FANTASIAN – Recensione

Abbiamo provato con mano la prima parte di FANTASIAN, l’ultima creatura di Hironobu Sakaguchi e dello studio Mistwalker. Ecco cosa ne pensiamo!

FANTASIAN - Recensione

Quello di Hironobu Sakaguchi è uno dei nomi più prestigiosi per tutti i giocatori che considerano il JRPG come loro genere prediletto. Lo abbiamo visto citato nei crediti di giochi come innumerevoli episodi di FINAL FANTASY, saga a cui ha dato i natali, nonché in capolavori indimenticabili come Parasite Eve, Vagrant Story e Chrono Trigger. Dopo aver fondato il suo studio, ha contribuito assieme ad esso a rilasciare validi esponenti del genere come Lost Odyssey, The Last Story e Blue Dragon, nonché il recente Terra Battle mai giunto in Europa. Quello che ci ritroviamo, un po’ a sorpresa, fra le nostre mani è l’ultima fatica del team di Mistwalker che risponde al nome di FANTASIAN. Rilasciata da poco la prima di due parti (la seconda uscirà a fine anno) in esclusiva su Apple Arcade, ci apprestiamo ad analizzarla per voi in questa recensione.

Protagonista di FANTASIAN è Leo, l’eroe nei cui panni verremo calati sin dalle prime battute di gioco. Privo di memoria, come già accaduto al protagonista di Lost Odyssey, si ritroverà a dover fuggire da una misteriosa struttura meccanizzata aiutato da due improbabili compagni robotici. Si tratta di Mechteria, una vera e propria “infestazione” meccanica che dal cielo invade il regno terreno, minacciando di ricoprire un giorno l’intero pianeta, sterminandone gli abitanti.

FANTASIAN - Recensione

  • Titolo: FANTASIAN
  • Piattaforma: Apple Arcade / iOS, macOS
  • Versione analizzata: Apple Arcade, parte 1
  • Genere: JRPG
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Mistwalker
  • Sviluppatore: Mistwalker
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 2 aprile 2021
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: rilasciata la prima di due parti, la seconda uscirà nella seconda metà del 2021

Abbiamo recensito FANTASIAN sfruttando la prova gratuita di un mese del servizio in abbonamento Apple Arcade.

Fuggito dall’infestazione di Mechteria, Leo si ritroverà a En, cittadina desertica i cui abitanti sembrano conoscerlo. Alla ricerca di qualcosa che possa riportargli alla mente la sua identità si imbatte in Kina, la fanciulla figlia dell’indovino del paese, che risveglierà in lui le prime memorie. È stata proprio lei, in passato, ad averlo salvato da morte certa nella foresta vicina, grazie alla sua magia curativa. In seguito ad alcuni altri eventi, Kina — convinta che si tratti del suo destino, deciderà di seguire Leo nel suo cammino.

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Ritorno al passato

Giocare un JRPG uscito esclusivamente su piattaforme Apple — con un controller Xbox, per giunta — mi ha lasciato davvero stranito. Le premesse per un buon capolavoro c’erano tutte, viste le produzioni a cui Sakaguchi e Mistwalker ci hanno abituati. La prima definizione con la quale sono riuscito a descrivere questa prima parte di FANTASIAN sin dai primi minuti di gioco è stata “piacevolmente anacronistico”. Siamo già abituati a giochi di ruolo giapponesi moderni in grado di richiamare le atmosfere di quelli del passato, come BRAVELY DEFAULT, OCTOPATH TRAVELER o i giochi di Tokyo RPG Factory, ma mai come in questo caso mi sono sentito come se avessi fra le mani il diretto successore dei FINAL FANTASY per la prima PlayStation, un po’ come con Lost Odyssey.

Proprio dal titolo che ho appena citato, FANTASIAN riprende alcuni stratagemmi narrativi come il protagonista privo di memoria e il modo in cui i suoi ricordi vengono vissuti da noi giocatori ogni qual volta un evento ne innescherà lo sblocco. Si tratta di sequenze in stile novel costituite da illustrazioni di sfondo e testi a tutto schermo, ma a differenza del titolo per Xbox 360 non avremo suoni, rumori o voci riprodotti per contribuire a creare atmosfera. E a dirla tutta, i ricordi di Leo non saranno così tristi da tirarci ettolitri di lacrime come quelli di Kaim. Non saprei dirvi se “purtroppo” o “per fortuna”, dato che quelli di Lost Odyssey hanno contribuito a rendermi pressoché insensibile a qualsiasi altro tentativo di commuovermi con opere di intrattenimento.

