Ci sono certe saghe videoludiche che non hanno bisogno di molte presentazioni e RESIDENT EVIL è sicuramente una di esse. Il franchise di CAPCOM ha saputo rivoluzionare il concetto di orrore nel videogioco coniando il sottogenere survival horror e, nonostante qualche piccolo acciacco durante gli anni, al momento sta vivendo un ottimo momento. Manca infatti pochissimo all’arrivo di RESIDENT EVIL requiem, capitolo che andrà in qualche modo a ricollegarsi con gli eventi che hanno reso celebre la saga e che vedrà come protagonisti Grace Ashcroft, agente dell’fbi e figlia di Alyssa Ashcroft da RESIDENT EVIL Outbreak, e Leon S. Kennedy, uno dei personaggi più amati dell’interno franchise. I due avranno delle meccaniche di gameplay molto differenti, in modo da poter offrire ai giocatori un’esperienza horror ricca di sfaccettature.
Sarà riuscito a convincerci? Scopritelo nella nostra recensione!
- Titolo: RESIDENT EVIL requiem
- Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
- Versione analizzata: PlayStation 5 (EU)
- Genere: Survival Horror, Azione
- Giocatori: 1
- Publisher: CAPCOM
- Sviluppatore: CAPCOM
- Lingua: Italiano (testi e doppiaggio)
- Data di uscita: 27 febbraio 2026
- Disponibilità: retail, digital delivery
- DLC: nessuno
- Note: dati i collegamenti con la saga di Raccoon City è consigliato aver giocato almeno RESIDENT EVIL 2.
Abbiamo recensito RESIDENT EVIL requiem con un codice PlayStation 5 fornitoci gratuitamente da CAPCOM tramite PLAION.
Dopo una serie di morti misteriose, le cui vittime mostravano troppe similitudini per trattarsi di una mera coincidenza, l’agente dell’FBI Grace Ashcroft si troverà a dover investigare nei pressi di un luogo a lei fin troppo familiare: l’hotel Wrenwood. Otto anni fa nello stesso hotel è stata infatti assassinata sua madre, la giornalista Alyssa Ashcroft, una dei pochi superstiti dell’incidente di Raccoon City. Nonostante il trauma che la lega a questo luogo Grace comincia le sue indagini, ma capirà fin troppo presto che quella che sembrava una pista certa non era nient’altro che una trappola ordita nei suoi confronti. Dopo essere stata catturata da una figura misteriosa la ragazza si risveglierà dentro il centro di cura Rhodes Hill, dove l’aspettano orrori di ogni genere…
Allo stesso momento l’agente Leon S. Kennedy è proprio sulle tracce del misterioso uomo che ha catturato Grace, ovvero lo scienziato Victor Gideon che in passato ha lavorato con la Umbrella Corporation. Ma proprio quando riesce a rintracciarlo a Rhodes Hill, si scatenerà un nuovo inferno. Medici e pazienti hanno infatti subito mutazioni orripilanti, e Leon dovrà farsi strada tra decine di nuove armi biologiche per scoprire cosa sta architettando Gideon. Il cammino di Grace e Leon si intreccerà diverse volte, ed entrambi avranno dei motivi personali che li spingeranno ad indagare su Elpis, l’ultimo mistero rimasto collegato all’Umbrella…
Due destini che si uniscono
Come anticipato all’inizio della recensione il gameplay di RESIDENT EVIL requiem avrà delle variazioni in base al protagonista attualmente in uso. Non mancheranno ovviamente dei punti in comune, con entrambi dovremo infatti superare puzzle ambientali di diversa tipologia per poter proseguire nell’avventura. Il livello di difficoltà di questi enigmi è davvero variabile: alcuni saranno semplici e diretti, come ad esempio il dover recuperare la chiave che apre una porta specifica, mentre altri invece ci chiederanno di indagare un po’ più a fondo e spremerci le meningi prima di poter essere risolti. Il giocatore potrà inoltre decidere come spartire determinate risorse tra i due personaggi, non andando a raccogliere erbe curative con uno dei due ci permetterà di recuperarle in un secondo momento con l’altro protagonista.
Parliamo un po’ più nello specifico di Grace. L’agente dell’FBI è nuova a certe tipologie di situazioni per cui la software house ha deciso di riflettere la sua inesperienza e la sua ansia sul campo creando delle porzioni di gioco in cui la sopravvivenza è al centro dell’attenzione. Con pochi mezzi con cui difenderci e un inventario limitato il giocatore si troverà a dover scegliere se cercare di recuperare materiali e munizioni per avere un approccio più diretto con gli orribili nemici che lo ostacoleranno o se invece prenderli alla sprovvista con un approccio più stealth sfruttando a proprio vantaggio l’ambiente circostante. Gli infetti di Rhodes Hill hanno infatti dei pattern di azione ben precisi, e riuscire a capirli e prevederli sarà un ottimo modo per evitarli o eliminarli in modo silenzioso.
