Luigi’s Mansion 2 – Recensione

11 anni dopo l'uscita di Luigi's Mansion (GameCube) ci ritroviamo nei poco coraggiosi panni Luigi, fratello del celebre idraulico in salopette di casa Nintendo

recensione luigis mansion 2

luigis-mansion-2-boxartA undici anni dall’uscita dell’apprezzatissimo Luigi’s Mansion su GameCube, il giocatore si ritroverà a vestire i panni del (poco) coraggioso Luigi, fratello del celebre idraulico in salopette mascotte di casa Nintendo. Solitamente relegato a essere il Player 2, il primo titolo a lui dedicato è stato “Mario is Missing!”, uscito per NES, SNES e PC nel 1992/1993, non particolarmente riuscito e facente parte di una linea di giochi educativi.

Luigi’s Mansion è un titolo di ben altra caratura, unico nel suo genere, coinvolgente e divertente al punto tale da crearsi una nicchia di fan affezionati che nella cornice dell’E3 2011 hanno accolto con gioia la notizia dello sviluppo di un seguito sul neonato 3DS (che in quel periodo pativa l’assenza di titoli “di peso”).

  • Titolo: Luigi’s Mansion 2
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: azione, avventura, horror (?)
  • Giocatori: 1-4
  • Software house: Nintendo
  • Sviluppatore: Next Level Games
  • Lingua: Italiano
  • Data di uscita: 28 marzo 2013
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • Reperibilità: comune
  • DLC: non presenti
  • Note: la prima tiratura della versione retail possiede una speciale cover fosforescente. In America il gioco è stato ribattezzato “Luigi’s Mansion: Dark Moon”.

Un’esperienza fantasmica

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Quando passa Luigi niente è al sicuro!

Luigi’s Mansion 2 si discosta molto poco dal suo predecessore, almeno per quanto riguarda il gameplay. Lo snello idraulico è di nuovo alle prese con fantasmi che infestano antichi e spettrali edifici, armato solo del Poltergust 5000, l’aspirapolvere modificato dal Professor Strambic.

Come nel primo capitolo, sarà necessario stordire i fantasmi con una torcia per poi aspirarli. Un sistema di combattimento solitamente semplice, ma che va via via diventando più complesso quando si viene attaccati su più fronti da fantasmi di tipo diverso. Menzione d’onore per gli spettri ottimamente caratterizzati, vibranti, ben calati nel loro ambiente, in una parola: divertenti. L’introduzione di un nuovo pezzo di equipaggiamento, l’arcobaluce, ovvero una torcia indispensabile per catturare i pestiferi Boo e per scoprire mobili e elementi dell’ambientazione altrimenti invisibili, è uno dei punti di forza del gioco, che ben si sposa con l’interazione con l’ambiente circostante.

Ogni stanza presenta un arredamento in buona parte interattivo tramite la pressione del tasto X, oppure che risponde in una data maniera al getto del Poltergust: carta da parati, ventole, suppellettili… quando passa Luigi, niente è al sicuro. Questa interazione è inoltre alla base dei piccoli enigmi da risolvere per proseguire nei livelli. Porte chiuse e strade sbarrate sono all’ordine del giorno, ma pur essendoci una buona dose di backtracking (le stesse ambientazioni vengono usate almeno in cinque livelli, ma sono sufficientemente grandi) i percorsi variano spesso e strade che nel livello precedente erano chiuse, in quello successivo potrebbero essere sgombre.

Forse è il caso di levare le tende?

Forse è il caso di levare le tende?

Il comparto tecnico del gioco è molto curato e la cosa salta immediatamente all’occhio. Le animazioni sono fluide e divertenti, gli ambienti sono vari e curati, e anche la componente audio non è da meno. Lo stesso Luigi a volte non riesce a trattenersi e canticchia le musiche che accompagnano le sue avventure. Provare per credere.

È noto che i titoli Nintendo fanno dei vari livelli di profondità (e difficoltà) del gameplay uno dei punti caratteristici della loro esperienza di gioco, rendendoli adatti sia ai giocatori più giovani, sia a quelli più smaliziati che cercano di completare un gioco al 100%. Portare a termine le missioni del Dottor Strambic costituisce l’ossatura del gioco, tuttavia in ogni livello è possibile impegnarsi anche in sfide diverse, che sono di tre tipi.

  • Ricerca delle gemme: ogni livello nasconde un numero variabile di pietre preziose da scovare e raccogliere per ottenere degli sbloccabili.
  • Caccia ai Boo: in ogni livello si nasconde un pestifero fantasma tondo. Catturando tutti i Boo in ogni ambientazione si sblocca un livello bonus.
  • Corsa alle medaglie: alla fine di ogni livello, in base al tempo, ai fantasmi catturati, ai cuori persi e alle monete raccolte si ottiene un punteggio variabile da una a tre stelle.

Who you gonna call?

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“Mai incrociare i flussi!”

Oltre alla classica story mode e alle missioni secondarie sono state inserite diverse modalità multiplayer, sia online che in locale, ed è anche possibile organizzare partite in locale con una sola scheda di gioco grazie alla Modalità Download della console.

