Akihabara: un video ce la mostra nel 1986

Akihabara: un video ce la mostra nel 1986

Per gli appassionati dell’intrattenimento giapponese, il quartiere Akihabara di Tokyo rappresenta una sorta di luogo sacro, da visitare almeno una volta nella vita. Noi di Akiba Gamers da questa Mecca mistica prendiamo il nome e più volte l’abbiamo visitata come si può scoprire dai nostri diari di viaggio. Tuttavia, non sempre è stato così: ebbene, esisteva un tempo in cui palazzi e strade tappezzate di maid cafè, cartelloni promozionali per anime, videogiochi, idol e quant’altro lasciavano invece il posto ad un luogo affollato ma decisamente più sobrio.

Grazie al post di un utente giapponese su Twitter possiamo quindi ammirare alcuni scorci del quartiere e della vita quotidiana delle persone che vi abitavano e lavoravano, nel 1986. Pochi sanno infatti che prima di Akiba il quartiere fosse comunemente conosciuto come Denki-Gai, “Electric Town”: dopo la Seconda Guerra Mondiale infatti, quando il Giappone attraversò un periodo di fortissima espansione economica che rapidamente lo portò al passo di altri paesi occidentali, il luogo divenne un centro affollatissimo conosciuto specialmente per la grande concentrazione di negozi che vendevano elettronica di consumo, elettrodomestici, televisori e simili. Solo negli anni ottanta, con l’avvento di videogiochi e computer, abbiamo una progressiva trasformazione del quartiere di Akihabara per come lo conosciamo oggi.

Gli spezzoni del video in questione risalgono al 1986, quando la bolla economica era ormai scoppiata e il quartiere era già ben affermato come la capitale dell’elettronica giapponese. Anche se diversi edifici hanno radicalmente cambiato aspetto, qualcuno riuscirà sicuramente a notare diversi palazzi che sopravvivono ancora ora rimasti più o meno immutati, come l’edificio Akihabara Radio Kaikan. Il tweet è poi diventato virale non solo fra i giapponesi stessi, ma anche fra appassionati e curiosi che si chiedono che aspetto avesse il loro luogo di pellegrinaggio preferito quando anime, manga e videogiochi erano ancora un prodotto piuttosto di nicchia persino nel loro paese d’origine.

 

Fonte: Twitter via SoraNews 24

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Lorenzo Repetto
Ossessionato da Le Bizzarre Avventure di JoJo e METAL GEAR, pensa che TRIGGER abbia salvato gli anime. Darebbe tutto pur di vedere un nuovo Trauma Center e il finale di Berserk; generalmente ti vuole bene, finché non gli parli di microtransazioni.

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