The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV – Recensione

Giunti al finale della saga, ecco la nostra recensione del quarto capitolo della longeva serie di Nihon Falcom, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV, in arrivo su PlayStation 4

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV - Recensione

Gioco del mese di ottobre 2020 - Trails of Cold Steel IVFinalmente ci siamo! Un’attesa spasmodica ci ha accompagnato fino a questo giorno di fine ottobre, tra riassunti e articoli, verso l’uscita di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV, ultimo capitolo della fortunata saga di Nihon Falcom, ma ormai siamo pronti a combattere quest’ultima battaglia per salvare il continente di Zemuria da una fine non troppo simpatica. Ma prima, per chi si stesse approcciando a questa lettura senza conoscere la saga, un breve riassunto di tutto ciò che ci ha portato qui.

Nel lontano 2004 usciva il quinto capitolo della serie The Legend of Heroes, a sua volta spin-off della serie Dragon Slayer, Trails in the Sky. Questo titolo è l’inizio della saga ambientata nel continente di Zemuria, ed è quindi da qui che possiamo settare la partenza di questa nostra avventura. Questa prima parte della serie, ambientata a Liberl, conta tre giochi e vede come protagonisti Joshua ed Estelle Bright. Successivamente, nel meno lontano 2010, la serie cambia protagonisti con Zero no Kiseki e si sposta a Crossbell, dove impersoniamo Lloyd Bannings e la SSS, una branca della Polizia di Crossbell. Dopo il seguito diretto, Ao no Kiseki, la serie cambia ancora volto e si sposta, nel 2013, nell’Impero di Erebonia con Trails of Cold Steel, primo capitolo della tetralogia riguardante Rean Schwarzer e la sua Classe VII dell’Accademia Militare Thors. Ed è proprio il quarto e ultimo capitolo di questa parte che ci apprestiamo ad analizzare, iterazione forte del grande successo, sopratutto in patria, dei suoi predecessori. Riusciranno Rean e compagni a non deludere le aspettative e a regalare una degna conclusione a questa saga pluriennale?

ATTENZIONE: questa recensione potrebbe contenere spoiler sui precedenti episodi della saga.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV

  • Titolo: The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (EU)
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: NIS America
  • Sviluppatore: Nihon Falcom
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese o Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 27 ottobre 2020
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: costumi alternativi e oggetti cosmetici
  • Note: uscito nel 2018 in Giappone, sarà disponibile nel 2021 su Nintendo Switch e Microsoft Windows

Abbiamo recensito The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV con un codice PlayStation 4 fornitoci gratuitamente da NIS America tramite Koch Media.

Ricordate dove ci eravamo lasciati? Se avete un vuoto di memoria improvviso come durante la vostra ultima interrogazione di matematica, potete leggere i riassunti che con tanto amore Akiba Gamers vi ha fornito in queste settimane. Se non ce l’avete, andateveli a leggere lo stesso che sono belli (e non perché li ho scritti io eh). Comunque, due settimane dopo gli eventi del Graal, a Crossbell un gruppo di nostre vecchie conoscenze cerca di penetrare all’interno della Orchis Tower, centro del governo Crossbelliano, per ottenere informazioni su ciò che è accaduto a Heimdallr durante la battaglia finale: si tratta di Joshua, Estelle e Renne, dell’arco di Liberl, e di Lloyd, Elie e KeA di quello di Crossbell. Nonostante l’impressionante potenza di fuoco, i sei si trovano di fronte Black Alberich, il capo di Gnomes, il maggiore Claire Rieveldt degli Ironblood e Mariabell Crois, il nuovo Terzo Anguis di Ouroboros. Dopo un’accesa battaglia, Lloyd e compagni riescono a scappare con le informazioni che volevano, scoprendo quindi l’entità degli avvenimenti avvenuti alla fine del titolo precedente.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV - Recensione

