The Caligula Effect – Recensione

Satomi Tadashi, sceneggiatore dei primi Persona, torna con una nuova storia introspettiva e psicologica in The Caligula Effect per PlayStation Vita

The Caligula Effect - Recensione

The Caligula Effect - RecensioneCosa fareste se scopriste che la realtà in cui vivete non è quella che pensavate? Come reagireste nel sapere improvvisamente che il mondo che vedete intorno a voi non è quello reale, bensì una semplice simulazione virtuale in cui tutto all’apparenza è assolutamente perfetto? Il nostro protagonista, quello che a tutti gli effetti sembrerebbe un comunissimo studente giapponese delle superiori, viene proprio a conoscenza di questo fattore in quello che è l’inizio di un nuovo anno accademico all’interno della Scuola Superiore Kishimai, la sola e unica accademia presente nell’idillica cittadina di Miyabi.

Vedendo i suoi colleghi studenti iniziare improvvisamente a “glitchare”, il ragazzo tenterà di fuggire, solo per scoprire che la fuga da Miyabi è impossibile, e ritrovandosi faccia a faccia con un’enigmatica fanciulla dagli abiti appariscenti e dai capelli argentati di nome μ. La ragazza è un software vocale con le fattezze di una graziosa idol (In parole povere, una specie di VOCALOID), nonché creatrice del mondo virtuale in cui si trova il nostro protagonista, ovvero Mobius. Mobius è una realtà perfetta in cui non esistono dolore e disperazione, e ogni desiderio dei suoi abitanti viene esaudito; il suo nome particolare, che porta alla mente il nastro di Mobius, è dovuto al fatto che tutti coloro che si trovano al suo interno avranno per sempre le fattezze di studenti del liceo, e continueranno all’infinito a ripetere il triennio delle superiori senza essere consapevoli del fatto di essere praticamente intrappolati in un loop interminabile, godendosi appieno gli anni di una giovinezza destinata a non cessare mai.

The Caligula Effect (Noto in giappone semplicemente come Caligula) è un JRPG sviluppato come esclusiva per PlayStation Vita da Aquria, la stessa compagnia che ha sviluppato diversi progetti relativi al brand di Sword Art Online, ovvero Infinity Moment per PSP, il suo remaster per Vita Hollow Fragment e il più nuovo Hollow Realization. Uscito originariamente in Giappone il 26 giugno del 2017, e arrivato finalmente sugli scaffali europei il 9 maggio del 2017, questo titolo vanta come sua principale caratteristica il suo sceneggiatore: un tal Satomi Tadashi, responsabile nientepopodimeno che della sceneggiatura dei primi tre capitoli della serie Persona. Con un simile sceneggiatore al timone della storia, e una simile premessa narrativa, si prospetterebbe un titolo niente male, giusto? Beh, stiamo a vedere…

  • Titolo: The Caligula Effect
  • Piattaforma: Playstation Vita
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: FuRyu
  • Sviluppatore: Aquria
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 9 maggio 2017
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: non disponibili
  • Note: col gioco è incluso un tema esclusivo, 19 avatar e il codice DLC per scaricare i costumi da bagno in-game

Molto presto, il nostro protagonista scoprirà di non essere l’unico ad aver realizzato che la realtà di Mobius è una simulazione; un numero di studenti, ognuno con i propri scheletri nell’armadio, si è riunito per cercare di svelare i segreti riguardanti l’universo virtuale generato da μ, e ha creato il Go-Home Club, un club con lo scopo prefissato di trovare il modo di tornare tutti quanti nel mondo reale. Un cammino che, tuttavia, non si rivelerà facile, osteggiato soprattutto dagli otto Musicisti Ostinato, il cui scopo è invece di mantenere lo status quo all’interno di Mobius. Per fortuna dei nostri eroi, verrà in loro soccorso Aria, una idol virtuale indebolita dalla crescente influenza di μ, che li aiuterà a risvegliare il potere del Catharsis Effect, una massa nera che sgorga dal corpo dell’utilizzatore prendendo la forma di una specifica arma, specchio della sua vera personalità.

