DOMANI IL PRANZO SEI TU – Recensione del primo volume

Star Comics porta in Italia Domani il pranzo sei tu, l’ultima opera di Kiminori Wakasugi, già autore di Detroit Metal City, Attenti, sono un esper!, Kappei e Rhyming Man

DOMANI IL PRANZO SEI TU - Recensione del primo volume

In un giorno tranquillo e spensierato, in una scuola superiore giapponese è comparso un mostro che ha iniziato a divorare chiunque, senza distinzione. Di tutti gli studenti presenti ne sono sopravvissuti solo alcuni che si sono barricati all’interno della scuola cercando di isolarsi dalla creatura che continua a girovagare nei dintorni dell’edificio e non sembra sia intenzionata ad allontanarsi. Per rimanere in vita, nella speranza che giungano dei soccorsi per portarli via, i giovani sopravvissuti hanno deciso di dare in pasto al mostro uno di loro ogni giorno per evitare che lo stesso si scateni demolendo la scuola e divorandoli tutti in una sola volta. Di studenti, però, ne sono rimasti solo sette tra cui Sota, per il quale è arrivato il momento di diventare il nutrimento della strana creatura. Questo è l’incipit di Domani il pranzo sei tu, nuovo manga di Kiminori Wakasugi, edito in Italia da Star Comics.

DOMANI IL PRANZO SEI TU - Recensione del primo volume

  • Titolo originale: Asu no esa kimi dakara – 明日のエサ キミだから
  • Titolo italiano: Domani il pranzo sei tu
  • Uscita giapponese: 2018
  • Uscita italiana: 10 marzo 2021
  • Numero di volumi: 2 (in corso)
  • Casa editrice: Star Comics
  • Genere: horror, drammatico
  • Disegni: Kiminori Wakasugi
  • Storia: Kiminori Wakasugi
  • Formato: Brossurato con sovraccoperta, 13×18, b/n
  • Numero di pagine: 192

Abbiamo recensito Domani il pranzo sei tu tramite volume stampa fornitoci da Star Comics.

Gli ingredienti giusti fanno il piatto buono…

Era da un po’ di tempo che non mi trovavo davanti ad un primo numero senza fronzoli e che andasse diretto al punto. Domani il pranzo sei tu (Asu no esa kimi dakara – 明日のエサ キミだから) si presenta benissimo, in modo irriverente, senza lasciare nulla al caso e offrendo al lettore una visione equilibrata di tutti i personaggi caratterizzandoli in modo sensato senza, però, annoiare con lunghi e inutili flashback. In quest’opera l’azione è all’ordine del giorno risultando violenta, esplicita e strana ma il tutto viene dato in pasto al lettore nel modo corretto. Gli ingredienti di questo primo numero sono: un pizzico di sangue, un pizzico di sesso, violenza in abbondanza e un mostro che deposita le sue feci in un’aiuola per poi sotterrarle come farebbe un felino. A mio modesto parere la ricetta è riuscita.

Il mangaka mette nel pentolone numerosi elementi. C’è la violenza sia fisica che psicologica, vengono trattati anche elementi come le perversioni o i desideri (spesso spinti) dei protagonisti adolescenti della storia. Sembrerà strano ma, seppure l’opera tratti temi impegnativi essi non rendono la lettura impegnativa poiché l’autore riesce a condensare i temi importanti in poche e specifiche vignette che fanno comprendere in modo semplice determinate sfumature utili per lo sviluppo dei personaggi.

La creatura, invece, costituisce il fulcro di questo primo volume in cui assume il ruolo di deus ex machina. Vengono, infatti, forniti al lettore alcuni elementi prevalentemente estetici e “funzionali” (sappiamo che fa la cacca) dell’essere ma senza sbilanciarsi troppo. L’alone di mistero che si forma intorno al mostro è intrigante anche perchè è proprio questa figura che darà il via ad un particolare effetto “palla di neve” nei rapporti tra i personaggi (di cui non posso parlare perché sarebbero spoiler). Trovo, quindi, il bilanciamento tra personaggi e creatura ben riuscito, ognuno ha un proprio tempo e modo di apparire lasciando qualcosa al lettore (per me è curiosità).

…Però manca un pizzico di sale

Se da un lato sono stato entusiasmato per la narrazione e la storia rimango sempre dell’idea che non è tutto oro quel che luccica e il difetto principale dell’opera è proprio quello visivo (strano a dirsi per un fumetto). Sono presenti degli sfondi ben curati secondo lo standard dei volumi giapponesi (di solito se ne occupano gli assistenti ricopiando immagini di riferimento) che, però, cozzano con i disegni dei personaggi. Questi ultimi, infatti, appaiono assai legnosi e non riescono ad esprimere al meglio la dinamicità che l’opera vorrebbe trasmettere, anche rispetto al mostro, molto caratteristico e singolare. Se siete dei lettori navigati non avrete problemi a digerire l’arte un po’ immatura dell’autore, soprattutto se venite da opere come L’attacco dei giganti. Non mi aspetto, comunque, un miglioramento sostanziale con i successivi numeri poichè il mangaka è maturo e pubblica da ormai 16 anni quindi, se non apprezzate artisticamente il primo volume, non proseguite con l’acquisto dei successivi.

