Mad Father – Recensione

Ecco la nostra recensione del remake di Mad Father su Nintendo Switch, titolo survival horror uscito originariamente nel 2012 soltanto su PC.

Mad Father - Recensione

Era l’ormai lontanuccio 2013, l’anno in cui chi vi scrive questa recensione entrò per la prima volta in contatto con l’affascinante universo di Mad Father. Questo delizioso Horror RPG creato nel 2012 da Miscreant’s Room mediante il software gratuito Wolf RPG Editor (Una specie di risposta più economica agli RPG Maker, ma un po’ più macchinosa) è arrivato per la prima volta in inglese con una patch amatoriale ad opera del bravissimo VGPerson (Che ancora oggi si occupa di tradurre dal giapponese validissimi giochi indie, sia horror che non e che ha collaborato anche per le uscite commerciali in occidente dei giochi da lui curati), e non ha tardato a catturare i cuori di molti fan del genere, annoverandosi un posto di onore fra i migliori esponenti del genere Suri (Io stessa lo reputai al tempo il migliore, seguito da altri giochi come Ib, The Witch’s House e il già recensito Corpse Party). Sebbene la prima versione del gioco fosse gratuita, ne arrivò qualche anno dopo una seconda versione, a pagamento e resa disponibile in inglese su Steam, con diversi miglioramenti e aggiunte (tra cui un episodio IF sbloccabile con determinati requisiti). A questa versione “Remaster” se ne è aggiunta un’altra, un vero e proprio remake stavolta, con grafica e assetti completamente ridisegnati, una svecchiata agli elementi di gameplay e altre interessanti novità. Ed è proprio quest’ultima versione del celeberrimo gioco horror che oggi andremo a visitare, quindi allacciatevi le cinture e preparatevi per un nuovo, terrificante viaggio in questo folle, folle universo.

Mad Father - Recensione

  • Titolo: Mad Father
  • Piattaforma: Playstation 4, PC / Steam, Nintendo Switch
  • Versione recensita: Nintendo Switch
  • Genere: Survival Horror
  • Giocatori: 1
  • Software house: PLAYISM
  • Sviluppatore: Sen (Miscreant’s Room)
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 4 novembre 2020
  • Disponibilità:  digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: un remake completo dell’Horror RPG Mad Father del 2012

Abbiamo recensito Mad Father con un codice Nintendo Switch fornitoci gratuitamente dal publisher PLAYISM.

Mad Father - Recensione dell'horror per Nintendo Switch
Ci troviamo in un punto imprecisato della Germania settentrionale, in un’epoca ancora meno imprecisata sebbene molto probabilmente passata. Da qualche parte fra le montagne si trova la grande villa della famiglia Drevis, composta da papà Alfred, dalla moglie Monika – venuta purtroppo a mancare tragicamente da circa un anno – e dalla piccola Aya, la tenera e graziosissima figlia quasi undicenne della giovane coppia, nonché protagonista della nostra storia. Il papà di Aya è quello che si definirebbe facilmente uno scienziato pazzo, che passa le sue giornate facendo strane e non meglio precisate ricerche nel suo laboratorio, dal quale escono costantemente strani rumori simili a quelli di una motosega oltre che grida di agonia sia umane che animali. Una realtà strana e conturbante, di cui la bambina è consapevole e che accetta senza troppi problemi, anche perché al di là dell’etica lavorativa, Alfred è un padre dolce, affettuoso e premuroso, che ricopre la figlioletta di amore e attenzioni, dando poche lamentele in merito alla ragazzina, tralasciando la relazione dai toni adulteri fra lo scienziato e Maria, sua assistente e domestica.

La vita trascorre abbastanza tranquilla nella villa, almeno fino ad una fatidica notte. È la vigilia dell’anniversario della morte di Monika, morta a detta di tutti per una malattia che l’ha strappata ai suoi cari in giovane età. Alfred dà la buonanotte ad Aya, promettendole che il giorno dopo sarebbero andati insieme a trovare la mamma al cimitero. La bambina va a dormire, ignorando una strana sensazione di gelo che pervade la villa e chiude gli occhi. Il suo sonno viene tuttavia interrotto da un grido straziato che arriva fin dentro la sua cameretta: la voce di Alfred, apparentemente in pericolo. Allarmata, Aya esce dalla stanza per andare nel laboratorio di sotto e accertarsi che il padre stia bene… ed ecco che dinanzi a lei compaiono degli strani esseri, a metà strada fra degli zombie e dei fantocci, oltre che uno strano ragazzo biondo dal volto orribilmente sfigurato e senza un occhio. Rifugiatasi nuovamente in camera sua, Aya fa la conoscenza di Ogre, un sinistro individuo vestito di nero che si proclama un venditore, e avverte la piccola della presenza di una maledizione all’interno della villa, la quale ha permesso a tutte le vittime uccise da Alfred di risorgere dalla morte per vendicarsi di lui e del modo in cui ha giocato con la loro vita. Sebbene turbata dalla notizia, Aya decide di non farsi scoraggiare o spaventare dalla situazione: è decisa a salvare suo padre, proprio come aveva promesso alla mamma prima di morire. Quello che non sa è che sta per andare incontro ad un terrificante incubo da svegli, popolato da bambole animate, non morti, spettri e un’inquietante verità sui segreti più oscuri del maniero dei Drevis…

