20 anni di Resident Evil: intervista a Koji Oda

20 anni di Resident Evil: intervista a Koji Oda

CAPCOM ha rilasciato la seconda di una serie di interviste agli sviluppatori di Resident Evil in occasione del ventesimo anniversario della serie, nata il 22 marzo del 1996. Questa volta è toccato al director di Resident Evil 0, Koji Oda, che ha parlato di tante cose riguardanti concept dei personaggi e sviluppo del gioco.

In particolare Oda ha parlato del fatto che Resident Evil 0 sia l’ultimo gioco della serie ad avere l’angolo di telecamera fisso, visto che da Resident Evil 4 si è passati alla visuale in terza persona e che proprio la tipologia di telecamera ad angolo fisso era la più adatta per un gioco survival horror.

Durante il remaster Oda aveva paura che tutto ciò avrebbe snaturato il gioco e che non sarebbe stato sufficientemente appagante per i giocatori, per questo motivo è stata aggiunta una Wesker Mode.

Per i personaggi, Oda doveva scegliere qualcuno che fosse invischiato nell’incidente di Villa Spencer e collegato alla storia principale, quindi la scelta non poteva cadere su altri se non Rebecca, che però aveva bisogno di una spalla con un passato oscuro e che fosse a sua volta forte nelle situazioni difficili e di aspetto. I tattoo al tempo, facevano pensare che il personaggio fosse un poco di buono, ma tutto ciò ha portato alla creazione di uno dei personaggi più tosti della saga, ovvero Billy.

È stato anche difficile creare una connessione tra Resident Evil 0 e Resident Evil attraverso il Bravo Team: sapevamo tutti che il team doveva essere spazzato via ma dovevamo trovare un modo interessante per mostrarlo, in modo da creare un prequel che non fosse inferiore ai capitoli principali della serie.

Il remaster in HD è stata una grande sfida e la Wesker Mode era una modalità che preoccupava Oda, per vari motivi: la versione GameCube non poteva reggere tutto ciò e infilare nel gioco Wesker solo come costume speciale e senza super poteri non avrebbe portato nessuna innovazione. Per la scelta della modalità è stata anche presa in considerazione il fatto di poter utilizzare qualche creatura nemica ma la scelta poi è slittata su Wesker.

Oda poi, da fan di Sweet Home (il predecessore di Resident Evil uscito su Famicom nel 1989) è entusiasta del fatto che cose come non avere una barra della vita visibile e avere salvataggi e oggetti curativi limitati siano state create per massimizzare l’atmosfera horror e che, dopo 20 anni, la gente sia ancora entusiasta per questi lavori e per gli sforzi fatti anche parecchio tempo fa. Vi lasciamo al video dell’intervista: buona visione!

Fonte: CAPCOM via Gematsu

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Riccardo Piras
Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.
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