Birthdays the Beginning – Recensione

Yasuhiro Wada è tornato con Birthdays the Beginning per PlayStation 4 e PC. Riusciremo a prenderci cura del mondo fino far nascere delle forma di vita?

Happy Birthdays

Birthdays the Beginning - RecensioneUn giorno… Era un giorno come tutti gli altri. Stavo leggendo un libro e un pezzetto di carta scivolò dalle sue pagine. Sembrava una piccola mappa. Più precisamente, una mappa della zona con un punto rosso in direzione della foresta. Mi sono detto: “Sarà una mappa del tesoro”. Un pensiero infantile, lo riconosco, ma non avevo modo di sapere a cosa facesse riferimento e dal momento che il punto in rosso non era molto lontano, decisi di andarci. Raggi di sole facevano capolino attraverso la densa coltre di alberi quasi a guidarmi attraverso il buio della foresta. Quando credetti di aver raggiunto il punto segnato sulla mappa, un raggio di luce mi apparve di fronte. Volevo fuggire ma non riuscivo a muovermi. Rimasi immobile e poi la luce iniziò ad avvicinarsi a me. E i miei piedi iniziarono a muoversi da soli. Mi sentivo come una marionetta. Ero totalmente impotente. Alla fine arrivai all’ingresso di una grotta. La luce proseguì all’interno della grotta e i miei piedi continuarono a seguirla. Poco dopo persi conoscenza. Quando mi risvegliai… Mi ritrovai davanti a un enorme cubo accanto al quale ve ne era uno più piccolo e una strana creatura mai vista prima… E da quel momento fui catapultato in una serie di eventi a dir poco strani.

Birthdays the Beginning, sandbox per PlayStation 4 e PC creato da Yasuhiro Wada, è finalmente disponibile. Il papà di Harvest Moon e la sua TOYBOX Inc. ci mettono di fronte a una nuova sfida: riuscire a riportare la vita in un mondo primordiale. Grazie a dei semplici strumenti di creazione potremo manipolare il mondo di gioco e modificarlo a nostro piacimento fino a creare delle coloratissime creature. Il concept è interessante, ma riuscirà il gioco ad essere all’altezza delle aspettative?

  • Titolo: Birthdays the Beginning
  • Piattaforma: PlayStation 4, PC / Steam
  • Genere: Gestionale, Sandbox
  • Giocatori: 1
  • Software house: NIS America
  • Sviluppatore: TOYBOX Inc.
  • Lingua: Italiano (testi)
  • Data di uscita: 12 maggio 2017
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non annunciati
  • Note: disponibile anche in una Limited Edition con la soundtrack, artbook, stampa misteriosa e portachiavi di peluche raffigurante l’Avatar, il tutto racchiuso in un box da collezione

Le vicende di Birthdays the Beginning saranno vissute dal punto di vista di un protagonista anonimo, che non verrà mai mostrato al giocatore in modo da rendere l’esperienza più immersiva. Il giovane passa le sue giornate in modo tranquillo, dilettandosi nella lettura della vasta biblioteca di suo nonno. Un giorno all’interno di un libro troverà una misteriosa mappa, simile a quelle viste nei romanzi d’avventura piratesca, e deciderà così di seguirla per scoprire dove a cosa conduce. È così che il protagonista finirà nei meandri della foresta dove incontrerà una strana luce che, prendendo il possesso del suo corpo, lo guiderà all’interno di una grotta. Qui il nostro eroe perderà conoscenza e, al suo risveglio, si ritroverà in un posto mai visto prima.

Verrà accolto da Navi, creatura dalla forma romboidale, che lo informerà che non solo è stata lei a guidarci verso la grotta, ma anche che il giovane è il prescelto e che solo lui potrà salvare il mondo. La creatura spiegherà al protagonista che per lungo tempo è stata lei ad occuparsi di questi mondi paralleli, plasmandoli in modo da creare dei veri e propri ecosistemi capaci di far nascere la vita. Purtroppo però Navi ha perso quest’abilità e dovremo prendere noi il suo posto. Dopo averci donato un nuovo corpo, chiamato Avatar, e insegnato tutti i trucchi del mestiere, toccherà a noi modificare il mondo. Ma il giovane non sa che ogni modifica effettuata in quella realtà parallela si ripercuoterà anche nel mondo reale…

Un buon non compleanno

Una volta entrati nel mondo alternativo, Navi ci mostrerà i movimenti basilari che potremo effettuare con il nostro Avatar. La sua abilità principale è quella di poter effettuare modifiche al terreno del cubo sollevandolo o abbassandolo creando così vallate, montagne, mari aperti o piane desertiche. Ogni modifica non cambierà solamente la struttura fisica del luogo, ma altererà anche la temperatura e l’umidità del cubo in modo da renderlo così un posto ospitale per far nascere delle creature. Le modifiche però non saranno totalmente libere, per effettuarle dovremo infatti utilizzare i Punti Vita del nostro Avatar e, una volta scarichi, dovremo passare dalla modalità di costruzione (o Micro) alla modalità di attesa (o Macro).

In questa modalità infatti il nostro Avatar si prenderà una pausa e inizierà a trascorrere il tempo nel cubo, applicando così le modifiche effettuate al terreno e dando inizio al ciclo vitale di nuove specie. Ovviamente perché si attuino alcune modifiche, come quelle alle temperatura, dovrà passare diverso tempo che fortunatamente potremo accelerare consumando i Punti Vita (PV) dell’Avatar. Fortunatamente potremo far salire di livello il nostro alter ego aumentando così il numero di PV massimo e ottenendo la possibilità di agire su aree più ampie, in modo da poter sollevare o abbassare una zona più vasta contemporaneamente. Per ottenere esperienza dovremo fotografare nuove forme di vita e completare gli obiettivi che ci darà Navi.

