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Poké Ball Plus: vale davvero la pena acquistarla?

Abbiamo testato a fondo Poké Ball Plus, la periferica che accompagna il lancio di Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Pokémon: Let’s Go, Eevee! Ecco le nostre opinioni

Poké Ball Plus

È passata ormai più di una settimana dal lancio globale di Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Pokémon: Let’s Go, Eevee!, i primi due titoli del prolifico franchise giapponese ad approdare su Nintendo Switch. Come avrete sicuramente avuto modo di apprendere nella nostra recensione dei due titoli, si tratta di veri e propri remake dello storico Pokémon Versione Gialla: Speciale Edizione Pikachu, uscito in Giappone ben vent’anni fa. Ma non sono qui per parlarvi di questa coppia di giochi, bensì della periferica che ne ha accompagnato il lancio, venduta separatamente oppure in bundle con una delle due versioni: la Poké Ball Plus.

Richiamando in tutto e per tutto l’aspetto della Sfera Poké che tanto ci ha stregati da bambini, questo giocattolino da cinquanta euro ha la duplice funzione di controller per il titolo su Nintendo Switch e di compagno di passeggiate, compatibile con i due Let’s Go e con il redivivo Pokémon GO, il titolo AR per smartphone lanciato da Niantic nel 2016. Devo dire che dal fatidico giorno in cui abbiamo girato il video di unboxing (che, per non farvi mancare nulla, vi includiamo al termine di questo articolo) non mi sono più separato da questo accattivante accessorio nemmeno quando scendo a gettare la spazzatura.

Poké Ball Plus

Ricoperta da un materiale gommoso decisamente piacevole al tatto, la Poké Ball Plus ha un diametro di circa 5 centimetri, pesa circa 65 grammi, è dotata di un comodo laccetto da polso regolabile e di un anello che facilita l’impugnatura. Caratterizzata dalla presenza di un tasto superiore associato alla funzione “B” quando connessa alla console, nonché di uno stick analogico dotato di pulsante nella parte anteriore (associato invece al tasto “A”), si connette a Nintendo Switch e al nostro smartphone tramite Bluetooth, è dotata di una batteria ricaricabile della durata approssimativa di tre ore di gioco consecutive e di un ingresso USB-C destinato alla ricarica della stessa. Dotata della medesima tecnologia HD Rumble e dei sensori di movimento dei Joy-Con, è dotata di un led anteriore in grado di cambiare colore e di altoparlanti in grado di riprodurre i versi di tutti i Pokémon di prima generazione (nonché il jingle del Pokémon Center quando messa in carica) e devo dire che risulta particolarmente attrattiva per i gatti (il primo volo dal tavolo se l’è fatto già il primo giorno).

Lancia la tua sfera

Se avete avuto modo di acquistare il titolo in bundle con la sfera, avrete sicuramente notato come sia il controller più indicato a vivere l’esperienza del titolo GAME FREAK: una volta inserita la console nella dock, potremo giocare a Let’s Go sfruttando un solo Joy-Con per giocatore oppure la Poké Ball Plus e in entrambi i casi ci verrà richiesto l’impiego di una sola mano. Impugnando saldamente la sfera potremo sfruttare quasi tutte le funzionalità principali del controller: di A e B ve ne ho parlato poc’anzi, mentre per “premere” Y sarà necessario scuotere la periferica; purtroppo non vi è alcuna opzione per assegnare gli altri tasti, ma soprattutto non è possibile in alcun modo scattare uno screenshot o addirittura tornare al menu Home della console per spegnerla o metterla in standby. Mi è capitato in più di un’occasione di dover strisciare fuori dalle coperte in piena notte per alzarmi e spegnere la console manualmente, perché avevo dimenticato i Joy-Con connessi alla stessa. Di certo non avrei disdegnato un menu opzioni all’interno del gioco nel quale assegnare i pulsanti e personalizzare le gesture: più di una volta ho pensato che probabilmente il tasto superiore sarebbe stato più comodo per confermare e l’altro per tornare indietro.

La funzione principale, chiaramente, è data dalla possibilità di “lanciare” la sfera in direzione dello schermo per catturare i mostri tascabili simulandone l’effettivo lancio in stile Pokémon GO e devo dire che la periferica risulta piuttosto precisa e restituisce un feedback piacevole e verosimile grazie alle funzionalità di vibrazione.

Oltre ad essere usata come controller, la Poké Ball può ospitare al suo interno una delle creature che cattureremo all’interno del gioco: può trattarsi del Pokémon Compagno (Pikachu o Eevee, a seconda della versione) oppure di un’altra delle 151 creature (153, se contiamo l’inedito Meltan e la sua evoluzione) di Prima Generazione. Una volta al suo interno, il Pokémon continuerà comunque ad essere utilizzabile all’interno del gioco, ma potrà accompagnarci durante le nostre passeggiate come ai bei tempi del PokéWalker. Il dispositivo registrerà i nostri passi e ci premierà con una vagonata di punti esperienza, caramelle e vari altri oggetti bonus non appena ri-trasferiremo il Pokémon su Switch. Per quanto appagante e divertente, questa funzione faciliterà ulteriormente la crescita del nostro party, rendendo la coppia di titoli ancora più facile di quanto lo è di default. Una chicca che farà felici i fan più appassionati: dopo aver premuto il pulsante anteriore, ci basterà agitare la sfera o farla rotolare su una superficie per ascoltare il verso del Pokémon contenuto al suo interno; nel caso di Pikachu o Eevee (anche quelli selvatici catturati nel gioco) potremo ascoltare il loro verso “animato” direttamente dalle voci di Ikue Ōtani e Aoi Yūki.

