Xbox Series X – La nostra recensione

Abbiamo messo alla prova Xbox Series X, modello di punta della nuova generazione di casa Microsoft, con una serie di titoli giapponesi presenti al lancio. Ecco le nostre opinioni!

Xbox Series X - La nostra recensione

Poco prima del lancio ufficiale abbiamo messo le mani su Xbox Series X, modello di punta della nuova generazione di console di casa Microsoft, presentata con l’altisonante slogan “la console più potente di sempre”. Se a livello di potenza pare che non ci sia nulla di cui discutere, la vera domanda è: questa nuova Xbox è davvero la console da avere in casa per un appassionato di videogiochi giapponesi? Su Akiba Gamers siamo qui proprio per parlarvi di questo.

A livello personale, sono sempre stato un fan della concorrenza. Ho cominciato a giocare quantità spropositate di giochi proprio grazie alla prima PlayStation ed è un marchio che non ho mai abbandonato nel corso degli anni. Tuttavia, a partire dalla generazione 360, Xbox ha affiancato la mia PlayStation accanto al televisore, ma è la prima volta in assoluto che acquisto un prodotto Microsoft al day one. A convincermi sono stati i vantaggi offerti dal servizio di Game Pass, il design della console decisamente ricercato e, diciamola tutta, l’esclusività temporale della versione next-gen di Yakuza: Like A Dragon, una delle mie saghe preferite in assoluto. Analizziamo insieme ogni aspetto di questa nuova generazione dello stendardo verde.

Il design

Sono in molti ad aver sviscerato ogni aspetto tecnico della console, ma in fin dei conti a livello pratico, come si comporta Xbox Series X? Partendo dal design, già dalla prima occhiata mi ero innamorato della linea estetica scelta per il modello di punta, che trasuda modernità da ogni angolo e si pone come una presenza elegante e silenziosa nel nostro salotto. Per Series X e per l’imminente PS5 ho dovuto ripensare le mie abitudini di collocazione delle console nei pressi del televisore e per questo motivo ho fatto spazio sulla scrivania, solitamente stracolma di pile di giochi. Devo dire che la nuova console si integra perfettamente con lo spazio circostante risultando, oltre che un prodotto utile al suo scopo, anche un oggetto di design davvero bello da tenere in casa. Series X può essere posta anche in orizzontale, sfruttando la presenza degli appositi gommini sul fianco. Tuttavia, mettendola in questo modo perde gran parte del suo valore estetico, dato che il logo Xbox in alto a sinistra si ritrova ruotato di novanta gradi e il sistema di ventilazione fa fuoriuscire l’aria dalla parte di destra invece che dall’alto (mandando un po’ alle ortiche una progettazione estremamente funzionale).

 Xbox Series X

Quello che dalle immagini promozionali sembrava un led verde nella parte superiore è in realtà una particolare verniciatura del bordo interno dei fori di ventilazione, visibile solo da una certa angolazione, che dà l’illusione che ci sia un cerchio verde sulla parte superiore della console. Ad alcuni potrebbe sembrare un’alternativa un po’ cheap se messa in confronto all’illuminazione di PS5, ma il risultato è davvero niente male. A illuminarsi di bianco sarà invece il tasto di accensione, che richiamerà il medesimo pulsante sul controller. E dato che ci siamo, perché non spendere due parole anche sull’ottimo pad di cui Xbox Series X è munita?

Il controller

Evoluzione del controller Xbox One, appare più compatto e decisamente più comodo da tenere in mano, con una zigrinatura sul retro e sui grilletti per un’impugnatura più salda e una vibrazione che, sebbene non si fregi apertamente di una nuova tecnologia come Nintendo e Sony, è in grado di restituire sensazioni molto realistiche — come già, del resto, accadeva in passato su Xbox One. Ancora una volta il controller di Xbox non presenta una batteria interna ricaricabile, ma un vano che può ospitare due classiche batterie stilo oppure un power pack venduto separatamente. Il vantaggio rispetto ai controller con batteria integrata è che, in caso di usura di quest’ultima, vi basterà cambiare il battery pack e spendere decisamente meno che acquistare un nuovo controller (o evitare il fastidio di mandarlo in assistenza). La ricarica avviene tramite un cavo USB-C (non incluso nella confezione) collegabile direttamente al controller. Un paio di normali pile stilo, tuttavia, è in grado di durare parecchio tempo, anche con un utilizzo intensivo della console.