Personalmente ho apprezzato il fatto che sia supportata la possibilità di giocare in multiplayer a livello locale: la quantità di titoli con modalità online che dopo sei mesi vedono i loro server deserti e dopo un paio d’anni la chiusura degli stessi è in costante aumento… e di fatto, invece che aumentare la longevità del gioco, ne relega una modalità a un preciso arco di tempo.

Il multiplayer presenta tre modalità diverse: Cacciatore, Tempo e Poltercuccioli. La prima consiste del superare i livelli della Torre del Caos il più velocemente possibile sfruttando il gioco di squadra. La seconda è una lotta contro il tempo, in cui bisogna trovare una botola entro il tempo stabilito per salire al piano successivo. La modalità Poltercuccioni consiste invece nello scovare e catturare degli spettri di cane usando l’arcobaluce.

 

Le luci… e le ombre

luigis-mansion-2-introPer quanto sia un ottimo titolo, Luigi’s Mansion 2 non è esente da difetti. In primis, il livello di difficoltà del gioco è tutt’altro che elevato. È comprensibile, visto che la base istallata della console è piuttosto giovane, ma anche nelle missioni secondarie, nella ricerca di gemme, oltre che nei boss fight, la sfida maggiore è più nel capire effettivamente cosa fare piuttosto che nel metterla in pratica.

A questo si aggiunge una longevità non esaltante, con un esiguo numero di sub-quest e livelli bonus. Forse nell’intenzione di chi ha concepito il gioco la modalità multigiocatore doveva sopperire a questa carenza, ma a nostro avviso nessuna modalità multiplayer è paragonabile a una campagna longeva e ben strutturata.

Di fatto il multiplayer in questo genere di gioco è superfluo e stride con l’idea stessa del cacciatore di fantasmi abbandonato in un ambiente solitario e infestato, pur essendo apprezzabile lo sforzo fatto per creare modalità varie che gratificheranno gli appassionati del multiplayer a ogni costo.

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La struttura a missioni (mediamente cinque) da svolgersi nelle stesse ambientazioni, unite al ritorno alla saveroom e ai continui interventi di Strambic via Doppio Strillo (un Nintendo DS con cui Luigi e il Professore sono in comunicazione) rendono l’esperienza complessiva del gioco troppo frammentaria. Le motivazioni della nuova struttura a missioni sono facilmente intuibili e, in parte, anche condivisibili: una console portatile difficilmente viene impiegata per lunghe sessioni di gioco, si presta più al giocatore “mordi e fuggi”, quindi riproporre le lunghe run esplorative del Luigi’s Mansion per GameCube su 3Ds sarebbe stato fuori luogo. Se l’idea era buona però, la realizzazione della stessa non lo è stata altrettanto, e il senso di frammentarietà immotivata dell’avventura investe il giocatore ogni volta che torna nel laboratorio di Strambic.

Un’altra cosa che salta all’occhio è che, malgrado la maggiore varietà di ambienti rispetto al primo Luigi’s Mansion, questo gioco è sostanzialmente monotono dal punto di vista del gameplay. Poltergust 5000 e Arcobaluce saranno gli unici strumenti che il baffuto spilungone potrà usare per tutta la sua avventura, mentre a nostro avviso il gioco avrebbe tratto giovamento da un maggior numero di gadget da mettere a disposizione di Luigi (un piccolo armamentario di divertenti gizmo in stile Ape Escape per intenderci): avrebbero anche dato agli sviluppatori la possibilità di creare altri enigmi, diminuendo il senso di monotonia presente soprattutto in alcune missioni.luigis-mansion-nintendo-3ds-screenshot-04

A chi consigliamo Luigi’s Mansion 2?

Consigliamo il titolo a tutti i fan di Mario & co., a chi ha amato il primo capitolo e ai giocatori che hanno voglia di un gioco divertente e non troppo impegnativo da giocare nelle pause di studio o da lavoro. Il titolo è valutato PEGI 7.

  • Character design divertente
  • Tecnicamente ineccepibile
  • Ambientazioni coinvolgenti e curate
  • Buona componente esplorativa

  • Gameplay un po’ monotono
  • Struttura a missioni frammentaria
  • Non il massimo della longevità
Luigi's Mansion 2
4

Una lunga attesa, ma ne è valsa la pena!

Luigi’s Mansion 2 è un titolo nel complesso ben riuscito, che non lascerà l’amaro in bocca a chi ha giocato al primo capitolo e in generale ai fan della coppia di idraulici. Ideale per chi ha poco tempo da dedicare ai videogiochi e preferisce missioni brevi a lunghe sessioni di gioco, o semplicemente cerca un titolo sicuro e divertente per il proprio figlio. Chi invece cerca un gioco impegnativo, profondo e molto longevo potrebbe rimanere leggermente deluso. Vi consigliamo di giocarci un po’ alla volta prendendovi il vostro tempo con le missioni e dedicandovi molto all’esplorazione: in questo modo godrete appieno dei pregi di questo gioco.

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Kilroy
Collezionista e retrogamer compulsivo, circola con un Game Boy Advance in tasca e non ha paura di usarlo. Probabilmente è il più polemico del gruppo.

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