La nostra guida infatti ci aiuterà donandoci degli obiettivi che dovremo rispettare per poter far avanzare con la storia, come ad esempio creare determinate forme di vita. Per farlo dovremo modificare il terreno in modo da creare le condizioni climatiche giuste perché quella determinata creatura possa nascere, sviluppare e vivere senza avere problemi. Il passaggio tra le modalità Micro e Macro sarà quindi fondamentale creando un ciclo di modifica e attesa che, fortunatamente, non ci farà perdere tantissimo tempo. Purtroppo però spesso questi obiettivi risultano essere troppo vaghi, portandoci ad ottenere il risultato richiesto solo per pura casualità.

Here comes a New Challenger

Una volta completata la trama principale di Birthdays the Beginning avremo a disposizione due nuove modalità: la modalità Mondo Libero e la modalità Dino-Sfida. La prima modalità, come dice il nome stesso, ci permetterà di gestire in modo autonomo un mondo, scegliendo se importare oggetti e progressi effettuati durante la storia o partire da un mondo vuoto. Se sceglieremo la prima opzione si aprirà una nuova missione secondaria, quella di fotografare tutte le creature presenti nel gioco in modo da completare la Collezione. Questa missione, se portata a termine, ci consentirà di ammirare il vero finale del gioco. Se invece sceglieremo di partire da zero non avremo alcuna limitazione e potremo goderci le fasi di creazione senza obiettivi di sorta o limiti di tempo sperimentando dunque le combinazioni più improbabili per la proliferazione della vita.

Le Dino-Sfide invece ci porteranno in dei piccoli mondi precostruiti che varieranno a seconda dell’obiettivo richiesto. L’obiettivo è in genere quello di riuscire a creare una creatura ben precisa creando un habitat adatto alla proliferazione della sua specie. Purtroppo però a livello di gameplay le modalità aggiuntive non si distaccheranno più di tanto dalla principale, rendendo il titolo alle lunghe ripetitivo. Inoltre, grazie alla presenza di alcuni oggetti speciali capaci di modificare immediatamente parti di terreno o far evolvere le creature, spesso ci troveremo a risolvere tutto in poche rapide mosse. Spesso ci capiterà quindi di dover stare lì a guardare e aspettare che i nostri cambiamenti prendano forma, rendendo l’interazione con il gioco minima e regalandoci quindi un simpaticissimo screensaver per la nostra PlayStation 4.

La valle incantata

La veste grafica è forse il punto più alto di Birthdays the Beginning, e sicuramente la sua ancora di salvezza. Sin dalle prime modifiche, il mondo di gioco inizierà a colorarsi grazie alle tantissime forme di vita vegetali e animali che potranno nascere. Del design principale si sono occupati due artisti dell’argilla, Ochappi e Orippi, e questo si riflette nelle creature che hanno un aspetto caricaturale, buffo e coloratissimo degno di un anime. Purtroppo però anche qui ci sono dei limiti, alcune tipologie di creature infatti sfrutteranno una base identica che subirà solamente un cambio di colore in base alla specie che creeremo.

La colonna sonora, curata da Takayuki Nakamura, riesce ad accompagnare dolcemente ogni fase del gioco anche se purtroppo pecca un po’ di ripetitività. Purtroppo il concetto di ripetitività sembra essere proprio il filo conduttore del gioco che si presenta più bello da vedere che da giocare, quasi come se passassimo il nostro tempo a guardare un acquario pieno di coloratissimi pesci esotici ma con i quali non possiamo interagire. La mancanza di una vera e propria interazione con il mondo di gioco, unita a dei comandi spesso non sempre precisi, fa si che questo titolo non riesca a convincere del tutto.

A chi consigliamo Birthdays the Beginning?

Pur essendo il gioco fruibile da chiunque, vista anche la sua scarsa difficoltà, mi sento di consigliarlo solo a coloro che vogliono passare dei momenti di gioco in tranquillità senza doversi sforzare troppo. Purtroppo non è un titolo che può attirare gli amanti dei sandbox alla ricerca di una vera e propria sfida.

  • Concept di base interessante
  • Tantissime forme di vita
  • Bello da vedere…

  • …Ma meno da giocare
  • Comandi imprecisi
  • Storia sviluppata male
Birthdays the Beginning
2.5

Divertente... quanto uno screensaver

Non è mai facile trovare delle parole per parlare di un gioco senza demolirlo, anche quando i difetti sono evidenti. Purtroppo Yasuhiro Wada, dopo averci regalato quel gioiellino che è Harvest Moon, non è riuscito a centrare nuovamente l’obiettivo. Birthdays the Beginning è infatti estremamente appetibile alla vista, ma non riesce a divertire. Per farvi capire meglio, potrei paragonare questo gioco a un giardino Zen: ogni tanto smuovi la sabbia e poi rimani lì a guardare… Purtroppo nonostante il concept di base risulta interessante e con un twist finale della trama abbastanza carino, questa non è sviluppata abbastanza da tenere il giocatore attaccato allo schermo dalla curiosità. Secondo me uno dei più grandi errori di TOYBOX Inc. è stato quello di progettare il gioco per una console casalinga, quando avrebbe reso decisamente meglio in delle brevi sessioni di gioco fatte su una console portatile.

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Federico Schirru
Raro esemplare di panda sardo cresciuto a bambù e JRPG. Soffre di sindrome di Stoccolma nei confronti di SQUARE ENIX, ed è disposto a privarsi del sonno pur di spulciare all’inverosimile ogni titolo gli capiti fra le mani.
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