Captain Tsubasa – Recensione della seconda parte della nuova serie

Senza alcun passaggio televisivo, la parte finale del reboot anime di Captain Tsubasa arriva in formato home video. La nostra recensione!

Captain Tsubasa – Recensione della seconda parte della nuova serie

È stata una lunga attesa, e talvolta la certezza di poterne vedere la fine è stata dubbia, ma fortunatamente Anime Factory è riuscita nella grande impresa. Il reboot anime di Captain Tsubasa, l’opera calcistica creata dal maestro Yōichi Takahashi, è finalmente disponibile in Italia in formato home video, ovviamente doppiata, nella sua interezza.

Il tutto era inizialmente nato in seguito al passaggio televisivo su Mediaset, dove però le avventure del giovane Tsubasa Ozora si sono fermate al termine del campionato delle scuole elementari, in quanto improvvisamente la messa in onda si è fermata lasciando fuori tutta la parte restante. E fortunatamente ci ha pensato il brand di Koch Media dedicato agli anime a mettere un punto alle vicende dei più forti giocatori giapponesi!

Vi siete persi la nostra recensione della prima parte? Allora potete recuperarla seguendo questo link!

È passato un bel po’ di tempo dalla vittoria della Nankatsu al campionato delle elementari contro la Meiwa di Kojiro Hyuga, dopo una sudatissima battaglia senza esclusione di colpi. Tsubasa sta crescendo, e i suoi propositi con lui: il suo obbiettivo è ora diventare il più forte giocatore giapponese, e per riuscire nell’impresa ha deciso di voler vincere di fila i tre campionati scolastici delle medie. I primi due hanno visto il protagonista vincere su tutto e tutti, specialmente su Hyuga e la Toho, scuola di cui ora fa parte insieme a Wakashimazu e Sawada, ma proprio quando sembra che il più del lavoro sia fatto, l’ultimo anno, o meglio l’ultimo campionato, non si rivela così facile come previsto.

Captain Tsubasa – Recensione della seconda parte della nuova serie

Tsubasa sta attentamente studiando l’agenda che Roberto Hongo gli ha lasciato prima di partire per il Brasile, dove sono contenuti anche alcuni consigli per effettuare un potente tiro a effetto conosciuto come Tiro Guidato (o Drive Shot in originale). Non si tratta però di una tecnica facile da padroneggiare, e ha bisogno di una discreta potenza, di una certa ricaduta e di un effetto particolare, tutte cose per cui si dovrà davvero allenare molto. Ma basta una piccola visita della Otomo ai campi di allenamento della Nankatsu a far capire al giovane campioncino che stavolta la guerra per la vittoria sarà davvero tosta.

Ogni giocatore delle tante squadre rivali sta affinando le proprie abilità e sviluppando tecniche impressionanti per riuscire a impedire alla Nankatsu di vincere il terzo campionato consecutivo, e d’altra parte, Tsubasa non ha intenzione di starsene lì a guardare tutti i suoi sogni e sforzi andare in fumo. Se vuole diventare un giocatore abbastanza forte da poter mettere piede in Brasile e raggiungere il suo mentore Roberto, dovrà farcela. Costi quel che costi!

Captain Tsubasa – Recensione della seconda parte della nuova serie

Questa “seconda parte” del reboot animato ci propone quello che è l’arco narrativo che introduce in Captain Tsubasa la particolarità delle giocate spettacolari. Se nella prima parte erano decisamente più sporadici, stavolta troveremo sempre più di frequente super tiri dagli effetti improbabili o dalla potenza capace di forare il pallone, sfondare la rete e fermare la propria corsa conficcati nel muro di cemento situato dietro, ma anche dribbling pazzeschi e contrasti dalla cattiveria inaudita, tanto da meritarsi cartellini rossi come il sangue che scorre. Insomma, dove si inizia finalmente non solo a sentire, ma anche a toccare con mano l’esagerazione ormai diventata un must in questa serie.

Captain Tsubasa – Recensione della seconda parte della nuova serie

E non lasciatevi fregare dagli effetti visivi: no, non ci sono vere tigri sul campo, falchi e quant’altro, ma si tratta solo di una rappresentazione visiva per dare l’impressione di una potenza/velocità/quant’altro tale dall’elemento che ci viene rappresentato.

Anche questi due volumi conclusivi dell’anime ci vengono offerti da Anime Factory in formato Blu-ray e DVD, entrambi composti da due dischi ciascuno. Purtroppo però, anche stavolta il tutto si porta dietro le mancanze che già si facevano sentire nei volumi precedenti, ovvero la presenza della sola sigla italiana “Tutta d’un Fiato” di Cristina D’Avena, e il formato audio ci propone la sola traccia italiana, lasciando quindi tutta la serie nella sua interezza sprovvista della traccia originale giapponese e le sigle originali. Quantomeno, è coerente con la prima parte rilasciata in precedenza, che presentava lo stesso standard.

Vedremo mai tutto questo in TV? Difficile a dirsi, davvero, ma dal momento che anche questa parte “inedita” presenta la sola sigla italiana made in Mediaset, può lasciar intendere che presto o tardi anche questa parte finale possa rendersi disponibile sulle emittenti televisive nostrane. Ma perché aspettare? La tentazione è davvero forte!

La sfida continua!

Captain TsubasaFinalmente il giovane prodigio del calcio nipponico Tsubasa Ozora, i suoi fedeli compagni e i suoi più agguerriti rivali scendono in campo per mettere un punto alle vicende, quantomeno a quelle in cui ci ha guidato il reboot animato (la serie manga è ben più lunga e ancora in corso).

Anche stavolta ci troviamo davanti a una buonissima edizione in formato home video targata Anime Factory, dove però non mi sarebbe dispiaciuto trovare anche la traccia audio giapponese per il doppiaggio e le opening/ending originali, stesso problema che già si portavano dietro anche i due precedenti volumi. A parte questo piccolo neo, anche stavolta ci troviamo davanti a un prodotto che i fan di Captain Tsubasa non devono assolutamente farsi sfuggire! Quando mai può ricapitare di vedere un reboot animato di una serie storica molto famosa anche in Italia, che finalmente ci regala quella fedeltà nei dialoghi e nell’adattamento che i veri fan dell’opera hanno sempre sognato?

Per gli amanti della versione italiana

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Prestigiatore, ballerino di break dance, produttore cinematografico, fondatore di Akiba Gamers: un curriculum da fare invidia a Johnny Sins, ma che non regge il confronto con la sua smodata passione per i giochi d’importazione e per i tegolini.

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