PSIKYO Shooting Stars Bravo – Recensione

Continua su Nintendo Switch il revival della Golden Age degli shoot ‘em up, con la seconda raccolta dedicata ai classici di casa PSIKYO!

PSIKYO Shooting Stars Bravo - Recensione

Ci eravamo lasciati qualche settimana fa parlando della PSIKYO Shooting Stars Alpha, una raccolta di sparatutto di casa PSIKYO, una fra le software house giapponesi più attive nel panorama shoot’em up che ha cavalcato l’onda del successo del genere a cavallo fra gli anni ’90 e i primi del 2000. La PSIKYO Shooting Stars Alpha era però solamente la prima parte (qui la nostra recensione) di una doppia collection, che con questa seconda uscita, la PSIKYO Shooting Stars Bravo, copre un’altra porzione importante della produzione di PSIKYO durante la Golden Age degli shmup.

Abbiamo già parlato abbondantemente della versione Alpha, fra pregi e difetti di una raccolta che propone al suo interno conversioni arcade perfect dei giochi in una confezione un po’ scarna, senza troppi extra a coronare un’esperienza nostalgica di questo tipo. Togliendoci subito il dente, e quindi il dolore, come era prevedibile anche questa edizione Bravo soffre degli stessi “sintomi” della precedente, con conseguente indirizzamento da parte nostra verso la più ricca ed interessante versione retail. Disponibile dallo scorso 21 febbraio su Nintendo Switch, scopriamo insieme quali perle vi aspettano nella PSIKYO Shooting Stars Bravo.

PSIKYO Shooting Stars Bravo - Recensione

  • Titolo: PSIKYO Shooting Stars Bravo
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Versione analizzata: Nintendo Switch (EU)
  • Genere: Shoot ‘em up
  • Giocatori: 1-2
  • Software house: NIS America
  • Sviluppatore: CITY CONNECTION
  • Lingua: Inglese (testi)
  • Data di uscita: 21 febbraio 2020
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nessuno
  • Note: la versione retail contiene alcuni contenuti fisici come artwork, soundtrack su CD e altri extra

Abbiamo recensito PSIKYO Shooting Stars Bravo con un codice Nintendo Switch fornitoci gratuitamente da NIS America.

Sunshine, lollipops and rainbows

Come per la PSIKYO Shooting Stars Alpha anche qui ci troviamo di fronte ad una raccolta di ben 6 titoli diversi, con 3 giochi appartenenti alla serie di GUNBIRD e i restanti a quella della meno conosciuta Samurai Aces. A questo punto potrebbe scattarvi un campanello d’allarme per la troppa somiglianza fra i vari giochi, un po’ com’era successo già nella scorsa con i tre esponenti di Strikers 1945, che nonostante le novità introdotte nei vari seguiti la base restava quella solida del capostipite. Fortunatamente però, andando ad analizzarli nel dettaglio è possibile scoprire quanta varietà ci sia fra i vari capitoli qua proposti.

Partiamo con le due punte di diamante di questa collection: GUNBIRD e il suo seguito. Due dei capisaldi del genere shoot’em up, con GUNBIRD viene delineata la futura produzione PSIKYO (destino condiviso anche con il primo capitolo di Samurai Aces) degli anni a venire. Due titoli ad oggi freschissimi, che si discostavano dai cliché degli shumup buttando stralci di una storia dai tratti comici che si ispirava nemmeno troppo velatamente alle avventure di Time Bokan (Predatori del tempo, Yattaman) di Tatsunoko. Nel primo episodio di GUNBIRD, Marion, una giovane streghetta, e altri strampalati personaggi sono alla ricerca di alcuni frammenti di uno specchio, che una volta ricomposto può esaudire un desiderio. Ad ostacolare i piani dei nostri “eroi” un trio di pirati che armati di tutto punto faranno l’impossibile pur di impedirci di compiere il nostro destino. Proprio i nemici del gioco riprendono in toto le caratteristiche del Trio Drombo, i villain di Yattaman, che in GUNBIRD 2 subiscono un makeover totale che ne ricalca addirittura i tratti fisici.