Tempismo strategico

Caligula è stato sviluppato dalla stessa casa responsabile di Sword Art Online: Hollow Fragment e il suo seguito Hollow Realization, e si vede lontano un miglio. Sul profilo di gioco ci sono moltissime similitudini, soprattutto per quanto riguarda l’esplorazione e l’apprendimento delle abilità. Ogni personaggio ha tantissime tecniche da imparare, che vanno dalle skill offensive, ai potenziamenti e alla guarigione, e possono essere apprese sfruttando gli AP guadagnati in battaglia o esplorando gli enormi dungeon del gioco. Le mappe sono enormi, con tanti personaggi e Digihead (leggi: nemici) da incontrare, nonché i temibili nemici di tipo MN, caratteristica presa praticamente di peso dai giochi dedicati a SAO. La differenza sostanziale fra i SAO di Aquria e Caligula sta nel battle system di quest’ultimo. Invece di battaglie in tempo reale, questo titolo opta per una versione ampliata dell’Active Time Battle dalla vecchia SQUARESOFT e utilizzata nella serie di FINAL FANTASY dal quarto al nono capitolo, nonché nel tredicesimo; quando arriva il turno di un personaggio, il tempo di gioco si ferma, ed è possibile selezionare una specifica abilità da lui (o lei) appresa, per poi essere portati alla schermata della Imaginary Chain, una specie di simulazione di come avverrà l’assalto, permettendoci di vedere con un margine di probabilità se andrà a segno o se toccherà invece scegliere qualche altra tecnica. Non solo: questa schermata permetterà anche di scegliere esattamente in quale momento si vuole attivare l’abilità selezionata, in modo da poter concatenare meglio le proprie tecniche con quelle dei compagni di squadra.

Sarà inoltre possibile, con la pressione del tasto triangolo, confermare l’utilizzo dell’abilità scelta e sceglierne un’altra da usare subito dopo, potendo quindi far attaccare il proprio personaggio fino a tre volte di fila, o permettendogli di attaccare e guarirsi nello stesso turno, a discapito di un maggior consumo di SP o di dover aspettare più tempo per agire nel turno successivo. Se tutto questo, sulla carta, sembra davvero intrigante, purtroppo dimostra di non esserlo affatto nel gioco vero e proprio. Per quanto sia divertente concatenare gli attacchi dei membri del proprio gruppo per creare delle combo devastanti, il battle system di Caligula si rivela lento, inutilmente macchinoso e pieno zeppo di momenti morti. È specialmente frustrante quando uccidi un nemico lanciandolo in aria, e questo impiega secondi interi per atterrare, al quale si uniscono altri secondi aggiuntivi perché sullo schermo appaia il voto per la combo effettuata. Secondo la mia opinione, non ce n’era assolutamente bisogno. A rendere il tutto ancora più frustrante vi è un controllo della telecamera assolutamente ridicolo. Dato che gli scontri coi nemici avvengono direttamene su mappa, senza una transizione in una schermata di battaglia, capiterà spesso di combattere gli avversari fra due stanze diverse, o negli angoli, e si dovrà sempre e comunque risistemare l’inquadratura in modo da poterci capire qualcosa, soprattutto quando questa deciderà di cambiare visuale di punto in bianco.

Vuoi passare un po’ di tempo con me?

 La campagna principale di The Caligula Effect dura una quarantina di ore, che ovviamente lievitano a seconda di quanto ci si voglia perdere nei vari contenuti secondari del gioco. A parte i già citati nemici di tipo MN, la cui sconfitta ci permetterà di sbloccare alcuni degli equipaggiamenti migliori, ci sarà possibile interagire con una miriade di altri personaggi e risolvere i loro problemi in svariate missioni secondarie, oltre che ovviamente esplorare le complesse psicologie e i traumi passati che caratterizzano i propri compagni di avventura nei loro episodi secondari personali. Inoltre, altra similitudine con i giochi su SAO di Aquria, ci saranno tantissimi personaggi (circa 500) secondari con cui sarà possibile relazionarsi e alzare l’affinità, così da poterli reclutare nel proprio gruppo. Peccato che tutti questi personaggi siano eccessivamente generici e decisamente più deboli dei propri comprimari standard, quindi il volerli reclutare o meno dipende da quanto vi sentiate completazionisti.

