Monster Hunter Generations – Recensione

Monster Hunter Generations - Recensione

Monster Hunter Generations - Recensione“Ehilà, cacciatore! Benvenuto al villaggio di Bherna, unico faro di speranza in mezzo a queste cime innevate! Ah-ha, l’hai capita? Faro, mare, ma qui siamo in montagna… ehm. Di nuovo, benvenuto! Quindi sei qui per ordine della Gilda, che ti ha mandato a collaborare con la prestigiosa Wyccademia. È grazie ad essa se il villaggio è nato: la Wyccademia si è stabilita in questo luogo per studiare l’ambiente circostante e come i mostri interagiscono con esso. Grazie a te, i ragazzi potranno condurre le loro ricerche in tutta sicurezza: sarà tuo compito sbarazzarti di eventuali disturbatori. Anzi, ora che mi ricordo, dovrai firmare un po’ di documenti, per dichiarare che sei pronto a subire intossicazioni, paralisi, escoriazioni, perdita di arti e ferite più o meno mortali… come? È la prima volta che brandisci un’arma, non hai mai fatto del male neanche a un Kelbi e te la stai facendo sotto? Non c’è problema, in città sono tutti pronti ad aiutarti e a darti una mano nel momento del bisogno. Ma se proprio te la stai facendo sotto, beh, il bagno è lì, nella tua nuova casa.”

Così inizia la lunga avventura dei cacciatori che si approcciano a Monster Hunter Generations, ultimo capitolo della famosa serie di hunting game sviluppata e prodotta da CAPCOM. In terra madre il titolo, conosciuto come Monster Hunter X, è giocato su Nintendo 3DS sin dallo scorso 28 novembre: dato che l’occidente ha sempre ricevuto solo le versioni “Ultimate” dei giochi di Monster Hunter (ossia quelle comprendenti il sistema G Rank e migliorie generiche), ho temuto di dover aspettare un altro anno prima di poter impugnare una nuova spad-ascia fiammante. Tuttavia CAPCOM, che al momento non sembra intenzionata a rilasciare una “versione G”, ha deciso di localizzare subito il titolo per l’occidente: quindi, prima di quanto potessi mai sperare, Monster Hunter Generations era fra le mie mani, pronto ad essere spolpato e recensito. Devo dire che mi mette abbastanza timore esordire nella mia prima recensione con un titolo così complesso, così lungo e che così tanto amo: probabilmente parlerò fin troppo, ma alla fine avrò comunque la sensazione di non aver detto niente. Per cui bando alle ciance, e tuffiamoci in questo lungo e pericoloso viaggio. Che ne sarà di noi, oggi? Fortuna e gloria, o cibo per mostri?

  • Titolo: Monster Hunter Generations
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Hunting Game, Action RPG
  • Giocatori: 1-4 (multiplayer online e ad hoc)
  • Software house: CAPCOM, Nintendo
  • Sviluppatore: CAPCOM
  • Lingua: Italiano (testi)
  • Data di uscita: 15 luglio 2016
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: distribuiti gratuitamente dopo il lancio del gioco
  • Note: conosciuto in patria come Monster Hunter X

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A differenza del “cugino” Monster Hunter 4 Ultimate, questo nuovo capitolo non si prefigge di far immergere il giocatore in una trama. Per quanto possa essere comica, la frase di apertura della recensione riassume tutta la trama analizzata nelle ore in cui abbiamo potuto giocare a Generations: siamo un cacciatore inviato dalla Gilda a Bherna per aiutare i membri della Wyccademia a continuare i loro studi senza essere “assaggiati” dai mostri. L’unico compito che avremo sarà quello di andare là fuori a mazzolare più creature possibili, in modo da potenziarci, aiutare gli NPC e proteggere il villaggio. Come nel capitolo precedente, in Monster Hunter Generations non esisterà un solo luogo in cui condurre la nostra vita, bensì quattro: oltre a Bherna sarà infatti possibile visitare (o meglio, rivisitare) il villaggio di Kokoto, di Pokke e di Yukumo, hub centrali visti in Monster Hunter, Monster Hunter Freedom, Monster Hunter Freedom 2, Monster Hunter Freedom Unite e Monster Hunter Portable 3rd. Non sono quindi andata molto fuori strada, quando nell’anteprima del gioco ho parlato di un ritorno a casa dalla propria famiglia: chiunque abbia giocato ai vecchi capitoli della saga proverà una stretta al cuore nel rivedere la piccola vecchietta a capo del villaggio di Pokke o nell’immergersi nuovamente nelle acque termali di Yukumo. Oltre a ciò, avremo a che fare anche con diversi personaggi provenienti dal villaggio di Moga e dalla Carovana dello scorso capitolo. Perciò non me la sento di considerare Monster Hunter Generations un capitolo “successivo” a Monster Hunter 4 Ultimate, bensì un qualcosa ad esso contemporaneo: è uno scontro di generazioni, un’iniezione di malinconia, un ritorno al passato… che però non esita a guardare al futuro.

