Paper Mario: The Origami King – Recensione

L’estate di Nintendo si fa sottile come un foglio di carta, arriva Paper Mario The Origami King, la nuova avventura ideata da Intelligent Systems

Paper Mario: The Origami King - Recensione

Pare che al momento Nintendo non abbia esclusive in arrivo da qui a fine anno, colpita come il resto del mondo da un’emergenza sanitaria improvvisa, e la seconda parte del 2020 della casa di Kyoto sembra un deserto privo di speranze. Fortunatamente potrebbe arrivare un altro annuncio a sorpresa a salvare la situazione, come quello del 14 maggio, che rivelò al pubblico l’esistenza di Paper Mario: The Origami King, nuovo capitolo della serie di giochi di ruolo platform di Intelligent Systems ambientato in un Regno di Funghi completamente fatto di carta.

Paper Mario è uno dei tanti spin-off dedicati all’idraulico e compagnia, ed è sempre andato a braccetto con la serie Mario & Luigi per dare una botta di serenità a forza di battute e tramutare il classico gameplay del brand in un gioco di ruolo all’acqua di rose. Dopo il crossover proprio con il mondo parallelo di Mario & Luigi, e quel capitolo sottovalutato che risponde al nome di Color Splash su Wii U, eravamo in attesa dell’arrivo di Paper Mario su Nintendo SwitchThe Origami King arriva di soppiatto, pubblicato lo scorso 17 luglio a poco più di due mesi dall’annuncio, magari profeta di quanto succederà a breve nel panorama dell’ibrida di casa Nintendo. Con un nuovo sistema di gameplay e una storia ricca di contenuti, vale la pena avventurarsi nel Regno di Funghi cartaceo?

Paper Mario: The Origami King - Recensione

  • Titolo: Paper Mario: The Origami King
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Versione analizzata: Nintendo Switch (EU)
  • Genere: Avventura, RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Nintendo
  • Sviluppatore: Intelligent Systems
  • Lingua: Italiano (testi)
  • Data di uscita: 17 luglio 2020
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: i giocatori devono fare particolarmente attenzione a un bug che potrebbe rovinare il salvataggio, alle Terme Paradiso

Abbiamo recensito Paper Mario: The Origami King con un codice Nintendo Switch fornitoci gratuitamente da Nintendo Italia.

Paper Mario: The Origami King - Recensione
Come in ogni altro capitolo, Mario si sta recando col fratello Luigi al castello di Peach, questa volta l’occasione è il Festival dell’Origami, una festa tradizionale in cui l’intero Borgo dei Toad viene adornato da origami di varie forme e colori. Purtroppo, una volta giunti a destinazione, i due trovano il Borgo deserto, e ad accoglierli al castello c’è una Principessa Peach diversa dal solito, tramutata in origami. Di lì a poco il nostro eroe di carta verrà separato dal fratello e verrà gettato nelle segrete dal terribile Re Olly, un origami dotato del potere di piegare i semplici soldati di carta e tramutarli in pedine al suo servizio. Olly avvolge il palazzo di Peach con sei nastri e lo porta via di peso, scaraventando via Mario e la propria sorella, unico baluardo di luce nel folle piano del sovrano. Sarà proprio Olivia la compagna di viaggio di Mario in questo nuovo capitolo: dolce, spesso ingenua, si rivelerà la chiave con cui distruggere i nastri e riportare la pace nel Regno dei Funghi.

The Origami King parte molto semplicemente come una classica avventura di Paper Mario: esploreremo le diverse zone alla ricerca di nuovi poteri e dei sei nastri ma, escludendo queste piccole cose ripetute in ogni nuova regione del regno, ci troveremo sempre davanti a qualcosa di nuovo.

Tra le pieghe della carta

Intelligent Systems ha cercato di raccogliere tutti i punti di forza della serie e di includerli in un unico capitolo: battute sferzanti, personaggi che vanno molto oltre le due dimensioni e eventi sempre in divenire. In The Origami King la componente adventure è decisamente più marcata rispetto al passato, anche grazie ai Soldati Calpestiferi: enormi giganti dalle fattezze dei nemici di Mario che dovranno essere sconfitti a suon di martellate in battaglie in tempo reale, e non a turni come da tradizione per la serie.

