PlayStation 5 – La nostra recensione

Tocca a PlayStation 5 finire sotto esame: ecco le nostre impressioni dopo una ricca settimana di prova dell’attesissima console next-gen di casa Sony!

PlayStation 5 - La nostra recensione

Dopo avervi parlato di Xbox Series X, che ho avuto la fortuna di ricevere qualche tempo prima del day one, giungo finalmente a parlarvi dell’attesissima PlayStation 5, lanciata sul mercato europeo lo scorso 19 novembre (e disponibile dal 12 dello stesso mese in Giappone, Australia e Stati Uniti). Averla al day one è stata comunque una grossa fortuna, e non smetterò mai di ringraziare il nostro rivenditore Levante Computer per questo, dato che Sony ha distribuito così pochi pezzi della console da riuscire a malapena a soddisfare le prenotazioni effettuate a tempo debito. Nonostante le promesse di nuove console al day one sui negozi digitali, sono in molti ad essere rimasti a bocca asciutta, senza il proprio gigantesco catamarano bianconero accanto al televisore.

Ma la distribuzione (forse una precisa scelta di marketing di Sony) non è l’unico grave problema riscontrato al lancio di PS5. Tantissimi utenti hanno riportato svariati problemi con hardware e software, console già da mandare in assistenza e strane macchie sulla scocca bianca. Ma sono qui per parlavi della mia personale esperienza con la nuova console PlayStation, riportandovi solo e unicamente pregi e difetti riscontrati in questa ricca settimana di gaming.

PlayStation 5 - La nostra recensione

PlayStation 5: primo avvio e interfaccia utente

Il primo avvio di PlayStation 5 è stato magico. Il led della console che si accende e cambia colore, il rapidissimo aggiornamento del sistema operativo e del firmware del controller, l’accesso al mio account tramite un comodo codice QR collegato alla PlayStation App sul cellulare. Subito dopo è partito il download di ASTRO’s PLAYROOM, e il sistema ha chiesto se avessi già un disco PS5 da inserire per avviare l’installazione del gioco in background. Il passo successivo è stata la selezione della privacy: PS5 mi ha chiesto se volessi condividere le mie informazioni relative ai giochi e trofei con tutti, con gli amici o solo con una lista selezionata di utenti da me scelti. Poi, alla scelta delle app di contenuti multimediali (Netflix, Disney+ e così via) è seguita la richiesta di trasferimento dati dalla mia PlayStation 4 (che ho preferito fare in un secondo momento) e la configurazione iniziale si è conclusa in pochi istanti — grazie anche al fatto che la velocità di download è decisamente più al passo coi tempi rispetto a quanto riscontrato su Xbox. L’unica scelta che mi ha lasciato interdetto è stato il messaggio iniziale con il quale Sony ci dà il benvenuto nella next gen: “Benvenuto nella PlayStation 5”. Becero e poco professionale, un “Benvenuto in PlayStation 5” sarebbe stato decisamente più moderno ed elegante.

La prima grande novità di PlayStation 5 è la sua dashboard nuova di zecca, totalmente rivoluzionata rispetto a quella della passata generazione, diversamente da Xbox che ha preferito un passaggio indolore, mettendoci di fronte alla medesima interfaccia della generazione precedente. Visivamente appare molto accattivante ma tuttora, a distanza di più di una settimana, trovo davvero scomoda l’ubicazione di funzioni che fino a poco tempo prima erano accessibili con manovre più agili. Ad esempio, spegnere la console o metterla in standby diventa complicato, perché dovremo premere il tasto Home sul controller, andare in basso, selezionare l’ultima icona e scegliere l’opzione di spegnimento o standby. Su PS4 bastava semplicemente tenerlo premuto e selezionare una delle due opzioni. Un altro esempio è la galleria catture, che adesso sarà accessibile tramite un menu che apriremo con il tasto Home a gioco avviato, come ultimo riquadro accanto a trofei, alle attività, alle inedite guide e alle novità dai titoli che seguiamo. Devo confessare di averci messo un po’ a trovarla.

