Megadimension Neptunia VII per Nintendo Switch – Recensione

A quasi quattro anni e mezzo dal suo debutto su PS4, Megadimension Neptunia VII arriva finalmente su Nintendo Switch, riportandoci all’interno del mondo di Gameindustri!

Megadimension Neptunia VII per Nintendo Switch - Recensione

Quella di Hyperdimension Neptunia è una tra le saghe JRPG moderne più conosciute in Giappone. Infatti, negli ultimi dieci anni il brand ha acquistato grande notorietà arricchendosi con capitoli più o meno validi e divertenti da giocare. Durante i primi mesi che hanno caratterizzato questo lungo e difficile 2020, sono state molte le indiscrezioni (poi rivelatesi veritiere) riguardo l’uscita in Occidente di un porting per Nintendo Switch di Shin Jigen Game Neptune VII, ultimo capitolo appartenente alla saga videoludica creata da Idea Factory e Compile Hearts e meglio noto al di fuori del Giappone con il titolo inglese Megadimension Neptunia VII. Nato nel 2015 per approdare su Playstation 4 e PC, Megadimension Neptunia VII oltre ad essere il quarto capitolo della saga (escludendo remake e spin-off) rappresenta a tutti gli effetti uno dei punti più alti raggiunti da quest’ultima. Infatti, questo gioco è riuscito sin dalla sua uscita a convincere più o meno tutti i fan del brand, creando discrete aspettative riguardo a questo porting per Switch. Andiamo a vedere nel dettaglio le sue caratteristiche.

Megadimension Neptunia VII per Nintendo Switch

  • Titolo: Megadimension Neptunia VII
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: Compile Heart, Idea Factory
  • Sviluppatore: Idea Factory International
  • Lingua: Inglese (testi), Inglese e Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 28 luglio 2020
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: costumi alternativi ed equipaggiamenti
  • Note: edizione retail disponibile su Limited Run Games

La trama di Megadimension Neptunia VII è semplice ma nonostante tutto riesce ad offrire al videogiocatore tutta una serie di spunti interessanti uniti a un numero tutto sommato discreto di colpi di scena. A livello narrativo questa versione per Nintendo Switch preserva al suo interno tutti i pregi e i difetti che hanno caratterizzato la versione per PS4, in quanto la nuova versione non ha subito alcuna modifica né alla struttura dei dialoghi né alla trama. Infatti, se da un lato la trama è uno dei punti di forza di questo gioco è anche vero che spesso e volentieri i dialoghi risultino essere piuttosto lunghi e privi di qualunque utilità ai fini della trama stessa.

Le vicende narrate in questo sequel diretto di Hyperdimension Neptunia Victory sono legate agli abitanti del mondo di Gamindustri. Diviso in quattro nazioni, il mondo fittizio descritto nel gioco viene governato da quattro divinità, dette Console Patron Unit (CPU), ciascuna delle quali è associabile alla personificazione di una macchina da gioco creata da una delle quattro grandi compagnie specializzate nella produzione di console: Purple Heart (governatrice di Planeptune), Black Heart (reggente di Lastation), White Heart (governatrice di Lowee) ed infine Green Heart (reggente di Leanbox). Il gioco prende luogo durante uno dei periodi più difficili per Gamindustri dalla sua creazione: quello del CPU Shift Period. Durante quest’ultimo il regno delle attuali CPU volgerà al termine e tramite delle nuove elezioni verranno nominate quelle che diventeranno a tutti gli effetti le prossime divinità. Vestendo i panni di Neptune, attuale CPU nonché governatrice di Planeptune, durante una delle solite passeggiate per le vie e vicoli della città ci imbatteremo in una bizzarra macchina dal quale provengono alcuni strani rumori. La ragazza, incuriosita da quello strano aggeggio decide di tornare al Basilicom per chiedere a Nepgear, sua sorella minore nonché nuova candidata al ruolo di CPU, di studiare quel macchinario. Tuttavia, a seguito dell’attivazione di quest’ultima le due ragazze si ritroveranno risucchiate all’interno di una dimensione alternativa. Dopo essersi ritrovate in una Planeptune sull’orlo del disastro (la cosiddetta Zero Dimension) incontreranno Uzume Tennouboshi (incarnazione del Dreamcast), ultima CPU rimasta a seguito dell’arrivo delle Dark CPU, una versione colossale e malvagia delle CPU, il gruppo farà di tutto pur di salvare la Zero Dimension dalla distruzione.