Questo non è volare, questo è cacciare con stile!

Esattamente come in tutti i titoli della saga, in Monster Hunter Generations avremo la nostra Casa, base operativa in cui potremo salvare il gioco, accedere alla cassa oggetti, modificare il nostro equipaggiamento e accedere a diverse funzioni (come la galleria o utilità altrimenti dislocate in altre zone delle mappa) tramite il nostro Felyne Attendente. Usciti di casa verremo accolti nella piazza del villaggio, in cui potremo accedere a servizi essenziali per ogni cacciatore quali mercanti di oggetti, fabbro, venditore di armi e armature, cuoco e banco per accettare missioni: tali incarichi ci verranno assegnate direttamente dai capi dei villaggi, oppure saranno richieste avanzate dagli NPC, che ci chiederanno di completare alcune missioni per loro in cambio di un ampliamento dei servizi, di buoni per l’equipaggiamento o di ingredienti per i nostri pasti. In tal senso, il gioco ti spinge a giocare sia la sezione offline che quella online, in quanto per potenziarsi al massimo sarà necessario completare indistintamente tutte le missioni a noi sottoposte.

Sempre dal villaggio di Bherna sarà possibile accedere al Ranch dei compagni felyne, che tornano in questo nuovo capitolo più carichi che mai: esattamente come in Monster Hunter 4 Ultimate, sarà possibile creare il nostro Felyne Grancompagno. Grazie a una deliziosa bambina dai capelli biondi, la Miadama, sarà poi possibile reclutare nuovi felyne, partendo dall’aspetto o dalla tendenza di supporto. È nuovamente presente la funzione Cacciatori di miaostri, anche se in maniera completamente diversa (e, devo ammettere, meno divertente, poiché meno interattiva), e la Palestra compagni, per allenare i felyne che non porteremo con noi nelle missioni (interessante la nuova funzionalità di “passaggio” delle abilità tramite il Dojo).

Allenare i felyne ed equipaggiarli a dovere sarà ancor più essenziale in Monster Hunter Generations, vista la nuovissima modalità Cacciamiao. Come sottolineato dai producer stessi, questa modalità è perfetta per chi si approccerà alla saga a partire da questo titolo: sarà possibile accedere alla modalità Cacciamiao in qualsiasi momento dalla bacheca compagni per prendere il controllo di uno dei nostri felyne e affrontare i mostri in una modalità totalmente nuova. I felyne sono cacciatori estremamente veloci e agili, e ognuno di essi affronta il nemico con abilità molto diverse tra loro: tuttavia, la forza dei felyne sta nella loro “immortalità”. Sotto la barra della vita del micio vi saranno infatti delle icone a forma di ghianda: una volta esaurita la barra della vita, il felyne tornerà in vita sul campo di battaglia al costo di una ghianda, e per ripristinare le ghiande basterà farsi una dormita al campo base. In breve, il nostro felyne sarà fornito di ben più delle proverbiali nove vite tipiche dei gatti; se aggiungiamo il fatto che il felyne potrà individuare sin da subito il mostro grande presente sulla mappa, come se avesse l’abilità Sibilla sempre attiva, otteniamo un cacciatore impavido che conquisterà sin da subito un posto nel cuore dei cacciatori più brutali.

