Hakuoki: Kyoto Winds – Recensione

Idea Factory International porta sulle PS Vita europee Hakuoki: Kyoto Winds, la visual novel sviluppata da Otomate. Pronti a scoprire cosa vi aspetta?

Hakuoki: Kyoto Winds - Recensione

Hakuoki: Kyoto Winds - RecensioneKyoto, seconda metà del diciannovesimo secolo. Il Giappone è stretto in un’epoca turbolenta di grandi cambiamenti, che la storia andrà a conoscere in futuro come Bakumatsu (o sipario finale), gli ultimi anni del periodo Edo prima dell’inizio di quello che sarà poi il periodo Meiji. L’arcipelago, dopo anni di isolazionismo, decide finalmente di aprire le sue frontiere ai paesi stranieri, cosa che creerà parecchie scissioni sia politiche che sociali, la maggiore delle quali fu la divisione fra le forze nazionaliste, spalleggiatrici dell’Imperatore, e quelle dello shogunato, ed è proprio fra quest’ultime che troviamo un particolare gruppo di spadaccini d’elite: gli Shinsengumi.

Questi guerrieri, soggetti in ugual misura di ammirazione e timore, sono una vera e propria polizia instaurata dal governo militare (o Bakufu) per proteggere i rappresentanti dello Shogun nella città di Kyoto dopo che un controverso editto dell’imperatore bandì il commercio straniero dal Giappone e che il clan Choshu fu cacciato dalla corte imperiale.

Hakuoki: Kyoto Winds è una visual novel otome game ad opera di Idea Factory, la stessa delle serie Spectral, Generation, nonché responsabile della prolifica serie di Neptunia. Il gioco uscì originariamente su PSP nel 2008 con il nome di Hakuoki: Demon of the Fleeting Blossom. La versione che oggi andremo a vedere è quindi un remaster pensato appositamente per PlayStation Vita, con grafica e sonoro più dettagliati.

  • Titolo: Hakuoki: Kyoto Winds
  • Piattaforma: PlayStation Vita
  • Genere: Visual Novel, Otome Game
  • Giocatori: 1
  • Software house: Otomate
  • Sviluppatore: Idea Factory International
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 19 maggio 2017
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: non presenti
  • Note: versione retail e Limited Edition esclusive del negozio online di Idea Factory International


La storia principale ha inizio con l’arrivo di una fanciulla nelle fredde strade di una Kyoto avvolta dalla notte. Il suo nome è Chizuru Yukimura, e si è recata in quella particolare città in cerca del padre, un medico scomparso diverso tempo addietro. Durante il suo pellegrinare, la giovane viene aggredita da delle creature umanoidi assetate del suo sangue. Tuttavia, prima che gli esseri, che scopriremo essere delle Furie, possano divorare Chizuru, la ragazza viene salvata da un gruppo di spadaccini, che altri non sono che capitani della forza di polizia nota come Shinsengumi. Questo singolare evento cambierà drasticamente la vita di Yukimura, che dopo essere stata presa in custodia dagli avvenenti spadaccini, ne diventerà una preziosa alleata, imparando a conoscerli uno ad uno, tutto mentre viene coinvolta in una trama di guerra, tradimenti, misteri e demoni che circondano lei, gli Shinsengumi e la sparizione di suo padre. Riuscirà Chizuru Yukimura a districarsi fra tutti questi nodi e, chissà, trovare l’amore fra i fascinosi capitani con cui dovrà convivere?

Una decisione vitale

Hakuoki è una visual novel nel più puro senso della parola. Il gameplay si limita quindi a una caterva di testo da leggere, intervallato qua e là da svariate scelte che andranno a modificare svariati aspetti della trama. Una nostra risposta può quindi influenzare non solo come procederanno gli eventi, ma trattandosi di un otome game (leggi: simulatore di fidanzato), anche se il nostro livello di affinità con un determinato ragazzo migliorerà o meno. In alcuni casi, questo potrebbe addirittura portare Chizuru a una morte prematura, quindi si consiglia di fare attenzione. Non aspettatevi segmenti di gameplay diverso o minigiochi come in ZERO ESCAPE o Danganronpa, altrimenti potreste restare delusi.

