CRYSTAR per Nintendo Switch – Recensione

Abbiamo recensito la versione Nintendo Switch di CRYSTAR, titolo hack'n'slash di GEMDROPS pubblicato in Europa da Nippon Ichi Software

CRYSTAR per Nintendo Switch - Recensione

C’è una cosa che non possiamo negare ai giochi giapponesi: poco importa quale sia il genere o l’ambientazione (che sia un fantasy medievale o uno slice of life ambientato nella nostra epoca), non hanno carenza di tematiche e di atmosfera quando si tratta di creare storie e avventure da vivere. E un qualcosa da cui gli sviluppatori sembrano innegabilmente attratti quando si tratta di narrativa a effetto è probabilmente la filosofia, e più è di carattere cupo, esistenzialista e incentrata sulla depressione che quotidianamente attanaglia l’esistenza umana, meglio è (la popolarità ormai ultraventennale di Evangelion ne è un evidente testamento, per restare in tema biblico!) , come nel caso di questo CRYSTAR.

Il gioco che tratteremo oggi, tuttavia, porta tutto questo decisamente all’estremo. Perché? Mettiamola così: e se qualcuno creasse un gioco hack and slash permeato da un perenne senso di tristezza devastante, incentrato principalmente su morti tragiche, filosofia esistenzialista e dove la principale meccanica di gioco per qualunque aspetto dell’esperienza è incentrata sul pianto? Beh, allora avremmo fra le mani questo CRYSTAR, action RPG pubblicato in occidente da Nippon Ichi Software (e da FuRyu in Giappone) e sviluppato da GEMDROPS e che come sceneggiatore ha un certo Naoki Hisaya, che già si era affilato le unghie con altri titoli strappalacrime come la struggente visual novel Kanon e il toccante anime soprannaturale Sora no Method. Dopo aver ottenuto parecchi consensi su PlayStation 4 e PC, il titolo sbarca finalmente su Nintendo Switch, pronto a portare i possessori della console targata N in un mondo ultraterreno e sentimentalmente opprimente… ammesso e non concesso che il porting sia stabile e ben fatto. Sarà così? Stiamo a vedere…

CRYSTAR

  • Titolo: CRYSTAR
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Versione recensita: Nintendo Switch (EU)
  • Genere: Action RPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Nippon Ichi Software America
  • Sviluppatore: GEMDROPS
  • Lingua: Inglese (testi e doppiaggio), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 29 marzo 2022
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: si tratta del porting del gioco uscito nel 2018 su PlayStation 4 e PC

Protagonista della nostra storia è la giovane Rei Hatada, un’introversa hikikomori che la natura ha dotato di una cascata di capelli color platino e due occhi grandi e luminosi come zaffiri, che un giorno si risveglia in una strana dimensione onirica insieme alla sorella minore Mirai. Dopo aver girovagato per un po’ per quello strano reame, che altri non è che il Purgatorio, le due ragazze fanno presto la conoscenza di Anamnesis, un’enigmatica donna dai poteri oscuri il cui scopo sembra essere divorare le anime degli esseri umani, e apparentemente causa stessa dell’inaspettata “gita” nell’aldilà delle due ragazze.

Avviene un’escalation, in cui Rei vede sorgere in lei un potere che non aveva mai visto prima, e la capacità di evocare un maestoso spirito guardiano a proteggerla. Tuttavia, la ragazza si ritrova incapace di controllare appieno i suoi poteri appena manifestati, e nella lotta finisce con il ferire a morte la sorellina, la cui anima viene così relegata nel Purgatorio in attesa di raggiungere lo strato più alto e reincarnarsi.

Disperata, Rei si ritrova così a stringere presto un patto con due misteriose demonesse a capo del reame, Mephis e Pheles, che accettano di farle da guida attraverso il Purgatorio in cambio nel suo impegno nel diventare la loro boia personale e di dare la caccia a Spettri e Ritornanti, ovvero anime ribelli e trasformate in mostri mosse dall’astio della loro dipartita e che non vogliono sottostare alle leggi dell’aldilà. Inizia così la triste avventura di Rei, che si ritroverà non solo a dover combattere anime tormentate dei defunti, ma che incrocerà la strada anche con altre boia come lei, ognuna con le proprie turbe e i propri sordidi scheletri nell’armadio.

Da una lacrima sul viso…

Non c’è veramente molto da dire sul gameplay di CRYSTAR, anche perché è già stato trattato in precedenza nella nostra dettagliata recensione della sua versione originale. Si tratta di un hack ‘n’ slash abbastanza basilare e senza vere, sostanziali novità, in cui andremo a muovere Rei e le sue compagne in giro per i vari piani del Purgatorio per svolgere le missioni richiesteci da Mephis e Pheles, qui chiamate Ordalie. Il personaggio da noi controllato avrà a disposizione la possibilità di saltare, usare colpi sia leggeri che pesanti con l’arma in dotazione, scattare per schivare gli attacchi e utilizzare potenti attacchi speciali che otterrà salendo di livello. Oltre ai classici punti ferita e punti abilità tipici di giochi di questo genere, avremo anche un indicatore a forma di lacrima nella parte inferiore dello schermo, che si riempirà menando colpi ai nemici o soffermandoci a tenere premuto L per lasciarci andare a un bel pianto, sacrificando però i nostri SP (che comunque potremo rigenerare con gli attacchi fisici standard).