Nel caso in cui vogliate restare fedeli alla vostra natura umana, niente paura: CAPCOM ha pensato anche ai cacciatori bipedi. Saranno presenti tutti i 14 tipi di armi visti nello scorso capitolo della saga, rendendo il gameplay estremamente flessibile, variegato e adatto sia ai cacciatori che amano menar le mani sia a chi preferisce disturbare i mostri dalla distanza: il miglioramento delle armi è stato modificato con un nuovo sistema di livelli, e l’albero di evoluzione delle armi ampliato. La vera novità del titolo, però, sono gli Stili di Caccia e le Arti di Caccia, che rinfrescano un gameplay rimasto pressoché invariato nel corso degli anni (se non consideriamo aggiunte come le battaglie acquatiche, fortunatamente abbandonate, e la tecnica del salto in groppa, mantenuta anche in questo capitolo). Ogni cacciatore avrà a disposizione quattro stili tra cui scegliere: Stile Gilda, molto bilanciato e ottimo in qualunque situazione; Stile Offensivo, che consente di equipaggiare ben tre arti di caccia per sfruttarne al massimo la potenzialità; Stile Aereo, adatto a coloro che vogliono sfruttare qualunque apertura per provare i brividi del salto, a costo di utilizzare una sola arte; infine, lo Stile Ombra (chiamato Bushido in patria, traendo ispirazione dal codice d’onore dei samurai), incentrato sulla rapidità d’esecuzione di schivate e contrattacchi. La scelta di uno stile, oltre a influenzare il numero di arti equipaggiabili, condizionerà anche l’esecuzione degli attacchi e delle combo, modificandone i colpi o impedendo l’utilizzo di questa o quella mossa finisher. Anche le Arti di Caccia si dividono in diverse tipologie, da quelle che permettono l’esecuzione di mosse uniche o di combo complesse (queste saranno uniche a seconda dell’arma scelta), a quelle che sfruttano buff dell’arma, fino ad arrivare ad arti di cura o che permettono di interrompere l’utilizzo di stamina. Prima di eseguire un’arte di caccia sarà necessario riempire la barra ad essa sottostante, che si caricherà ogni qualvolta un attacco andrà a segno su un mostro. Le arti saranno accessibili direttamente dal touchscreen inferiore o attraverso i pulsanti fisici del 3DS: la combinazione R+A+B attiverà l’arte presente nel primo slot, mentre le eventuali arti nel secondo e terzo slot sfrutteranno i dorsali ZL e ZR (che finalmente ottengono una funzione unica con questo titolo). Devo dire che provare queste arti nel corso del gioco completo ha dissipato i dubbi che la demo aveva suscitato: trovo siano un’ottima aggiunta a un gameplay che già di per sé spingeva il giocatore a provare mille tattiche diverse, e che ora sarà sempre più spinto a continuare a giocare per vedere quale sarà la prossima arte che gli insegnerà il Maestro di Stile.

Ma cosa sarebbe un cacciatore, senza mostri con cui confrontarsi? Niente paura: su Monster Hunter Generations non avrete tempo per restare con le mani in mano.

Le dimensioni contano… E il colore pure

Non esistono vacanze nel lavoro di cacciatore, nemmeno con il torbido sole di luglio: posizionatevi sotto il condizionatore e preparatevi a cacciare ben 105 mostri, tra cui 83 piacevoli ritorni e ben 17 new entry, tra mostri piccoli e grandi. Ho apprezzato particolarmente il ritorno dei mostri Leviathan come il Lagiacrus e il Ludroth Reale, ora castrati degli attacchi acquatici, e del Nargacuga, sfidabile sin dalla demo (però del Plesioth nessuno sentiva la mancanza, eh). Già dalla cinematica di apertura potremo fare la conoscenza del Gammoth, mammuth colossale capace di rispedirvi al campo base sotto forma di frittata, del temibile wyvern elettrico Astalos, dell’infernale Glavenus, e di quello che, personalmente, considero uno dei mostri più belli mai inseriti nella saga: il Mizutsune.

Ma la vera sfida di questo Monster Hunter Generations sono i temibili Mostri Devianti, 12 mostri unici sopravvissuti agli assalti precedenti e che sono riusciti ad adattarsi ed evolversi. Sono decisamente più grandi dei mostri normali e, oltre ad avere un aspetto differente rispetto alla forma base, possiedono mosse uniche in battaglia (vedrete come sarà bello fare da birillo per un Lagombi che cerca di colpirvi con un’enorme palla di neve). A causa della loro pericolosità sono necessarie licenze speciali per accedere a tali missioni di caccia, sbloccabili attraverso il completamento di key quest nella base della Gilda. Se vi mostrerete sufficientemente coraggiosi da affrontare e completare queste missioni mortali sarete premiati con la possibilità di creare equipaggiamenti e armi speciali di Rarità X, dotati di potenza ed abilità uniche.

D’altronde anche l’occhio vuole la sua parte, no? Purtroppo, se questo Monster Hunter Generations spicca per un gameplay divertente e veloce, d’altro canto inciampa proprio in ambito grafico e tecnico.

