi è senza precedenti, così come la è stata la risposta di fan e critica: noi di Akiba Gamers gli abbiamo conferito un Perfect Score nella nostra recensione, considerandolo il miglior Yakuza di sempre per contenuti, tono e personaggi. L’azzardo ha strapagato, Yakuza: Like A Dragon ha osato ed è riuscito a raggiungere la vetta, in un anno con altri JRPG altrettanto agguerriti e altrettanto fantastici (come vedremo più sotto).

Yakuza: Like a Dragon

Demon’s Souls

Demon’s Souls è, attualmente, il vero simbolo di PlayStation 5. Un po’ perché, certo, è praticamente l’unico titolo disponibile per la neonata console next-gen, ma anche perché rappresenta un picco tecnico dai valori di produzione altissimi con cui irrimediabilmente nel futuro i titoli action dovranno confrontarsi. Il remake di BluePoint, veri maestri del restauro, dell’opera storica di FromSoftware è un capolavoro in grado di incantare chiunque tranne i puristi più sfegatati. L’atmosfera del primo gioco è stata ricreata quasi perfettamente mentre al gameplay è stata data una necessaria mano di vernice nuova, rendendolo attuale e accessibile anche per chi i Souls li mastica poco, aggiungendovi inoltre un character editor di tutto rispetto e alcune molto benvenute feature quality of life. Non sappiamo se il lavoro di BluePoint in qualche modo andrà ad influenzare FromSoftware stessa con il suo enigmatico ELDEN RING, ma di sicuro, come scritto nella nostra recensione, rappresenta attualmente un pinnacolo del genere action in generale e, se rimarrà davvero un titolo esclusivo, una vera e propria killer application per Sony, così come lo fu Bloodborne su PlayStation 4.

Demon's Souls

13 Sentinels: Aegis Rim

Vanillaware si è fatta attendere, ma dopo sette anni abbiamo finalmente tra le mani il frutto del suo lavoro: 13 Sentinels: Aegis Rim è un’opera d’arte interattiva. La sceneggiatura scritta da George Kamitani è una vera e propria lettera d’amore ai fan della fantascienza classica sia occidentale che nipponica, creando una storia incredibilmente complessa e cervellotica piena di colpi di scena dove kaijuu e mecha si uniscono a Doctor Who e alla Guerra dei Mondi, con un cast di ben tredici protagonisti ben caratterizzati e in armonia fra loro. Le aspettative non sono state tradite e il comparto artistico fantastico, fatto di sprite animate su fondali disegnati a mano e colori soffusi da atmosfera onirica unita ad una colonna sonora memorabile rendono 13 Sentinels: Aegis Rim sicuramente il miglior gioco narrativo di quest’anno, come abbiamo avuto modo di scrivere nella nostra recensione.

13 Sentinels: Aegis Rim

Sakuna: Of Rice and Ruin

Qui in occidente sentiamo spesso di team indipendenti composti da pochissime persone in grado di realizzare giochi fantastici e memorabili: Stardew Valley, Undertale, Dust: An Elysian Tail tanto per citarne alcuni; in Giappone spesso questo tipo di produzioni è relegato al mercato dei comic market e poco altro, difficilmente si arriva al successo mainstream. Per fortuna ci è riuscito Sakuna: of Rice and Ruin, titolo sviluppato da Edelweiss (un team composto da due sole persone) in ben cinque anni di duro lavoro, e che non sembra minimamente una produzione a scala così ristretta, come scritto nella nostra recensione. Il gameplay è composto in buona parte da combattimento a scorrimento orizzontale in due dimensioni, ma è principalmente l’aspetto simulativo e il valore tradizionale ad elevare Sakuna: of Rice and Ruin oltre a tanti altri titoli più blasonati usciti nel 2020. Metà del gioco e forse più verrà infatti speso ad imparare come coltivare il riso secondo i metodi tradizionali giapponesi, con una forte enfasi sul folklore e sul valore rituale dell’agricoltura, fornendo una profondità mai vista ad un gameplay simulativo di questo tipo: la stessa Ambasciata del Giappone in Italia ha pubblicizzato questo gioco sulla propria pagina Facebook, segno che si tratta di un vero e proprio orgoglio culturale che ha sancito il successo di Edelweiss in tutto il mondo.

Sakuna: Of Rice and Ruin

FINAL FANTASY VII REMAKE

Nonostante SQUARE ENIX ci abbia fatto attendere un periodo di tempo incommensurabile, le aspettative riposte in FINAL FANTASY VII REMAKE sono state totalmente ripagate al suo arrivo. Nonostante c’è chi non abbia apprezzato totalmente le scelte di Tetsuya Nomura per quanto riguarda la sceneggiatura, questa prima parte della reimmaginazione in chiave moderna del settimo capitolo è riuscita ad emozionarci nel profondo. Ritornare a Midgar dopo più di vent’anni è infatti un’esperienza tanto nostalgica quanto inedita, grazie alle aggiunte introdotte dalla software house che hanno approfondito non solo il mondo di gioco, ma anche la caratterizzazione dei suoi protagonisti. Che lo si ami o lo si odi una cosa è certa, la curiosità di scoprire cosa ci attenda nei prossimi capitoli è senza dubbio gigantesca.

