Pokémon: Ali del Crepuscolo – Recensione

La nostra recensione di Pokémon: Ali del Crepuscolo, la mini-serie anime rilasciata da The Pokémon Company e prodotta da Studio Colorido

Pokémon: Ali del Crepuscolo - Recensione dei corti dello Studio Colorido

Le avventure di Ash e Pikachu hanno accompagnato la nostra infanzia, ammettiamolo. Chi non tifava per il ragazzino dal berretto rosso, chi non sperava che avrebbe conquistato tutte le medaglie e poi sarebbe diventato il campione della Lega? Grazie alla longevità della serie, affiancata sempre dal successo dei videogiochi, all’introduzione di sempre nuove creature tascabili e alle gag dell’onnipresente Team Rocket che volava sempre alla velocità della luce, l’anime dei Pokémon è sempre stato un caposaldo della programmazione televisiva per ragazzi. All’attivo 23 stagioni della serie animata, diversi studi di animazione che hanno permesso alla serie di rinnovarsi graficamente e con sempre nuovi protagonisti da conoscere, l’anime dei Pokémon si presenta come un prodotto sempre fresco, che non stanca mai.

In occasione del lancio degli ultimi giochi, Pokémon Spada e Scudo (qui trovate la nostra recensione), la casa madre ha optato per trasporre in versione animata alcuni scorci che vedono protagonisti i personaggi principali del videogioco e che si presentano come una sorta di prequel dei videogiochi: Pokémon – Ali del crepuscolo è la nuova serie animata in onda sul canale ufficiale Pokémon di YouTube, prodotta dallo studio Colorido e doppiata in giapponese, inglese e coreano. Dal magnate Rose al campione Dandel, dal rivale Hop ai capopalestra Azzurra e Onion, senza tralasciare l’enigmatica segretaria Olive, tali personaggi sono accumunati da un filo conduttore che viene introdotto all’inizio del primo episodio: un bambino costretto al letto di ospedale desidera vedere dal vivo il suo eroe, il campione Dandel, mentre disputa una lotta Pokémon. Pokémon Ali del crepuscolo è un piccolo fiore all’occhiello della Pokémon Company: il pathos che si respira guardando i mini episodi che compongono la serie (circa 6 minuti ognuno, l’ultimo circa 10) caratterizza l’intera narrazione, coinvolgendo lo spettatore in un’avventura senza confini. Ogni episodio è ambientato in un luogo caratteristico, e grazie ai protagonisti possiamo esplorare i differenti paesaggi delle Terre Selvagge (introduzione dei nuovi giochi di ottava generazione), le profondità marine o i cieli sconfinati a bordo del Volotaxi Corviknight.

Pokémon: Ali del Crepuscolo - Recensione dei corti dello Studio Colorido
Se la serie principale segue le vicende dell’eterno bambino Ash Ketchum alle prese con la scoperta del variegato mondo delle creature tascabili e costantemente impegnato ad allenarsi per diventare un Maestro Pokémon, Ali del crepuscolo non è che uno sneak peek dei momenti quotidiani dei capopalestra o dei dissidi interiori dei protagonisti del videogioco. Ad esempio possiamo vedere la fragilità del rivale Hop, solo accennata nelle versioni videoludiche, che, desideroso di migliorarsi per superare suo fratello Dandel, non tiene conto dei sentimenti dei suoi amici più cari.
La storia, come accennato prima, segue un filo conduttore rappresentato da John, un bambino costretto a delle cure mediche in ospedale che invia una lettera al presidente Rose per poter incontrare il suo eroe, il campione Dandel. La speranza che traspare dalla figura infantile, il suo sorriso e il suo stupore nonostante la condizione patologica che lo affligge, rappresentano un monito per tutte le nuove generazioni e un invito a non arrendersi mai alle difficoltà. Anche nella serie principale ritroviamo tale esortazione: in alcuni episodi, infatti, si può ritrovare la frustrazione dei protagonisti di fronte alla sconfitta e la conseguente voglia di rialzarsi, di continuare a lottare grazie al potere dell’amicizia. Ma quello che appare in questa mini serie è forse qualcosa in più: un lascito che le vecchie generazioni fanno alle nuove, regalando non solo la speranza di andare avanti, ma anche la forza di combattere non la battaglia per diventare campioni, bensì quella della vita.

