Le 5 cose più pericolose di Captain Tsubasa

Captain Tsubasa è uno spokon o un battle shonen? In questo articolo scopriremo le cose più pericolose dell’opera di Yoichi Takahashi!

Le 5 cose più pericolose di Captain Tsubasa

Mancano pochi giorni di attesa all’uscita di Captain Tsubasa: Rise of New Champions, attesissimo gioco dell’omonima serie di Yoichi Takahashi. È inutile dire che quest’opera, oltre ad aver accompagnato la vita di milioni di ragazzini indottrinandoli al calcio (e a provare tecniche non proprio prudentissime nella realtà) nel nostro paese ha ancora un fascino immenso, quasi quasi dovuto di più al nonsense della serie che al calcio vero e proprio.

Il nostro Kurama ha infatti definito l’opera come un battle shonen piuttosto che uno spokon e non posso non dar ragione al buon Roberto. In questo articolo, volutamente goliardico, analizzerò le cinque cose più pericolose viste nella serie animata e nei fumetti originali di Captain Tsubasa.

5) Gli infortuni

Infortuni

Gli infortuni, come nella vita reale di ogni calciatore, flagellano la vita dell’atleta, eppur perché mi ritrovo a mettere questa sfortunata casistica all’ultimo posto? Semplice, perché salvo rari casi e per atleti ormai non più praticanti, nel nostro “Holly e Benji” si rimettono dagli infortuni e giocano le partite con ancora più spirito da “samurai” o da puri incoscienti, visto che con quelle gambe e con quelle mani dovrebbero anche affrontare la normale vita di tutti giorni. Tra gli infortuni irrimediabili possiamo parlare del primo, quello di Roberto Hongo, che a causa di un distacco della retina si è dovuto ritirare dal calcio, o quello non meglio classificato di Katagiri, che ha perso un occhio per cause ancora ignote. Tra i miracolati, oltre all’immancabile Jun Misugi (che però coglie l’occasione per simulare la morte anche nella nuova serie), possiamo anche parlare di Taro Misaki, investito da un camion durante il World Youth e presente con una vistosa fascia lunga fino al sottopalla nella finale contro il Brasile. I portieri poi non hanno avuto sorte migliore: i più famosi del Giappone, Genzo Wakabayashi, infortunato nel primo torneo alla caviglia, alle braccia durante Captain Tsubasa J da Levin e da Kruiffort e, nell’ultima serie, dal massaggio shiatsu di Karl Heinz Schneider che dopo diversi anni si era sicuramente rotto il kaiser di averlo sempre in mezzo alle balle in Germania. Oppure Ken Wakashimazu, non presente all’inizio del primo torneo a causa di un incidente con il solito camion per salvare un cane e successivamente infortunato da Schneider durante la partita preliminare del mondiale under 16. Menzione d’oro va ai gemelli Tachibana, che hanno capito che non solo sono delle pippe allucinanti ma che la loro tecnica, visti anche i loro 40 kg di peso, poteva andare bene per i tornei giovanili e non per l’età adulta, decidendo di fare un “Final Skylab Hurricane” per poi appendere, finalmente, le scarpe al chiodo. Nulla a che vedere comunque con il ManhuaIl Re del Calcio” di Hui King Sum, edito in Italia durante gli anni novanta da Jade, dove un tiro chiamato “Bomba di Botà” uccideva Teosae, padre del protagonista Leon, costringendo per lo shock la madre a un parto prematuro, ma questa è un’altra storia della quale forse vi parlerò in futuro.

4) I tiri

I tiri

Nella lista i tiri potrebbero stare effettivamente al primo posto. Ogni ragazzo o quasi di Captain Tsubasa sarebbe capace di uccidere un uomo con una pallonata. Stefan Levin, durante la creazione del suo Levin Shot, ha letteralmente fatto a pezzi una statua a pallonate. Anche nella partita del World Youth tra Uruguay e Giappone, match che sembra uscito da Naruto invece che da uno spokon, possiamo ammirare tra scarpini che volano e reti bucate anche il Tornado Shot di Hino, ovvero il tiro che nella partita precedente aveva infortunato i due assi della formazione italiana, Salvatore Gentile e Gino Hernandez (che era già stato infortunato nel mondiale under 16 dal tiro sviluppato da Kojiro Hiyuga tramite l’allenamento con la palla medica, il Neo Tiger Shot). Nell’ultima serie dell’opera, addirittura la potenza del Tornado Shot viene superata dal Full Metal Phantom, una nuova tecnica combinata dei brasiliani Carlos Santana e Natureza di una potenza simile a quella di un Athena Exclamation. Ho volutamente tolto da questa sezione le tecniche combinate volanti come ad esempio la famosissima Skylab Hurricane o le varie tecniche da saltimbanco del Messico e della Tailandia poiché non hanno abbastanza potenziale bellico per la distruzione dell’avversario.