Un passo avanti e due indietro

Graficamente, il titolo non si distacca di molto dal suo predecessore. In Monster Hunter 4 Ultimate si notò un notevole miglioramento rispetto al capitolo precedente, sia per quanto riguardava i testi (molto più leggibili), che per la brillantezza dei colori e la tridimensionalità delle texture: Monster Hunter Generations mantiene questa tendenza, preferendo colori molto saturati e vivaci, a scapito però della qualità texture. Gli ambienti nelle aree di caccia presentano texture piatte e a bassa risoluzione, che contrastano con la cura nei dettagli delle armature e nei mostri; troviamo invece migliorata l’illuminazione, che restituisce suggestivi giochi di luce sia per quanto riguarda l’illuminazione naturale (veramente ben fatte le aree notturne illuminate dalla luce lunare) che per le scariche elementali e gli attacchi delle armi. Tutti questi effetti, a quanto pare, hanno avuto un notevole impatto sulle prestazioni tecniche del titolo: al contrario di Monster Hunter 4 Ultimate, che su New Nintendo 3DS vantava un framerate bloccato a 60 (con crolli a 50 fps), Generations subisce un blocco netto ai 30 fps, rendendo il gioco meno fluido rispetto al predecessore. La cosa, sinceramente, non si nota particolarmente, a meno che non si giochi a entrambe i titoli contemporaneamente o in rapida successione: la caccia resta comunque godibile e senza notevoli bruschi cali di prestazioni. Per migliorare le prestazioni in caso giocaste al titolo con un Nintendo 3DS di vecchia guardia, viene consigliato di disattivare l’effetto 3D nel menu principale accessibile dalla schermata di avvio del gioco, sacrificando però l’antialiasing dei modelli, che risulteranno meno nitidi e più scalettati.

Per quanto riguarda il comparto visivo, però, il problema principale del gioco sono i filmati in computer grafica. Non pensavo che l’avrei mai detto, visto che CAPCOM ci ha viziato con presentazioni che mostravano i nostri avversari in tutto il loro splendore, alle prese con le loro combo più letali; in effetti, rivedere nella Galleria del felyne attendente il filmato iniziale di Monster Hunter Generations mi mette tutt’ora i brividi, specialmente la scena finale della battaglia con il Glavenus (in cui possiamo anche vedere un artigliere che mette in pratica un attacco tipico dello Stile Aereo). Ma appunto, solo quel filmato riesce a mettermi i brividi, visto che nella Galleria è possibile rivedere solo quella scena. CAPCOM ha infatti castrato completamente le scene di presentazione dei mostri che comparivano nel momento in cui affrontavamo quell’avversario per la prima volta, rendendoli filmati totalmente insipidi della durata di massimo 5-6 secondi in cui alla fine compare il nome del mostro in questione. Non riesco davvero a comprendere se questa scelta di CAPCOM sia dovuta a problemi di tipo tecnico o sia stata una scelta voluta , ma avrei sinceramente preferito rivedere cinematiche riciclate dai titoli precedenti, piuttosto che presentazioni piatte e totalmente dimenticabili.

Passando al comparto sonoro, nulla da dire: le musiche di questo nuovo Monster Hunter restano piacevoli e ben inserite nel contesto, senza diventare mai invasive: al contrario, consiglierei a chiunque di riascoltarsi i battle theme dei mostri al di fuori della frenesia delle battaglia, per comprendere quanta cura ci sia dietro l’esecuzione di queste soundtrack. Non è presente il doppiaggio, come al solito: i personaggi parleranno una lingua incomprensibile fatta di versi di assenso o dissenso. Il nostro protagonista, durante la caccia, si cimenterà semplicemente in urla e versi affaticati nel tono di voce da noi prescelto durante la creazione del personaggio (rimasta pressoché invariata), passando da strilletti intimiditi a grugniti risalenti all’età delle caverne, mentre il nostro felyne miagolerà impazzito a destra e a manca. Per la felicità dei giocatori del bel paese, il titolo è completo di sottotitoli in italiano, in cui viene ben resa la tipica comicità della saga e la forte caratterizzazione dei personaggi; nel caso vogliate cimentarvi nello studio di altre lingue, il gioco è disponibile anche in inglese, francese, spagnolo e tedesco.