Con Leon invece è tutto un altro discorso. Non è la prima volta che si trova ad affrontare orde di armi biologiche, e ciò si traduce anche nel suo modo di agire contro di esse. Leon è una vera e propria macchina da guerra che si fa pochi scrupoli di fronte agli avversari, con uno stile di gioco più votato all’azione che ci permetterà di eliminare le minacce che ci ostacoleranno più facilmente. Il quantitativo di nemici da affrontare sarà molto più alto rispetto a quelli che incontreremo con Grace, ma dalla nostra parte avremo strumenti utili come l’ascia con la quale sarà possibile contrattaccare gli avversari e persino mettere a segno potentissimi colpi finali. Inoltre Leon avrà a disposizione un inventario molto più ampio, simile a quello visto nel quarto capitolo, e sarà più facile recuperare munizioni o armi aggiuntive per affrontare qualsiasi tipo di nemico.
Personalmente ho apprezzato molto come CAPCOM sia riuscita a strutturare queste due identità così diverse all’interno di RESIDENT EVIL requiem. Il gameplay di entrambi i personaggi è strutturato in maniera impeccabile, e credo che scegliere di legare indissolubilmente la caratterizzazione dei due protagonisti con il loro stile di gioco sia una scelta più che positiva. È stato parecchio interessante vedere come la maturazione di Grace nel corso dell’avventura si rifletta nel suo modo di agire, così come notare quanto Leon dopo tutti questi anni sia stanco di trovarsi sempre nel mezzo a certe situazioni e non veda l’ora di tirarsene fuori nel modo più rapido possibile, anche a costo di essere brutale. Avrei però gradito qualche puzzle ambientale un po’ più interessante, da un certo momento in poi infatti li ho trovati forse un po’ troppo lineari. Inoltre le fasi di maggiore tensione sono tutte concentrate nella prima parte del gioco, e non mi sarebbe dispiaciuto che venissero sfruttate meglio nel corso di tutta l’avventura.
Sangue e sudore
Le differenze tra Grace e Leon non saranno legate esclusivamente al loro modo di approcciarsi agli orrori di RESIDENT EVIL requiem. La software house ha infatti introdotto una serie di meccaniche uniche per ognuno dei due protagonisti, rendendo così ancora più variegato il gameplay del nono capitolo. Anche stavolta iniziamo con Grace. Essa sarà in grado di sfruttare il sangue infetto dei nemici a proprio vantaggio, utilizzandolo come materia prima per la creazione di munizioni, risorse di cura e persino per armarsi con i potentissimi Iniettatori Emolitici. Si tratta di uno strumento che se viene usato su un nemico distratto o stordito è in grado di eliminarlo all’istante, tranne che in qualche caso particolare. In questo modo potremo facilmente fare pulizia di nemici per rendere l’esplorazione un po’ più tranquilla, dato che se sconfitti in questo modo essi non potranno rianimarsi né mutare ulteriormente. Il sangue infetto sarà utilizzabile anche per creare Steroidi o Stabilizzatori, strumenti capaci di accrescere la salute massima di Grace o la sua potenza e precisione con l’utilizzo delle armi da fuoco.
Leon dal suo canto avrà la possibilità di sfruttare la sua forza per aprire armadi o porte altrimenti inaccessibili, ma anche di distruggere parti dell’ambiente circostante per crearsi nuovi percorsi esplorabili. Giocando nei suoi panni avremo a disposizione diverse interazioni ambientali uniche, ad esempio la possibilità di arrampicarci su dei muretti in modo da evitare gli attacchi nemici, e potremo persino rubare le armi degli avversari e sfruttarle a nostro vantaggio in combattimento. Come anticipato l’arsenale di Leon sarà davvero fornitissimo, e potremo persino acquistare nuovi armamenti e migliorare quelli a nostra disposizione andando a spendere dei punti ottenuti sconfiggendo gli avversari. Proseguendo con l’avventura avremo a disposizione anche degli oggetti protettivi con i quali sarà possibile diminuire i danni subiti dagli avversari, ma dovremo prestare attenzione alla loro resistenza dato che si consumeranno nel tempo.
Piccoli brividi
Il comparto tecnico di RESIDENT EVIL requiem è davvero sbalorditivo, ma non manca di qualche criticità. Visivamente ci troviamo di fronte ad un capitolo molto interessante, in cui CAPCOM ha dimostrato tutta la potenza del RE Engine. Le inquietanti ambientazioni e le terrificanti creature che le abitano sono il cuore pulsante del gioco, e la software house è riuscita a realizzare alcune dei nemici più raccapriccianti dell’intero franchise. La possibilità di scegliere tra visuale in prima e in terza persona con entrambi i protagonisti apre a una serie di possibilità aggiuntive, dato che potremo notare delle animazioni differenti in base allo stile di visuale scelto. Durante le mie ore in compagnia del gioco su PlayStation 5 non ho riscontrato gravi problematiche, anzi l’esperienza è stata decisamente fluida.
