FIRE FORCE – Recensione della seconda stagione

Uno tra gli anime più attesi dell’anno è giunto al termine. Scopriamo insieme se questa seconda serie ha saputo stupire quanto la prima!

FIRE FORCE – Recensione della seconda stagione

Dopo la sfavillante prima stagione dell’estate 2019, Fire Force 2 (Enen no Shouboutai: Ni no Shou) riprova a sorprendere i fan con 24 episodi ricchi di novità, azione, character design e un mix tra originali ricerche e combattimenti a non finire. Il tutto ovviamente ritrasmesso dall’emittente Yamato Video sul proprio canale YouTube. La serie ideata da Atsushi Ohkubo e curata ancora una volta dallo studio david production fa un ulteriore balzo in avanti verso la soluzione dei misteri legati alla combustione spontanea e alla figura dell’Evangelista. Tutte queste novità saranno sufficienti a placare la sete di sapere degli spettatori? Scopriamolo insieme!

Fire Force – Recensione della seconda stagione su Yamato Animation

FIRE FORCE – Recensione della seconda stagione

  • Titolo originale: Enen no Shouboutai: Ni no Shou
  • Titolo italiano: Fire Force 2
  • Uscita giapponese: 3 luglio 2020
  • Uscita italiana: 3 luglio 2020 (YouTube)
  • Piattaforma: Yamato Animation
  • Genere: combattimento, azione, mistero, superpoteri
  • Numero di episodi: 24
  • Durata: 24 minuti
  • Studio di animazione: david production
  • Adattato da: manga di Atsushi Ōkubo
  • Lingua: giapponese (doppiaggio) sottotitoli (italiano)

Abbiamo recensito Fire Force 2 tramite il canale YouTube di Yamato Animation.

Un teatrino ipnotico

“Tanto tempo fa, l’umanità incorse nell’ira del pianeta e il mondo fu avvolto dalle fiamme. Fu il giorno della grande catastrofe.”

Quante volte abbiamo pensato di skippare questa parte, per finire invece a seguirla ogni volta fino in fondo, sperando di ottenere qualche piccola informazione in più? Praticamente tutte! La narrazione di Fire Force, con tutti questi sottintesi, sa decisamente catturare l’attenzione: anno 198 dell’era del Sole: in un mondo allo sbaraglio, che deve la sua sopravvivenza a una tecnologia simile a quella di una centrale nucleare (nota come Amateratsu), le persone sono terrorizzate da un particolare tipo di morte, quella per combustione spontanea. Per combattere e studiare questo fenomeno, che trasforma gli umani in pericolosi incendiati, sono nati i diversi dipartimenti di Fire Force.

Dopo la precedente stagione, terminata con l’emozionante scontro finale tra l’esuberante protagonista Shinra Kusakabe e suo fratello Sho, riprendono gli scontri dell’ottava brigata contro l’ordine della Fiamma Cinerea. Quali sono i misteri che nasconde Amateratsu? Qual è lo scopo dei portatori dell’Adolla? Cosa brama veramente l’Evangelista e quali organizzazioni sono implicate con lui? La soluzione agli enigmi dell’anime si avvicina sempre di più!

Tanta carne al fuoco

È proprio il caso di dirlo! Se c’è una cosa nella quale Atsushi Ōkubo eccelle è la costruzione della storia, con continui spunti che, se da una parte offrono qualche soluzione, dall’altra creano nuove domande, e quindi nuovo interesse. La ricerca della verità sulla grande catastrofe, i pilastri, il funzionamento dell’Adolla Link, i segreti delle Haijima… seguendo la seconda stagione si inizia a intuire come nella storia tutto sia collegato da fili nascosti, che riuniranno i vari personaggi nel teatro finale che, nella terza stagione, ospiterà lo scontro decisivo.

Fire Force – Recensione della seconda stagione su Yamato Animation

Tuttalpiù che quest’estate è stato l’autore stesso ad annunciare che il manga sta per giungere al termine, nonostante la miriade di personaggi inseriti e l’enorme successo ottenuto, comunicando inoltre che questo sarà con tutta probabilità l’ultimo suo lavoro (ma non si sa mai!). Gli amanti di Soul Eater sanno infatti quanto l’autore sia in grado di incasinare le cose, soprattutto avvicinandosi alla fine, anche se fino ad ora ha dimostrato di saper dare il giusto spazio quasi a ogni personaggio. In ogni caso, aspettiamoci una vera e propria guerriglia in futuro!