Il rapporto fra i due GUNBIRD è lo stesso già visto in Strikers 1945, e anche qua fra un capitolo e l’altro è possibile assistere a piccoli cambiamenti al gameplay, con un cambio sostanziale nell’uso e la gestione dello sparo secondario e del moltiplicatore dei punteggi. GUNBIRD 2 segue a ruota il primo capitolo riprendendo in toto tutti gli elementi caratteristici della serie, migliorandone ovviamente l’aspetto tecnico con un salto anime oriented ancora più marcato rispetto al predecessore. Peccato la presenza della sola versione arcade e non dell’altrettanto famosa e apprezzata conversione per Dreamcast, che proponeva al suo interno fra i vari personaggi anche Morrigan di Darkstalkers. Una chicca che avrebbe sicuramente fatto la felicità dei fan storici di GUNBIRD.

PSIKYO Shooting Stars Bravo - Recensione

Pong per i solitari

All’interno di PSIKYO Shooting Stars Bravo troviamo poi GUNBARICH. A molti di voi questo titolo non dirà nulla, ma questo spin-off di GUNBIRD, con protagonista una giovane Marion, rappresenta la quota eccentrica di questa collection. A metà strada fra uno shooter e Arkanoid, in GUNBARICH dovremo superare una serie di stage cercando di eliminare il più velocemente possibile tutti i blocchi presenti nella schermata, stando attenti a non mancare la sfera distruttrice. Fra power up, bonus e boss di fine livello, GUNBARICH è una piacevole variazione sul tema che ci permette di riscoprire un gioco ai più sconosciuto, ma con un gameplay che ancora oggi resiste alla prova del tempo, e che la sua pubblicazione in tempi recenti sulle varie piattaforme mobile è la dimostrazione di quanto sia ancora valido e solido. Messe da parte le varie declinazioni di GUNBIRD è doveroso passare a parlare dell’altra serie che condivide questa collection: Samurai Aces.

Samurai e mecha

Come detto per GUNBIRD, Samurai Aces è uno dei primi lavori della software house giapponese, che getta le basi per la sua successiva produzione in ambito shumup. In questo caso quindi non impressiona tanto per il suo gameplay classico, per quanto ancora funzioni alla grande, ma più per la sua ambientazione caratteristica, che esula dai classici del genere, solitamente impostati verso setting guerriglieri e futuristici. Samurai Aces vede un manipolo di eroi partire per una missione che prevede il salvataggio della figlia dello Shogun in una visione distopica del periodo Sengoku, fra creature mistiche e potenti robot samurai. Questo sarà il leitmotiv dell’intera serie, che con il secondo capitolo, intitolato in Occidente Tengai, decide di cambiare rotta proponendo un gameplay inedito.

PSIKYO Shooting Stars Bravo - Recensione

Abbandonato lo scrolling verticale che aveva caratterizzato il trittico composto da Samurai Aces, GUNBIRD e Strikers 1945, Tengai si rivoluziona ruotando di 90° l’orientamento e rivedendo in toto le dinamiche shooting. L’ambientazione e le dinamiche restano quelle del capostipite, ma qua troviamo un nuovo sistema di upgrade dello sparo che permette ai giocatori di salvare gli esiti della propria partita se colpiti dai nemici, subendo un depotenziamento della potenza di fuoco del nostro personaggio e non la completa distruzione come succedeva in passato (in maniera simile a quanto introdotto in GUNBIRD 2).

Rivoluzione tridimensionale

Più recente in ordine di uscita invece Sengoku Cannon, terzo episodio della serie Samurai Aces, che raccoglie il testimone lasciato da Tangai, e lo porta nella nuova era degli shumup, affidandosi ad un nuovo motore grafico che mescola pixel e sprite ad una struttura interamente poligonale. Tra l’altro questa versione debutta per la prima volta in Occidente su console, diventando di fatto un’occasione ghiotta per recuperare questo titolo rimasto fino a poco tempo fa recluso in Giappone.
Sebbene a livello di gameplay questo capitolo funzioni abbastanza bene, a non convincere e proprio il passaggio alla terza dimensione, con una resa grafica non riuscitissima che va a creare un po’ di confusione con l’azione a schermo. Più interessante sul lato del gameplay, dove l’uso intensivo dello sparo secondario consente di far lievitare il moltiplicatore, aiutando di fatto la scalata al record. Sia Tengai che Sengoku Cannon permettono l’uso di alcuni cheat per sbloccare un nuovo livello di difficoltà e una manciata di personaggi aggiuntivi da utilizzare in entrambi i giochi.