PlayStation 5, la recensione di Akiba Gamers

Per quanto sia bella dal punto di vista estetico, da quello funzionale c’è da fare qualche ulteriore appunto. Alcune funzioni che di base su PS4 sono pronte per essere utilizzate, su PS5 necessitano l’attivazione dalle impostazioni di sistema. Gli esempi più importanti sono la connessione di rete e le porte USB disattivate di default quando la console è in standby, che non vi consentono di scaricare giochi nella coda oppure semplicemente di ricaricare il controller fino a che non le imposterete a dovere. Si tratta di un dettaglio che potrebbe creare grattacapi a chi magari è meno avvezzo a smanettare nelle impostazioni e potrebbe bollare la console come difettosa, quando invece necessita solo di essere esaminata più a fondo. Sotto questo punto di vista, PS5 non si presenta molto user friendly. Scordatevi del Quick Resume a cui Xbox ci ha già abituati: la nuova console Sony ci permetterà di lasciare un solo gioco in standby, così come già faceva PlayStation 4 Pro. Nonostante questo, il piccolo menu “Switcher” nella barra inferiore ci darà come l’illusione che questa funzione sia presente, ma in realtà serve solo a vedere quali sono gli ultimi giochi che abbiamo utilizzato. Mi viene da pensare che l’idea di imitare il Quick Resume fosse nell’aria, ma che non abbiano avuto modo di implementarlo nel prodotto finale. Magari lo vedremo in futuro, chissà.

Con questa generazione possiamo dire addio ai temi personalizzati, che ci abbandonano per donare spazio ai giochi: evidenziando ciascuna icona avremo uno sfondo a tutto schermo con il main visual del titolo e una BGM proveniente direttamente dal gioco. In basso troveremo i soliti trofei e le attività, che ci consentiranno di saltare in un punto preciso di ciascun gioco. Tra le nuove funzioni già mostrate da Sony nell’apposito video di presentazione troviamo quella che ci consente di sfruttare l’aiuto degli sviluppatori per scoprire come sbloccare alcuni trofei o avanzare in determinati punti del gioco attraverso alcuni video. Peccato che si tratti di una funzione riservata esclusivamente agli abbonati del servizio PlayStation Plus e che, in fin dei conti, potrebbe non riuscire a fare al caso nostro più di un normale walkthrough presente su YouTube.

DualSense - PlayStation 5

Design e controller DualSense

Pensavate che trascurassi l’elefante bene in vista nella stanza? No, perché, in confronto alle altre console, PlayStation 5 fa letteralmente la figura del pachiderma all’interno di qualsiasi configurazione di mobili e postazioni da gaming. È inutile nasconderlo, PS5 è davvero la console più ingombrante mai vista e vi servirà davvero il giusto spazio per poterla posizionare, sia in orizzontale che in verticale. Personalmente non amo molto la prima forma, per me la nuova console Sony ha senso se viene posizionata in verticale. Guardandola frontalmente, nonostante la presenza del lettore Blu-ray che mina la sua simmetricità, il design della console ha senso, in un certo qual modo, e il led ne impreziosisce le forme. Tuttavia, continuo a preferire la linea più discreta e minimale tracciata dalla concorrenza. Per quanto il contrasto fra bianco e nero faccia risaltare al meglio lo stile futuristico, c’è da dire che la plastica lucida della sezione centrale non fa altro che attirare polvere e immagazzinare impronte digitali: preparate un panno da tenerle vicino per poterla lucidare e spolverare ogni giorno. Il piedistallo della console, come avrete avuto modo di notare con il nostro unboxing, potrebbe mettere in difficoltà i giocatori alle prime armi e coloro che amano semplicemente collegare la console e giocare. La verità è che forse è inutilmente complicato perché è a tutti gli effetti frutto di un design affrettato e un po’ fuori dagli schemi.