Le battaglie

Nonostante il divieto di modificare esteticamente personaggi già esistenti dell’universo di Mario (come succedeva ne Il Portale Millenario, tutt’ora il miglior capitolo della serie), Intelligent Systems è riuscita con coerenza a offrire una trama divertente e in linea con le avventure cartacee dell’idraulico. Olivia e Olly sono due facce della stessa medaglia, mentre i nuovi compagni di viaggio potrebbero strapparvi sia un sorriso che, perfino, una lacrima.

Questa cura dell’universo cartaceo la si nota anche da quanto spazio viene lasciato a Luigi e Bowser, da sempre due dei personaggi più amati della serie. Il mondo di Paper Mario è più sfaccettato di quello della serie da cui è nato, e Intelligent Systems lo sa bene e non fa che ricordarcelo piacevolmente. La sensazione che ho provato affrontando nastro dopo nastro The Origami King è quella di venir continuamente sorpreso dal cambio di genere: si passava dalle semplici battaglie (di cui parleremo tra poco) a un puzzle ambientale, passando per l’esplorazione sconfinata del Grande Mare, immancabili mini-giochi, e nuove meccaniche gettate in faccia anche ben oltre la prima metà di gioco.

Un altro aspetto ben curato in questo capitolo sono le ambientazioni: un cambio di scenario coerente e costante, capace di far volare il tempo di gioco anche grazie all’estetica e all’incredibile colonna sonora diretta da Yoshito Sekigawa. È straordinario il lavoro di resa artistica compiuto dal team, con un particolare occhio di riguardo a Ninjaland, l’ambientazione a tema autunno nipponico, in questo caldo luglio che ha visto l’uscita anche di Ghost of Tsushima. Esplorare al meglio tutto il Regno dei Funghi potrebbe portarci a trovare un povero Toad tramutato in origami, o dei tesori che raffigurano elementi di gioco, e a sbloccare bozzetti e trofei interni per premiare i nostri progressi. Insomma, non mancano le cose da fare, a patto che non vi lasciate abbattere dall’estrema ripetitività del nuovo sistema di combattimento.

Mario e Toad

L’anello della discordia

Con The Origami King, Intelligent Systems ha voluto anche rinnovare il gameplay della serie, purtroppo non centrando alla perfezione il bersaglio. L’arena di gioco è divisa in anelli, a loro volta divisi in caselle: il giocatore dovrà, con un numero limitato di mosse, mettere in riga o in gruppi da quattro i nemici. Una volta completate le mosse, se avrete risolto il puzzle, otterrete un bonus d’attacco con cui affrontare il nemico. Tornano salto e martello più qualche oggetto storico come i fiori, il blocco POW o la coda, con la classica pressione del tasto col giusto tempismo per ottenere un Fantastico. Il sistema degli anelli può sembrare divertente le prime ore di gioco, ma diventerà tedioso man mano che si andrà avanti, al che vorrete evitare ogni minima interazione con i soldati minori non richiesta dalla storia. Ho davvero sentito la ripetitività degli anelli, tant’è che avrei preferito che i mob (le battaglie comuni) si affrontassero nella solita maniera, con il sistema a turni da sempre presente nella serie.

Tutt’altro discorso saranno le emozionanti e avvincenti sfide contro i Boss: in questo caso sugli anelli verranno poste delle frecce, e dovremo guidare Mario dall’esterno all’interno passando su caselle d’attivazione di poteri, normali monete o possibilità di attacco doppio o più potente. La capacità di ogni boss di rivoluzionare il campo di battaglia in maniera diversa offrendo sempre una nuova esperienza è ciò che riesce a promuovere l’intero gameplay degli anelli. Gli scontri di fine mondo (e a volte d’intermezzo) sono sicuramente tra le parti ludiche più riuscite di The Origami King.

Paper Mario: The Origami King

Un ulteriore strizzata d’occhio all’indimenticato Il Portale Millenario è la presenza di companion al fianco di Mario, che lo aiuteranno nelle battaglie minori. Purtroppo non è nulla più che una piccola aggiunta, dato che si muoveranno in automatico e non avremo controllo sulle loro azioni. Come Color Splash, anche in The Origami King non è presente un vero e proprio sistema di livelli: non bisognerà fare esperienza per migliorare le statistiche di Mario, bensì trovare i cuori sparsi per i regni e così facendo aumentare sia vita che attacco e difesa. Bisognerà poi spendere fior fior di monete, sia per alcuni accessori, sia per chiamare in aiuto il pubblico durante le battaglie, garantendoci qualche extra durante i nostri scontri. Fortunatamente il Regno dei Funghi cartaceo è una considerevole fonte di denaro in praticamente qualsiasi angolo.

