VALKYRIE DRIVE BHIKKHUNI – Recensione (versione europea)

Sulla scia del successo di SENRAN KAGURA, giunge in Europa il franchise crossmediatico di VALKYRIE DRIVE

VALKYRIE DRIVE BHIKKHUNI – Recensione - Bikini Party Edition

VALKYRIE DRIVE BHIKKHUNI – Recensione (versione europea)Nel mondo di VALKYRIE DRIVE esistono misteriosi agenti patogeni conosciuti come A-Virus e V-Virus che colpiscono unicamente le giovani ragazze, infettandole. Una volta contagiate, queste ottengono la capacità di trasformare (o trasformarsi) in potentissime e devastanti armi. Nell’isola di Bhikkhuni, uno dei luoghi colpiti dal V-Virus, troviamo un gruppo di giovani e belle fanciulle intente a combattere la propria malattia all’interno di una speciale accademia voluta dal governo mondiale con lo scopo di guarirle e, in qualche modo, isolarle dal resto del mondo. Attualmente l’accademia dell’isola è frequentata da sette ragazze portatrici di un ceppo speciale della patologia, il VR-Virus: le sorelle Rinka e Ranka, Momo, Mana, Manpukumaru, Viola e Koharu. L’unico metodo per tenere a bada la loro condizione è quello di costringere le giovani donne a combattere fra di loro, addestrandole e facendole diventare sempre più potenti.

Seguendo l’onda del successo della serie SENRAN KAGURA, Marvelous! e Kenichiro Takaki tirano fuori dal cilindro un nuovo franchise crossmediatico dai toni piuttosto simili alla serie appena citata, composto, al momento, da tre progetti: VALKYRIE DRIVE –MERMAID–, serie animata destinata alle TV nipponiche, VALKYRIE DRIVE –SIREN–, social game per cellulari, e VALKYRIE DRIVE –BHIKKHUNI–, l’action game per PlayStation Vita che in questo momento stringo fra le mani. Sarà all’altezza di SHINOVI ed ESTIVAL VERSUS di Tamsoft o sarà addirittura superiore in termini di caratterizzazione dei personaggi e giocabilità? Non ci resta che scoprirlo.

  • Titolo: VALKYRIE DRIVE –BHIKKHUNI–
  • Piattaforma: PlayStation Vita
  • Genere: Action, Bakunyu Hyper Battle
  • Giocatori: 1-4 (multiplayer online)
  • Software house: Marvelous!, PQube
  • Sviluppatore: Meteorise
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 30 settembre 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: costumi, accessori e personaggi aggiuntivi
  • Note: disponibile in edizione limitata in esclusiva sullo store di Rice Digital

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Sarà per le tante, forse troppe, somiglianze con la serie SENRAN KAGURA e la fiducia che ormai ripongo in Marvelous! e Takaki, ma è inutile dire che fin dal suo primo annuncio ho gettato letteralmente soldi allo schermo, smaniando dalla voglia di immergermi in questo nuovo mondo. Devo esser sincero; nonostante le mie aspettative generali fossero altissime, non ho potuto provare personalmente il titolo per dispositivi mobile e, quando il collega Zechs mi ha mostrato il primo episodio della mediocre serie animata durante il nostro pernottamento all’aereoporto di Fiumicino, ne son rimasto in parte deluso, iniziando a nutrire qualche timore sull’ultimo tassello mancante, il titolo per PS Vita. Emotivamente diviso a metà, ho deciso di iniziare questo videogioco in modo alquanto imparziale, senza le alte aspettative né i timori causati dalla visione del dimenticabilissimo anime. Come sarà andata a finire?

Welcome to Bhikkhuni!