Intanto, l’Impero è in subbuglio. Incolpando la Repubblica di Calvard del tentato assassinio dell’Imperatore, il Cancelliere Osborne e il Principe Cedric dichiarano guerra al paese vicino, dando il via all’Operazione Jormungand, grazie alla quale molti cittadini vengono costretti ad entrare nell’esercito. Intanto la Maledizione continua a spargersi per il paese, spingendo le persone a cambiare comportamento. Nel frattempo, Juna, Kurt e Altina si risvegliano a Eryn, il villaggio segreto delle Streghe, portati lì dal teletrasporto di Emma. Lì apprendono che Rean e Celine sono tenuti prigionieri da Gnomes, mentre Musse è a capo di un esercito che si oppone all’impero e Ash è attualmente disperso. Pronti a ritrovare i propri amici e a liberare il loro istruttore, i membri della nuova Classe VII partono per questa nuova, difficile missione.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV - Recensione

It’s fun to stay at the J R P G

Com’è facilmente immaginabile, la trama si attesta sull’ottimo livello delle precedenti, ma si sa, per fare un buon JRPG la storia non basta. A livello di gameplay, possiamo pensare a questo quarto titolo come ad un amalgama delle meccaniche migliori dei giochi precedenti. Ma andiamo con ordine. Le due fasi principali che il gioco presenta sono quella di combattimento e quella di esplorazione.

La prima è perfettamente uguale a quella di Trails of Cold Steel III, con i personaggi che hanno una barra degli HP per la vita, una degli EP per le magie e una dei CP per utilizzare le Craft, speciali mosse particolarmente potenti, e le S-Craft, che possiamo vedere come vere e proprie mosse finali. Una volta toccato un nemico in fase di esplorazione verremo catapultati in battaglia nel più classico dei combattimenti a turni, e a schermo avremo le varie barre citate in precedenza (per un massimo di quattro personaggi in campo e un certo numero di riserve che variano a seconda del momento di gioco), la sequenza con la quale giocheranno i vari personaggi e, nel nostro turno, le indicazioni su quali tasti premere per fare cosa. Da quest’ultima parte possiamo dedurre quindi le varie possibilità che il gioco ci offre: usare magie o craft, fuggire, attaccare con colpi normali, muoversi nel campo, cambiare personaggio, usare un oggetto o utilizzare un Ordine. Quest’ultima funzionalità ci permette di consumare un tot di BP (visualizzati in alto a destra per un massimo di 7) per avere dei bonus per tutta la squadra. Questi punti aumentano ogniqualvolta sbilanciamo gli avversari, ma possono essere utilizzati anche per degli attacchi di squadra, che fanno calare drasticamente la barra Break degli avversari. Una volta esaurita questa barra, per un turno gli avversari si ritroveranno in completa balia dei nostri attacchi, che infliggeranno anche più danni del normale. È chiaro quindi come il gioco ci permetta di utilizzare vari modi per combattere i nostri nemici, libertà che si rispecchia anche nella fase di personalizzazione che vedremo a breve. Inoltre, ritroveremo le immancabili battaglie tra Panzer Soldier e Divine Knight, anche queste perfettamente uguali a quelle precedenti, con la possibilità di colpire tre parti del corpo dell’avversario per sbilanciarlo e infliggere più danno.

La fase di esplorazione invece ci concede il lusso di girare per i vari centri abitati di Erebonia, dalle grandi città come Crossbell ai piccoli borghi come Leeves e Milsante. Qui possiamo trovare un altro aspetto molto positivo di questo titolo: infatti, oltre a fare il dovuto shopping nei vari negozi cittadini, i protagonisti avranno la possibilità di interagire con tutte le persone (e gatti, galline e pecore) che incontreranno, scoprendo così, avanzando nel gioco, le mille storie degli altrettanti NPC che passeggiano in giro. Se avete giocato i vari titoli precedenti e siete stati attenti, avrete la possibilità di ritrovare vecchie conoscenze in giro per Erebonia, come il buon Anton alla ricerca della sua amata o Patiry pronta a mandare a quel paese mezzo mondo. Oltretutto, diversamente dai primi capitoli della saga, i completisti non dovranno necessariamente parlare con ogni NPC per paura di perdersi collezionabili come libri o oggetti: un ottimo sistema di icone è stato implementato per far sì che sulla mappa sia segnalato ogni personaggio “di interesse”.