DOMANI IL PRANZO SEI TU - Recensione del primo volume

Inoltre, il disegno della copertina sembra essere stato ricavato da un disegno più grande, con i personaggi in primo piano tagliati dal mezzo busto in su e il mostro che non è visibile nella sua interezza. L’edizione curata da Star Comics è comunque ben fatta e con sovracopertina, il mio unico desiderio sarebbero state le prime pagine a colori (anche solo per il numero uno), ma non si può avere tutto.

Raccapriccianti mostri antropofagi compaiono improvvisamente, stravolgendo la tranquilla e opulenta quotidianità delle persone, e trucidando orrendamente tutti coloro che provassero ad avvicinarli o combatterli. In una scuola superiore giapponese alcuni giovani sopravvissuti si sono barricati nell’edificio, assediati da una famelica creatura che non vuole saperne di allontanarsi.

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Un pranzo quasi perfetto

Il primo volume di Domani il pranzo sei tu si presenta benissimo, con una storia interessante e un finale di volume che pone basi solide per la narrazione futura. I personaggi sono ben caratterizzati e viene offerto un equilibrio tra narrazione e azione che fa godere appieno il volume. Peccato che i disegni (solo quello dei personaggi) non si sposino perfettamente con la qualità generale dell’opera, soprattutto perchè mi sarei aspettato qualcosa di più da un autore con diverse opere alle spalle. C’è da precisare, ovviamente, che la storia è di ottima e i disegni passano in secondo piano. Non vi sono veri e propri difetti, più che altro consiglio di sfogliarlo prima dell’acquisto perchè è un’opera per tutti. Risulta complicato dare un target ad un’opera del genere, mi sento di consigliarlo a chi ha già maturato un po’ di esperienza con i manga, magari leggendo opere più conosciute e rivolte a un pubblico generico. Chi è più “sensibile” è meglio che lo eviti per i contenuti “delicati” che vengono (comunuque magistralmente) trattati.

Il primo numero è un’ottima entrée

Il primo volume di Domani il pranzo sei tu mi è piaciuto, non c’è molto da aggiungere. Se mettessimo da parte quei problemi grafici di cui ho parlato poco sopra, ci troveremmo davanti ad un volume da 30 e lode in cui concretezza e solidità narrative regnano sovrane. Invoglia, senza troppi fronzoli a continuare la lettura, soprattutto, perchè l’alea di mistero che circonda la bestia è assai intrigante. Sicuramente vale la pena comprare anche solo il primo numero per curiosità.

Pranzo da due stelle Michelin

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Nato nel 1993, è disperso dal 2006, l’anno in cui ha scoperto i manga. Ricompare durante il periodo del liceo quando scopre che la mano destra si può usare anche per disegnare. Dopo il liceo smette di dormire. Perché la giustizia non dorme mai.

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2 commenti

  1. Riassunto dell’opera: Presa in giro dei vari manga, film e fumetti in generale survival Horror, non si può prendere per seria unì opera del genere. Troppi paroloni nell’articolo quando bastava meno per generare hype o meno verso l’opera.

    Rispondi
    • Ciao! Innanzitutto grazie per il commento e per aver condiviso la tua opinione sull’opera. Tengo solo a precisare un paio di pensieri venuti sorti dalla lettura di quanto hai scritto.
      Come penso tu abbia correttamente inteso dalla lettura della recensione, non reputo che l’opera possa rientrare nel genere parodistico/caricaturale (“presa in giro”) o comico perché ne mancano i presupposti (l’altra opera dello stesso autore “Detroit Metal City”, invece, ricalcava proprio quest’ultimo genere).
      Inoltre, anche l’accezione “survival horror” trovo che non faccia capo all’opera perché non fa leva su elementi horror ma più su elementi splatter (anche qui, però, siamo assai lontani dalla definizione classica di splatter). Sicuramente è un manga di sopravvivenza, non c’è dubbio; ma per adesso (primo e secondo volume) è ben lontano dalle varie opere che gravitano sui generi da te citati (Alien, Splice, Battle Royale, ecc…).
      Un elemento più parodistico viene sicuramente fuori nel volume successivo ma mi riserverò di parlarne in una eventuale futura recensione.
      Grazie ancora per il commento!

      Rispondi

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