My Dress-Up Darling – Recensione dell’anime

My Dress-Up Darling è uno degli anime che più ci ha sorpreso: amore e cosplay si fondono in una commedia romantica originale e molto ben realizzata

My Dress-Up Darling - Recensione dell'anime

My Dress-Up Darling è sicuramente uno degli anime annunciati da Crunchyroll passati più sottotraccia nei mesi precedenti la sua uscita. Io stesso, al vederne l’annuncio, l’ho colpevolmente considerato poco più di un classico adattamento stagionale dimenticabile in fretta, un semplice slice of life un po’ tendente all’ecchi. Fortunatamente, ho deciso di ignorare le voci piene di pregiudizi nella mia testa volendo provare sulla mia pelle l’esperienza della visione almeno dei primi episodi e sono contento di averlo fatto, perché episodio dopo episodio ho scoperto insieme ad una nutritissima community di appassionati uno degli adattamenti animati più sorprendenti di questi ultimi tempi.

Sono bisuku dōru wa koi o suru, anglicizzato come My Dress-Up Darling, è la terza opera del mangaka (semisconosciuto ai più, e passato alla ribalta proprio grazie a questa serie) Shinichi Fukuda, serializzato a partire dal 2018 sulla rivista Young Gangan di SQUARE ENIX e che è riuscito, in patria, a ottenere un discreto successo elevandosi al di sopra delle semplici e noiose commedie romantiche con poco da dire che spesso appaiono un po’ qua e là come funghi. Dopo tre anni di serializzazione e quasi cinque milioni di tankobon venduti in tutto il mondo, i diritti vengono acquisiti da CloverWorks (gli stessi di The Promised Neverland, La divisa scolastica di Akebi e Wonder Egg Priority, nonché dell’attesissimo SPY X FAMILY, per capirci) per produrre un adattamento animato di questo manga che è andato in onda in simulcast con il Giappone sulla piattaforma di streaming legale e gratuito Crunchyroll.

My Dress-Up Darling - Recensione dell'anime

  • Titolo originale: Sono bisuku dōru wa koi o suru
  • Titolo inglese: My Dress-Up Darling
  • Uscita giapponese: Inverno 2022
  • Uscita italiana: Inverno 2022
  • Piattaforma: Crunchyroll
  • Genere: Sentimentale, commedia
  • Numero di episodi: 12
  • Durata: 23 minuti per episodio
  • Studio di animazione: CloverWorks
  • Adattato da: manga di Shinichi Fukuda
  • Lingua: Giapponese (doppiaggio), Italiano (sottotitoli)

Abbiamo recensito My Dress-Up Darling tramite piattaforma streaming Crunchyroll.

Non rinnegare mai i tuoi sogni

Wakana Gojo è un liceale dalla vita decisamente insolita: solitario e schivo a causa di una crescita in un ambiente particolare e un pesante trauma infantile, il suo unico hobby è costruire e modellare le bambole tradizionali hina insieme al nonno che detiene l’attività di famiglia. Le bambole hina, solitamente conservate come cimeli preziosi durante l’anno, vengono esposte durante la festa dell’Hinamatsuri, che si tiene ogni anno il 3 marzo: regalate spesso alle bambine come buon auspicio, vengono poi tramandate in famiglia dai vari membri femminili di generazione in generazione. Gojo vive dunque conoscendo poco il mondo reale, preferendo rifugiarsi con il nonno in questo hobby che in futuro avrebbe dovuto diventare anche il suo lavoro. Giunto ad un punto di blocco creativo, ha un incontro fortuito con una solare e inarrestabile gyaru di nome Marin Kitagawa, il suo esatto opposto caratteriale.

Sarà proprio quest’ultima che, scoprendo l’abilità nel cucito e nel trucco di Gojo, si farà avanti proponendogli di realizzare un cosplay per lei, realizzando così uno dei sogni dell’allegra ragazza… e facendo scoprire per la prima volta a Wakana che nella vita esiste qualcos’altro oltre alle bambole hina: quello strano sentimento che si chiama amore adolescenziale, che i due esploreranno grazie al nuovo hobby comune, ovvero il cosplay, portato avanti fra mille difficoltà e incomprensioni imbarazzanti. Le cose si complicano quando gli ottimi cosplay realizzati da Gojo vengono notati anche da Sajuna “Juju” Inui, una famosa cosplayer che a quel punto, vuole fare di tutto per accaparrarsi a sua volta le abilità nel cucito del povero ragazzo. Una storia che già in questi primi 12 episodi usciti finora è stata in grado in grado di far sorridere, far commuovere e anche di stuzzicare la fantasia degli spettatori.