Uno degli elementi più interessanti del gioco è senza dubbio il design del sonoro. Personalmente credo che per realizzare una buona esperienza horror ci sia la necessità di realizzare un comparto sonoro capace di incutere ansia e timore fin dal primo ascolto, e CAPCOM è riuscita perfettamente in questo. I rumori ambientali, i versi delle armi biologiche, i silenzi seguiti da rumori improvvisi, tutto è stato studiato a tavolino per creare un’esperienza terrificante. Menzione d’onore al doppiaggio italiano, che è davvero di ottima fattura.
Narrativamente il gioco ha qualche pecca da non sottovalutare. Non fraintendetemi, ho apprezzato davvero tanto il gioco e quello che vuole raccontare sia per quanto riguarda Grace che per tutti i vari collegamenti con i primi capitoli del franchise. Il problema maggiore è però legato alla longevità della trama principale che, a mio parere, è un po’ troppo risicata. Ci sono dei momenti di gioco che credo, personalmente, avrebbero giovato di qualche ora in più per poter essere approfonditi meglio. Questo va a riflettersi anche sul gameplay dato che alcune parti risulteranno un po’ più lineari di altre, specie sul finale. Ad aumentare un po’ la longevità del gioco ci sono una serie di Sfide secondarie che potremo affrontare, come la raccolta di tutte le statuette di Mr. Raccoon o il completare il gioco senza utilizzare determinati oggetti.
Un altro elemento che mi è piaciuto parecchio ma che poteva essere sfruttato meglio è legato alla caratterizzazione dei nemici. Già nell’anteprima di qualche mese fa avevo anticipato come fossi rimasto colpito dai nuovi zombie presenti a Rhodes Hill, e dopo aver concluso il nono capitolo posso solo che confermare come essi saranno davvero inquietanti e allo stesso tempo interessantissimi. Il problema è che da un certo punto in poi il gioco ci offrirà dei nemici un po’ più generici. Nonostante capisco questa scelta, anche se non voglio spoilerarvi in alcun modo il perché, credo comunque che la software house avrebbe potuto gestire le cose in maniera un po’ diversa per offrirci dei nemici ancora più vari e terrificanti.
Una nuova era del survival horror ha inizio con RESIDENT EVIL requiem, il capitolo più recente e immersivo della leggendaria serie RESIDENT EVIL. Preparati a sfuggire alla morte in un’esperienza terrificante con Grace Ashcroft, analista dell’FBI, e tuffati nell’azione adrenalinica insieme al leggendario agente Leon S. Kennedy. Le loro strade e stili di gioco si intrecciano in un’esperienza emozionante e mozzafiato, che ti gelerà il sangue.Acquista RESIDENT EVIL requiem su Amazon seguendo questo link e supporta Akiba Gamers!
A chi consigliamo RESIDENT EVIL requiem?
Se siete fan del franchise, e in particolare dei suoi primi capitoli, sono sicuro che apprezzerete davvero tantissimo RESIDENT EVIL requiem. Il titolo è perfetto per tutti i fan degli horror, anche se forse qualche momento di tensione aggiuntivo non sarebbe guastato. Ottimo anche per chi ha voglia di immergersi in ambientazioni terrificanti e scoprire una storia ricca di colpi di scena e segreti inquietanti.
- Ottima dualità tra i protagonisti, che si riflette anche sul gameplay
- Alcune delle creature più raccapriccianti che la saga ci ha mai offerto
- I rimandi ai primi capitoli del franchise sono stati curati magistralmente…
- …Ma la trama principale poteva essere approfondita un po’ meglio
- Alcune parti del gioco sono un po’ troppo lineari e con pochi enigmi
- La tensione va ad affievolirsi con lo scorrere del gioco
RESIDENT EVIL requiem
Nostalgicamente inquietante
I passi in avanti fatti da CAPCOM con RESIDENT EVIL requiem sono innegabili. Riuscire a creare dei nemici di tipologia simile ma comunque estremamente variegati, ognuno con il proprio pattern di azioni e capace di reagire in maniera specifica a ciò che lo circonda è un’idea brillante. Così come è interessantissima la dualità tra tensione e azione scelta per questo capitolo, offrendoci due personaggi così diversi tra loro sia nei modi di porsi che nel proprio stile di gioco. Il problema è che la software house ha introdotto tutte queste innovazioni in un modo un po’ limitato, e personalmente credo che sarebbero potute essere sfruttate meglio per tutta la durata del gioco. Per quanto poi io abbia apprezzato parecchio la trama principale credo che anche li ci sarebbe stato spazio per approfondire alcune questioni, aumentando così la longevità del gioco. In definitiva ho trovato RESIDENT EVIL requiem un horror nostalgico e inquietante, che riesce a unire molto bene il passato e il presente del franchise seppur con alcune piccole mancanze.





















