Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda – Recensione

Disponibile finalmente in edizione fisica, Cadence of Hyrule unisce i mondi di Crypt of the Necrodancer e The Legend of Zelda per dar vita a un prodotto unico nel suo genere. La nostra recensione!

Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda – Recensione

Cosa succede quando una delle saghe videoludiche più famose della storia incrocia le spade con un indie, magari non troppo sulla bocca di tutti, ma dal notevole valore? Il risultato è Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda, un riuscitissimo miscuglio fra roguelike e rhythm game dal titolo eccessivamente lungo che, dopo un lancio digitale su eShop avvenuto lo scorso luglio, è finalmente disponibile su cartuccia con tutti i DLC rilasciati in questi mesi. Sviluppato dai canadesi di Brace Yourself Game e pubblicato in Giappone da Spike Chunsoft e in Occidente da Nintendo, Cadence of Hyrule è un’esclusiva Nintendo Switch dal sapore squisitamente rétro ma dal gameplay innovativo e dannatamente assuefacente.

Le vicende del titolo cominceranno quando Cadence, una dei protagonisti di Crypt of the Necrodancer, finirà catapultata in un regno di Hyrule in versione 16 bit, che ricorda abbastanza da vicino quello di Zelda classici del calibro di A Link to the Past. La bionda guerriera armata di vanga si accorgerà ben presto che il suo arrivo a Hyrule non è casuale: anche questo mondo è vittima della medesima maledizione che ha colpito il suo. Quando sono presenti dei mostri nei dintorni è possibile muoversi e agire solo a tempo di musica. La colpa è del malvagio Oktavo, che ha fatto sprofondare in un sonno eterno gli abitanti del regno. Sarà compito dell’eroe Link e della Principessa Zelda mettere fine al suo predominio. Sarà proprio risvegliando dal sonno uno di questi due personaggi che comincerà la nostra avventura.

Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda - Recensione

  • Titolo: Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Versione analizzata: Nintendo Switch (retail EU)
  • Genere: Roguelike, Rhythm Game
  • Giocatori: 1-2
  • Publisher: Nintendo, Spike Chunsoft
  • Sviluppatore: Brace Yourself Games
  • Lingua: Italiano (testi), Inglese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 13 giugno 2020 (digitale), 23 ottobre 2020 (retail)
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: personaggi, melodie e avventure aggiuntive
  • Note: l’edizione fisica lanciata a ottobre include tutti i DLC rilasciati per quella digitale

Abbiamo recensito Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda con una copia fisica Nintendo Switch fornitaci gratuitamente da Nintendo.

Tapa, tapa, tapa

A prima vista, Cadence of Hyrule vi ricorderà i grandi classici della saga come il già citato A Link to the Past, Link’s Awakening e Minish Cap, e l’intento degli sviluppatori è proprio quello di inserirsi nel filone degli Zelda bidimensionali. Tuttavia, vi accorgerete subito di come il nostro alter-ego, che non sarà obbligatoriamente l’eroe hyliano con la tunica verde, salterà di “casella” in casella piuttosto che compiere un movimento fluido all’interno delle varie schermate, come se si muovesse su una scacchiera (che tra l’altro è visibile proprio sotto i suoi piedi). Il motivo ci verrà presto spiegato: nelle aree in cui sono presenti nemici il movimento a saltelli dovrà seguire obbligatoriamente il ritmo della musica di sottofondo, e in nostro aiuto accorre l’indicatore in basso allo schermo, che ci aiuterà a mantenere il passo. Non solo il movimento, ma anche l’attacco e l’utilizzo degli strumenti verrà conteggiato come un “battito”, come il classico turno di roguelike in stile Mystery Dungeon. Per questo motivo, anche i nemici seguiranno il medesimo ritmo e starà a noi giocatori prevedere le loro mosse per attaccarli senza subire danni, memorizzando il pattern di ciascuno.

Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda - Recensione

Questo è il peggior metodo di approccio mai visto in un videogioco.