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L’altro aspetto anacronistico di FANTASIAN sono proprio i combattimenti. Non perché siano i classici scontri a turni, per carità, Persona 5 e DRAGON QUEST XI hanno ampiamente dimostrato quanto le meccaniche a turni non siano per niente superate e vengano ancora apprezzate da vecchi e nuovi giocatori. A differenza dei più recenti JRPG con combattimenti a turni, però, non troveremo alcuna opzione che ci permetterà di velocizzarli o di programmare le azioni del party, inoltre i nemici non saranno mai visibili sulla mappa — come ormai consuetudine, ma ci si lanceranno addosso attraverso i cari vecchi incontri casuali che caratterizzavano questo genere fino a un decennio fa.

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Io accumulo, accumulo, accumulo, ma a un certo punto…

Avete presente quando tutti quanti intorno non fanno altro che dire o fare cose che vi danno sui nervi, quando in giro vedete solo cose che vi fanno uscire dai gangheri, ma voi riuscite a controllarvi, a restare calmi, fino al punto di rottura in cui scoppiate e tirate fuori il peggio di voi? È esattamente la definizione con la quale possiamo riassumere uno degli elementi più innovativi di FANTASIAN. Superate le primissime ore, infatti, Leo si “ricorderà” di avere con sé lo strumento chiamato DIMENGEON, che gli consentirà di evitare di affrontare gli incontri casuali letteralmente per “immagazzinarli” in una dimensione alternativa. Il DIMENGEON è caratterizzato da un indicatore posto nella parte alta dello schermo che ci segnalerà quanti nemici abbiamo imprigionato al suo interno, consentendoci di affrontarli in massa non appena avremo voglia di farlo, oppure dopo che avremo superato il limite di trenta mostri.

Si tratta di un ottimo stratagemma ideato per non frammentare troppo l’esplorazione e innervosirci con le battaglie con i nemici semplici, ma allo stesso modo un metodo più veloce per accumulare punti esperienza e far salire di livello il nostro party. Purtroppo, ha anche i suoi lati negativi a cui dovremo prestare attenzione: quelli immagazzinabili saranno solo gli esemplari di mostri che abbiamo già incontrato almeno una volta, e superati i trenta nemici lo scontro si avvierà automaticamente. Tutti gli avversari che invece saranno nuovi per il nostro bestiario dovranno necessariamente essere combattuti seduta stante. Ma nulla di particolarmente fastidioso: la meccanica del DIMENGEON funziona piuttosto bene, e non ci fa rimpiangere l’assenza dei modelli poligonali dei mostri all’interno delle mappe. Per il resto, le battaglie si svolgono in maniera parecchio simile ai classici FINAL FANTASY della generazione PS1, fra attacchi normali, magie, e oggetti i cui nomi sono esattamente gli stessi di quelli della saga della scuderia SQUARE ENIX, con l’unica differenza che ciascuna azione rivolta ai nemici avrà un vero e proprio “puntatore” direzionale che ci consentirà, a seconda dei casi, di colpire file di nemici contemporaneamente.

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Toy Story

Tra gli elementi caratterizzanti di FANTASIAN è impossibile non citare il modo in cui tutte le ambientazioni di gioco sono state realizzate. Per richiamare palesemente i titoli a inquadratura fissa a cui Sakaguchi ha lavorato in passato, non sono state realizzate illustrazioni o render tridimensionali delle mappe, bensì dei veri e propri diorami fatti a mano e fotografati da varie angolazioni. Circa 150, secondo quanto dichiarato dallo studio, tanto da definire il titolo con l’appellativo di “Diorama Adventure RPG”. Il risultato finale è davvero impressionante, perché le mappe cittadine, gli ambienti aperti e anche le abitazioni risultano più realistici che mai, nonostante il loro aspetto giocattoloso che mi ha un po’ ricordato un episodio di Pingu.