FINAL FANTASY VII REMAKE

Persona 5 Royal

Tra i migliori titoli di quest’anno non poteva mancare Persona 5 Royal, versione ampliata e riveduta del capitolo che è stato capace di rilanciare in grande stile il franchise ATLUS. Grazie alla presenza di una porzione di storia aggiuntiva e di qualche piccola ma fondamentale miglioria a livello di gameplay la software house è riuscita a confezionare uno dei migliori JRPG visti negli ultimi anni. Il livello qualitativo di Persona 5 Royal segna un vero e proprio nuovo standard per questo genere, dimostrando che anche un titolo con un sistema di combattimento a turni può essere estremamente al passo coi tempi. E grazie alla localizzazione italiana è finalmente fruibile anche da chi non è molto avvezzo alla lingua anglofona, dando così nuova vita ad un franchise relegato ad essere considerato di nicchia per fin troppo tempo.

Persona 5 Royal

Hyrule Warriors: L’era della calamità

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è senza ombra di dubbio uno dei capitoli più amati del franchise Nintendo. Per questo quando KOEI TECMO GAMES ha annunciato di essere al lavoro su un nuovo capitolo di Hyrule Warriors ambientato nello stesso universo narrativo la curiosità di tantissimi giocatori si è immediatamente accesa. Ma Hyrule Warriors: L’era della calamità non è un semplice spin-off di The Legend of Zelda, ma grazie al suo gameplay variegato e divertente unito a un’ottimo comparto tecnico si tratta di uno dei migliori Musou mai visti finora.  Un titolo capace di mantenere viva l’identità di Breath of the Wild ricontestualizzandola con lo stile di gioco tradizionale dei titoli Omega Force, per un risultato molto più che soddisfacente.

Hyrule Warriors: L'era della calamità

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV

Non poteva mancare tra i migliori giochi dell’anno The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV, capitolo “finale” dell’arco narrativo di questa longeva saga aperto nel 2013 con il primo episodio. Giunto in Occidente su PlayStation 4 localizzato in lingua inglese dal publisher NIS America, due anni dopo l’uscita giapponese, Trails of Cold Steel IV regala ai fan della serie la spettacolare conclusione che tutti i fan desideravano grazie a una storia epica e avvicente, piena di colpi di scena, e personaggi ottimamente caratterizzati. Il tutto innestato in quello che, fino a questo momento, è il miglior gameplay della serie, con un combat system a cavallo fra tradizione e modernità, una longevità spaventosa e tante attività secondarie con cui divertirsi fra un capitolo e l’altro. I limiti tecnici del titolo e la sua sostanziale inaccessibilità a chi non ha completato i capitoli precedenti non ci impediscono di inserire The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV tra i lavori più riusciti del 2020, consigliatissimo a tutti gli appassionati di JRPG e motivo più che valido per recuperare una delle migliori saghe videoludiche degli ultimi anni.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV

Paper Mario: The Origami King

Il 2020 ha segnato anche il ritorno di un’altra serie di Intelligent Systems, qui al suo debutto su Nintendo Switch. Con Paper Mario: The Origami King, la software house ha confezionato una nuova avventura ricca di risate e citazioni, proponendo un sistema di combattimento diverso dal solito che è stata anche la lama a doppio taglio della produzione. Se le battaglie contro i boss sono tra le più divertenti e stimolanti dell’intera serie, il nuovo battle system ha mostrato il fianco alla ripetitività contro i nemici normali. Fortunatamente tutto il resto è da lode in pagella, dai comprimari caratterizzati fino all’ultima piega di carta, alle ambientazioni varie e ampie, fino all’insieme di collezionabili e missioni secondarie che pervade ogni angolo del regno dei funghi di carta. Tutto ciò ha reso Paper Mario: The Origami King uno dei capitoli migliori dai tempi dell’indimenticato “Il Portale Millenario”.

Paper Mario: The Origami King

Insomma, quest’anno sfortunato ha comunque sfornato così tanti titoli meritevoli d’essere giocati, spolpati e rigiocati ancora che davvero non ci siamo mai annoiati, neppure in isolamento. Cosa ci aspetta il futuro? Il 2021 sarà l’anno in cui, si spera, ritorneremo a una sembianza di vita normale, in cui le console di nuova generazione verranno rese davvero disponibili sul mercato e non saranno più solo un miraggio, e dove di sicuro i nostri sviluppatori nipponici preferiti riusciranno a stupirci ulteriormente. Come hanno sempre fatto, con quell’unicità che contraddistingue un modo di pensare e un modo di intendere il videogioco, come medium, così diverso dal nostro. Buon 2021!

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