Mad Father - Recensione dell'horror per Nintendo Switch

Metti giù quell’accetta, bambolina…

Mad Father, al suo nocciolo, è l’essenza più pura del Survival Horror senza la componente di combattimento. Nei panni di Aya, dovremo esplorare l’enorme maniero della famiglia Drevis cercando in giro oggetti, risolvendo enigmi e cercando di sopravvivere alle orde di creature inquietanti che cercheranno di farci la pelle. Molti dei puzzle del titolo originale sono stati completamente ridisegnati per adattarsi agli ambienti inediti e al cambio di ambientazione che hanno subito molte mappe rispetto all’originale versione 2012 e al remaster del 2016. Essendo gli ambienti di gioco quasi completamente disegnati da zero, si è avuta anche la necessità di cambiare anche la struttura di diversi rompicapi e la loro soluzione, e i metodi a cui si è abituati nelle versioni precedenti, giustamente, non saranno più validi per andare avanti. Inoltre sono stati forniti al giocatore alcuni nuovi aiuti che rendano la sua avventura un po’ più liscia; per esempio, uno dei primi puzzle richiede di inserire una combinazione per poter aprire una cassaforte, e viene dato un foglietto virtuale su cui “appuntare” la combinazione da inserire, senza doverla inserire continuamente sulla cassaforte stessa. Vengono dati anche più suggerimenti sulla risoluzione di certi puzzle. Un’altra novità inedita riguarda invece il modo in cui sono gestiti i nemici e le morti. Come nel remaster, è possibile sfuggire ai nemici che agguantano Aya premendo diverse combinazioni di tasti prima che scada il tempo, mentre per il resto degli inseguitori basterà allontanarsi dall’area in cui si trovano (leggi: uscire dalla mappa) per recuperare completamente la salute. Se la situazione dovesse farsi estrema, e un pericolo imminente o una trappola volessero dire morte istantanea, è stato implementato un sistema di QTE che permetterà alla piccola protagonista di salvarsi in extremis, senza dover cadere in un qualche game over. E questo può tornare utile, perché le occasioni per morire in Mad Father sono molteplici, soprattutto per i neofiti del titolo.

Casa di Bambola

Come già spiegato in precedenza, questa versione di Mad Father è stata completamente ridisegnata da zero. Un po’ come accaduto per la versione su 3DS di Corpse Party, ci troviamo di fronte a un titolo meccanicamente simile all’originale ma con una grafica del tutto revisionata. Molti degli ambienti hanno ora un aspetto molto più radicato in un contesto ottocentesco/steampunk, evidenziando ancora di più quella che è forse la caratteristica narrativa principale del gioco, ovvero le bambole. Anche uno dei primi ostacoli del gioco, originariamente un qualche gigantesco abominio di carne schifoso e rantolante, è stato sostituito da un’enorme montagnola insormontabile di bambole e pupazzi di ogni tipo. Anche gli sprite dei personaggi hanno subito un palese upgrade, diventando meno pixellosi e stile RPG Maker e più “anime” e, tutto sommato, proporzionati, oltre che molto più fluidi e dettagliati nelle animazioni. C’è da dire che all’inizio questi ultimi sembrino più insipidi e freddi rispetto alla controparte delle prime due versioni, ma basterà dare un’occhiata alla cura dei loro movimenti per cambiare rapidamente idea. Anche le immagini a tutto schermo sono state ampliate e ridisegnate, così come i ritratti di tutti i personaggi, sebbene alcune versioni nuove non convincano appieno, in particolare i nuovi ritratti di Aya, forse non abbastanza dettagliati rispetto alla prima versione. Sono presenti anche più elementi creepy e jumpscare gratuiti ed inediti rispetto alle due versioni originali.