Un lungo viaggio attraverso le dimensioni

Spesso e volentieri una buona storia può essere determinante per la riuscita di un qualsivoglia prodotto videoludico e nel bene e nel male la saga di Hyperdimension Neptunia è stata in grado, sin dalla sua nascita, di creare un mondo di gioco carino e ben delineato. Infatti, tutti i titoli appartenenti alla saga di Neptunia ha fatto molto leva su un lato, quello della trama, il proprio punto di forza. Megadimension Neptunia VII, similmente ai suoi predecessori, mantiene la struttura tipica della saga e ci offre un gameplay ripartito in due fasi: una fase narrativa (in grafica 2D) ed una fase esplorativa e di combattimento (in grafica 3D). A differenza del suo predecessore, questo gioco ha una struttura narrativa meno lineare. Il titolo è diviso in tre sotto-giochi, ciascuno dei quali porterà avanti la storia prendendo in esame un dato momento della vita delle nostre protagoniste. Il primo sotto-gioco, intitolato Zero Dimension Neptunia Z: Twilight of the Desperate CPU, si svolge in un universo parallelo a quello illustrato nei precedenti capitoli della saga. La Zero Dimension non è nient’altro che una versione catastrofica del mondo di Hyperdimension, nel quale a seguito dell’arrivo di quattro entità colossali, denominate Dark CPU, è stato pressoché impossibile evitare la sciagura. In questa sezione di gioco aiuteremo la giovane Uzume nel tentativo di liberare la Zero Dimension da questi esseri e ristabilire la pace. Il secondo sotto-gioco, intitolato Hyper Dimension Neptunia G: The Golden Leaders, Reconstructors of Gamindustri, ricomincia esattamente da dove si è interrotto il primo e ci mostrerà il ritorno delle ragazze a Gamindustri. Ambientato sempre nel CPU Shift Period, questo sotto-gioco vede la comparsa di quattro nuovi personaggi, le cosiddette Gold Third (Third Party Developer), che ci aiuteranno a scongiurare il caos. Infine, il terzo e ultimo sotto-gioco si intitola Heart Dimension Neptunia H: Trilogy Finale: Into Legend e vedrà l’introduzione di una nuova dimensione.

Un battle system consolidato

Questa versione per Nintendo Switch di Megadimension Neptunia VII, riconfermando in toto il medesimo battle system presente nel titolo uscito per Playstation 4 nel 2015, fa suoi gli stilemi tipici dei giochi di ruolo giapponesi arricchendo gli elementi che si sono consolidati nel tempo con l’aggiunta di piccoli cambiamenti volti a migliorare l’esperienza di gioco complessiva. Il successo di questo titolo è infatti riconducibile alla cura mostrata dagli sviluppatori per rendere il sistema di combattimento più fluido e all’altezza del battle system presente negli altri titoli della saga. Durante le sezioni in 3D del gioco controlleremo una delle ragazze e avremo la possibilità di spostarci liberamente all’interno della mappa di gioco, esplorandola in ogni sua parte. Durante le esplorazioni sarà possibile raccogliere scrigni sparsi per la mappa (dove troveremo bonus, elisir, denaro, etc…), affrontare i nemici presenti (elemento utile per livellare più velocemente) e salvare la partita raggiungendo l’apposita area di salvataggio presente in ogni mappa. I nemici presenti nelle mappe possono essere di vario tipo (Pixelvader, Hi-Metal Guarder e così via) e per lo più sono ispirati a mostri o elementi presenti nel mondo dei videogiochi.

Le battaglie sono legate principalmente ad eventi casuali: una volta che un nemico ci aggancerà verremo catapultati in un arena apposita dove affronteremo il nemico in questione. La battaglia si struttura secondo un sistema a turni tradizionale dove potremo alternare gli attacchi standard ad attacchi speciali (denominati Skill, C-Skill ed F-Skill). Quest’ultime sono particolarmente importanti proprio perché solo grazie ad esse sarà possibile sconfiggere determinati nemici o boss. Le C-Skill o Coupling Skill sfruttano il sistema di Lily Rank e consistono in attacchi fatti da due personaggi con un livello buono di affinità. Le F-Skill o Formation Skill, invece, sono ben più particolari e sfruttano il sistema EXE Drive: tramite il pagamento di punti EXE avremo la possibilità, dopo aver circondato il nemico in formazioni triangolari o rettangolari, di effettuare attacchi speciali che andranno a distruggere parti del corpo di quest’ultimo. Le varie battaglie si svolgono tutte più o meno secondo le stesse modalità, fanno però eccezione gli scontri contro le Dark CPU. Indicati con il nome di Giant Battle, questi scontri si svolgeranno in delle apposite arene (denominate Sharing Field) strutturate in modo tale da poter attaccare il boss usando le Formation Skill.

A casa di Blanc

Per comprendere al meglio il titolo di Idea Factory e Compile Heart è importante analizzare tutto il contesto dentro il quale il nostro gameplay prende parte. L’opera infatti presenta numerosi aspetti interessanti e meritevoli di una menzione. Oltre alle classiche ambientazioni di gioco, avremo la possibilità di visitare altri posti e svolgere numerosissime attività all’interno delle varie città. La mappa di gioco presente nel menù ricorda graficamente quella di molti giochi del mondo Nintendo ed è strutturata secondo dei percorsi che collegano i vari punti di interesse presenti in gioco. Questa aggiunta si rivela assolutamente fondamentale, in quanto grazie proprio agli incontri casuali che si genereranno all’interno di essi avremo la possibilità di livellare più facilmente.

