Binbok Wireless RGB Joy-Con Controller per Nintendo Switch – Recensione

Abbiamo messo sotto torchio uno dei prodotti più desiderati dai possessori di Nintendo Switch, l’RGB Joy-Con Controller Wireless di Binbok: ecco la recensione!

Binbok RGB Joy-Con Controller per Nintendo Switch – Recensione

Lo scorso ottobre abbiamo accolto nelle nostre case l’agognato modello OLED di Nintendo Switch, che come principale innovazione ha sostituito lo schermo precedente con un pannello di qualità migliore, che offre immagini più brillanti e un’esperienza incredibilmente più piacevole rispetto ai modelli precedenti. Tuttavia, tra i perfezionamenti che avremmo desiderato di più rispetto alla console del 2017 figurano i Joy-Con in dotazione, praticamente del tutto identici anche a distanza di quattro anni. Per questo motivo, per un maggiore comfort e funzionalità aggiuntive è necessario rivolgersi ad accessori di terze parti, come lo Split Pad Pro su licenza realizzato da Hori, oppure al controller wireless convertibile proposto invece dall’azienda cinese Binbok, il prodotto che oggi vi presenteremo con la nostra recensione, il Wireless RGB Joy-Con Controller.

Sentendone parlare piuttosto bene in rete, ero estremamente curioso di provare con mano l’alternativa “migliorata” dello Split Pad Pro e per questa ragione mi sono rivolto direttamente a Binbok. Tempo qualche settimana e il mio RGB Joy-Con Controller era pronto per essere collegato alla mia nuova e fiammante OLED. Utilizzabile sia come controller wireless che come coppia di Joy-Con separati o collegati alla console, il prodotto dell’azienda di Shenzhen è disponibile in diverse varianti di colore (nel mio caso, ho scelto il nero) ed è caratterizzato dalla presenza di due accattivanti LED in corrispondenza degli stick analogici.

Tali LED, meravigliosi dal punto di vista estetico ma ovviamente non essenziali dal punto di vista funzionale, sono in grado di riprodurre otto colori diversi in tre modalità. Potremo scegliere manualmente il colore, farli alternare automaticamente con la modalità “breathing” oppure decidere di adottare una colorazione arcobaleno. Potremo personalizzare in qualsiasi momento la loro configurazione mediante uno dei micro-pulsanti posti sul dorso (che sarà davvero difficile premere per errore durante l’utilizzo della console) in combinazione con gli stick analogici, e le luci si attiveranno ogni qual volta accenderemo la console (in modalità portatile) oppure il controller distaccato da essa. I piccoli pulsanti su ciascun Joy-Con saranno però due: mentre i primi serviranno a modificare le luci RGB, i secondi potranno invece essere utilizzati per personalizzare l’intensità della vibrazione di ciascuno di essi. È chiaro quindi che potremo decidere di rendere l’esperienza asimmetrica, ad esempio colorando la metà sinistra di rosso e quella destra di azzurro, oppure regolando diversamente la vibrazione su ciascuno dei due controller.

All’interno del packaging che, devo ammettere, è un po’ spartano, troviamo i due Joy-Con, un cavetto USB-C per la ricarica (che personalmente non mi sono mai ritrovato a utilizzare) e un esclusivo Joy-Con Grip, analogo a quello ufficiale di Nintendo ma decisamente più piccolo, in quanto serve solo a “unire” le due metà del controller senza aggiungervi l’impugnatura ergonomica già presente in ciascuno di essi. Ho utilizzato il Wireless RGB Joy-Con Controller di Binbok prevalentemente in modalità handheld, ma anche utilizzandolo come controller standard con la console inserita nella dock, devo dire di essermi trovato piuttosto bene. Forse avrei inserito un peso all’interno del grip, dato che a volte il prodotto risulta essere un po’ troppo leggero: una caratteristica da premiare se utilizziamo i due Joy-Con collegati alla macchina, ma che fa sembrare il controller un po’ “cheap” quando viene utilizzato in modalità tradizionale.

Tra le cose che mi sono piaciute di più elencherei certamente il materiale con il quale è realizzato il controller, una plastica nera di buona qualità ruvida sulla parte superiore e zigrinata, in maniera simile al controller di Xbox Series X|S, sulla parte inferiore. Piacevole al tatto anche per quanto riguarda i pulsanti: se i dorsali non sono dissimili da quelli del Pro Controller ufficiale, quelli frontali presentano l’incisione ABXY e una corsa più lunga dei Joy-Con in dotazione, mentre i tasti + e – sono posizionati davvero bene e risultano di facile utilizzo. In loro corrispondenza, nella parte bassa, troviamo i tasti home e screenshot, mentre sulla parte posteriore inferiore sono disponibili due maxi-pulsanti programmabili a piacimento tramite i micro-pulsanti di cui sopra. Potremo assegnargli qualsiasi funzione e utilizzare anche le funzioni di turbo-fuoco. Nel mio caso, ho assegnato quello destro al tasto +, e l’ho trovato davvero comodo per utilizzare gli strumenti in maniera assai rapida in Pokémon Diamante Lucente. C’è anche da dire che questi due pulsanti aggiuntivi funzionano anche come un antistress durante le schermate di caricamento grazie al loro piacevole click.

