Nami yo kiitekure (Born to Be on Air!) – Prime impressioni sull’anime

Arriva su VVVVID l’adattamento animato del manga Born to Be on Air! di Hiroaki Samura. Ecco le nostre impressioni dopo tre episodi

Nami yo kiitekure (Born to Be on Air!) – Prime impressioni sull’anime

Hiroaki Samura (classe 1970) è uno dei più grandi mangaka viventi. Artista dallo stile unico e inconfondibile, amante del bianco e nero, è l’autore di un vero capolavoro come L’Immortale (qui potete trovare la nostra recensione del primo volume della nuova edizione Panini Comics), e nel corso della sua carriera ha saputo spaziare brillantemente fra numerosi generi rimanendo nell’ambito dei manga rivolti a un pubblico adulto. Come ogni fumettista giapponese che si rispetti, anche i suoi lavori hanno goduto di alcuni adattamenti animati, tuttavia non si può dire che Samura sia fortunato da questo punto di vista. L’Immortale ha infatti ispirato due serie animate, la prima di 13 episodi nel 2008 e la seconda di 24 episodi nel 2019, recentemente conclusa e disponibile su Amazon Prime Video. Entrambi questi adattamenti purtroppo non riescono a rendere giustizia alla grandezza dell’opera originale, un lavoro così unico, particolare e (soprattutto) lungo che rappresenta una vera sfida per qualsiasi studio d’animazione.

Neppure la promettente seconda serie, che vede coinvolto Hiroshi Hamasaki (Texhnolyze, STEINS;GATE) alla regia, è riuscita nell’intento a causa di evidenti limiti del budget e dello staff, e della discutibile scelta di comprimere tutta la storia del manga (che copre 30 volumi) in soli 24 episodi, decisione che ha portato a inevitabili tagli e sviluppi frettolosi che hanno compromesso irrimediabilmente la riuscita dell’opera. Arriva in questa stagione primaverile del 2020 un nuovo adattamento animato di un manga di Samura. Stiamo parlando di Nami yo kiitekure (titolo originale che l’editore Dynit ha scelto di preservare per la trasmissione in simulcast nel nostro paese), conosciuto anche come Wave, Listen to Me! o Born to Be on Air! (titolo dell’edizione italiana del manga a opera di Star Comics). In corso sulla rivista seinen Evening di Kodansha dal 2014, il fumetto conta attualmente sette volumi usciti in patria.

Nami yo kiitekure (Born to Be on Air!)

L’anime in questione, annunciato per la prima volta nell’ottobre del 2019, realizzato presso lo studio Sunrise e diretto da Tatsuma Minamikawa, durerà 12 episodi, che copriranno un singolo cour della stagione primaverile. Come abbiamo già anticipato, nel nostro paese è stato licenziato da Dynit che lo sta trasmettendo in simulcast con sottotitoli in italiano sulla piattaforma di streaming VVVVID. Nami yo kiitekure è ambientato ai giorni nostri a Sapporo, in Hokkaido, e vede come protagonista la giovane, esuberante e loquace Minare Koda, cameriera in un ristorante di curry, che dopo essere stata tradita e lasciata dal fidanzato si ubriaca in un locale e, sotto l’effetto dell’alcol, si sfoga con un uomo di mezza età presente in quel momento. Kanetsugu Mato, questo il nome dell’uomo, è il responsabile e direttore di una stazione radiofonica dell’Hokkaido abbastanza famosa. Impressionato dalla vivacità e dal talento vocale della ragazza, Mato registra in segreto lo sfogo di Minare e il giorno successivo, a sua insaputa, decide di trasmetterlo in radio. Incredula, la protagonista si reca immediatamente presso la sede della stazione, dove il direttore le propone di fare un ulteriore tentativo come speaker: è l’inizio per Minare di una grande avventura nell’affascinante mondo della radio.