La portata principale di PlayStation 5 è costituita dall’innovativo controller DualSense. Sono sicuro che sia stato questo il focus principale nella progettazione della console. Quasi come se si fossero concentrati principalmente su design e funzionalità del joypad per anni, per poi dedicare i restanti mesi alla progettazione estetica e funzionale della console in sé, di cui avevano già stabilito solo i componenti interni. Si notano anche dalle differenze cromatiche che sussistono fra console e controller, che sembrano uguali solo se tenuti a debita distanza, ma che mettono in risalto una variazione cromatica sia del bianco che del nero se messi uno accanto all’altro. La superficie inferiore del controller presenta inoltre una zigrinatura per una presa più salda, costituita dall’ormai famoso motivo con le icone PlayStation, ma si tratta di un dettaglio davvero impercettibile, che noterete solo esaminandolo attentamente e da vicino.

La parte superiore del DualSense è invece liscia al tatto, con croce direzionale e pulsanti abbastanza “scivolosi” rispetto a quelli del DualShock 4, in alcuni giochi potrebbe essere un vantaggio, ma nella maggior parte dei casi il d-pad mi è sembrato troppo morbido. Migliorate leggermente le leve analogiche, con una trama ai bordi che favorisce il grip, ma solo il tempo ci dirà se saranno più resistenti di quelle del pad predecessore. In linea di massima, l’impugnatura del controller è di gran lunga migliore rispetto a quello della console precedente, ma ancora ergonomicamente inferiore rispetto a quello di Series X. Da bocciare è invece il tasto Home con il logo PlayStation, decisamente più difficile da premere “alla cieca” rispetto al grosso bottone circolare del DS4, anche se più bello da vedere. A rendere ancora più complicate le cose ci pensa l’interfaccia a schermo, che ci mostrerà un tasto PlayStation ancora circolare, come quello del pad precedente. Il cervello e le dita andranno automaticamente a cercare quella forma sul controller, ritrovandosi la “brutta sorpresa” di un tasto sagomato.

Tra le cose che ho apprezzato di più posso annoverare invece un led visibile nella parte anteriore, che cambia colore allo stesso modo di quello del DualShock, nonché il microfono integrato e degli speaker di qualità nettamente migliore. Anche il trackpad, più ampio e più preciso, è da promuovere, così come i due tastini ai lati che ne seguono al meglio l’inclinazione. Le potenzialità “nascoste” del DualSense vengono messe in risalto dai titoli esclusivi PS5, in particolar modo da ASTRO’s PLAYROOM, che ne esalta ogni caratteristica: grilletti adattivi, feedback aptico, trackpad e speaker migliorati, che insieme ci danno la costante sensazione di trovarci all’interno del gioco. Peccato che, nell’insieme, vanno a inficiare parecchio la durata della batteria. Preparatevi a dover ricaricare il controller dopo ogni sessione di gaming intensivo.

Demon's Souls per PlayStation 5

Purtroppo a sfruttare al meglio l’esperienza sensoriale del DualSense c’è solo il già citato Astro, mentre titoli esclusivi come Demon’s Souls e Miles Morales si limitano allo stretto indispensabile e ne mostrano le qualità solo in determinati frangenti. Su Demon’s Souls la vibrazione sarà immersiva, mentre in Devil May Cry 5 i grilletti adattivi e gli speaker si faranno sentire quando proveremo ad “accelerare” con la spada di Nero. Mi auguro che col tempo gli sviluppatori riescano a sfruttare al meglio le opportunità offerte da un controller che rappresenta realmente un salto in avanti in questa next gen e di cui sentiremo la mancanza quando giocheremo sulle altre piattaforme.