A stupirmi è stato il modo in cui l’inquadratura si muove quando cambiamo schermata, il che mi fa pensare che le fotografie scattate ai diorami siano state applicate come texture ad effettivi ambienti realizzati in 3D (e in alcuni frangenti ho anche riscontrato dei difetti che hanno messo in evidenza questo processo). Purtroppo, nonostante in linea generale l’effetto finale sia davvero impressionante, ci sono dei frangenti in cui l’inquadratura si avvicinerà un po’ troppo ai personaggi, evidenziando la bassa risoluzione delle texture delle ambientazioni non progettate per essere visualizzate con quell’ingrandimento. Un altro problema è dato dai controlli direzionali, che spesso ci mandano in confusione con i cambi di inquadratura e ci costringono a lasciare momentaneamente la presa sulla leva analogica di sinistra, destinata al movimento, per capire in che direzione procedere. Fortunatamente al controller possiamo preferire il movimento tramite puntatore su Mac, oppure tramite schermo touch su iPhone e iPad.

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I modelli dei personaggi, d’altro canto, sono realizzati in maniera davvero pregevole: nonostante non impieghino poi così tanti poligoni come titoli più blasonati, risultano parecchio espressivi e animati con cura. Un discorso a parte è da fare per l’interfaccia grafica dei menu e delle finestre di dialogo, che a mio avviso appaiono un po’ grossolani: sarebbe bastato evitare l’effetto rilievo per ottenere risultati decisamente più al passo coi tempi.

FANTASIAN - Recensione

Come non parlare della splendida colonna sonora a opera di Nobuo Uematsu? Vedere il suo nome accanto a quello di Sakaguchi non potrà che riportarvi alla mente piacevoli ricordi del passato, così come i brani di FANTASIAN vi ricorderanno le sonorità di titoli più o meno apprezzati dai giocatori di vecchia data. In particolare, grazie ad alcuni frangenti della colonna sonora e alle ambientazioni a metà fra fantasy e moderno, non può che ricordarmi l’ottavo e il nono capitolo di FINAL FANTASY. Come questi ultimi, anche FANTASIAN non dispone di un doppiaggio e tutti i dialoghi vengono narrati attraverso finestre testuali e sottotitoli, una scelta stilistica che potrebbe far storcere il naso a qualcuno, ma che contribuisce enormemente a ricreare l’atmosfera dei titoli del passato portati al successo dallo stesso Sakaguchi.

A chi consigliamo FANTASIAN?

L’ultima opera di Mistwalker è un prodotto destinato principalmente ai nostalgici dei bei tempi andati, che adorano i JRPG di stampo classico e soprattutto i FINAL FANTASY usciti sulla prima PlayStation. Tuttavia, l’assenza di una traduzione in lingua italiana, di un doppiaggio e l’esclusività per Apple Arcade (e quindi per dispositivi come iPad, iPhone e Mac) ne restringe di molto il target di destinazione. È un vero peccato, perché farlo uscire su console tradizionali e su PC Windows ne avrebbe allargato di molto il bacino di utenza e ne avrebbe di certo incrementato la popolarità.

FANTASIAN - Recensione

  • Ritmo di gioco un po’ troppo lento
  • La colonna sonora di Nobuo Uematsu
  • Esteticamente affascinante…

  • …Ma ci sono alcuni problemi con i fondali
  • Interfaccia utente visivamente grossolana
  • Crescita dei personaggi estremamente semplificata
  • Alcuni problemi con i controlli direzionali
FANTASIAN

In attesa di giudizio definitivo

Questa prima parte di FANTASIAN mi ha colpito positivamente, ma per esprimere un giudizio finale, con tanto di voto, preferisco attendere il riascio della seconda, e soprattutto i titoli di coda. Non sappiamo in che modo si evolverà la trama, se verranno introdotte nuove meccaniche e nuovi personaggi e se cambieranno ulteriori elementi rispetto a quanto visto finora. Al momento posso unicamente dirvi che ci troviamo di fronte a un prodotto anacronistico, come già ribadito, ma non va inteso come un aggettivo prettamente negativo. Mi è sembrato di ritrovarmi di fronte ai primi FINAL FANTASY che abbia mai giocato, ma allo stesso tempo ho ritrovato l’esperienza e la cura riposte da Sakaguchi nei suoi titoli più recenti. FANTASIAN è un titolo affascinante (nonostante un ritmo a tratti davvero troppo lento) che, nonostante sia progettato per una determinata fetta di pubblico, merita di essere esplorato da quanti più giocatori possibili, e per questo motivo mi auguro di vederlo in futuro anche su altre piattaforme. Appuntamento quindi a fine 2021 per un giudizio definitivo.

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Alessandro Semeraro
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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