Xbox Series X

Le levette analogiche presentano ancora una forma concava un contorno zigrinato antiscivolo e, dopo aver provato a inserirvi dei gommini protettivi che utilizzavo in precedenza, ho potuto notare come le levette siano pochissimo più grandi di quelle del controller di Xbox One. La croce direzionale è stata completamente rinnovata ed è la prima cosa che salta all’occhio. Appare più simile a quella del costoso Elite Controller ed è estremamente precisa. Per ciascuna pressione in qualsiasi delle otto direzioni, inoltre, udiremo un click — forse eccessivamente marcato se giochiamo di notte e in silenzio. Immaginate un po’ come sarà giocare a un picchiaduro come Street Fighter.

L’altra grossa novità è il pulsante di condivisione posto al centro del joypad che, in maniera analoga al tasto Share di PS4, servirà a scattare istantanee e girare brevi clip, purtroppo di massimo uno o due minuti, a seconda del gioco. Tra le cose che mi hanno colpito di più di Xbox c’è che, similmente a quanto accade con la One, i media verranno istantaneamente caricati online e saranno visibili nella app Xbox sul vostro cellulare grazie a una serie di moleste notifiche che vi chiederanno se volete rivedere le immagini o i brevi video appena registrati.

Una piccola grande mancanza di questo gamepad, come di quello della generazione precedente, è un microfono integrato. Che vogliate parlare con amici e sconosciuti durante le partite in rete, o più semplicemente accendere la vostra console con un comando vocale, vi servirà collegare un headset al vostro pad. Da notare che Xbox Series X e Series S sono al 100% compatibili con i controller di vecchia generazione, ragion per cui se avete speso un patrimonio per un Elite Controller personalizzato, potrete benissimo riutilizzarlo fino a che avrà vita. Se avete in casa una Xbox One potete invece utilizzare il vecchio pad come controller per il secondo giocatore su Series X. D’altro canto, anche il nuovo controller è in grado di operare perfettamente sulle vecchie console, e ci consente di accedere direttamente con il nostro profilo.

 Xbox Series X

Interfaccia utente e funzionalità

Non molto tempo fa, Xbox One ha ricevuto un aggiornamento di sistema che ha modificato leggermente la grafica dell’interfaccia utente, rendendola più moderna e meno “spigolosa”. Il sistema operativo di Xbox Series X presenta esattamente la stessa grafica che avrete avuto modo di provare in queste ultime settimane sulla console di generazione precedente, con qualche doverosa differenza. Prima fra tutte, la velocità di navigazione: Series X è davvero veloce a compiere qualsiasi azione, che sia avviare un gioco o una app, navigare fra le varie opzioni oppure semplicemente accendersi.

La più grossa innovazione della next gen di Microsoft è data però dalla funzionalità di Quick Resume, che ci permetterà di mettere da parte un gioco e ricominciarne un altro nel punto esatto in cui lo avevamo lasciato. È possibile tenere in sospeso da tre a sei giochi, e non tutti i titoli attualmente supportano questa funzione. Tuttavia, Microsoft ha confermato che, col tempo, la funzionalità di Quick Resume verrà migliorata e sempre più titoli la supporteranno. Proprio nel momento in cui vi scrivo, ho notato come in questi ultimi giorni sia stato rilasciato un aggiornamento per Yakuza: Like A Dragon che aggiunge finalmente un supporto alla nuova tecnologia, assente fino a pochi giorni fa. Personalmente, trovo comodo e piuttosto divertente passare da un gioco all’altro con una semplicità così disarmante. Mi basta premere il tasto Xbox per aprire il menu veloce e per passare da un gioco aperto a un altro, con un attesa di pochissimi istanti (che variano a seconda del gioco). Il mio consiglio, però, è di salvare sempre prima di passare a un altro titolo per precauzione, ci vuol poco a farsi prendere la mano e aprire pile e pile di titoli.