Di uomini e dei, di tradizioni, progresso, e di vite da salvare

Se c’è qualcosa che contraddistingue Fire Force, di fronte a numerosi anime ripetitivi, è il saper reinterpretare o inserire tematiche molto sentite in una nuova configurazione. Dalla religione alla violenza, dalla distruzione dell’ambiente sino all’importanza di ogni vita, tutto appare fresco e dinamico. Partiamo dal sistema religioso: le vicende legate alla chiesa del divino Sol, che riunisce tutto in modo apparentemente perfetto, nonostante i molti lati oscuri, appaiono come la perfetta riproduzione del cristianesimo. Così come viene marcata l’opposizione dei protonazionalisti (shintoisti) e il duro scontro tra le due culture. Sul contorno di questo mondo spirituale v’è tutta la praticità di una nazione che lotta contro la sua fine, in un mondo in fiamme e lontano dalla naturalezza, ma che si affida comunque a una tecnologia basata su di esse per sopravvivere: la fiamma del sacro Sol, Amateratsu, le Haijima… nulla sembra fermare il progresso, nonostante i contorni negativi più volte assunti.

Pratico, e opposto alla cieca devozione dei fanatici di sacrificio e distruzione, è anche il riconoscere l’importanza di ogni singola vita, e di come l’istinto di sopravvivenza (vedasi il finale di stagione) sia proprio uno dei poteri più grandi in possesso dell’uomo. A tutto ciò è complementare il richiamo alla morte, con molti episodi (20 in primis) che non temono di mostrare quasi delle carneficine, in modo più diretto di come viene fatto in un’intera stagione della stragrande maggioranza degli anime in circolazione. Insomma, il manga è decisamente più attuale di quanto possa sembrare.

Una demenzialità geniale

Attuali sono anche le varie citazioni inserite nell’opera, che puntano a un pubblico ormai “colto” sulla cultura giapponese. Per esempio, scorrendo tra i combattimenti non potrete non notare qualche classica “JoJo Reference”, quel pizzico che a noi piace (cit.), divertente e sensata considerando che lo studio david production è proprio lo stesso che si occupa di produrre l’adattamento animato del manga di Hirohiko Araki. Ci sono poi molti vaghi spunti da opere famose, come ONE PIECE, e soprattutto un riferimento grosso come la luna alla precedente opera del mangaka, che mi ha fatto venire non pochi dubbi sul fatto che le due serie del mangaka, Soul Eater e Fire Force, possano essere in qualche modo collegate (e non vedo l’ora di scoprirlo).

Fire Force – Recensione della seconda stagione su Yamato Animation

Più goliardico è invece l’ampio fanservice. Come nella scorsa stagione dominava l’attitudine di Tamaki a rimanere svestita (comunque parzialmente giustificata), in questa spopolano doppi sensi e immagini al limite della censura, con un intero episodio dedicato a questo tipico siparietto di molti anime. Se a tratti sembra esagerato (come nei primi episodi), nella maggior parte dei casi viene però usato correttamente, per spezzare i momenti di tensione, risultando divertente. Ma state attenti! In certi casi anche comportamenti che paiono demenziali non sono altro che sfaccettature di qualcosa di più grande e significativo.

Le storie passano, lo stile resta

Il look grafico dei disegni rimane inconfondibile, proprio come quello di Soul Eater, iniziando dalla particolarità degli sguardi. Da Tamaki a Benimaru, da Joker a Yona, dal primo pilastro a Shinra, fino all’ultimo spettacolare personaggio introdotto, Inka: gli occhi e i colori a loro associati rimangono un carattere distintivo dell’autore, in grado di fissare indelebilmente i momenti salienti della trama, e gli individui che ne fanno parte.

Anche la pazzia è rimasta la stessa, con alcune scene tra le migliori in circolazione. Le luci e i colori sono studiati, come nel caso “dell’altro mondo”, dove rosso e giallo lasciano spazio a un nero opprimente, infondendo desolazione, oppure come avviene nelle inquadrature vivaci dei combattimenti, ai quali è legata la fluidità delle fiamme e un’ottima gestione delle ombre. Parliamo quindi di un’ottima resa grafica generalmente ricca di particolari, arricchita da ottime ambientazioni, fino ai dettagli che sembrano più insignificanti, come le mappe dalla metropolitana o certe cifre realmente esistenti.

Rock’N Roll!