Non è un’altra stupida commedia giapponese

Al contrario di numerose produzioni giapponesi anche piuttosto recenti, la prima cosa a colpire di My Dress-Up Darling è quanto “bilanciata” sia la relazione fra Gojo e Marin, ed eventualmente anche fra i personaggi secondari che si inseriscono nelle dinamiche fra i due protagonisti. Laddove si scade spesso nella relazione a senso unico non ricambiata, o ad un mezzo harem che si forma in ben poco tempo, qui il focus è dedicato principalmente a loro due, e a una relazione che parte come amicizia per poi evolversi in qualcos’altro facendo piccoli passi insieme; dove ad essere impacciato e a combinare guai non è solo il protagonista maschile ma anche in egual misura quello femminile, dove non ci sono fredde tsundere (okay, ci sono, ma Gojo non ha occhi per loro… per ora). Una storia romantica con quel pizzico di fanservice che se inserito con moderazione, in un anime “leggero” come questo non guasta mai. Certo, si tratta di un paragone molto azzardato per alcuni punti, ma per altri, mi ha ricordato in diversi punti un caposaldo storico del genere come Urusei Yatsura (Lamù), specialmente con una sigla di chiusura che sembra realizzata come un vero e proprio omaggio allo storico lavoro di Rumiko Takahashi.

Amazing chest ahead

Abbiamo parlato del lato romantico e più serio di My Dress-Up Darling, certo, ma sarebbe sciocco non menzionare la grande faccia zozza della medaglia, ovvero tutte quelle inquadrature e situazioni create ad arte per stimolare l’immaginazione dei maschietti che guarderanno questa serie animata. Serie perfettamente godibile da entrambi i sessi, certo, tuttavia sono immancabilmente presenti spesso scene di puro fanservice, in cui le forme prosperose di Marin (e non solo) verranno accentuate, messe in bella vista e mostrate in tutta la loro gloria ad un Gojo particolarmente imbarazzato e incredibilmente allupato allo stesso tempo. Per quanto riguarda l’effetto che fa sullo spettatore tutto questo, beh, pagherò nell’oltretomba le colpe e i pensieri impuri che CloverWorks ha deciso di farmi generare nei confronti di una liceale, per il momento non sono ancora pronto a sentirmi in colpa.

Nell’anime, le scene più esplicite sono state in qualche modo addirittura censurate, rispetto al manga dove diverse scene di nudo sono invece presenti e non occultate in alcun modo. Tuttavia, mi sento di applaudire il coraggio dello studio di animazione che nel rappresentare un giovane amore adolescenziale in procinto di sbocciare ha inserito alcuni segmenti decisamente “rischiosi”, e nello specifico mi riferisco a una certa scena che si svolge in una camera d’albergo, non intendo dire oltre per non rovinare nessuna sorpresa. Ciononostante, non si scade mai nel volgare fine a sé stesso: insomma, fanservice che c’è e non ha problemi nel mostrarsi, ma mai usato a sproposito e come semplice espediente comico, legandosi in qualche modo sempre ai sentimenti di entrambi che man mano montano e si fanno sempre più evidenti. Per una volta, ci troviamo di fronte ad un anime romantico dove effettivamente c’è una progressione seria dei sentimenti di entrambi, dove anzi i primi passi vengono mossi decisamente in fretta: un ritmo decisamente più frizzante rispetto ad altri esponenti del genere.

