Templi, Unicorni e Yakuza per l’ultimo giorno a Tokyo

Ultimo giorno a Tokyo di questo 2018 e ultime tappe del nostro viaggio: Asakusa, Shibuya, Shinjuku e Odaiba

Sensoji, Asakusa

Chi vi scrive adesso si trova, purtroppo, già in Italia. Dopo un estenuante viaggio di circa quattordici ore siamo finalmente tornati a casa, dopo un’ultima notte passata a cercare di mettere tutti gli acquisti in valigia e un ultimo giorno di esplorazione che vi andrò a raccontare a breve. Sabato 15 dicembre abbiamo lasciato per ultime alcune importanti tappe che non potevano mancare nel nostro itinerario.

Pur avendoli a poche fermate di distanza, il tempio Sensoji e il suo Kaminarimon abbiamo finito per fissarli come meta dell’ultimo minuto per recuperare un po’ di regali e scattare qualche foto, nonché per mangiare in uno dei locali che più abbiamo apprezzato negli anni precedenti: il Tiger Gyoza con i suoi banana gyoza che ci si sogna ancora di notte. Dopo un giro al Don Quijote che i giocatori di Yakuza conoscono bene, abbiamo preso un treno in direzione di Shibuya per una visita alla statua di Hachiko e al nostro caro Mandarake sotterraneo, per poi spostarci proprio in direzione di Shinjuku per un rapido giro presso le strade di Kabukicho, quartiere al quale è ispirato il centro degli avvenimenti di Ryu Ga Gotoku.

Kabukicho

“How do I always end up back in this damn city?”

Dopo aver varcato l’assai familiare soglia e aver sbirciato nel vicolo dietro al quale nei giochi si accede al Serena, siamo andati al SEGA Center più grande della città, all’interno del quale era possibile acquistare del merchandise esclusivo a tema Yakuza e scattarsi una foto accanto alla sagoma di Kiryu con indosso l’elmetto da cantiere della Majima Construction. Purtroppo non siamo riusciti ad andare al karaoke per via del tempo davvero esiguo a nostra disposizione, ma almeno siamo riusciti a trovare quello preso da modello per la Kamurocho del gioco, che esponeva alcune immagini pubblicitarie di JUDGE EYES.

Karaokekan JUDGE EYES

E anche stavolta, niente Baka Mitai.

Ultima tappa di questo settimana di vacanze doveva necessariamente essere Odaiba, casa del gigantesco Gundam a grandezza naturale e meta immancabile per appassionati della saga di Yoshiyuki Tomino come noi. Come ben saprete, l’RX-78-2 Gundam ha lasciato posto temporaneamente all’RX-0 Unicorn Gundam per promuoverne l’adattamento televisivo e il lungometraggio Gundam NT attualmente al cinema; il Gundam Front Tokyo, museo sito all’interno del DiverCity, ha lasciato definitivamente posto al negozio di GUNPLA più grande della città, Gundam Base Tokyo. Abbiamo fatto un giro al suo interno, scattato qualche foto alle statue dei protagonisti di Gundam Build Fighters e poi siamo usciti all’esterno ad ammirare il gigante: nonostante anche questa seconda statua fosse imponente e spettacolare, le sensazioni provate non sono state le stesse di quelle generate dall’RX-78-2. Lo Unicorn sembrava meno realistico, più giocattoloso e probabilmente più piccolo. Lo spettacolo di luci, capitato proprio alle 21, lo vedeva assumere la forma alternativa di unicorno e varie colorazioni che richiamavano quella classica rossa, la verde del Full Psycho Frame e la giallo-dorata del Phenex apparso in Gundam NT. Era giunta l’ora della nostra ultima cena: l’ambita Onomiyaki del locale all’interno del complesso Aqua City, la stessa mangiata tre anni fa e probabilmente la più buona nei dintorni di Tokyo. Una delle cose che ci mancavano di più.

Hachiko

Mi mancherai tanto anche tu, Hachi.

Rispedito il Pocket Wi-Fi affittato a inizio viaggio e tornati a casa, abbiamo fatto l’ultimo giro ai conbini e impiegato il resto della nottata a sistemare la roba acquistata nelle valigie, finendo per dormire ancora meno delle altre sere. L’indomani l’aereo ci aspettava alle 14, ma dovevamo essere in aeroporto con largo anticipo. Ce la siamo presi un po’ comoda una volta a Narita, dove abbiamo fatto gli ultimi acquisti al negozio della COSPA (una splendida maglia di Vegeta per me) e alla libreria Tsutaya, dalla quale abbiamo portato a casa il numero di V-Jump dove comincia il nuovo arco narrativo del manga di Toyotaro, la light novel del film di Broly e l’ultimo volume del manga di Dragon Ball Super.

Il viaggio di ritorno è andato meglio del previsto, almeno fino a Roma: ci sono stati concessi posti comodissimi e personalmente ho dormito per la maggior parte del tempo, ma una volta arrivati a Fiumicino sono partite le prime imprecazioni. Ormai eravamo fuori da quel piccolo paradiso fatto da regole comportamentali rigide e una società estremamente funzionale, persino i giapponesi stessi avevano cominciato a comportarsi come noi italiani. Nelle prossime ore gireremo un video per mostrarvi i nostri acquisti, mentre prossimamente ci sarà un’ultima puntata di questo diario con i migliori scatti fotografici della nostra settimana a Tokyo. Continuate a seguirci!

Zechs
Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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