Per offrire qualcosa di nuovo, ma allo stesso tempo familiare per tutti gli assidui giocatori di questa tipologia di videogiochi, Marvelous! e Meteorise si sono adoperati nel realizzare un qualcosa che, sia per modalità di gioco, che di gameplay in generale, non richiamasse la serie gemella a tema belle ragazze ninja, ma che proprio ti urlasse in faccia “SENRAN KAGURA”. Sebbene con qualche variazione, infatti, molte delle feature che troviamo al suo interno, nonché il modo in cui ci viene narrata la storia, sono un qualcosa di già collaudato e funzionante al 100%. Come già detto nell’introduzione, lo Story Mode offerto dal titolo ci catapulterà nell’isola Bhikkhuni, dove faremo la conoscenza delle sfortunatamente poche ragazze infette dal ceppo speciale del virus che la abitano. La narrazione degli eventi che prenderanno luogo in questa modalità è suddivisa in capitoli, a loro volta divisi in scenari che spaziano da uno a tre; prima di entrare totalmente in azione assisteremo agli svariati dialoghi che intercorrono fra le ragazze e comprimari quali la direttrice dell’istituto, che si mostrerà quasi sempre attraverso una schermata di comunicazione al di fuori dei campi di battaglia, nonché a sezioni realizzate col motore grafico di gioco e con gli stessi modelli 3D dei personaggi utilizzati in combattimento. A volte, anche se sporadicamente, verremo deliziati con piccanti illustrazioni davvero ben realizzate e degne di nota… un po’ come accade nel già citato titolo a tema shinobi, insomma.

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Anche se l’intento di VALKYRIE DRIVE è quello di offrire svariate tipologie di intrattenimento, il piatto principale sarà costituito ovviamente dalla sezione action nella quale, vagando fra gli innumerevoli scenari, dovremo farci largo sbaragliando gli avversari che ci compariranno davanti impedendoci il proseguimento, fino ad arrivare all’eventuale boss di fine livello. Una volta completato ciascuno dei capitoli, premendo l’apposito pulsante mostrato sullo schermo, potremo entrare nel quartier generale delle nostre eroine che, inutile ve lo ripeta, ci sembrerà decisamente familiare. Oltre che dialogare con i personaggi, qui potremo recarci nell’apposito negozio in-game, dove ci sarà possibile acquistare nuovi indumenti e biancheria, brani della colonna sonora del gioco, le illustrazioni, i filmati e tanto altro ancora, mentre per cambiare d’abito le ragazze sarà ovviamente presente la classica Dressing Room, all’interno della quale ci verranno messe a disposizione svariate modalità di personalizzazione.

È un tantino scomodo iniziare una recensione parlando subito di uno degli aspetti negativi del titolo ma, d’altronde, non posso farne a meno. Anche se la storia narrata non è proprio tra le peggiori che abbia avuto modo di vivere sulla mia pelle, la presenza di solo sette personaggi giocabili di base ne limita un po’ lo svolgimento, ma cercherò di spiegarmi meglio. Anche con la presenza di potentissimi robot (gli insegnanti) che movimentano un po’ la tranquilla vita delle ragazze, per tre quarti del gioco ci sarà richiesto di affrontare le nostre compagne più e più volte; nonostante questa monotonia sia stata giustificata con la scusa che “per contrastare la malattia sono costrette ad affrontarsi tra di loro”, sarebbe stato decisamente più allettante trovare una maggiore varietà di nemici affrontabili invece che propinarci più e più volte faccia a faccia con le medesime protagoniste, senza contare che questo avrebbe influito notevolmente sulla longevità, ma anche offerto un maggior numero personaggi utilizzabili e meno momenti déjà vu.

DRIVE ON

Come accade nei già citati giochi della serie SENRAN KAGURA, nella schermata di selezione per ciascuno dei capitoli di storia ci vengono mostrati i personaggi con i quali dovremo affrontare quella data missione per la prima volta, dopo la quale sarà possibile affrontarla nuovamente variandone la difficoltà e quelle che sono le guerriere che vorremo utilizzare. Riguardo i personaggi, per ciascuna missione dovremo scegliere una Liberator, che sarà la guerriera che andremo a utilizzare al 100% durante il gameplay, assieme a una Exster, personaggio di supporto che, tuttavia, avrà un ruolo fondamentale ogni volta che l’apposita barra verrà riempita ed entreremo in modalità Drive. Quello che rende particolare il titolo, così come le trasformazioni shinobi sono il marchio di fabbrica di SENRAN KAGURA, è l’appena citato sistema che, grazie alla pressione simultanea dei tasti dorsali, ci darà la possibilità di vedere i due personaggi interagire fra loro in scene pseudo-zozze, che ci mostreranno la compagna di turno diventare una potentissima arma.