Nella serie anime principale seguiamo il nostro eroe Ash alle prese con l’esplorazione delle regioni, la cattura di nuovi Pokémon e la sfida delle palestre: in questo possiamo dire che il modello sia esattamente quello dei videogiochi, i cui obiettivi per terminare la storia sono i medesimi. Bisogna dire, infatti, che l’anime è nato proprio sulla scia dei titoli videoludici, per promuovere l’allora nascente brand, facendo accostare anche i più piccoli al fenomeno dei mostriciattoli tascabili. Ali del crepuscolo, al contrario, non è un anime di esplorazione e tantomeno di cattura dei Pokémon, bensì una serie dedicata alla quotidianità e alla scoperta dei sentimenti degli umani protagonisti. I legami duraturi, indissolubili tra allenatori e Pokémon permettono una crescita interiore e spirituale. Ed è proprio questo quello che andiamo a scoprire in Ali del crepuscolo: come i protagonisti di Spada e Scudo sono diventati quelli che conosciamo nel videogioco.

Pokémon: Ali del Crepuscolo - Recensione dei corti dello Studio Colorido

La serie di mini episodi in onda su YouTube si presenta fin da subito con la sua innovativa animazione fluida: non siamo vincolati a seguire le dinamiche del protagonista assoluto e onnipresente, Ash, ma seguiamo la vita quotidiana dei principali personaggi del videogioco, sempre nuovi ad ogni episodio. Lo stile dell’animazione è davvero molto dettagliato, con un’attenzione quasi maniacale per l’illuminazione e la gamma di colori utilizzata: nulla sembra lasciato al caso, ma al contrario ci si vuole avvicinare sempre di più a quel rinnovamento grafico visto anche nei videogiochi principali grazie all’innovazione della consolle Nintendo Switch. Movimenti di macchina molto puliti e vorticosi, uno studio delle inquadrature e della composizione visiva sono il punto di forza di questo prodotto animato.

Pokémon – Ali del crepuscolo non si presenta come serie animata di presentazione delle creature della nuova generazione di turno: possiamo dire che sia uno spin-off della serie principale, un leggero divagare rispetto ai videogiochi. Le scene di quotidianità che caratterizzano questa serie sono il leit motive principale, sono il punto di forza di questi mini episodi. Le ali che vengono citate nel titolo rappresentano la libertà e la vastità del mondo, e richiamano certamente le potenti ali del Corviknight quasi onnipresente in ogni puntata. È proprio il Pokémon Corvo, che nella nuova generazione funge anche da servizio taxi volante per i protagonisti, ad accompagnare i personaggi nei loro viaggi e addirittura a veicolare alcuni momenti salienti della narrazione. Senza il tassista e Corviknight non avremmo avuto le risoluzioni commoventi a cui abbiamo potuto assistere: Hop non avrebbe ritrovato il suo Wooloo, Fabia sarebbe rimasta intrappolata nelle Terre Selvagge, John non avrebbe incontrato il suo eroe Dandel.

E proprio alla fine della serie possiamo notare come il Volotaxi sia lo stesso che trasporta i protagonisti del videogioco principale nelle loro avventure. Pokémon – Ali del Crepuscolo è una piacevole digressione alla serie principale: possiamo apprezzare la genuinità di un prodotto basato sui sentimenti e sulle emozioni. Un viaggio di esplorazione del mondo Pokémon, ma soprattutto di tutti i personaggi che lo abitano.

Pokémon: Ali del Crepuscolo - Recensione dei corti dello Studio Colorido

Una nuova avventura nel mondo Pokémon

Ali del CrepuscoloPokémon – Ali del crepuscolo è una delicata digressione dalle consuete lotte e avventure di Ash e compagnia a cui siamo abituati. I punti di forza risiedono nella freschezza dei contenuti, nella bellezza delle animazioni e nel messaggio che la serie vuole trasmettere: ognuno di noi ha la forza per affrontare le sfide che la vita pone davanti al nostro cammino, dobbiamo solo continuare a perseverare e non abbandonare mai la speranza.
Questa nuova mini serie si pone come finestra sul mondo videoludico aperto da Pokémon Spada e Scudo, ma al contempo se ne discosta per mostrare i dissidi interiori dei protagonisti e la loro quotidianità, non andando a sostituire l’anime promozionale originale.

Per chi vuole andare oltre il videogioco

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Martina Vita
Una mahō shōjo che vive sommersa tra libri e fumetti, Pokémon e dadi di D&D. Divoratrice compulsiva di film e serie TV, nel tempo libero complotta con il suo gatto per conquistare il mondo. Sogna un giorno remoto di disegnare una storia a fumetti incentrata su una campagna di Dungeons & Dragons.

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