Mi rendo conto che spiegandolo a parole può sembrare parecchio complicato, ma vi assicuro che una volta preso in mano Cadence of Hyrule vi renderete conto di quanto risulti semplice abituarsi al flusso di gioco. Se ciò non dovesse accadere, è possibile trasformare il titolo in un semplice roguelike “facilitato” attraverso l’apposita opzione. Ma che gusto ci sarebbe?

It’s dangerous to dance alone!

Il più ostico Crypt of the Necrodancer metteva i giocatori davanti a mappe generate proceduralmente a ogni morte del giocatore, alla quale conseguiva la perdita totale di oggetti e potenziamenti, in maniera analoga al ben più famoso The Binding of Isaac — la cosiddetta morte permanente. Cadence of Hyrule è un po’ più dolce di sale e presenta una mappa generata in maniera semi-casuale all’inizio di ogni partita (intesa come “new game”), composta da un insieme di aree che resteranno uguali per tutto il corso della nostra avventura e che richiamano in linea di massima il familiare mondo di Hyrule visto in molti dei giochi della serie, fra Villaggio Calbarico, il Deserto Gerudo, il Monte Morte e il Lago Hylia. Ciascuna di queste aree andrà “ripulita” e in quelle principali dovremo attivare una tavoletta Sheikah (proveniente direttamente dal più recente Breath of the Wild) che fungerà da checkpoint e ci permetterà di teletrasportarci in quell’area ogni qual volta perderemo la vita. In determinate aree, inoltre, potremo accedere a una serie di dungeon sotterranei e questa volta, come le “cripte” di Necrodancer, si tratterà di labirinti generati in maniera casuale a ogni tentativo. Ai classici strumenti di Link come spada e scudo, arco, rampino e boomerang, si aggiungerà la caratteristica pala di Cadence, che ci servirà a liberarci dei blocchi di terriccio per aprirci strade e trovare tesori, oppure la torcia che brucerà tronchi o radici di piante che bloccheranno il nostro cammino.

Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda - Recensione

Parte della mia esperienza all’interno del gioco l’ho condivisa con un altro giocatore grazie alla modalità co-op accessibile in qualsiasi momento dalle tavolette Sheikah citate poc’anzi: il secondo giocatore potrà utilizzare un Link o Zelda di colore diverso, oppure un altro dei personaggi sbloccabili, come l’inedito Skull Kid, disponibile grazie a uno dei DLC inclusi in questo pacchetto. Giocare da soli è divertente e impegnativo, ma in due Cadence of Hyrule dà il meglio di sé, offrendo sessioni di gioco divertenti e frenetiche, che chiedono ai due giocatori di sincronizzare (a voce) le proprie azioni per risolvere insieme gli enigmi ambientali e cercare di morire il meno possibile per non perdere tutti gli oggetti e potenziamenti acquisiti. Unico neo di questa modalità è che non sarà accessibile online, ma solo in locale da due giocatori sulla medesima console.

Hey, listen!

L’opera di Brace Yourself è bella da giocare quanto da vederema soprattutto da ascoltare. Il look 16 bit rende tanto sul televisore quanto in portatile, ed è possibile sincronizzare il ritmo delle canzoni con la vibrazione HD rumble dei Joy-Con o del Controller Pro. Gli scenari e gli sprite di personaggi e mostri sono realizzati in maniera impeccabile, sebbene non ami particolarmente gli artwork 2D dei personaggi utilizzati nei (pochi) filmati come quello di apertura e chiusura, più simili allo stile occidentale che a quello nipponico a cui i fan della saga Nintendo sono abituati, ma la scelta è più che giustificabile data la provenienza del gioco e il fatto stesso che sia il crossover con un’altra opera.

Dal punto di vista della colonna sonora, ci troviamo di fronte a un lavoro magistrale: i più celebri brani originali di The Legend of Zelda sono stati riarrangiati perfettamente e, se la colonna sonora non dovesse essere di vostro gradimento, è possibile variare a piacere ogni brano con quelli alternativi composti da diversi altri artisti e distribuiti originariamente come DLC. Inutile dire che finirete irrimediabilmente per canticchiare le soundtrack di sottofondo durante tutto il corso delle vostre partite, brevi o prolungate che siano.

Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda, il videogioco che porta i personaggi dell’amata saga Nintendo in un’avventura musicale unica nel suo genere, è disponibile da oggi su Nintendo Switch in una speciale versione fisica che include tutti i contenuti extra del pass stagionale. Tra questi, anche una storia inedita che consente ai giocatori di vestire i panni di Skull Kid, l’amato personaggio di The Legend of Zelda: Majora’s Mask.

Cadence of Hyrule è frutto di un crossover tra i personaggi, le ambientazioni e le leggendarie melodie di The Legend of Zelda e il videogioco indie di successo Crypt of the Necrodancer, un’avventura tra dungeon generati casualmente in cui i giocatori si trovano a combattere orde di nemici e a muoversi costantemente a ritmo di musica. In Cadence of Hyrule, i fan di The Legend of Zelda potranno trovare queste meccaniche di gioco accompagnate non solo dai loro brani preferiti in versione remixata, ma anche da oggetti, nemici e incantesimi iconici della saga Nintendo.

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A chi consigliamo Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda?

Cadence of Hyrule è un perfetto esemplare di mix fra due differenti saghe in grado di attirare la fanbase di una quanto dell’altra. Chi ha apprezzato Crypt of the Necrodancer lo troverà meraviglioso, nonostante risulti più facile. Chi invece non lo ha mai giocato ma è fan della saga di Zelda si troverà a proprio agio dopo pochissimi minuti di gioco e stenterà a credere che si tratti di un titolo che, a tutti gli effetti, non appartiene al filone principale degli episodi in 2D. Se lo avete già acquistato su eShop lo scorso giugno, potete decidere di acquistare il Season Pass per accaparrarvi tutti i contenuti aggiuntivi e approfittare di un elevato tasso di rigiocabilità, oppure portarvi a casa l’edizione fisica per beneficiare di tutti i DLC usciti e aggiungerlo alla vostra libreria di giochi retail. Peccato solo che la confezione europea non presenti la stessa cura di quella americana, essendo del tutto bianca nella parte interna, senza alcun artwork o sfondo a impreziosirla.

Cadence of Hyrule – Crypt of the NecroDancer Featuring The Legend of Zelda - Recensione

  • Ben realizzato e assuefacente
  • Accessibile anche da chi non ama il ritmo
  • Colonna sonora eccezionale
  • La versione fisica include tutti i DLC

  • A tratti può risultare frustrante
  • Campagna principale non eccessivamente duratura
Cadence of Hyrule
4.3

Tempo ben speso

Cadence of Hyrule è stato per me una piacevolissima sorpresa. In video ai tempi dell’annuncio non aveva particolarmente catturato la mia attenzione, ma dopo averne provato la demo ho dovuto ricredermi. L’alchimia fra il gameplay originale di Crypt of the Necrodancer e le atmosfere uniche della saga di The Legend of Zelda sarebbero in grado di stregare chiunque. Il risultato è un prodotto in grado di tenervi incollati per ore e ore, che vi metterà costantemente alla prova offrendo allo stesso tempo divertimento genuino da soli e in compagnia. Nonostante la durata della campagna principale non sia eccessiva, sono tanti i segreti da sbloccare, come alto è il tasso di rigiocabilità offerto soprattutto dalla presenza di svariati personaggi giocabili e da diverse versioni della colonna sonora del gioco da alternare a quella principale. I veri difetti del titolo sono davvero pochi, tenetevene alla larga solo se odiate i rhythm game e le meccaniche dei roguelike che vi impongono di ricominciare (quasi) a mani nude dopo ogni vita persa. A conti fatti, Cadence of Hyrule si posiziona parecchio in alto nella classifica degli spin-off meglio riusciti della saga di Zelda, almeno fino a che il prossimo mese non metteremo le mani sul nuovo Hyrule Warriors: L’era della calamità. Chi ne uscirà vincitore?

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Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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