Un extra molto gradito per tutti coloro che ne effettueranno l’acquisto è la possibilità di trasferire il Pokémon Leggendario Mew nella propria copia del gioco su Nintendo Switch. Mew non è ottenibile in nessun altro modo per il momento, ma fate attenzione: sarà riscattabile una sola volta da una singola sfera e non sarà trasferibile in alcun modo ad altre versioni del gioco.

Posso ritenermi soddisfatto dell’utilizzo di Poké Ball Plus su Pokémon: Let’s Go, anche se dopo svariate ore di gioco ho accusato un po’ di indolenzimento alla mano, ragione per la quale ho preferito alternarne l’utilizzo a quello del Joy-Con. Mi auguro che, in seguito alla richiesta di numerosi giocatori diversamente abili, Nintendo e GAME FREAK decidano di estendere il supporto anche al controller tradizionale senza sensori di movimento, come già possibile utilizzando la console in modalità portatile.
Poké Ball Plus

Compagni di viaggio

Passiamo quindi alle funzionalità secondarie di Poké Ball Plus, quelle attivabili collegando questo atipico controller al nostro smartphone — e in particolare alla app di Pokémon GO disponibile per iOS e Android. È da svariati mesi che ho ripreso a giocare in maniera continuativa al titolo Niantic, riprendendo in mano il vecchio Pokémon GO Plus e constatando quanto come accessorio risultasse inutile nella maggior parte delle situazioni a causa di continue disconnessioni e funzioni approssimative. La sfera eredita tutte le peculiarità (e i difetti) del Plus originale, consentendoci di catturare i Pokémon anche con il cellulare in standby semplicemente tramite la pressione di un pulsante (quello superiore) e sfruttando la combinazione di luci e vibrazione per indicarci l’insuccesso o la riuscita della cattura. In più, come funzione esclusiva, la sfera è in grado di girare i PokéStop in maniera autonoma, senza il bisogno di premere il pulsante ora destinato alla cattura. Tuttavia, sono ancora presenti svariati problemi: per catturare avremo bisogno di una discreta scorta di PokéBall base, dato che nemmeno la Poké Ball Plus ci consentirà di utilizzare Mega e Ultra Ball, ma soprattutto non potremo decidere in alcun modo se dare priorità alla cattura dei mostri o ai PokéStop. La sfera non girerà nessun PokéStop se intorno ad esso saranno presenti dei Pokémon catturabili, dando priorità, uno dopo l’altro, a ciascuno di loro anche se saremo a corto di sfere utilizzabili. Questo, ahimè, ci costringerà a tirare fuori il telefono dalla tasca e provvedere da soli. Tali problemi potevano essere risolti semplicemente implementando in Pokémon GO delle semplici funzioni di programmazione, se così vogliamo definirle: stabilire, tramite opzioni, se la periferica può utilizzare oggetti diversi dalle Poké Ball (magari anche le bacche per facilitare la cattura?) o se dare priorità alle creature collezionabili o al girare i PokéStop. Per il resto, passeggiare con la sfera agganciata ai pantaloni tramite un moschettone agilmente recuperato in ferramenta mi fa sentire ancor di più un vero allenatore e perché no, potrebbe aiutarmi a stringere nuove amicizie nei pressi delle Palestre Pokémon dandomi un segno distintivo che eviterà un po’ le consuete occhiate per capire se quel tizio lì in fondo alla strada è lo stesso che sta tentando di affrontare un raid assieme a noi.

Poké Ball Plus

Blu, Rosso e Verdetto

Siamo alla resa dei conti: comprare Poké Ball Plus solo per utilizzarla con Pokémon GO può essere una scelta azzardata, soprattutto se avete già speso soldi per il Pokémon GO Plus qualche anno addietro. Le funzioni esclusive sono ridotte all’osso e non funzionano nemmeno come dovrebbero. Un caso a parte per tutti i possessori di Nintendo Switch, che si ritroveranno a portarsi appresso il controller anche solo per far guadagnare esperienza in maniera facile ai propri Pokémon e stupire gli amici facendogli ascoltare i loro versi. Se siete dei fan sfegatati del brand e l’accessorio in questione vi fa gola, il mio consiglio è di acquistare in bundle gioco e accessorio per risparmiare una discreta somma di denaro: circa 100 € invece di 60 di gioco e 50 di sfera venduti separatamente, salvo offerte e promozioni che potrebbero farvi risparmiare ulteriormente. Mi auguro che in futuro Nintendo decida di migliorarne ulteriormente le funzioni e di sfruttare Poké Ball Plus anche per i titoli in arrivo in futuro: sarebbe un vero peccato doverla utilizzare solo per poche settimane con il titolo su Switch e fino al prossimo abbandono della app di Niantic su smartphone.

Consigliata, ma non imprescindibile

Pokémon: Let’s Go, Pikachu! & Let’s Go, Eevee! + Poké Ball Plus UNBOXING

Zechs
Trent'anni passati a inseguire il sogno giapponese, tra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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