LOST SPHEAR – Recensione

Ritrova i ricordi perduti in LOST SPHEAR, il nuovo gioco di ruolo targato Tokyo RPG Factory per PC, PlayStation 4 e Nintendo Switch

LOST SPHEAR – Recensione

LOST SPHEAR – RecensioneErano mesi che vagavo da solo in cerca di una soluzione alla nebbia bianca. Giunsi a Gigante, l’altra capitale del regno, dove era ancora raro trovare persone perdute, l’Imperatore non potè ricevermi, forse gli avrei dovuto dire chi fossi. Superai la catena montuosa senza troppi problemi anche grazie alle armi fornitemi, arrivando ad Elgarthe, mia meta successiva e luogo in cui avrei dovuto trovare l’obiettivo che cercavo. Buffo che questa “Speranza” fosse in un paesino sperduto tra le montagne, è un clichè ironico. La stessa ironia che mi investì quando, una volta attraversato il ponte, trovai il paese completamente candido, avvolto nel bianco colore e probabilmente perduto per sempre. Poi un ragazzo dai capelli corvini, avrà avuto più o meno la mia età, riesce nell’impossibile: rigenera parte del suo paese con un gesto della mano. Lo sforzo è evidente e viene sorretto da altri due individui, una giovane poco vestita e un mocciosetto che continua a sbraitare di non poter più mangiare carne ora che Elgarthe è ridotta così. In quel momento non sapevo ancora che mi sarei imbarcato nella più grande avventura della mia vita, e che Kanata sarebbe diventato il mio più caro amico.

A due anni da I am Setsuna, Tokyo RPG Factory sforna un altro gioco di ruolo dalle tinte classiche, sempre pubblicato da SQUARE ENIX e pronto ad impegnare i giocatori più voraci, magari tra una lotta su DRAGON BALL FighterZ e una caccia in MONSTER HUNTER: WORLD. Armatevi quindi di Joy-Con (o di Joypad) e immergetevi lentamente tra il mare di location perdute al fianco del giovane Kanata e del suo party, in una lotta contro il tempo e la memoria.

  • Titolo: LOST SPHEAR
  • Piattaforma: Nintendo Switch, PlayStation 4, PC / Steam
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Software house: SQUARE ENIX
  • Sviluppatore: Tokyo RPG Factory
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 23 gennaio 2018
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: disponibile una demo gratuita

Caccia ai ricordi

Il mondo di LOST SPHEAR è minacciato da uno strano evento che rende bianche cose, persone e interi continenti. Apparentemente se si diviene perduti non c’è soluzione, fino a quando un giovane dai capelli corvini scopre di poter riportare alla realtà tutto ciò che è scomparso utilizzando la forza dei ricordi. Kanata si metterà quindi in cammino per salvare il regno dalla maledizione, accompagnato dai suoi amici d’infanzia e da un cast variegato che si andrà ad arricchire nella prima metà di gioco. Incrociando le strade e le spade con diversi nemici, il gruppo scoprirà presto che altri segreti si nascondono dietro la sparizione di persone e città, toccando temi come razzismo, cupidigia, tradimento e lasciando spazio anche a una non troppo velata critica politica.

Una trama semplice, che inizia lentamente e va pian piano a svilupparsi nelle circa quaranta ore che vi porteranno al termine dell’avventura, e che esplorerà diversi aspetti del bene e del male. Certo, chi mastica il genere non troverà molta innovazione dal lato della trama, dove la maggior parte dei colpi di scena sono largamente telefonati e molti dei personaggi presenti rappresentano i canonici cliché di giochi di ruolo. Nonostante questo LOST SPHEAR risulta comunque godibile, e non riuscirete a fare a meno di affezionarvi a gran parte dei suoi protagonisti.

Tokyo RPG Factory narra la storia in maniera lineare tramite dungeon da esplorare, villaggi e boss battle, ma allo stesso tempo riesce a spiazzare con dei titoli di coda inattesi, che verso le trenta ore di gioco ci riporteranno al menù d’avvio. Ricaricando il salvataggio verremo sorpresi da una nuova svolta nella storia di Kanata, l’ultima e la più importante, che ci condurrà verso il vero finale. In questa seconda fase di gioco ci verranno svelati gli ultimi misteri sul mondo di LOST SPHEAR, e ci verranno affidate anche delle side quest più classiche dedicate a ogni membro del cast, atte non solo a rafforzarne le personalità, ma anche a ottenere le armi finali per ognuno di essi.

Così come I am Setsuna, anche LOST SPHEAR è disponibile solo in lingua inglese, con un doppiaggio durante le battaglie in giapponese, e potrebbe dare qualche problema di comprensione a chi non mastica l’idioma britannico, non tanto nella trama quanto nelle meccaniche di gameplay e nei menù.