Vittoria alla CloverLotteria

CloverWorks, lo studio di animazione che si sta occupando dell’adattamento animato, ultimamente non se la cava benissimo: è stata pesantemente criticata per la gestione di serie come Wonder Egg Priority ma soprattutto per la seconda stagione dell’adattamento animato di The Promised Neverland, mutilato e rapidamente terminato andando a snaturare completamente la storia (trovate qui le nostre impressioni a riguardo). Tuttavia, questa volta lo studio sembra decisamente aver fatto centro, con un progetto sicuramente più modesto. My Dress-Up Darling non va a certo a rivoluzionare il panorama anime in quanto a comparto grafico e tecnico, ma sicuramente si attesta sopra la media in quanto a pulizia dei fondali e modelli dei personaggi nonché per la fluidità delle animazioni, e soprattutto va reso onore alla resa dei volti, in particolare a quello di Marin, davvero una bomba di espressività e carineria in grado di farvi sciogliere con quegli occhioni estasiati e quei sorrisi a 32 denti enormi in grado di far commuovere anche i cuori di pietra.

Il doppiaggio è più che buono, decisamente promossa la performance di Hina Suguta, una nuova leva al suo primo ruolo di rilievo che apprezziamo immensamente. Gojo Wakana invece, doppiato da Shouya Ishige (un altro giovane esordiente, ma già conosciuto come voce del protagonista di Yu-Gi-Oh! VRAINS) riesce a rendere bene la voce di un adolescente un po’ timido e impacciato. Una coppia decisamente più che azzeccata. Grande nota di merito anche per opening ed ending: la sigla di chiusura (Koi no Yukue, della performer Akari Akase), sia come stile musicale che come grafica e animazioni, sembra davvero un’omaggio diretto alle classiche ending di Urusei Yatsura, mentre la opening Sansan Days del gruppo J-POP Spira Spica riesce a dare la giusta energia a degli episodi pieni zeppi di momenti eclatanti.

A chi consigliamo My Dress-Up Darling?

My Dress-Up Darling è una delle migliori commedie romantiche degli ultimi tempi ad arrivare su Crunchyroll, e ci auguriamo vivamente che la serie animata continui oltre questi primi 12 episodi, che sembrano davvero un assaggio di cose ancora migliori che arriveranno in futuro. Consigliatissimo ai fan di questo genere ma anche a chi invece ha sempre un po’ storto il naso visto che effettivamente numerosi suoi esponenti “si perdono un po’ per strada”, rallentando fin troppo il ritmo e giocando davvero troppo su quel “lo faranno o non lo faranno?”. Qui la risposta è chiara: lo faranno, e l’hype sta proprio nel sapere come accadrà. In generale, si tratta sicuramente di uno dei migliori anime della stagione appena conclusa.

CrunchyrollQuesto anime è disponibile sottotitolato in italiano su Crunchyroll, la prima piattaforma online internazionale completamente dedicata al mondo dell’animazione giapponese, dei manga e dei drama. Puoi guardare gratuitamente Crunchyroll sul tuo PC, sul tuo smartphone e sulla tua console iscrivendoti con un account gratuito oppure sottoscrivendo un piano di abbonamento mensile che ti permetterà di seguire gli anime in simulcasting con il Giappone.

 

  • Una storia più originale dal solito
  • I due protagonisti si completano in modo delizioso
  • Doppiaggio di prim’ordine anche se realizzato da esordienti
  • Fanservice realizzato magistralmente

  • Qualche censura rispetto al manga
  • Tematica del cosplay trattata un po’ troppo “all’acqua di rose”
My Dress-Up Darling
4.2

Amore e cosplay si fondono in un anime imperdibile

Una rivelazione. Non ho altro modo di definire My Dress-Up Darling, che colpevolmente a scatola chiusa non mi diceva proprio nulla. Invece, episodio dopo episodio, mi sono dovuto ricredere. Le dinamiche della relazione fra Gojo e Marin sono una ventata d’aria fresca per il genere delle commedie romantiche, così anche per quanto riguarda il tema principale (ovvero il cosplay) che viene trattato in modo non eccessivamente realistico e accurato ma comunque verosimile per poter dare il ritmo giusto alla narrazione. Uno slice of life dove chiaramente non succede granché all’infuori di alcuni ben piazzati momenti clou, ma dove al contempo il focus principale è chiaramente l’amore adolescenziale e le incomprensioni fra due liceali, opposti caratteriali che in questo caso si attraggono inesorabilmente. Una storia in grado di conquistarvi il cuore, a patto che andiate oltre ai pregiudizi che un anime del genere potrebbe generare. E mi raccomando, tenetevi dei fazzoletti vicino! Se per asciugare le lacrime o per fare altro, beh questo lo deciderete voi.

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Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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