Mamma ho perso(nalizzato) l’aereo

Altro sistema davvero ben gestito è quello della personalizzazione. E non parlo, chiaramente, solo dei costumi secondari dei personaggi, che comunque ci sono e sono tanti, e della possibilità di cambiare il colore dei capelli per ognuno di essi. Sto parlando del magico mondo degli Orbament. Queste carinissime palline, denominate Quartz, fanno parte di un sistema capace di potenziare grandemente i nostri personaggi tramite i loro ARCUS, praticamente dei cellulari grossi e brutti (no sul serio, è più credibile che abbiano delle armi in quelle tasche che non sti cosi). Estetica a parte, gli Orbal Slot dove inserire i Quartz sono a loro volta potenziabili, dal livello 0 al livello 2. Negli slot di livello 0 potremo inserire Quartz comuni, in quelli di livello 1 quelli Rari e così via. Sconfiggendo i nemici e raccogliendo quindi i Sepith che perdono, potremo potenziare gli Slot e creare nuovi Quartz. Essi si dividono in effetti passivi, dal potenziamento delle statistiche alla capacità di infliggere status negativi ai nemici, e in Arti, le magie che i personaggi potranno utilizzare. Inoltre, grazie all’utilizzo dei Master Quartz, primari e secondari, avremo la possibilità di ottenere un grosso boost alle nostre statistiche e alle Arti utilizzabili. La scelta, anche in questo caso, è enorme, e ci ritroveremo spessissimo a dover fare delle scelte precise per spingere il nostro personaggio verso un ruolo e una capacità particolare piuttosto che un altro. Vedremo inoltre il ritorno, più o meno a metà titolo, delle Lost Art, delle magie potentissime in grado di scatenare effetti devastanti in cambio di tutti i nostri EP. E hanno pure delle belle animazioni.

 

L’Impero colpisce ancora, e ancora, e ancora…

Una trama parecchio impegnativa a cui stare dietro, un sacco di combattimenti contro mostri e gente poco gentile, un sacco di ore a personalizzare la marea di gente che ci portiamo dietro in questa avventura… con tutte queste cose, racchiudiamo metà gioco. Nei nostri giri per l’Impero di Erebonia infatti troveremo un sacco di cose da fare. Per iniziare, avremo la possibilità di completare le missioni secondarie che ci verranno assegnate nel corso della storia, che ci permetteranno di ottenere denaro, oggetti, gloria e AP, punti che alzeranno il livello di Rean come insegnante. Come negli altri titoli, più alto il livello, più oggetti potenti ci verranno regalati.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV - Recensione

Potremo ottenere AP, oltre che completando le missioni secondarie, anche facendo le scelte giuste in alcuni punti della storia e soddisfando delle condizioni in alcuni combattimenti importanti. A fine capitolo ci verrà assegnato un livello che ci mostrerà quanto abbiamo completato di quel preciso capitolo. Ancora, abbiamo il ritorno dei Trial Chest, degli scrigni stavolta di colore argentato che contengono mostri potenti da affrontare con determinati membri della squadra. Una volta vinte le sfide, il livello degli Ordini di uno dei personaggi del team salirà, permettendoci così di avere effetti ancora più potenti in battaglia.

Per gli amici completisti, notiamo il ritorno delle novel da raccogliere in ogni dove, dai negozi di libri ai lettori annoiati e volenterosi di disfarsi dei propri averi, delle ricette e dei minigiochi, stavolta tre: abbiamo la pesca, con lo stesso meccanismo del gioco precedente, il Vantage Masters, un gioco di carte molto interessante in stile Yu-Gi-Oh!, con carte da collezionare dai nemici sconfitti o dai negozi, e il Pom! Pom! Party! direttamente dalla dualogia di Crossbell, praticamente Tetris con una musichetta dal volume più alto (sul serio, non giocateci di notte, manco la pubblicità di Celentano). Se tutto ciò non vi bastasse e voleste dei giochi nei quali scommettere i vostri pochi soldi virtuali, nei casinò di Crossbell e di Raquel potrete giocare a Poker o a BlackJack, ma senza squillo di lusso.