Collection diversa, stesse qualità

Dopo aver visto per sommi capi cosa troverete in PSIKYO Shooting Stars Bravo tocca ripetere quello che abbiamo già detto con la precedente versione Alpha. Mancano tutta una serie di extra, fra artwork, ost ed informazioni sui giochi, motivo per il quale ci troviamo a consigliare ancora una volta di ripiegare sulla versione retail, nel caso cerchiate proprio questo genere di contenuti.

Lo stesso per le aggiunte ai singoli giochi, del tutto assenti se si escludono le classiche opzioni per personalizzare la partita, aumentando le vite a disposizione e i continue, o a nostro avviso più grave, la totale mancanza di leaderboard online, che proprio come nel caso dell’altra collection, avrebbe dato un nuovo a questi titoli, nati per macinare record su record, partita dopo partita. Come per la Alpha, trattandosi per lo più di shooter con scrolling verticale, la resa migliore la si ha sulla TV di casa e non in modalità portatile, dove tutto appare miniaturizzato e confuso a causa delle dimensioni ridotte dello schermo di Switch, aggirabile solamente nel caso si decida di giocare in modalità “portrait” acquistando uno dei tanti grip per il posizionamento verticale della console.

PSIKYO Shooting Stars Bravo - Recensione

PSIKYO Shooting Stars Bravo contiene 6 giochi greatest hits di PSIKYO:

  • Samurai Aces Episodio I: La figlia di Shogun è stata rapita da un malvagio culto; toccherà a sei improbabili eroi salvarla prima che venga sacrificata per fa resuscitare un dio demone!
  • Samurai Aces Episode II: TENGAI – Il culto militaristico Shinrano ha catturato la figlia di Shogun per sacrificarla al loro dio demone. Gli unici che possono fermarli sono un gruppo di disadattati che diventeranno eroi!
  • Samurai Aces Episode III: SENGOKU CANNON – La prima avventura della serie al di fuori dalle salegiochi.
  • GUNBIRD: Cos’hanno in comune una strega, un robot, un avventuriero con un jetpack, un artista marziale e una scimmia guerriero? Tutti cercano i pezzi di uno specchio magico per esprimere un desiderio!
  • GUNBIRD 2: Sette guerrieri stravaganti affrontano una grande sfida: rivendicare la posizione leggendaria di una potente divinità per poter esaudire i loro desideri.
  • GUNBARICH: Un titolo spin-off della serie “GUNBIRD” che vede protagonisti la giovane strega Marion e il suo compagno Gurutan.

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A chi consigliamo PSIKYO Shooting Stars Bravo?

Ci sentiamo di consigliare PSIKYO Shooting Stars Bravo a tutti gli amanti degli sparatutto, in cerca di una manciata di titoli classici che hanno segnato la Golden Age degli shumup. Come con la controparte Alpha pure qua abbiamo un paio di titoli di punta come GUNBIRD 2 e Tengai, e un contorno abbastanza variegato con alcuni esponenti un po’ più di nicchia ma altamente validi. Gli acquirenti della precedente collection, che probabilmente hanno adorato la prima uscita, dovrebbero comprarla a occhi chiusi.

  • Buona selezione di giochi
  • Conversioni impeccabili
  • GUNBIRD 2 è ancora uno dei migliori shumup di sempre

  • Il pacchetto è povero di extra
  • Prezzo più alto della media
  • Alcuni titoli in modalità portatile non rendono adeguatamente
PSIKYO Shooting Stars Bravo
3.5

Lo shumup è servito

In questa recensione di PSIKYO Shooting Stars Bravo ci siamo trovati un po’ a ripetere le stesse considerazioni fatte in precedenza per l’edizione Alpha. Sei ottimi titoli che hanno fatto, chi più chi meno, la storia del genere, ottimamente riproposti su console ma confezionati con poca cura e pochi contenuti extra. Nonostante questo difetto, in parte aggirabile recuperando le rispettive versioni retail, PSIKYO Shooting Stars Bravo resta un’ottima occasione per riscoprire un genere, sia per i fan dove troveranno alcuni dei loro giochi preferiti di sempre, sia per le nuove leve, che in queste collection possono avere un assaggio della vecchia scuola degli shoot ‘em up. E magari capire quanto ci sia bisogno oggigiorno di qualche buon sparatutto, cosa che, purtroppo, è diventata sempre più rara.

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Giacomo Favilla
Dopo anni passati fra videogiochi, anime e serie TV sente ancora il bisogno di dire a tutti la sua su qualsiasi cosa. Anche se in realtà nessuno gli ha mai chiesto di farlo.

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