Josée, la Tigre e i Pesci – Recensione del film

Josée, la Tigre e i Pesci è il nuovo film anime in uscita nelle sale grazie ad un evento speciale di Koch Media. Scopriamolo insieme

Josée, la Tigre e i Pesci – Recensione del film

La forza dell’animo umano riesce ad assumere diverse sfaccettature, ognuna aderente a quella concezione peculiare che fa parte di ognuno di noi. Reagiamo al dolore in modi differenti, ma siamo in grado di rialzarci sempre, grazie soprattutto alle persone che ci stanno intorno. Josée, la Tigre e i Pesci è un film di Kotaro Tamura, prodotto dallo Studio Bones e distribuito in Italia sotto l’etichetta Anime Factory di Koch Media, nei cinema come evento speciale il 27, 28 e 29 settembre.

Tratto dal romanzo omonimo di Seiko Tanabe, il film anime gode di un’ottima reputazione di critica e di pubblico, essendo nominato a diversi premi prestigiosi, tra cui il Mainichi Film Awards, il Japan Academy Film Prize e selezionato in concorso al Festival di Annecy 2021.

Il cast di tutto pregio, dal regista Tamura (Noragami, Wolf Children come assistente alla regia) alla sceneggiatrice Sayaka Kuwamura (Strobe Edge, Over Drive, Runway) al character designer e animation director Haruko Iizuka (Horimiya, Inu x Boku SS, Children of the Whales), il film è un piccolo spettacolo per gli occhi, definendo il proprio spessore estetico e narrativo.

Josée, la Tigre e i Pesci – Recensione del film

  • Titolo originale: Josee, to Tora to Sakana-tachi
  • Titolo inglese: Josée, the Tiger and the Fish
  • Titolo italiano: Josée, la Tigre e i Pesci
  • Uscita giapponese: 25 dicembre 2020
  • Uscita italiana: 27, 28, 29 settembre 2021 
  • Piattaforma: Cinema
  • Genere: drammatico, sentimentale
  • Durata: 98 minuti
  • Studio di animazione: Studio Bones
  • Adattato da: romanzo di Seiko Tanabe
  • Lingua: italiano

Abbiamo recensito Josée, la Tigre e i Pesci tramite invito alla proiezione riservata alla stampa di Koch Media.

Kumiko è una giovane ragazza con una paralisi dalla vita in giù che la costringe su una sedia a rotelle dalla nascita. L’incontro con Tsuneo, studente universitario che svolge diversi lavoretti part time per andare avanti, si trasforma da sterile rapporto lavorativo (la nonna di Kumiko lo assume per soddisfare i desideri della nipote) ad un’amicizia sempre più salda. Kumiko scopre così il piacere di poter superare la barriera della menomazione fisica facendo esperienza della vita, imparando che non tutto quello che c’è al di fuori di casa sua è così pericoloso come credeva. 

Josée, la Tigre e i Pesci

Mai arrendersi!

Il film si concentra su una metafora profonda che permea tutta la narrazione e che circolarmente si ripropone in ogni dinamica narrativa. Josée è il nome che viene scelto da Kumiko per appellarsi, traendo spunto dalla protagonista del romanzo di François Sagan che tanto ama. Questo parallelismo tra l’eroina filmica e quella letteraria si configura come uno sconfinamento nella scelta di voler identificare la protagonista con una figura forte, decisa e speranzosa, l’esatto opposto di Kumiko all’inizio del film. È proprio questa la metafora che si impone ciclicamente in Josée, la Tigre e i Pesci: la forza di volontà è l’unica via di salvezza per cercare di superare la propria condizione e andare avanti. Kumiko inizialmente è chiusa in se stessa, nel suo mondo onirico e fiabesco, un dipinto vivente in cui adora immergersi e sognare di volare, nuotare, camminare. Ma la vita reale è tutto l’opposto e questa sua voglia di evasione si configura solamente come una bolla di sospensione in cui isolarsi e rinnegare il mondo esterno. Solo Tsuneo sarà in grado di strapparla a questo isolamento, aiutandola a comprendere cosa significhi veramente vivere in modo autonomo in quello che Josée pensa essere un mondo pieno di belve. 

Josée, la Tigre e i Pesci

La sua condizione patologica la porta a diffidare di tutti quelli che la maltrattano, la ignorano e la deridono, solo per il fatto di essere diversa per via della sua disabilità. Solo Tsuneo è in grado di comprenderla, riuscendo a farla “schiudere” rivelando la vera se stessa, ovvero una persona gentile, sensibile e vivace. 

È solo con il rapporto che sviluppano reciprocamente che i due protagonisti rivelano allo spettatore chi sono veramente: Josée scopre il mondo e al contempo ammorbidisce i suoi modi schivi e irritanti; al contempo Tsuneo riesce a superare la sua condizione di staticità per imparare a scoprire i veri piaceri della vita, che vanno oltre i semplici doveri lavorativi e scolastici.

La narrazione è molto scorrevole, presentando solo alcuni tratti frammentati che si identificano come il passaggio repentino del tempo diegetico, tagliando alcuni momenti non necessari alla narrazione totale.