3) Gli allenatori

Gli allenatori

Era d’obbligo inserire gli allenatori in questa lista di persone e fatti perfettamente denunciabili all’Unicef. Il primo nome sulla lista dei delinquenti rimane l’impareggiabile ubriacone di Okinawa, Kozo Kira, reo di allenare i suoi bimbi strafattissimo di sakè e armato di shinai. Non contento, visto che il suo pupillo orfano Kojiro Hiyuga non aveva ancora abbastanza potenza di tiro, decide di regalargli per il suo allenamento, al posto di un pallone normale, una palla medica del peso di svariati kg. Oppure come non citare il buon Gunter, mentore e allenatore personale di quel bestione di Deuter Muller, che costrinse lo Yeti tedesco a recuperare palloni da una scarpata tirando, oltre alle palle da parare, dei macigni di mezza tonnellata. Una menzione speciale, oltre a Minato Gamo e il suo programma di allenamento denunciabile in quasi tutti gli stati del mondo, va anche a Jinnosuke Matilda, reo di aver portato le tecniche di sfruttamento e schiavismo anche in Uruguay durante il suo periodo di allenatore de La Celeste.

2) I genitori

I genitori

“Sarà capitato anche a voi, di avere problemi in famiglia…”

I genitori in Captain Tsubasa sono una strana entità. Posso cominciare a parlare di Ichiro Misaki, padre di Taro e versione giapponese di Bud Spencer. Oltre ai vari problemi di alcool che hanno portato alla separazione dalla moglie, Ichiro decide, visto che come occupazione fa il pittore, di portare suo figlio in giro per tutto il Giappone e il mondo, facendo cambiare scuola ogni anno al piccolo Taro e portandolo via dai suoi amici appena guadagnati. Tra i vari campioni di umanità ricordiamo anche il padre di Ken Wakashimazu, che avrebbe voluto suo figlio alla guida del suo dojo di karate al posto di sgambettare e saltellare qua e là in un campo di calcio, e che decide di decretare la carriera del figlio solo se vincerà il campionato nazionale oppure se sopravviverà ad un kumite contro tutti gli studenti del dojo. Tra le figure femminili spunta di certo la madre di Carlos Santana, che dopo averlo abbandonato in un campo di calcio si presenta, come se non fosse successo nulla, alla fine della finale mondiale under-19, appena persa dal Brasile. La lista andrebbe tirata veramente lunga, con molti personaggi secondari come il padre di Munemasa Katagiri o anche Kodai, il babbo di Tsubasa, visto che ha portato a casa sua un brasiliano dal nulla e ha fatto scatenare le più terribili storie di adulterio della moglie Natsuko con il bel Roberto Hongo.

1) I pirati della strada

I pirati della strada

Captain Tsubasa deve essere per forza ambientato nell’universo di Initial D e magari si tratta proprio di uno spin-off dove i protagonisti di quest’ultimo gareggiano però in mezzo alla gente attentando alla loro vita. Il manga inizia proprio con Tsubasa che viene investito da un furgone e si salva per miracolo grazie al pallone che portava con se fin da piccolo. Gli incidenti sono la più grande calamità della storia di Captain Tsubasa. Tra le vittime possiamo contare Ken Wakashimazu (investito mentre cercava di salvare un cane), Taro Misaki (investito per salvare sua sorella da un camion), Yoshiko Fujisawa (incidente stradale durante il World Youth). Non è da meno la situazione automobilistica europea, in quanto in Europa è morta d’incidente Katarina Karen, la fidanzata di Stefan Levin, e ci ha quasi lasciato le penne Marie Schneider, la sorella del “KaiserKarl Heinz, salvata in extremis dal nostro portierone italiano Gino Hernandez. Posso dire con certezza che il primo posto delle catastrofi della serie di Yoichi Takahashi va proprio agli incidenti automobilistici, il che mi ha fatto controllare più di una volta a destra e a sinistra mentre attraversavo le strade in Giappone.

Un nuovo gioco di Captain Tsubasa con grafica fumettistica ed effetti realistici! Ispirato alla celebre serie di Captain Tsubasa, questo titolo riprende lo stile grafico dell’anime aggiungendo nuovi effetti grafici realistici. La cura dei dettagli nella rappresentazione dello stile di tutti i celebri personaggi renderà ogni incontro spettacolare e indimenticabile! Giocate mozzafiato e fulminee per un gioco di calcio ad alto tasso di azione arcade! Il genere calcistico arcade permette ai giocatori di vivere azioni spettacolari in tempo reale, ed è uno degli aspetti che hanno reso popolari i titoli dedicati a Captain Tsubasa. In questo coinvolgente gioco d’azione potrete divertirvi a segnare gol ai vostri avversari usando rapidamente fantastiche abilità grazie a un sistema di controllo semplice da padroneggiare.

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Captain Tsubasa: Rise of New Champions sarà disponibile dal prossimo 28 agosto, in attesa della nostra recensione e dei video che la accompagneranno, potete leggere la nostra anteprima o vedere la nostra video anteprima esclusiva.

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Riccardo Piras
Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.

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