Avanzando di livello e aumentando l’affinità tra i vari personaggi, sia principali che di supporto, sarà possibile sbloccare ulteriori fasi di Drive, fino a un totale di quattro. Durante tutti e quattro i Drive, non solo l’arma cambierà forma diventando sempre più bella da vedere, ma anche assai più potente. Avanzando di livello sbloccheremo anche la bellezza di due attacchi speciali: un colpo finale nonché una potentissima e devastante trasformazione temporanea che coinvolgerà l’arma in nostro possesso e il nostro personaggio principale, che però consumerà energia velocemente e ci farà tornare normali una volta svuotata l’apposita barra.

Da questo lato il titolo mi ha lasciato totalmente senza parole: ho trovato davvero entusiasmante sia l’interazione tra le due ragazze, sia il fatto che una di queste diventasse una vera e propria arma distruttiva, con la possibilità di cambiare forma con l’accumulo di energia. L’unica osservazione che mi sento di fare, magari, è che il tutto sarebbe risultato decisamente più apprezzabile se la trasformazione delle armi fosse stata diversa a seconda del personaggio di supporto scelto, offrendo così la possibilità a tutte le eroine di cambiare arma, e ai giocatori di scegliere una combinazione Liberator/Exter preferita. Come avrete intuito da ciò, purtroppo il titolo mette a disposizione una serie di armi e trasformazioni standard per ciascuna delle guerriere, indipendentemente dal personaggio di supporto, rendendo così del tutto indifferente la scelta del nostro partner.

Più che semplici amiche…

Fra i punti di forza di VALKYRIE DRIVE per PS Vita troviamo anche la funzionalità di sintonia tra le varie ragazze. Portando a termine i capitoli di storia utilizzando un po’ tutte le protagoniste, le ritroveremo all’interno della caffetteria dell’istituto con delle icone a forma di cuore sulla testa che, una volta toccate mediante il touchscreen della console, ci assegneranno degli speciali punti che faranno accrescere l’affinità. Superando un certo limite prestabilito, le sette fanciulle inizieranno ad aprirsi con noi, rivelandoci alcuni retroscena o side-story su ciascuna di loro. Sfortunatamente queste non saranno missioni giocabili, ma storie che ci verranno narrate sotto forma di lunghi muri di testo, fortunatamente del tutto tradotti in inglese e assolutamente comprensibili per chiunque conosca a menadito l’idioma.

Sempre restando in argomento funzioni touch offerte dal gioco, interagire con le varie ragazze all’interno dello spogliatoio ci consentirà di aumentare dei parametri speciali utili a sbloccare alcuni titoli, non proprio importanti ai fini del gioco vero e proprio, ma giusto per ciò che avverrà dopo. Portandoli al massimo livello, cosa che richiederà un bel po’ pazienza, ritroveremo ognuna delle nostre graziose combattenti in costume da bagno a tutto schermo: qui ci verrà richiesto di toccare alcuni speciali cuori che compariranno via via fino al riempimento della barra sottostante, per assistere, infine, a un evento speciale che segnerà la nostra massima affinità con quel preciso personaggio. Nella versione occidentale distribuita in Europa da PQube è stato deciso finalmente di sottotitolare, con dei commenti stile Niconico Douga, tutte le esclamazioni delle povere fanciulle molestate, diversamente da quanto accaduto fino a questo momento per giochi come SENRAN KAGURA o addirittura CRIMINAL GIRLS 2, dove è stato deciso di rimuovere totalmente il doppiaggio da tali sequenze. Mi auguro che ciò divenga un esempio per i prossimi capitoli delle saghe analoghe e che non si tratti solo di un caso isolato.

Tra le altre modalità offerte dal titolo, al di là della storia principale, possiamo trovare anche l’immancabile modalità allenamento, sia libero che con un tutorial esaustivo per insegnarci le basi di gioco, la modalità sfida, dove ci verranno assegnate alcune missioni extra dalle più svariate tipologie da portare a termine (sbloccandone via via di nuove), la modalità sopravvivenza, all’interno della quale dovremo resistere il più a lungo possibile in alcune apposite sfide che il gioco ci metterà davanti, nonché l’immancabile modalità online che potremo affrontare assieme ad amici e giocatori sconosciuti.