L’amore ai tempi della collera

Nonostante la Maledizione abbia ormai ingoiato Erebonia, i nostri protagonisti sono sempre alla ricerca di buoni sentimenti, come amore e amicizia. Ed è proprio per questo che il gioco ci mette a disposizione una serie di eventi da vivere con ogni alleato con cui faremo squadra (e saranno davvero tanti), alla modica cifra di un Bonding Point. Infatti, nei momenti di pausa tra una missione e l’altra, avremo la possibilità di usare questi punti per aumentare il livello di confidenza di Rean con gli altri personaggi (da 1 a 5) e di vivere momenti speciali con loro. Inoltre, ci sarà la possibilità di aumentare questo livello anche facendo regali o giocando i minigiochi in loro compagnia. Oltre a questo, in battaglia avremo la possibilità di aumentare il livello Link dei personaggi, che così potranno utilizzare delle tecniche particolari in automatico, dalla auto-cura alla protezione da attacchi potenti e alla vendetta quando il compagno subirà un danno.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV - Recensione

È intelligente ma…

Veniamo alla parte tecnica e grafica del gioco. Come abbiamo già fatto notare, questo gioco prende a piene mani dal capitolo precedente, e anche in questo comparto la cosa non cambia. Nonostante un miglioramento a livello grafico, denotato principalmente dai colori più accesi e da un lavoro più dettagliato negli scenari, ci sono delle imperfezioni che pensavamo sarebbero state corrette in questa iterazione della saga. Per fare un esempio, non è raro trovare, durante dei dialoghi con NPC, delle frasi che escono fuori dai balloon, rendendo così l’adattamento grafico più simile ad un lavoro fatto dai fan piuttosto che da degli addetti ai lavori. Inoltre, nonostante sia stata aggiunta qualche animazione in più rispetto al gioco precedente, avrei preferito che ogni personaggio avesse una sua posa statica durante i dialoghi, e non che ce ne fossero un paio condivise dalla gran parte dei personaggi (vedi quella con la mano sul fianco di Rean e di molti altri o quella mentre vanno via e salutano con la mano). Paradossalmente, la problematica è stata risolta nelle scene nei bagni. A ognuno le sue priorità.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV - Recensione

Infine, come in tutte le produzioni di questa saga, non avremo modo di poter giocare questo titolo in italiano, e l’enorme mole di dialoghi potrebbe scoraggiare coloro i quali non vantano una buona conoscenza della lingua inglese.

Vanno però anche sottolineati i miglioramenti a livello tecnico, come l’implementazione dei salvataggi automatici, utili per i più smemorati, i minidialoghi durante l’esplorazione che non impediscono più altre azioni come l’apertura degli scrigni in contemporanea e la High Speed Mode, necessaria nel rendere più rapide alcuni combattimenti altrimenti lunghi e ripetitivi.

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV - Recensione

A livello musicale, ancora una volta ottimo il lavoro dei compositori, con brani perfettamente in grado di accompagnare ogni azione dei nostri protagonisti. Menzione d’onore come al solito alla opening Ashita e no Kiseki (bella nella apertura iniziale ma ancora migliore nella sua versione completa ascoltabile quando… beh, lo scoprirete) e alla soundtrack Holy Saint, Holy Spirit forte del successo nei titoli precedenti (e menomale). Inoltre, va segnalata la nostalgica presenza di alcuni jukebox in giro per il mondo di gioco, grazie ai quali potremo sentire le musiche originali che era possibile ascoltare nei luoghi dove essi si trovano nei titoli precedenti.

L’Impero Ereboniano è sull’orlo di una guerra totale! Trails of Cold Steel IV è ambientato poco dopo la fine del terzo capitolo e gli eroi della Classe VII si trovano a fronteggiare le forze dell’Impero nel tentativo di fermare il loro desiderio di dominio totale. Inoltre, l’eroe della guerra civile di Erebon e istruttore della Classe VII, Rean Schwarzer, è scomparso. Ora, gli studenti della Classe VII, vecchi e nuovi, devono unirsi agli eroi di tutto il continente per salvare il mondo dalla distruzione totale.