Caratteristica molto simpatica del titolo è l’utilizzo, da parte dei vari studenti, di un social network noto come Gossiper, una specie di Twitter con il quale sarà possibile tenersi in contatto con tutte le persone incontrate e mandare loro messaggini per accrescere l’affinità con loro. Certo, viene data la scelta solo di tre frasi da scrivere, ma è carino vedere come rispondono di volta in volta.

La realtà virtuale è…

Trattandosi di un gioco uscito esclusivamente per PlayStation Vita, si penserebbe che Caligula non sia contaminato da quelle tipiche pecche che purtroppo vanno a minare molti porting per la piccola di casa Sony, e che gli sviluppatori l’abbiano sfruttata al massimo per ottenere un gioco gradevole e scorrevole, senza intoppi tecnici di alcun tipo. Sfortunatamente, non è questo il caso. Graficamente parlando, ci troviamo più ai livelli di una PSP che di una Vita; i modelli poligonali non sono niente di eccezionale, così come gli effetti grafici, decisamente al di sotto della media. Inoltre, sono presenti dei palesi cali di frame rate sia dentro che fuori dagli scontri, oltre che durante gli spezzoni principali della trama. A rendere il tutto ancora più frustrante da giocare sono dei tempi di caricamento a dir poco assurdi, con mappe che richiedono addirittura più di venti secondi per essere caricate, cosa che rende il passaggio da un’area all’altra di un dungeon incredibilmente frustrante. Caratteristiche simili sono già dure da mandar giù in un porting per PS Vita; su un’esclusiva per la console sono imperdonabili.

Vi canterò questa mia canzon…

The Caligula Effect presenta testi in un buon inglese e audio esclusivamente in giapponese. I dialoghi sono ben scritti e la storia prende già da subito, com’è lecito aspettarsi da un gigante come Satomi “Persona” Tadashi. Quanto alle musiche, il discorso è un po’ particolare, e il fatto che piacciano o meno dipende molto da quanto il giocatore riesca a digerire la musica puramente J-Pop. Tutti i dungeon esplorabili nel gioco hanno una propria, specifica canzoncina, della quale suonerà una versione strumentale durante l’esplorazione e cantata durante le battaglie, in una transizione perfetta e senza la minima sbavatura. Le canzoni in questione vengono suonate in un loop continuo, e se non siete avvezzi al genere, potreste trovarle addirittura irritanti (come ad esempio il tema che suona mentre si esplora il liceo Kishimai).

A chi consigliamo The Caligula Effect?

Penso che questo gioco possa piacere a chi vuole un JRPG senza troppe pretese, e a chi ha apprezzato i primi tre Persona, tutti caratterizzati da un’ottima narrativa matura incentrata su psicologia e traumi, sebbene con una realizzazione tecnica di stampo medio-basso, e ovviamente a chi mastica l’inglese. Quanto agli altri, forse dovrebbero lasciar proprio perdere. Potete acquistare The Caligula Effect solo sul PlayStation Store europeo.

  • Ottima trama scritta da un ottimo sceneggiatore
  • Personaggi ben caratterizzati, con i loro pregi e difetti
  • Tanti extra da cercare

  • Comparto tecnico deludente
  • Sistema di battaglia lento e macchinoso
  • La soundtrack potrebbe non piacere a tutti
  • Tempi di caricamento proibitivi
  • Mancata localizzazione in italiano
The Caligula Effect
2.8

Morpheus, prendo la pillola rossa!

The Caligula Effect è, al meglio, un JRPG davvero mediocre. Le idee di gameplay sono buone, ma sfortunatamente non rendono bene quanto si vorrebbe quando le si mette nel gioco vero e proprio, ed è impossibile transigere sui vari problemi tecnici del titolo, problemi che non dovrebbero affatto esistere in un titolo pensato appositamente per una console specifica. La storia, sebbene non sia il massimo dell’originalità, è avvincente e ben strutturata, grazie anche allo sceneggiatore di prim’ordine che l’ha trascritta, ma sfortunatamente non basta a coprire i numerosi problemi di questo gioco. Ed è un vero peccato, perché sotto l’aspetto narrativo, si tratta di un gioco che merita davvero tanto.

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