Se la grafica è un punto saldo dell’anime, la musica non è da meno. Lo stesso Atsushi Ōkubo sembra riferirsi spesso al mondo rockettaro nelle mosse dei personaggi (come per le “corna” del protagonista o il “Guerrilla Radio” di Haumea), ma le parti più significative le troviamo ovviamente nella colonna sonora e nelle sigle di apertura. La gestione musicale di Kenichiro Suehiro appartiene forse a quella scuola che accompagna un’opera senza farsi troppo notare: suoni bassi, spesso presenti come sfondo, e generalmente non invadenti. In occasione degli scontri più importanti (come negli episodi 9/10) ci ha però dimostrato di essere in grado di esaltare l’azione, imbastendo musiche orchestrali in stile apocalittico.

Fire Force – Recensione della seconda stagione su Yamato Animation

Per finire le due nuove opening, “Spark-Again” (Aimer) e “Torch of Liberty” (KANA-BOON), sono sempre di ottimo livello: certo, non potranno mai essere all’altezza di Inferno (Mrs.GREEN APPLE), ma entrambe mostrano un susseguirsi di immagini incalzanti e perfettamente armonizzate alla musica. Magari dopo qualche puntata le skipperete, ma non vi dispiacerà ascoltarle!

A chi consigliamo Fire Force 2?

Chiunque sia fan del lavoro di Ōkubo (Soul Eater) o abbia già visto la prima stagione non può esimersi dalla visione di Fire Force 2, e anche i pochi delusi del 2019 potrebbero rivalutare questo titolo, che sicuramente ha aumentato la componente di azione, di mistero e persino quella introspettiva. Si può dire che è un opera piacevole, che potrebbe affascinare chiunque, ma alcuni tratti potrebbero renderlo meno digeribile a un certo tipo di pubblico: chi punta ai seinen più duri e non ama fanservice e teatrini comici storcerà il naso per qualche puntata, ma si tratta in ogni caso di un anime meno superficiale di quanto sembri, con molti riferimenti religiosi, tradizionali e che lascia ampio spazio a discussioni sulla moralità. Inoltre, è uno di quei titoli che tratta un po’ di tutto, e quindi ottimo per chi si affaccia al mondo degli anime per le prime volte. Insomma, se adorate gli shonen con un misto di comicità, scontri “ignoranti”, superpoteri e una solida trama di base, non potete perdervelo!

  • Trama intrigante che invoglia la visione
  • Buona caratterizzazione dei personaggi
  • Tematiche trattate rinnovate rispetto ai soliti canoni
  • Non c’è stata perdita di qualità rispetto alla prima stagione

  • Fanservice a volte eccessivo
  • Alcuni episodi poco utili ai fini della narrazione
Fire Force 2
4

Just spark again!

Con questa seconda stagione, Fire Force si riconferma un anime di tutto rispetto, tra i più apprezzati nel panorama degli ultimi anni. Piuttosto fedele al manga, disegnato ottimamente e piacevole da guardare, questo titolo racchiude il 90% di quello che può offrire un battle shonen, spaziando da attimi di comicità a momenti più tragici, attraverso piacevoli scontri dipinti all’interno di una cornice di argomenti significativi (ma non troppo impegnati) e di mistero. Certo, manca una componente veramente “sentimentale” e può sembrare che i personaggi siano superficiali, ma ciascuno, in un modo o nell’altro, viene comunque coinvolto in uno schema di interazioni più che valido, in grado di donargli spessore. Tuttalpiù sono proprio questi semplici paletti psicologici ad arginare la pazzia dilagante nell’anime. Che sia buona o malvagia, ogni comparsa acquista quindi un suo fascino, e ciò rende ogni punto della storia attraente e interessante. Infatti, nonostante non ci sia un vero personaggio da odiare, tutto gira alla perfezione, perché ogni battaglia non è che un piacevole intermezzo che ci separa dalla soluzione di un mistero che potrà risultare tanto banale quanto ben costruito. Che altro dire, anche questa seconda stagione ha saputo infiammare gli animi dei suoi fan, sino all’enigmatica scena finale! Per quanto mi riguarda spero che questo non sia l’ultimo lavoro di questo giovane autore, perché di anime così ne servirebbe almeno uno a stagione.

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Scrittore per passione, famoso per aver scoperto la pozione che preserva i capelli e l’anima, la usa su di sé per terminare il dottorato in ingegneria ambientale. Utilizzando la magia infusa nelle parole tenta da anni di convertire gli eretici alla cultura giapponese. Adora il metal, i videogiochi, i fumetti e tutto ciò che si può fare mangiando cioccolata all’ombra di una montagna.

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