Solo perché le lame si somigliano, non sono certo tutte uguali

Gli elementi principali di una visual novel sono il comparto narrativo e una grafica accattivante. Storicamente parlando, è un titolo davvero valido e ben strutturato, un vero e propri spaccato su avvenimenti storici realmente accaduti che potrebbero interessare fortemente quelli di voi che sono interessati alla storia giapponese o anche solo al periodo Bakumatsu/Meiji, magari avendolo conosciuto in opere come Last Blade e Kenshin: Samurai Vagabondo. I personaggi sono piuttosto interessanti, ognuno con il proprio carattere e le sue motivazioni per voler combattere negli Shinsengumi. Anche il comparto grafico è buono, ricreando fedelmente ambientazioni e costumi della seconda metà del XIX secolo con uno stile davvero dettagliato. Il problema principale di Hakuoki: Kyoto Winds, tuttavia, risiede nel suo character design. I personaggi maschili sono disegnati in maniera davvero troppo simile fra loro, talvolta distinguendosi solo per il vestiario o la pettinatura, il che rende davvero difficile scegliere già da subito il ragazzo con cui si vorrebbe sbloccare il finale. Vale inoltre la pena di notare che buona parte dei personaggi presenti nel gioco sono figure storiche realmente esistite, ma che per il bene del rendere il gioco un otome game, hanno subito un bel processo di trasformazione in dei gran bei ragazzoni. Un titolo storicamente accurato, quindi, principalmente nell’aspetto narrativo piuttosto che in quello grafico.

L’amore al tempo dei samurai

Il discorso longevità è un po’ particolare per Kyoto Winds, poiché la longevità del titolo dipende unicamente da due fattori: il primo è la route in cui ci si è imbarcati, il secondo è il volerle esplorare tutte. I primi capitoli del gioco segnano gli eventi principali della trama, e le scelte fatte in questo periodo segneranno come si evolverà la vicenda da quel punto in poi, e quale sarà il ragazzo con il quale sbloccheremo la route. In tutto ci sono dodici ragazzi con cui sarà possibile relazionarsi, ma dei quali sarà possibile “concupire” già da subito solo la metà. I capitoli che seguiranno l’inizio di una particolare route, inoltre, varieranno da personaggio a personaggio, quindi se siete dei maniaci che devono completare tutto, ne avrete di testo da leggere.

Hai una voce troppo melodica per essere un ragazzo

Il gioco è unicamente in lingua inglese con doppiaggio in giapponese. Le musiche fanno ampio uso di strumenti tradizionali come lo shamisen, fusi con altri più contemporanei, creando un comparto musicale davvero orecchiabile, anche se non particolarmente memorabile. La traduzione inglese è buona, sebbene ci siano qua e là dei palesi errori di battitura. Una delle scelte più discutibili nell’adattamento è quella di usare il termine “furia” per parlare dei Rasetsu, demoni sanguinari dall’aspetto fin troppo umano. Per il resto, è decisamente ben scritto, e provvede persino un glossario per termini e nomi storici che figurano all’interno del titolo.

A chi consigliamo Hakuoki: Kyoto Winds?

Consiglio questo gioco principalmente alle ragazze appassionate di samurai, di storia e di cultura giapponese, e alle amanti degli otome game, e anche a chi non storce il naso trovandosi di fronte a una raffigurazione visiva di personaggi storici non conforme al loro aspetto reale. Ovviamente, per poter apprezzare il titolo, è assolutamente necessaria una buona conoscenza della lingua inglese, visto che il gioco è unicamente formato da testo in lingua anglosassone.

  • Un interessante spaccato di storia giapponese
  • Trama davvero avvincente
  • Numerose biforcazioni
  • Dodici bei maschioni da scegliere…

  • …Dall’aspetto un po’ troppo simile
  • Potrebbe scoraggiare chi non ama la storia
  • Mancata localizzazione in italiano
Hakuoki: Kyoto Winds
3.6

La storia scorre come un fiume

Hakuoki: Kyoto Winds non è certamente un titolo per tutti. Non ci sono combattimenti interattivi, o filmati iper-dettagliati che mostrano scene d’azione, non ci sono segmenti di gameplay frenetico ad accompagnare i dialoghi. È un gioco completamente incentrato sul testo e sulla narrazione, cosa che lo rende un titolo puramente di nicchia che farà tuttavia la felicità di chi ama questi intriganti romanzi interattivi made in Japan, mentre potrebbe far storcere facilmente il naso a chi non apprezza questo genere di titoli. Se non vi fate intimorire da tutto il testo, vivrete un otome game davvero gradevole.

Cristina Ciocchetti
Una normalissima bimba ultraventenne che ha trafficato con computer e videogiochi per tutta la vita. Nel tempo libero le piace scarabocchiare sul suo sketchbook.
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