Occhio però a fare errori, dato che non si potrà salvare la partita fino al dungeon successivo. Nelle città invece sarà possibile dialogare con gli NPC, acquistare o vendere oggetti utili per il proseguimento del gioco e creare oggetti ed equipaggiamenti tramite funzioni di crafting. Interessanti le modalità di ScoutInvestment che, costituendo un elemento centrale all’interno del titolo, rendono l’esperienza di gioco più varia. Il più grande difetto presente nel titolo è sicuramente da ricondurre alla presenza di un comparto tecnico non di primissimo livello. Ahimè, il titolo preserva nella sua totalità quello che già all’epoca non era un comparto grafico all’altezza dei tempi (texture di scarsa qualità, cali di frame rate). Infatti, se osservando quelle che sono le sezioni in 2D del titolo, l’utilizzatore finale potrebbe avere l’impressione di assistere ad un gioco dotato di un comparto tecnico di eccellente qualità, è estremamente semplice accorgersi di come in realtà quest’ultimo sia estremamente carente durante le sezioni in 3D.

A chi consigliamo Megadimension Neptunia VII?

Come già accennato in precedenza quella di Hyperdimension Neptunia è una delle saghe videoludiche facente parte parte di quel filone di giochi di ruolo giapponesi estremamente stravaganti e che fanno del fanservice la propria arma vincente. Di fatto, questi giochi sembrano essere destinati ad un pubblico che ama particolarmente un mix tra un umorismo un po’ scanzonato e la componente ecchi tipica di molti giochi di questo tipo. Megadimension Neptunia VII, riesce durante l’arco dell’intero gameplay ad intrattenere in maniera discreta tutti quegli spettatori che cercano un gioco con il quale rilassarsi (leggendo gli interminabili dialoghi che caratterizzano il titolo) e al tempo stesso provare un discreto livello di sfida (dato per lo più da un sistema di salvataggio un po’ antiquato). Il porting per Switch di Megadimension Neptunia VII è stato pensato principalmente per un pubblico di neofiti, come del resto accade per quasi tutti i porting. Sicuramente l’obbiettivo di questo titolo è quello di fare da apripista ad un futuro sequel che potrà così sbarcare senza problemi anche su una console della grande N. In definitiva, ci sentiamo quindi di consigliare questo titolo a tutti coloro che non hanno mai provato nessun gioco della saga ma sono comunque attratti da una trama accattivante e da un gameplay tutto sommato molto solido. Al contrario ci sentiamo in dovere di sconsigliarne l’acquisto a tutti coloro che hanno già giocato il titolo su PS4 (dato che non presenta alcuna variazione da quest’ultimo) e a chi non è amante del genere.

  • Character design di ottima qualità
  • Gameplay variegato
  • Trama accattivante, ma…

  • …Alcuni dialoghi del tutto inutili ai fini della storia
  • Il grinding è troppo marcato
  • Soundtrack bella ma ripetitiva
  • Sistema di salvataggio non ottimale
Megadimension Neptunia VII
3.8

Le Console Patron Unit conquistano anche Switch

Questa nuova versione di Megadimension Neptunia VII è riuscita senza troppi intoppi a riconfermare ciò che di buono è stato fatto ormai più di quattro anni fa su PlayStation 4. Infatti, quest’ultima è stata in grado di trasportare sulla console ibrida di casa Nintendo tutti gli aspetti positivi che hanno caratterizzato e reso famosa questa saga videoludica. Il gameplay ormai consolidato negli ultimi anni si sposa benissimo con una storia piacevole e condita da delle sezioni in stile tipicamente visual novel che, nonostante i difetti citati durante la recensione, sono di ottima qualità. Infatti, pur non presentando un lato tecnico eccellente in ogni suo aspetto, Megadimension Neptunia VII rimane tutto sommato un ottimo JRPG. Oltretutto la scelta di portare questo capitolo su Switch può rivelarsi un’idea vincente in quanto risulta essere molto adatto a chi non ha mai giocato ad un gioco appartenente a questa saga.

Da sempre amante di cinema, sceneggiatura e psicologia, la sua passione per il paese del Sol Levante deve tutto alle celebri opere di Gosho Aoyama e Go Nagai, oltre che a quell’amico d’infanzia che senza chiedere nulla in cambio gli prestò il suo primo The Legend of Zelda. Leggende narrano che persino i dipendenti Nintendo abbiano sentito il suo urlo di gioia durante il Direct dell’E3 2019.

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