Life & Hometown

Per quanto concerne la veste grafica, VALKYRIE DRIVE –BHIKKHUNI– è un validissimo esemplare per la console a cui è destinato: visivamente bello sia per quanto riguarda gli scenari che per gli intermezzi, ma anche per i modelli in 3D dei personaggi che, prendendo le distanze dalla serie SENRAN KAGURA, vengono dipinti con un character design totalmente diverso e a tratti più realistico. Nulla da obiettare anche per il comparto sonoro, caratterizzato da brani pertinenti alla tipologia del gioco, in grado di metterti addosso una carica non indifferente durante le innumerevoli battaglie, ma anche un doppiaggio molto ben realizzato (con le stesse voci delle shinobi di Takaki), il tutto condito da una opening theme degna di nota. Confermo personalmente, inoltre, il supporto a PlayStation TV, sebbene giocare BHIKKHUNI sul grande schermo ne metta in risalto tutti i difetti tecnici, tra i quali spicca decisamente un frame rate non troppo stabile ed elevato. Infine, per quanto concerne le censure, oltre agli immancabili fasci di luce già presenti nell’edizione nipponica, PQube ha deciso di mantenere inalterati dialoghi e sequenze saffiche, ritoccando unicamente un aspetto legato alle biografie dei personaggi: l’età. Questo perché Rinka, Ranka e compagne sono decisamente troppo… ehm… minorenni per il mercato occidentale. Nulla, tuttavia, che possa intaccare l’esperienza di gioco in maniera rilevante.

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A chi consigliamo VALKYRIE DRIVE –BHIKKHUNI–?

Vorrei consigliare questo titolo a tutti coloro che adorano la serie SENRAN KAGURA e le sue meccaniche di gameplay, che vorrebbero ritrovarle in qualcosa di nuovo ma ugualmente apprezzabile. Avendo una storia sì carina, ma non particolarmente esaltante, anche coloro che non amano seguire ogni retroscena sulla trama blanda e sul background delle protagoniste possono godersi appieno questo nuovo e apprezzabile gioco di Marvelous! e Meteorise, dato che alla fin fine, in termini di dialoghi, non c’è da perdersi veramente nulla. Se invece siete tra coloro che si aspettavano una trama terribilmente spettacolare con tanti personaggi quanti ne può contenere un SENRAN KAGURA qualsiasi, consiglio di evitarne l’acquisto, o comunque di ponderare bene prima di recuperarlo a prezzo pieno.

  • Il meglio di SENRAN KAGURA, rielaborato sotto nuove vesti
  • Drive System, attacchi speciali e trasformazioni enfatizzanti
  • Ottimo comparto tecnico e sonoro
  • Nessuna censura rilevante
  • Personaggi ben caratterizzati…

  • …Ma davvero troppo pochi
  • Storia noiosa e trascurabile
  • Frame rate a tratti instabile
  • Avrei gradito una maggiore varietà riguardo partner e trasformazioni
VALKYRIE DRIVE -BHIKKHUNI-
3.8

Un ottimo esordio che potrebbe portare a una grande serie

Dopo averlo praticamente spolpato, devo ammettere che VALKYRIE DRIVE –BHIKKHUNI– mi ha decisamente conquistato sotto la maggior parte degli aspetti. È vero, ha i suoi difetti, come tutti i giochi moderni, però gli elementi apprezzabili riescono decisamente a surclassarli e, alla lunga, a non farteli pesare. Tanto di cappello a Marvelous! e Kenichiro Takaki, che sono riusciti a non limitarsi al copia e incolla di una serie già collaudata, bensì hanno preferito prendere le meccaniche più riuscite del suo gameplay e riproporle in un titolo totalmente nuovo e accattivante come questa IP. Probabilmente l’unica grossa delusione è data dalla storia piuttosto scialba e dalla presenza di soli sette personaggi, se escludiamo i DLC delle eroine della serie animata di MERMAID. In linea di massima, ci ritroviamo di fronte a un buon lavoro, sicuramente un ottimo trampolino di lancio per futuri titoli di questa serie che , aspetterò con impazienza.

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Prestigiatore, ballerino di break dance, produttore cinematografico, fondatore di Akiba Gamers: un curriculum da fare invidia a Johnny Sins, ma che non regge il confronto con la sua smodata passione per i giochi d’importazione e per i tegolini.