Devil May Cry 5: Special Edition

Cosa c’è da giocare su Xbox?

In termini di puro intrattenimento made in Japan, come vi aspettereste di trovare su Akiba Gamers, su Xbox Series X c’è davvero tanta carne al fuoco, se consideriamo l’immenso catalogo Xbox One messo a disposizione su Game Pass. Sul servizio in abbonamento troveremo capolavori del calibro di NieR:Automata, l’intera saga di KINGDOM HEARTS (fatta eccezione per il nuovo Melody of Memory), TALES of VESPERIA: Definitive Edition, FINAL FANTASY VII, VIII Remastered, IX e la Royal Edition del XV, Bloodstained: Ritual of the Night e il trittico di Yakuza 0, Kiwami e Kiwami 2. Di giochi esclusivi disponibili per l’acquisto troviamo invece il già citato Yakuza: Like A Dragon e Devil May Cry 5: Special Edition, entrambi ottimizzati per Series X | S. Quest’ultimo, specialmente, essendo esclusivo per la nuova generazione e non compatibile con Xbox One, ha la possibilità di girare a 120 fotogrammi al secondo su schermi che supportano la connessione HDMI 2.1. Chi dispone di un abbonamento Live Gold, incluso nel Game Pass Ultimate, potrà deliziarsi anche con il divertente Phantasy Star Online 2, in Occidente disponibile unicamente su Xbox e PC, in attesa della nuova versione “New Genesis” con specifiche next gen in arrivo prossimamente.

Ero curioso di scoprire se i titoli Xbox One presenti su Game Pass girassero meglio anche senza il processo di ottimizzazione degli sviluppatori, per questo motivo ho provato alcuni titoli come KINGDOM HEARTS III, FINAL FANTASY XV e TEKKEN 7. Nel primo caso, l’RPG d’azione di SQUARE ENIX appare in forma smagliante, girando a 60 granitici FPS, con supporto alla tecnologia HDR. Un trattamento simile lo riceve la più recente fantasia finale, con una modalità che privilegia i 60fps e una che invece porta la risoluzione a 4K. Anche MONSTER HUNTER: WORLD fa la sua bella figura girando in maniera estremamente fluida anche al massimo della risoluzione supportata. Purtroppo le cose non vanno come dovrebbero in titoli come Yakuza Kiwami 2, che gira a 30fps con gli stessi cali della versione Xbox One e non gode di alcun beneficio grazie alla nuova console. TEKKEN 7, sebbene appaia ancora godibile nonostante ormai molti anni sulle spalle, non giova di alcun miglioramento sulla nuova console, con caricamenti sì più veloci, ma ancora ben lontani dall’essere “istantanei”, soprattutto quando si parla di giocare online.