Nuovi giochi e retrocompatibilità

Rispetto a quanto ho potuto provare su Xbox Series X, PlayStation 5 offre un assaggio di “nuova generazione” molto più corposo, con un maggior numero di titoli esclusivi, anche se non prettamente giapponesi. Dal punto di vista tecnico, ci troviamo sempre di fronte a una tragica scelta: 4K o 60 fotogrammi al secondo? La modalità prestazioni a mio avviso dona più appagamento rispetto a quella che predilige il dettaglio grafico e una volta abituati ai 60fps è difficile tornare indietro. Per una console di nuova generazione avrei certamente preferito non dover scegliere, e spero si tratti solo di una questione di tempo: magari con maggiori conoscenze dei rispettivi devkit, entrambe le console riusciranno a scendere sempre meno a compromessi.

DEATH STRANDING su PlayStation 5

Ho avuto modo di provare anche svariati giochi per PlayStation 4, secondo Sony tutti compatibili a parte una ristretta cerchia di esclusi. Titoli di portata maggiore come DEATH STRANDING, RESIDENT EVIL 3, FINAL FANTASY VII REMAKE e Ghost of Tsushima riescono a godere di un discreto miglioramento che li porta a girare ai fatidici 60fps a una risoluzione di 4K. Quest’ultima però non darà lo stesso effetto di un titolo realizzato in 4K nativi e se vi avvicinerete allo schermo lo noterete abbastanza. Altri esempi come Judgment, Yakuza 6 e Yakuza Kiwami 2 sono invece il perfetto esempio di come molti giochi PS4 non vengano per niente ottimizzati, girando ancora a 30fps (e pure claudicanti) e con una risoluzione che non fa certo gridare al miracolo. C’è da sperare che ciascun developer decida di aggiornarli per farli funzionare meglio sulla nuova console, come accadrà per Yakuza: Like A Dragon il prossimo marzo, che sarà finalmente disponibile anche in versione PS5. Abbiamo però anche giochi che vengono accompagnati da un messaggio di sistema che ci avverte che potrebbero esserci problemi nella riproduzione su PS5: un esempio è SENRAN KAGURA Burst Re:Newal, che pur girando a 60fps presenta un fastidiosissimo problema con le ombreggiature sui personaggi durante i combattimenti, che letteralmente “lampeggiano” in maniera alquanto anomala. Per quanto concerne i caricamenti, non tutti i titoli beneficiano di un incremento di velocità, anche in questo caso immagino si tratti di ottimizzazioni che variano in base a ciascun gioco.

SENRAN KAGURA Burst Re:Newal

Su SENRAN KAGURA Burst Re:Newal abbiamo qualche problema con le ombre.

La libreria dei titoli nell’interfaccia di PlayStation 5 somiglia molto più a quella di Nintendo Switch. Nella schermata principale verranno mostrati solo gli ultimi 9-10 giochi avviati, mentre cliccando sull’ultima icona ci ritroveremo di fronte alla classica griglia con tutti i giochi in nostro possesso: installati, acquistati, provenienti da PlayStation Plus o da PlayStation Now. Da qui potremo anche sapere quali sono i titoli che non saranno utilizzabili sulla nostra nuova console, ma che comunque sono in nostro possesso sull’account PSN (almeno, fino alla scorsa generazione). Peccato che, a causa di una memoria SSD non eccessivamente capiente (667 GB degli 825 totali) potremo tenere in memoria ancora meno giochi di quanti ne avevamo su PS4.

Cosa c’è che non va?