Josée, la Tigre e i Pesci

Il mare come simbolo di rinascita e unione

Strutturalmente Josée, la Tigre e i Pesci si può dividere in due parti, in cui vi è un ribaltamento della situazione di partenza: se da una parte l’ineluttabilità della vita e della propria condizione sembra essere il messaggio manifesto che questo film vuole proporre, al contrario tale ribaltamento può essere visto come la dimostrazione che l’essere umano può essere volubile e forte allo stesso tempo e ugualmente. La ciclicità dell’azione dei protagonisti e delle premesse iniziali può essere vista come un cliché e qualcosa di già visto e per nulla esaltante, ma può anche rappresentare un momento utile alla narrazione per raggiungere quel picco di climax capace di emozionare e toccare delle corde molto delicate. Questi momenti sono assolutamente semplici, banali, ma sono gli alti e bassi che fanno apprezzare la semplicità delle piccole cose in grado di veicolare in modo potentissimo la metafora che tutto il film vuole trasmettere: mai arrendersi alle difficoltà della vita.

Josée, la Tigre e i Pesci

Il mare stesso è simbolismo puro: esso esprime la libertà, la potenza della natura che non si ferma davanti a nulla, la distesa silenziosa e travolgente che racchiude però al suo interno la vita. Josée e Tsuneo sono attratti entrambi dal mare, collocandolo come un veicolo di possibilità che la staticità della terraferma non riesce a donargli. Il sogno di Tsuneo è legato proprio alla fauna marina: vuole andare in Messico per vedere con i suoi occhi delle specie di pesci che vivono solamente in quelle acque; il sogno di Josée si interseca perfettamente con le fantastiche atmosfere pittoriche che riesce a ricreare grazie ai suoi disegni: la sua camera è piena di riferimenti al mare e dipinti delle profondità marine, che non potrà mai raggiungere se non grazie alla sua arte, che vorrebbe diventasse la sua attività lavorativa. La contrapposizione tra le ambientazioni marittime e cittadine è palese, evidenziando le prime grazie ad una cura estetica maggiore e molto più accattivante, mostrando fin da subito anche la loro funzione narrativa grazie proprio alla scelta di colori e illuminazione. 

Una cura stilistica e fotografica maniacale

Per quanto riguarda il lato stilistico ed estetico, Josée, la Tigre e i Pesci è un film d’animazione di tutto rispetto. La regia di Kotaro Tamura e l’animazione dello Studio Bones restituiscono un adattamento anime che prende molto dalla fotografia di un film in live action: i movimenti della macchina virtuale, la sfocatura dei piani, le inquadrature sghembe contrapposte a quelle di insieme, tutto questo è dovuto ad uno studio accurato di scelte registiche in grado di restituire attraverso il comparto estetico emozioni e sensazioni particolari. 

Josée, la Tigre e i Pesci

Le meravigliose visioni acquatiche durante le immersioni di Tsuneo, la scelta di determinati colori e di sfocature particolari sono degne di nota e probabilmente sono funzionali a tutta la narrazione. I colori vibranti rappresentano la magia, il sogno, la speranza, i colori freddi sono l’espressione della tristezza e della staticità della condizione patologica.

A differenza del color script che evidenzia determinati simbolismi, la sfocatura invece è funzionale a dare risalto alla chiarezza con cui sono determinati i personaggi principali in primo piano, che devono spiccare rispetto alla sfocatura dell’ambientazione seppur particolareggiata e a tratti acquerellata. Nel complesso, dunque, si può parlare tranquillamente di un eccelso adattamento dal punto di vista fotografico.

Josée, la Tigre e i Pesci

A chi consigliamo Josée, la Tigre e i Pesci?

Chi ama le storie drammatiche troverà questo film sicuramente molto suggestivo, emozionante e penetrante dal punto di vista sentimentale. La storia si presta perfettamente per essere godibile anche da chi non è avvezzo alla pacatezza di queste narrazioni, anche se il soffermarsi su alcuni aspetti metaforici e il prendersi il suo tempo indugiando su alcune inquadrature può far sembrare il film lento e noioso. Ma è proprio questo il punto forte di Josée, la Tigre e i Pesci: il riuscire in modo pacato e sereno a trasmettere un messaggio di speranza proprio grazie al suo ritmo lento.

Josée, la Tigre e i Pesci

  • Metafora molto significativa e potente
  • Storia emozionante, a tratti drammatica
  • Ambientazioni curate e molto suggestive

  • Alcune premesse possono essere considerate come cliché
  • In alcuni punti i movimenti di macchina e le riprese in CGI sono stranianti
  • Personaggi secondari stereotipati
Josée, la Tigre e i Pesci
4.5

La forza della speranza e dei sogni

Solo la forza di volontà è in grado di superare gli ostacoli della vita e di compiere dei piccoli miracoli. Josée, la Tigre e i Pesci è in grado di trasmettere questo semplice messaggio attraverso una narrazione semplice ma al contempo drammatica, evidenziando come il rapporto interpersonale sia un motore fondamentale per spronare il prossimo a lottare anche contro la vita e l’evidente rassegnazione. Questo film può essere visto come un monito a non arrendersi, a reagire alle difficoltà legate alla salute fisica e mentale, perché nonostante tutto il cambiamento parte da noi stessi e dall’interno. Dal punto di vista estetico il film è molto improntato su una fotografia cinematografica realistica e studiata, in grado di veicolare le proprie intenzioni metaforiche attraverso la calibrazione dei colori e della struttura delle inquadrature. Josée, la Tigre e i Pesci è dunque un ottimo film d’animazione, in grado di toccare corde molto delicate e legate all’accettazione di se stessi e dell’altro e alla voglia di rimettersi in gioco nonostante le difficoltà che la vita ci porta a dover affrontare.

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Una mahō shōjo che vive sommersa tra libri e fumetti, Pokémon e dadi di D&D. Divoratrice compulsiva di film e serie TV, nel tempo libero complotta con il suo gatto per conquistare il mondo. Sogna un giorno remoto di disegnare una storia a fumetti incentrata su una campagna di Dungeons & Dragons.

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