La Reunion definitiva – Con il più grande roster della storia della serie, in questo titolo tutti gli eroi del mondo si uniscono alla causa! Gli eroi della Classe VII si uniscono alla Crossbell’s Special Support Section e agli eroi di Liberl.

Sistema di combattimento perfezionato – Vecchi e nuovi combat system si uniscono al già raffinato combattimento della serie The Legend of Heroes, inclusa la possibilità di evocare mecha giganti sul campo per attacchi devastanti, utilizzare l’Auto Battle per combattimenti più opportuni e utilizzare Lost Arts, la più potente magia Orbica capace di invertire le sorti della battaglia.

Mini games – Prenditi una pausa dalle epiche battaglie con una serie di mini-giochi tra cui Vantage Master, fishing e puzzle games, oltre ad alcuni completamente nuovi come Poker, Blackjack e Horror Coaster.

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The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV - Recensione

A chi consigliamo Trails of Cold Steel IV?

Beh, sicuramente chiunque abbia giocato i titoli precedenti DEVE necessariamente acquistare Trails of Cold Steel IV, ma immagino che non ci sia neanche bisogno di dirlo. Questo quarto capitolo riesce perfettamente a non essere da meno dei predecessori, e anzi, rappresenta l’evoluzione finale dei gameplay dei capitoli precedenti. Per chi invece non avesse giocato almeno gli altri Trails, senza contare la trilogia di Liberl e la dualogia di Crossbell, avete due possibilità: accontentarvi di una comunque bellissima seppur limitata esperienza o recuperare almeno i tre giochi precedenti a questo, o ancora meglio tutte e tre le serie. A voi la scelta, ma alla fine dei conti, se siete amanti dei JRPG, questo titolo non dovrà assolutamente mancare sul vostro scaffale. Buon divertimento!

  • Sistema di combattimento e di personalizzazione soddisfacente e immediato
  • Longevità non indifferente
  • Trama profonda e coerente…

  • …Ma per essere compresa nella sua interezza necessita di tutti i capitoli precedenti
  • Si poteva fare di più a livello tecnico
  • Alcune imperfezioni non sono degne di un titolo del genere
The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV
4.5

Ho capito cos’è l’amore

Ho passato gli ultimi sei mesi a giocare a questa saga. Non ho toccato altri giochi, non ho toccato altre console, non mi sono immerso in altre storie. E ora, alla fine di questo quarto capitolo, posso dirlo. Non solo ne è valsa la pena, ma è stato bellissimo. Questa saga è un capolavoro, una tela enorme disegnata in modo tale da rappresentare anche i più piccoli particolari in modo preciso e coerente. Decine, centinaia di personaggi che ritornano di gioco in gioco, anche se magari completamente inutili ai fini della trama principale, ma che danno colore a tutta la storia, le danno corpo, spessore. Protagonisti mai scontati, mai stereotipati, profondi e dettagliati come fossero gli unici personaggi di un libro intero. Colpi di scena continui, che ti mozzano il fiato, che ti spingono alle risate o alla tristezza in maniera meravigliosa. E questo titolo è il degno finale della saga, non tradisce le aspettative e anzi, innalza ancor più il livello, dividendoci tra la voglia di scoprire cosa succederà e quella di spulciare tutto il mondo di gioco nella sua interezza. Insomma, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV è un vero caposaldo del genere. I pochissimi difetti a livello tecnico non riescono a inficiare in nessun modo un gameplay ragionato e mai noioso, degno di esser preso ad esempio per la generazione a venire. I colori, le musiche e tutto il resto fanno da splendido contorno a questa perla.

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Francesco Mastrorosa
Dai fantasy agli anime, dai manga ai videogiochi, cerca ancora un equilibrio tra storie fantastiche e dura realtà… preferendo su tutto un piatto di lasagne.

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