Oltre alle dimensioni piuttosto ingombranti, alla batteria del controller che dura irrimediabilmente poco a causa di tutte le nuove funzioni e del fatto che trovarla, al momento, è praticamente impossibile, i problemi di PS5 sono legati alla scarsa ottimizzazione avvenuta prima del lancio, che definirei più che mai affrettato. Mi è capitato che la console si piantasse, si riavviasse o crashasse per un totale di cinque volte e nelle situazioni più disparate. Ad esempio entrando nella nebbia in Demon’s Souls, nella modalità fotografica di Devil May Cry 5, o di punto in bianco giocando a Miles Morales. Nessuno può sapere quando mi capiterà la prossima volta. Pur essendo molto più silenziosa di PS4, PlayStation 5 di tanto in tanto ci terrà compagnia col forte ronzio provocato dalla lettura del disco anche quando il lettore non verrà effettivamente utilizzato. Vi capiterà di sentirlo totalmente a caso e, ovviamente, anche la temperatura della scocca esteriore ne risentirà, pur non arrivando all’ebollizione come faceva invece la console precedente, dato che da questo punto di vista il sistema di raffreddamento fa il suo sporco dovere.

Il nuovo PlayStation Store integrato alla dashboard, infine, saprà stupirvi per velocità e semplicità di utilizzo, ma personalmente continuo a preferire un approccio più classico perché spesso e volentieri non riesco a trovare ciò che cerco se non espressamente andandolo a cercare con l’apposita funzione. Scordatevi di poter navigare fra le categorie come facevate in precedenza. Come nel caso della concorrenza, anche qui Sony ha lesinato nel regalarci anche uno straccio di mese gratuito di PlayStation Plus, preferendo regalare a chi è già abbonato una selezione di 20 titoli PlayStation 4… che, purtroppo, non sono stati ottimizzati come mi aspettavo per debuttare sulla nuova generazione.

  • Il DualSense è comodo e rivoluzionario
  • Nonostante tutto, al design ci farete l’abitudine
  • ASTRO’s PLAYROOM è un piccolo capolavoro
  • 20 giochi PS4 in regalo per gli abbonati…

  • …Ma almeno un mese in omaggio potevano mettercelo
  • È davvero, davvero enorme
  • Sotto certi aspetti è davvero poco user-friendly
  • Tende a crashare quando meno ci si aspetta

Demon's Souls su PlayStation 5

Un lancio troppo affrettato?

Il mio primo approccio con PlayStation 5 è stato piuttosto strano. Per certi versi mi sono sentito come un pesce fuor d’acqua, abituato alla dashboard e alle funzioni della precedente console, ma sono bastati pochi giorni per prenderci la mano, nonostante reputi alcuni elementi ancora confusionari e poco funzionali rispetto a prima. A stupire davvero sono stati i titoli esclusivi e l’utilizzo che fanno del nuovo, apprezzabile controller DualSense, primo fra tutti il preinstallato ASTRO’s PLAYROOM. PlayStation 5 ha dalla sua un ricchissimo parco titoli ereditato dalla console precedente, ma è con i giochi esclusivi che si inizia a ragionare, nonostante il compromesso a cui ci tocca scendere ogni volta, 4K reali o 60 fotogrammi al secondo. Demon’s Souls è un ottimo titolo di lancio per chi adora i soulslike, nonostante — grafica a parte — sia rimasto quasi identico a quello di due generazioni fa, con tutti i problemi che ne derivano. Però proprio grazie alla spettacolare grafica invita tanti nuovi avvezzi al genere a scoprirlo e a rimanere a bocca aperta, perché costituisce un buon punto di partenza per una nuova generazione di giochi. La mia impressione, tuttavia, è che Sony abbia voluto affrettare il più possibile il lancio della sua nuova console per non rimanere indietro rispetto a Microsoft, con tutte le conseguenze del caso: disponibilità ridicola, disparati problemi di natura tecnica e una retrocompatibilità che avrebbe potuto essere migliore anche con i titoli meno importanti. Se non siete riusciti ad accaparrarvi una PlayStation 5 al lancio, non disperate: la cara vecchia PS4 ha ancora molte frecce da scoccare e avremo modo di apprezzare al meglio le potenzialità del suo successore con i titoli in uscita prossimamente. Primo fra tutti, il promettente FINAL FANTASY XVI.

Il bello deve ancora venire

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Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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