Gli aspetti da criticare

Xbox Series X, anche se la lascerete in “stasi” accesa silenziosamente per scaricare eventuali aggiornamenti e giochi, non farà alcun rumore e non si scalderà più del dovuto. Noterete che “respira” leggermente mettendo la mano sulla parte superiore, ma anche durante le partite non fa sentire la sua presenza e si raffredda in maniera efficiente. Gli unici frangenti in cui sembrerà decollare saranno quelli in cui installeremo nuovi giochi da disco: il rumore che sentiremo sarà quello del lettore Blu-ray che gira a tutta velocità, e spesso ci metterà davvero parecchio tempo a completare l’installazione. Questo perché viene effettuata una copia totale del gioco sulla memoria SSD della console e la presenza del disco servirà unicamente a verificarne la licenza. Ciò incide positivamente sulla temperatura dell’hardware, che non è costretto a stressare il lettore disco quando il gioco è in funzione; di contro, tuttavia, ciascun titolo occuperà uno spazio sulla console identico a quello che farebbe una copia digitale. Se, ad esempio, deciderete di acquistare un titolo sullo store dopo averlo installato da disco, non dovrete scaricare nuovamente l’intero gioco, ma semplicemente avviarne la copia già installata. Sempre in termini di gioco digitale, se il vostro approccio con Xbox Series X avviene dopo aver saltato la generazione precedente, sarete in grado di acquistare un abbonamento al servizio Game Pass di un mese al costo di un solo euro. D’altro canto, se siete dei fedeli sostenitori di Microsoft, all’interno della confezione non troverete alcun regalo da parte dell’azienda di Redmond: nessuna estensione, nessun abbonamento in regalo. Devo ammettere di esserci rimasto abbastanza male, soprattutto perché, se acquisterete un controller aggiuntivo, all’interno ci troverete 14 giorni di Game Pass inclusi.

Come già detto sopra, l’interfaccia, per quanto intuitiva e funzionale, è la stessa vista nelle ultime settimane anche su Xbox One. Per chi possedeva già una console Microsoft di generazione precedente il passaggio è totalmente indolore, ma probabilmente un’interfaccia inedita avrebbe contribuito a creare un maggiore “sense of wonder” anche per gli affezionati del brand, come invece promette di fare la concorrenza. Purtroppo tra i difetti c’è da annoverare anche la velocità di download di giochi e aggiornamenti dai server. Pur contando su una rete 1 Gb/s ho raggiunto vette davvero molto basse, in media 20 Mbps. Non so se è un problema dovuto al sovraccarico post-day one della console, oppure se Xbox Series X monta effettivamente una scheda di rete che non raggiunge velocità troppo esaltanti. Spero più nel primo caso. L’ultimo difetto contro il quale mi tocca puntare il dito è la plastica con il quale è stata modellata la console, e lo noterete appena tirata fuori dalla scatola. Si sporca davvero facilmente con le impronte digitali e il calore del corpo, vi toccherà pulirla con un panno non appena l’avrete messa al suo posto per non lasciare residui.

  • Miglior design di sempre per una console
  • Buoni miglioramenti per un controller già perfetto
  • Il Quick Resume e i caricamenti velocissimi
  • Il Game Pass vi cambierà la vita, se non lo ha già fatto

  • Avrei incluso un mese gratis di Game Pass
  • Ma un cavetto per il controller?
  • L’interfaccia è la stessa della passata generazione

FINAL FANTASY XV

La resa dei conti

Nonostante i difetti citati nel paragrafo appena sopra, reputo la prova di Xbox Series X superata a pieni voti, dopo poco meno di una settimana dal suo esordio nelle nostre case. Il centinaio e oltre di giochi disponibili su Game Pass, di cui una discreta percentuale di matrice nipponica, sarà in grado di intrattenervi il tempo necessario all’attesa di nuovi titoli che siano progettati appositamente per la nuova generazione, che al momento contano pochissimi esponenti come i già citati Like A Dragon e Devil May Cry 5. L’eccessiva somiglianza del software con la generazione precedente vi farà sembrare Series X solo una “versione pompata” della vecchia console, ma solo il tempo saprà tirarne fuori il vero potenziale. Il mio augurio è che questo rinnovato interessamento per le produzioni nipponiche da parte di Microsoft possa riportarla ai tempi in cui 360 godeva di esclusive di tutto rispetto come Eternal Sonata, Tales of Vesperia, Lost Odyssey e tanti altri. Per il momento possiamo accontentarci del pieno supporto di SEGA, che pare voler abbracciare la nuova console come miglior destinatario dei propri prodotti di punta. Attendiamo ora di mettere le mani su PS5 e di metterla a confronto con l’ultimo, strepitoso prodotto di casa Microsoft.

Potenza e design

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Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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