Citazione a Metroid

Intelligent Systems è venuta incontro anche ai giocatori casuali: se fallirete qualche enigma ambientale o boss battle, il gioco cercherà di tendervi la mano, aiutandovi con elementi visivi o con indizi su come proseguire. Un aspetto che per alcuni può essere un difetto, ma che serve principalmente a non minare ulteriormente il ritmo del titolo. Concludiamo parlando dei due sistemi di controllo di The Origami King: quando utilizziamo le piattaforme Manforte, che permettono alle braccia di Mario di interagire con l’ambiente circostante (o riempire di pugni i nemici) possiamo decidere se utilizzare normalmente i tasti dei controller o i sensori di movimento dei Joy-Con. Il tutto è selezionabile dalle opzioni in qualsiasi momento, e dopo le prime volte, ho preferito utilizzare i comandi via tasto per una maggiore rapidità.

A chi consigliamo Paper Mario: The Origami King?

Innanzitutto, se in passato avete già giocato un capitolo della serie, fiondatevi subito nel negozio più vicino (o su eShop) e acquistate la vostra copia: The Origami King è tra i capitoli più belli del brand. Al contempo, è un ottimo punto d’approccio con la serie. Se vi piacciono i platform e i giochi di ruolo leggeri, vi divertirete scoprendo un aspetto di Mario che non viene analizzato nella serie principale. Se poi doveste trovare le battaglie contro i nemici semplici troppo ripetitive, sappiate che molto probabilmente (o meglio quasi sicuramente) Intelligent Systems cambierà ancora gameplay nel prossimo capitolo.

Paper Mario: The Origami King

  • Divertente e capace di stupire con idee d’approccio sempre diverse
  • Boss battle fenomenali
  • Colonna sonora e comparto grafico

  • Le battaglie contro i normali nemici dopo un po’ annoiano
  • Complessivamente più facile dei predecessori
Paper Mario: The Origami King
4.5

Un colpo di martello alla noia

Nonostante non raggiunga i livelli dell’indimenticato (e indimenticabile) Il Portale Millenario, Paper Mario: The Origami King è tra i capitoli più belli e divertenti della serie. Capace di rinnovare se stesso ora dopo ora e continuare ad aggiungere carne a fuoco fino al climax finale, questo nuovo episodio è quello che ci vuole per rinfrescare la propria libreria di Nintendo Switch. Purtroppo il titolo di Intelligent Systems non è esente da difetti, primo tra tutti un sistema di combattimento che funziona benissimo contro i boss ma risulta ripetitivo e ridondante contro i soldati semplici. Tuttavia è una piccola piega sbagliata in un origami altrimenti capace di divertirvi per una quarantina di ore senza pensieri.

Paper Mario: The Origami King è una nuova avventura ambientata in un Regno dei Funghi tutto di carta. Il malvagio Re Olly ha trasformato la Principessa Peach in un origami, ha sradicato il suo castello dalle fondamenta e l’ha sigillato con dei nastri magici. Unisciti a Mario e alla sua nuova compagna Olivia, in un viaggio che ti condurrà in scenari di ogni tipo, da deserti incandescenti a mari impetuosi. Recluta nuovi stravaganti alleati, sfrutta i poteri di Olivia e usa gli Arti Magni e altre trasformazioni cartacee per farti strada tra i temibili origami. Esplora, risolvi ingegnosi enigmi cartacei e prendi parte a battaglie tattiche che metteranno alla prova le tue abilità nei rompicapi. Il destino del Regno dei Funghi è nelle tue mani!

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Guido Avitabile
Videogiocatore da ormai 25 anni, combatte la vecchiaia tra un remake e una remastered, orgoglioso possessore di ogni console ha un amore spesso non corrisposto per le IP Nintendo. La sua pila della vergogna continua a crescere ma questo non lo fermerà dal buttare i suoi soldi in nuovi titoli.

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