Mad Father - Recensione dell'horror per Nintendo Switch

La notte è fatta per soffrire

Mad Father non è un titolo molto lungo, con una durata complessiva che si aggira intorno alle tre ore, alle quali però si sommano diversi fattori: innanzi tutto, sono presenti almeno quattro finali, di cui solo uno, quello vero, che si può definire positivo e che richiede di saltare in certi cerchi per essere ottenuto. Inoltre, sparse per la villa, ci sono degli oggetti collezionabili, ovvero le gemme, che si possono sbloccare soddisfacendo dei piccoli compiti secondari per poter essere ottenute (Ad esempio ricongiungendo una madre fantasma con la sua bambina, aiutando uno zombie a ritrovare la sua testa e così via) e che se, ottenute tutte, sbloccheranno una piccola scena post-credit (Che potrebbe anche fungere da retcon con Misao, l’altro horror a tema scolastico creato da Sen). Ottenere gli svariati finali del gioco permetterà non solo di riempire la galleria nella schermata del titolo, ma ci permetterà di sbloccare anche due capitoli giocabili extra, la modalità If e la modalità Blood. Il primo, nuova aggiunta del primo remaster, ci metterà nei panni di un certo personaggio centrale, facendoci vivere gli eventi antecedenti al true ending dal suo punto di vista, mentre il secondo è un vero e proprio sequel, in cui una Aya, ormai adulta, si ritroverà in un limbo fra sogno e realtà, costretta a rivivere gli stessi eventi della campagna principale ma senza alcuni ostacoli che aveva trovato da bambina, e scoprendo alcuni retroscena sulla sua famiglia. Onestamente, quest’ultima modalità è forse la più debole, perché non è altro che un altro pretesto per rigiocare paro paro il gioco standard, con gli stessi identici enigmi e spaventi, con l’unica differenza sostanziale che sono delle cutscene di intermezzo e il finale, e degli sviluppi che lasciano più incertezze che altro. Completando il gioco, sarà anche possibile ottenere accessori da utilizzare nel nuovo, inedito Doll Maker, che permetterà di mettere insieme le proprie bamboline, scegliendo capelli, visi, vestiti e accessori come in un vero e proprio character maker.

A chi consigliamo Mad Father?

Consiglio questo gioco sia ai neofiti che non hanno mai avuto modo di provare prima d’ora questo titolo, essendo forse la versione migliore e completa di questo gioco, che a quelli che lo hanno provato nelle sue altre versioni, viste tutte le novità presenti in quest’ultima versione. Inoltre potrebbe piacere a tutti gli amanti del genere Horror RPG a cui ancora manca di aver giocato questo particolare titolo, soprattutto i possessori di Switch che potrebbero essere orfani di altri titoli del genere dopo il toccante Angels of Death e il terrificante Viviette. Ovviamente, per poter godere di questo titolo principalmente narrativo, è necessario godere di una buona conoscenza della lingua inglese, poiché non è presente l’opzione per la lingua italiana.

Mad Father - Recensione dell'horror per Nintendo Switch

  • Uno dei migliori esponenti del suo genere
  • Comparto grafico nuovo di zecca e ricco di dettagli
  • Nuovi enigmi e situazioni spaventose
  • Nuove modalità e opzioni di gameplay

  • Un po’ troppo corto
  • La modalità Blood è forse superflua
  • Solo in lingua inglese
Mad Father
4.5

Bello e inquietante come una pregiata bambola di porcellana

Mad Father è e resta uno dei migliori esponenti del genere horror RPG, e questa nuova versione non fa che solidificare ulteriormente la sua posizione. Terrificante al punto giusto, carico di atmosfera, con una storia affascinante e dei personaggi memorabili, è uno di quei giochi che bisogna provare almeno una volta nella vita, anche perché è abbastanza economico. Ci vuole un po’ per abituarsi alla nuova veste grafica dei personaggi, e la lingua inglese potrebbe allontanare qualcuno, ma non ci vuole molto perché la cura del dettaglio nelle animazioni e nella storia catturino. Da provare!

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Cristina Ciocchetti
Una normalissima bimba ultraventenne che ha trafficato con computer e videogiochi per tutta la vita. Nel tempo libero le piace scarabocchiare sul suo sketchbook.

1 commento

  1. Avatar

    Commento qui per consigliare ai neofiti di Rpg Maker horror.
    Consiglio vivamente di provare anche: Misao che ha ricevuto anche lui un remake; Mogeko Castle; The Crooked Man ; The Boogeyman; Mermaid Swamp.

    Rispondi

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