Da lodare è la pregevole forma dei due stick analogici, che oltre ai led RGB di cui vi abbiamo già parlato, dispongono di una forma concava e una ruota zigrinata ai bordi, del tutto simile (ancora una volta) al controller Microsoft di ultima generazione, che ne favoriscono di molto l’usabilità e che sembrano anche piuttosto resistenti: pare proprio che i copri-analogici non ci serviranno, almeno in questo caso. Tra le caratteristiche che apprezzo maggiormente di questo genere di controller alternativi a quelli ufficiali troviamo invece il d-pad, o croce direzionale, uno strumento utile soprattutto per chi ama giocare ai fighting game tradizionali, ai giochi più datati o agli indie a scorrimento orizzontale. Sebbene la croce abbia una bella forma e svolga abbastanza bene il suo compito, non è del tutto precisa e utilizzandola a volte capita che si incastri e “scatti” in una direzione che magari non intendevamo premere. Un vero peccato, un difetto che mi auguro venga corretto nelle future iterazioni di questo controller.

La grossa differenza che intercorre fra il Wireless RGB Joy-Con Controller di Binbok e lo Split Pad Pro di Hori è la possibilità di utilizzare i Joy-Con anche senza collegarli alla console, perché dispongono di una batteria interna (davvero duratura) e di controlli di movimento, l’unica mancanza che li differenzia dagli originali controller Nintendo è l’assenza di un lettore NFC per gli amiibo e della porta infrarossi, ma non ne sentirete molto la mancanza. Nonostante entrambi i Joy-Con di Binbok dispongano di una porta USB-C sul lato inferiore, non mi sono mai posto il problema di caricarli perché, se collegati alla console, verranno ricaricati direttamente dalla batteria principale. Per questo motivo la carica dei controller tende a durare praticamente all’infinito, ma al contrario quella della console tende a consumarsi un po’ troppo in fretta rispetto ai Joy-Con in dotazione (sarà forse a causa dei led). In questo caso, per ricaricare il tutto ho preso l’abitudine di collegare l’alimentatore USB direttamente all’ingresso posto sul Nintendo Switch OLED, dato che, purtroppo, la console con gli RGB Joy-Con collegati, non è in grado di infilarsi all’interno della nuova dock, ma solo nel caso del nuovo modello OLED. Nella dock del Nintendo Switch originale del 2017 (o della sua revisione del 2019, esteticamente identica) console e Joy-Con di Binbok calzano alla perfezione.

Grandi Joy-Con per grandi gamer

Binbok Wireless RGB Joy-Con Controller per Nintendo Switch – RecensioneSe in casa avete un modello standard di Nintendo Switch, oppure pianificate di acquistare il nuovo modello OLED, il Binbok Wireless RGB Joy-Con Controller è uno degli accessori che dovreste prendere maggiormente in considerazione. Specialmente se avete le mani grandi e vi capita fin troppo spesso che le dita si addormentino durante le sessioni di gameplay più lunghe, come spesso accadeva al sottoscritto. Grazie all’impugnatura ergonomica e più grande, la coppia di Joy-Con di Binbok migliora notevolmente l’esperienza di gioco per qualsiasi genere di titolo, e nonostante i pochi difetti citati si rivela il migliore nel suo genere, superiore anche alla più diffusa controparte Hori, specie per la presenza di una batteria interna e delle funzionalità di vibrazione regolabile. Al prezzo di circa 45 €, tramite lo store ufficiale di Binbok, vi porterete a casa una coppia di Joy-Con che diverrà ben presto indispensabile per le vostre partite in casa e da cui non vorrete separarvi nemmeno nel corso dei viaggi più lunghi. Tuttavia, è impossibile non pensare al fatto che tali accessori rendano meno portatile una console che già di suo necessiterebbe uno zaino o una tracolla per essere portata in giro, considerando che con due Joy-Con così grandi necessiterebbe anche l’acquisto di una custodia compatibile. Nonostante ciò, rimarrete stregati già dopo pochi minuti dall’utilizzo, ed è innegabile che Nintendo Switch OLED collegata ai Joy-Con di Binbok faccia la sua porca figura, specie se sceglierete, come ho fatto io, di optare per la colorazione totalmente nera che, insieme alle luci RGB, conferisce un aspetto parecchio accattivante a una già splendida console.

Caldamente consigliato

Dove acquistare il Binbok RGB Joy-Con Controller

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Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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