Animal Crossing: New Horizons – Oltre il videogioco

Animal Crossing: New Horizons è uno dei giochi più venduti e attualmente giocati su Nintendo Switch. Su cosa si basa il successo di questo titolo e cosa lo rende così giocabile dopo un anno dalla sua uscita?

Animal Crossing: New Horizons - Oltre il videogioco

A quasi un anno dalla sua uscita su Nintendo Switch, Animal Crossing: New Horizons sta continuando ad attirare a sé sempre nuovi giocatori che, giorno dopo giorno, alimentano il successo di questo simulatore di vita virtuale fatto di dolcezza, relax e tanta tranquillità. Uscito il 20 marzo del 2020, già dopo pochi mesi dalla sua messa in commercio aveva segnato diversi record di vendite, arrivando in otto mesi a superare, per il mercato Giapponese, il traguardo delle 6 milioni di unità. Un record che apparteneva a Pokémon Oro e Argento da ben 20 anni.

La natura simulativa del gioco lo rende, inevitabilmente, un videogame creato e pensato per uno specifico pubblico di giocatori, i quali si ritroveranno a dover compiere ciclicamente sempre le solite azioni all’interno del gioco. Sorge quindi spontaneo domandarsi come un gioco di questo tipo sia in grado, tuttora, di mantenere così alta l’attenzione del videogiocatore.

Animal Crossing

Collezionando in Animal Crossing: New Horizons

Valutando solo ed esclusivamente il comparto tecnico del gioco, come abbiamo già detto all’inizio, il gameplay su cui si basa Animal Crossing: New Horizons è semplice e immediato. Inizialmente il gioco vi farà fare la conoscenza di Tom Nook, storico personaggio della saga, che vi darà tutto il necessario per iniziare la vostra vita sull’isola, pretendendo poi di essere ripagato, ma con i vostri tempi, lasciandovi la libertà di affrontare la cosa come meglio vi aggrada. Questo enorme senso di libertà farà conoscere subito al giocatore diversi aspetti della vita di Animal Crossing, ma soprattutto darà modo a ognuno di non sentirsi troppo pressato da scadenze e da date da rispettare, e di esplorare liberamente le varie funzionalità del gioco.

Funzionalità che spesso sfociano nel nudo e crudo collezionismo. Vi verrà chiesto di catturare pesci e insetti per portarli al museo dell’isola, di rilevare fossili e di acquistare opere d’arte sempre per far aumentare il prestigio di questa vostra istituzione. Allo stesso tempo vi verrà anche chiesto di avere un occhio di riguardo per la gestione dell’isola, pulendo le sue strade dalle erbacce, arricchendola di fiori, strade ed attrezzature per aumentare lo splendore (indicato con la valutazione delle classiche 5 stelle).Animal Crossing

Tutto questo in un mondo di gioco che cammina al passo del mondo reale, andando avanti di giorno in giorno e di ora in ora come la vita vera. Se giocherete al mattino avrete un paesaggio soleggiato e splendente, mentre verso sera arriverà il tramonto che poi si tramuterà in una coperta di stelle per la notte. Se giocherete nel periodo invernale avrete la neve, d’estate il caldo torrido. Gli stessi negozi aumenteranno le possibilità di collezionismo, cambiando i capi d’abbigliamento o l’oggettistica in base alla stagione e in modo casuale. Il tutto in una veste grafica molto accattivante e con scelte di gameplay molto semplificate rispetto alle precedenti versioni del gioco, anche solo per l’autosalvataggio che vi impedirà di perdere diverse ore di gioco in caso di spegnimento della console, o il fatto di poter accorpare diversi oggetti nel vostro inventario quando prima questa problematica era molto più limitante.

Nintendo stessa supporta Animal Crossing in modo costante dal giorno del suo rilascio con aggiornamenti gratuiti per tutti i giocatori, mettendo sempre nuovi eventi a tema e rilasciando mensilmente dei video sui canali ufficiali dove vengono spiegate le novità introdotte.

E nella vita reale?

MI rendo conto, tuttavia, che anche spiegato in questo modo, Animal Crossing: New Horizons possa non incuriosire una grossa fetta di pubblico, impaurito forse dalla troppa mole di ripetitività o dal gameplay decisamente tutt’altro che frenetico. Il continuo aumento di vendite e di videogiocatori che si affacciano al mondo di Animal Crossing è dovuto anche dal fatto che questo sfrenato collezionismo che il gioco sfrutta per mantenere legato a sé il giocatore può essere agevolato da un semplice strumento che usiamo tutti i giorni, e che forse stai utilizzando anche in questo momento per leggere questo articolo, lo smartphone.

Con l’uscita di New Horizons, complice la grossa diffusione di Nintendo Switch nelle case di molti videogiocatori, si sono venuti a creare infatti diversi gruppi sui social, che sono pian piano diventati dei veri e propri luoghi di ritrovo per appassionati per scambiarsi gli oggetti più disparati all’interno del gioco, ma non solo!

Animal Crossing

Se durante la prima fase del lancio del gioco questi scambi erano incentrati principalmente sulla vendita di rape per racimolare stelline (la moneta del gioco) in modo più rapido, ora si può assistere a dei veri e propri mercati di scambio di qualunque sorta. All’interno della lore di Animal Crossing le rape sono, per chi non conoscesse bene il gioco, il principale oggetto di investimento. La domenica mattina farà visita nell’isola di ogni giocatore Brunella (la piccola cinghialina che sostituisce la nonna Nella delle precedenti versioni del gioco) la quale porta con sé le sue rape, l’unico oggetto a tempo all’interno del gioco.