Quando l’indicatore lacrima è pieno, saremo in grado di evocare il nostro spirito guardiano, che ci sarà un sostanziale aiuto nella lotta fino allo svuotarsi dell’indicatore. Inoltre, premendo il tasto L prima che questo si svuoti, potremo permettere al nostro guardiano di scatenare un potente attacco speciale contro il nemico. Una meccanica carina, sebbene non esattamente innovativa… e la mancanza di innovazione, oltre che la scarsissima varietà di tipologie di nemici e dei loro schemi d’attacco che, tralasciando i boss di fine capitolo, non sono poi così memorabili o interessanti né nel design né nella tipologia di attacchi.

Come già specificato in precedenza, il pianto è la meccanica principale intorno al quale gira tutta l’esperienza di CRYSTAR (adeguato, considerando quanto sia desolata e deprimente tutta l’esperienza), e non solo ci permetterà di evocare il guardiano durante le battaglie, ma sarà anche il principale metodo con il quale ottenere nuovi equipaggiamenti per le nostre ragazze. Sconfiggendo i Ritornanti (che poi altro non sono se versioni leggermente più potenti dei nemici base), otterremo dei Tormenti, ovvero ricordi residui delle anime quando erano ancora in vita, e che ci daranno dei malus alle statistiche finché non li purificheremo una volta tornati in camera di Rei; purificazione che avviene piangendo per loro, e che trasformerà i Tormenti in Sentimenti, vere e proprie armi ed armature da poter equipaggiare o rafforzare tramite fusione, oltre che attribuire loro abilità speciali.

Visioni che spariscono

Veniamo ora alla resa del porting di CRYSTAR su Nintendo Switch. E beh… c’è ben poco da dire in realtà: il lavoro che abbiamo fra le mani è decisamente migliore del previsto. Trlasciando qualche calo di framerate durante l’evocazione e le mosse finali dei guardiani, specie se ci si trova contro un nemico particolarmente grosso come un boss, il gioco risulta decisamente fluido nei suoi 30 FPS, e senza quella brutta perdita di dettaglio grafico che troppe volte contamina i porting per Switch, soprattutto se si ha la sfortuna di giocarli in portatile senza avere una Switch OLED o si è possessori di una Lite. Questo aiutato anche dal simpatico stratagemma utilizzato di far apparire gradualmente gli oggetti all’orizzonte con una dissolvenza graduale, in modo da non dover caricare troppe cose tutte in una volta, senza comunque generare uno sgradevole effetto di pop up.

Altra aggiunta che sicuramente farà piacere ai fan e che da un po’ di tempo è diventata quasi una prassi per questo genere di porting sulla console Nintendo è l’inclusione fin dall’inizio di quelli che nelle versioni originali di CRYSTAR erano i DLC extra. Basterà infatti selezionare la modalità guardaroba nella stanza di Rei per venire letteralmente travolti dall’ampia selezione di costumi e accessori alternativi da far indossare alle nostre beniamine, disponibili in questa versione senza dover spendere un solo centesimo in più!

A chi consigliamo CRYSTAR per Nintendo Switch?

È un discorso un po’ difficile. CRYSTAR ha quest’atmosfera cupa e opprimente, oltre che delle vicende talmente tragiche e pesanti che probabilmente potrebbero non essere esattamente le più adatte per chi soffre di depressione o comunque non è un tipo particolarmente allegro. Abbiamo fra le mani un gioco molto introspettivo e MOLTO deprimente, che non si fa problemi a trattare tematiche sgradevoli come il suicidio, situazioni socio-familiari tossiche e turbe mentali di vario tipo.

Se adorate questo genere di storie cupe e vi piace l’estetica gothic lolita, allora potrebbe essere tranquillamente il vostro pane, così come se volete action RPG che non abbia meccaniche troppo frenetiche e spettacolari (come un DMC, per intendersi). Così come è un gioco consigliabilissimo a chi ama una bella storia e dialoghi ben scritti, e non si fa problemi a rigiocare più volte un titolo per ottenere il finale migliore (e credetemi: di finali ce ne sono parecchi). Basta ricordare che, come per molti altri giochi di questo stampo, è assente la lingua italiana.

  • Tecnicamente buono anche in portatile
  • Ottimo comparto narrativo
  • Ha tutti i DLC inclusi
  • Tanti finali diversi

  • Non c’è una grande varietà di dungeon e di nemici
  • Qualche rallentamento durante le battaglie
  • Il combat system è fin troppo basilare
  • Mancata localizzazione in italiano
CRYSTAR
3.9

Una lacrima strappastorie, ora anche in portatile

La versione Nintendo Switch di CRYSTAR non sarà assolutamente perfetta, ma resta comunque decisamente solida e curata in tantissimi dettagli. Un racconto onirico e commovente di quelli che ti lascia un senso di disperazione come pochi, e al contempo ti fa riflettere su molte cose, con un gameplay forse non eclatante ma che su Switch funziona anche meglio del previsto. Se avete lo stomaco per digerire tematiche particolarmente tristi, e avete il pallino per la filosofia (specie se greca) e le teorie sull’aldilà, e non avete avuto ancora modo di reperirlo su altre piattaforme o non siete avvezzi all’idea di giocare su un computer, allora buttarci un occhio non farà male. Ma tenete a portata di mano i fazzoletti, perché con molta probabilità non sarà solo la nostra Rei a piangere.

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Una normalissima bimba ultraventenne che ha trafficato con computer e videogiochi per tutta la vita. Nel tempo libero le piace scarabocchiare sul suo sketchbook.

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