Dopo tre episodi usciti, eccomi qui a raccontare le mie prime impressioni su quella che è sicuramente una delle serie più interessanti di questa nuova stagione anime. Riusciremo ad avere per la prima volta un adattamento animato di un manga di Hiroaki Samura che renda giustizia al materiale di partenza? Al netto di un’inevitabile scaramanzia, visto che lo stesso entusiasmo ce l’avevo anche dopo i primi episodi della nuova serie dedicata a L’Immortale (salvo poi essere obbligato a rimangiarmi le mie parole), la risposta stavolta sembra proprio: sì! Sintetizzando all’estremo quello che penso dopo le prime puntate di Nami yo kiitekure: ci troviamo di fronte ad un manga in movimento. E non c’è complimento più grande che si possa fare al lavoro dello studio, vista la già menzionata difficoltà nell’adattare uno stile particolare e personalissimo come quello di Samura. Eppure Sunrise e lo staff dell’anime finora non stanno sbagliando nulla, e stanno trasponendo alla perfezione la stessa atmosfera e i pregi di un lavoro notevole ambientato in un contesto abbastanza originale: quello della radio.

Nami yo kiitekure (Born to Be on Air!)

Nami yo kiitekure è infatti un bellissimo omaggio di Hiroaki Samura a un medium che ha fatto la storia della musica e della moderna cultura pop, ma che si trova sempre più in crisi a causa della diffusione delle tecnologie moderne come smartphone, tablet, streaming e così via. Al tempo stesso però l’opera è anche un ottimo mix fra slice of life, sentimentale e racconto di formazione (nonostante la protagonista sia ormai un’adulta fatta e finita) che vede al suo centro il carisma dell’esuberante e vivace Minare Koda. Un personaggio che, pur con qualche tratto stereotipato, cattura subito l’attenzione dello spettatore, così come tutti quelli secondari, tratteggiati efficacemente dalla penna del mangaka. L’adattamento animato non solo preserva queste caratteristiche, ma riesce anche a risolvere uno dei (pochi) difetti dell’opera originale: la logorrea. Nel manga, infatti, i dialoghi abbondano a dismisura, e fra la loquacità della protagonista e il contesto radiofonico ci si trova spesso davanti a fiumi di parole che appesantiscono la lettura di ogni volume. Nell’anime questo aspetto, pur presente visto che finora si tratta di una trasposizione molto fedele, risulta attenuato grazie alle diverse caratteristiche del medium narrativo, e sembra dimostrare come l’opera funzioni molto meglio su schermo piuttosto che su carta.

Disegni e animazioni sono ottimi, considerando che non si tratta di una storia che necessita di una qualità visiva superba, e il character design di Takumi Yokota replica alla perfezione quello originale di Samura, in particolare nel fascino dei personaggi femminili, un marchio di fabbrica dell’autore. Menzione doverosa per la (finora) straordinaria prova vocale di Riho Sugiyama nei panni della protagonista, un ruolo per nulla facile vista la sua caratterizzazione sopra le righe ma che la doppiatrice, attiva non da molto nell’industria, sta svolgendo alla perfezione.

Nami yo kiitekure (Born to Be on Air!)

Il fascino del segnale radio

Nami yo kiitekureL’esordio di Nami yo kiitekure mi ha convinto al 100%. Non era semplice trasporre un lavoro dal tema così particolare, messo in atto con l’ancor più particolare stile di Hiroaki Samura, eppure fino a questo momento Sunrise e lo staff dell’anime non hanno sbagliato nulla. Il risultato è una delle serie più interessanti e promettenti della stagione primaverile del 2020, un omaggio al mondo della radio che saprà conquistarvi grazie al carisma della sua esuberante protagonista e alle sue relazioni con il resto del cast, in un perfetto mix fra commedia, sentimenti e nostalgia.

Augurandoci che possa mantenersi su questo livello per tutta la sua durata, non possiamo fare altro che consigliarvi la sua visione, specialmente se siete alla ricerca di qualcosa lontano dalla solita roba mainstream.

Puoi seguire gratuitamente questa serie su VVVVID.

Una serie da tenere d’occhio

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Alessio Micheloni
Figura mitologica, ossessionata da tutto ciò che proviene dal Giappone, che ama districarsi abilmente fra mille impegni e buoni propositi che non realizzerà mai. Quando non impugna un controller, si diletta a guardare anime e leggere manga di dubbio gusto. Tendenzialmente ti vuole bene, soprattutto se gli parli delle serie Trails, Ys e Utawarerumono.

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