Le rape di Brunella infatti possono essere acquistate solo di domenica mattina e marciranno la domenica successiva, ma possono essere vendute al negozio di Mirco e Marco in una vera e propria ricostruzione della borsa che tutti conosciamo. I due allievi del tanuki infatti cambieranno prezzo di acquisto per le rape ogni mattina e ogni pomeriggio, tutti i giorni, facendo sì che il giocatore possa guadagnare molto da questa vendita oppure perdere altrettanto.

Capite bene che questa meccanica, nel mondo di internet e della tecnologia dei social, aumenta di molto le probabilità di riuscire a vendere a buon prezzo il proprio ortaggio, soprattutto dato che il prezzo di vendita e quello di acquisto delle rape varia da giocatore a giocatore. Quindi sui gruppi social vi è una maggiore probabilità di riuscire a piazzare bene le proprie vendite per riuscire a saldare in tempi molto più rapidi il debito con Tom Nook.

Questa meccanica di scambi sui social amplifica di molto le possibilità di riuscire a reperire, in tempi più brevi, diverse varianti degli oggetti che interessano al giocatore, limitando di fatto la randomicità dei negozi del gioco. Per fare un esempio banale, se voglio una maglia rossa, ma nel negozio non me la vendono, posso chiedere sul gruppo Facebook sperando che tra le sue migliaia di utenti ci sia qualcuno con quell’oggetto.

Stessa cosa per gli schemi da creare, per i vari colori dei mobili da catalogare e per qualunque oggetto all’interno del gioco. Il massiccio utilizzo dei social di questi ultimi anni ha fatto sì che si sia venuta a creare una realtà come Nookazon, una sorta di Amazon creato dai fan della saga e che comprende ogni oggetto catalogabile di Animal Crossing e permette una rapida interazione tra i diversi giocatori.

Una pratica molto diffusa ultimamente, quando dopo un anno di vita del gioco, molti collezionisti iniziano a finire la propria collezione, è quella dello scambio degli abitanti. Sulla propria isola di Animal Crossing è possibile infatti ospitare diversi personaggi non giocanti, e anche questi sono divisi per tipologia di animale e per rarità, facendo crescere la voglia dei giocatori completisti di avere il proprio personaggio preferito all’interno della propria isola.

Questa meccanica è leggermente più complessa e, giocando semplicemente senza comunicare con altri giocatori, risulterebbe del tutto randomica e molto dispendiosa in termini di tempo, in quanto richiederebbe al giocatore di volare di isola in isola, e ogni volta di sperare di trovare il proprio animale preferito tra una selezione totalmente casuale. Mentre sui social basta trovare qualcuno con il personaggio che stiamo puntando che ha deciso di fare le valigie e lasciare l’isola, andare da lui e convincerlo a trasferirsi nella nostra.

Tante possibilità, tanta illegalità

Tutte queste possibilità di aggirare di molto i limiti del gioco, agevolando l’esperienza di molti giocatori, sono viste di buon occhio da Nintendo, che finalmente è riuscita a creare quel mercato al di fuori del gioco di Animal Crossing che si legge tra le righe dei capitoli precedenti della saga. Tuttavia, la stessa Nintendo sta attuando una politica severissima nei confronti di chi esagera in questa pratica, o di chi decide di giocare non stando alle regole ferree di avanzamento del gioco.

In un mondo di gioco così legato allo scorrere del tempo reale, è facile incappare in giocatori che iniziano a modificare la data o l’ora della propria console per anticipare i tempi di gioco o per sbloccare diversi oggetti e funzionalità disponibili in diverse ore del gioco o in diversi mesi. Nintendo è già intervenuta in molti casi bloccando diversi utenti e abbassando per tutti i tassi di interesse della banca per evitare che si aumenti di molto il proprio conto semplicemente modificando la data della console.

Inoltre, sui maggiori siti di compravendita è facile incappare in giocatori disonesti che vendono oggetti o risorse del gioco per soldi reali, entrando di fatto nel penale e distruggendo tutta l’immagine degli scambi equi e votati al perfezionamento del collezionismo che muove molti giocatori.

Animal Crossing

La fortuna di quest’ultimo capitolo della saga di Animal Crossing potremmo attribuirla, quindi, oltre che ad un software ben fatto, ad una distribuzione davvero ben riuscita della console sul quale è in esclusiva ed al suo comparto collezionistico e rilassante, anche a questo lato social che si è consolidato sempre di più nel corso di questi anni.

Un vero e proprio sottobosco di opportunità capace di trasformare anche un giocatore dall’approccio casual in un collezionista, vista la mole di possibilità e la semplicità con cui si possono reperire oggetti. Inoltre, si tratta pur sempre di un social, e non bisogna dimenticare il lato chiacchiericcio della cosa, con post a tema dedicati, giochi inventati dagli utenti o semplicemente foto dei propri paesaggi, che stimoleranno il giocatore a inventarsi cose nuove o a copiare qualche set di cui si è innamorato, portando inevitabilmente ad aumentare ancora di più le ore spese su quest’ultimo capitolo di Animal Crossing.

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Videogiocatore e lettore compulsivo dai tempi del Game Boy, di Dragon Ball e della prima PlayStation. Attualmente scrive di entrambi, apprezzando molto il retrogaming e i fumetti di una volta, ma con moltissima curiosità per quelle che sono le novità.

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