La forza del Party

LOST SPHEAR è un gioco di ruolo che punta gran parte del suo fascino su un gameplay basato sulle ATB (Active Time Bar) e sulle abilità di ognuno dei quattro personaggi presenti nella squadra. I mob avversari sono visibili sulla mappa e, a seconda di come vi ci si approccia, otterremo vantaggi o svantaggi all’inizio della battaglia. Attaccando alle spalle, per esempio, avremo a disposizione fin da subito una sfera Momentum, potere speciale in grado di aggiungere effetti ai nostri attacchi fisici (raddoppiandoli), e magici (aggiungendo i più svariati boost o debuff, dal sonno alla morte instantanea). Ogni personaggio può accumulare fino a tre Momentum contemporaneamente, e utilizzarli prima di un attacco premendo il tasto dedicato al momento giusto, oppure tenerli di riserva per effettuare mosse difensive automatiche. Utilizzando spesso questa funzione sarà possibile fondere l’effetto assegnato alla mossa, garantendo la possibilità che venga attivato anche normalmente, e dando il via ad una serie di personalizzazioni dei nostri protagonisti e della strategia di combattimento. Ad esempio la mossa curativa del nostro Kanata ha un’alta probabilità di infliggere veleno, rafforzamento difesa e morte permanente.

Ogni personaggio ha la possibilità di muoversi liberamente sul campo di battaglia, l’area di effetto dei suoi colpi sarà evidenziata e facilmente riconoscibile, ed è inoltre possibile usare il proprio turno per cambiare con uno degli eroi rimasti in panchina, oppure indossare la Vulcosuits, un mecha umanoide che potenzia notevolmente le statistiche del personaggio, attivando anche una sequenza di abilità secondarie e utilizzando una barra apposita. Grande importanza infine per gli Artefatti, strutture creabili nell’overworld di gioco che aiutano l’utente tramite effetti collaterali da utilizzare in battaglia o durante le esplorazioni. Come per i Momentum, anche in questo caso abbiamo le caratteristiche più svariate: dalla possibilità di arrecare più danni in base alla distanza dell’obiettivo, fino al ricaricarsi completament e ogni volta che si tocca un punto di salvataggio. Gli Artefatti sono probabilmente l’aspetto strategico più importante offerto dal titolo, soprattutto per gli enormi boss capaci di tenerci anche mezzora davanti allo schermo.

LOST SPHEAR ha una curva di difficoltà altalenante, che passa dai dungeon fattibili anche ad occhi bendati, fino a boss capaci di stallare per un numero impropositato di turni, concatenando sul nostro party effetti come pietrificazione e sonno, e lasciandoci a fissare lo schermo incapaci di qualsiasi reazione.

L’atmosfera rovinata

Graficamente LOST SPHEAR non si discosta poi molto da I am Setsuna, riuscendo però a proporre alcuni ambienti veramente ispirati, come il Lago Specchio, e qualche design indovinato, come Le Vulcosuits, che sembrano uscite da un’opera Trigger. Ho giocato praticamente solo in portatile e, salvo rarissimi casi (i cali di frame rate evidenti si contano davvero sulle dita di una mano), Nintendo Switch ha retto il peso (esiguo) della fatica di Tokyo RPG Factory, nonostante la batteria mi permettesse sezioni da solo tre ore per volta. Purtroppo scivola invece la colonna sonora, non per una cattiva fattura ma per un pessimo utilizzo, soprattutto in determinate situazioni molto tese in cui ci troveremo di sottofondo un’accompagnamento musicale decisamente inadatto che rovinerà irrimediabilmente il momento.

A chi consigliamo LOST SPHEAR?

Gli amanti degli RPG tradizionali e vecchio stile troveranno sicuramente pane per i loro denti, soprattutto se chiudono un’occhio su una trama molto basilare ma che, onestamente, regge il peso dell’avventura. Una strizzata d’occhio alla vecchia scuola, con meccaniche nuove e non invasive che riescono quindi a convincere anche i giocatori attuali. Mi raccomando, non fermatevi ai primi titoli di coda!

  • Gameplay profondo e ricco di meccaniche
  • Design dei mecha e atmosfere indovinate
  • Trama che tocca diversi messaggi…

  • …ma tutti già visti
  • Colonna sonora utilizzata male
LOST SPHEAR
3.8

Lettera aperta agli RPG vecchia scuola

Nonostante le ingenuità nella trama, LOST SPHEAR si lascia giocare volentieri, facendo accumulare ore su ore semplicemente per raggiungere le accattivanti boss fight o le rivelazioni architettate da Tokyo RPG
Factory
. Sfortunatamente non mancano scivoloni stilistici, come una colonna sonora utilizzata nel momento più
sbagliato o scelte prevedibili, che potrebbero far storcere il naso a più di qualche giocatore, magari
abituato a masticare il genere, ma l’avventura di Kanata ha dalla sua un gameplay ben studiato e
profondo, che permette di fondere diverse meccaniche e portarsi a casa una vittoria meritata. Un titolo
adatto a fare da tappabuchi tra un’esperienza corposa e l’altra.

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Guido Avitabile
Videogiocatore da ormai 25 anni, combatte la vecchiaia tra un remake e una remastered, orgoglioso possessore di ogni console ha un amore spesso non corrisposto per le IP Nintendo. La sua pila della vergogna continua a crescere ma questo non lo fermerà dal buttare i suoi soldi in nuovi titoli.