Missing: G Rank

Monster Hunter Generations, esattamente come il suo predecessore, può essere goduto sia in solo che in compagnia, sfruttando la connessione wireless o il gioco online fino ad un massimo di quattro giocatori. Una novità di questo titolo è la presenza della Base, in inglese Hunter Hub, in cui accedere alla missioni Gilda in modalità online o offline: ciò va a sostituire la sala di raccolta del capitolo precedente, creando un’ambiente più completo e comodo (ora non sarà più necessario uscire per cambiare equipaggiamento o forgiare, ma sarà possibile farlo direttamente dall’Area preparativi). Sarà ora possibile selezionare un limite di giocatori da lasciar entrare nella stanza, in caso vogliate giocare in due o in tre senza ritrovarvi un giocatore in più nel party, e mettere un nome alla stanza creata in modo da renderla più facilmente riconoscibile. È presente una chat in-game fruibile esclusivamente nella Base, mente durante la caccia sarà possibile comunicare attraverso frasi preimpostate e totalmente personalizzabili: è ancora assente la chat vocale, richiesta fortemente dai giocatori, ma che CAPCOM ha deciso di non implementare.

Per quanto è stato possibile provarlo (a causa della mancanza di utenti connessi prima della release ufficiale), il gioco online non sembra avere particolari problemi: il matchmaking con la ricerca delle caratteristiche delle stanze è ben funzionante ed essenziale per trovare esattamente ciò di cui si ha bisogno, in caso di sessioni di grinding estremo. Durante la caccia non abbiamo notato rallentamenti o lag importanti, al contrario della demo di gioco, in cui il lag dei compagni rendeva la situazione a schermo quasi tragicomica: al solito, sarà necessario attendere la release ufficiale per vedere come i server reggeranno alla mole di cacciatori che vi si riverseranno. Nota negativa nel sistema di ranking gilda è, come accennato nell’introduzione, la mancanza del G Rank, sostituito dalle missioni Licenza dei Mostri Devianti: sarà da valutare se, alla lunga, questo sistema potrà sostituire la complessità del sistema G (quelle coroncine accanto al nome erano un bella soddisfazione).

A chi consigliamo Monster Hunter Generations?

Così come il suo predecessore, Monster Hunter Generations è uno dei migliori titoli della saga con cui cominciare, in caso non vi siate mai approcciati al mondo degli hunting game. Oltre a tutte le piccole migliorie in ambito tecnico e di gameplay, i nuovi arrivati potranno fare affidamento su una sezione di Aiuto molto esaustiva, che li guiderà passo per passo nel loro cammino verso la caccia perfetta. Tuttavia, nel caso foste cacciatori veterani, niente paura: Generations saprà conquistarvi con il suo fattore nostalgia, riportandovi indietro di dodici anni nei villaggi che hanno formato la vostra tecnica. Siete assassini brutali dal cuore di pietra e non vi fate distrarre da queste smancerie? Allora vi interesseranno novità come le Arti di Caccia e il Cacciamiao, per rendere il vostro stile di lotta ancor più frenetico, oppure la quantità enorme di armi e armature forgiabili, tenendovi incollati allo schermo a farmare parti di mostro per diverse ore. E forse sono proprio le ore, che potrebbero scoraggiare i giocatori più impegnati: Monster Hunter non è di certo un titolo portatile, poiché vi ritroverete spesso ad effettuare sessioni di caccia anche della durata di mezz’ora (ricordo i pomeriggi persi su Monster Hunter 3 Ultimate, per abbattere quella muraglia del Duramboros). Nel caso siate intenzionati ad acquistare questo titolo, quindi, preparatevi a spenderci molto tempo e tanto sudore: ma fidatevi se vi diciamo che, una volta diventati il miglior cacciatore che Bherna abbia mai visto, capirete che ne sarà valsa la pena.

  • Più di 100 nuovi mostri a tenervi impegnati
  • Le Hunter Art e il Cacciamiao rinfrescano il gameplay
  • Tanti tutorial per i novizi
  • L’online garantisce centinaia di ore di divertimento
  • I Mostri Devianti aumentano il tasso di sfida per i veterani
  • Il titolo comprende tante piccole migliorie…

  • …ma anche diversi passi indietro
  • Frame rate bloccato sui 30 fps
  • Cambiamenti estetici minimi rispetto al predecessore
  • Sempre e comunque poco “portatile”
  • Filmati di presentazione inspiegabilmente eliminati
Monster Hunter Generations
4.2

La stagione di caccia è riaperta, più brutale che mai

Credo non sia un segreto, ormai: dentro di me vive un’esuberante cacciatrice di mostri che fremeva al sol pensiero di mettere le mani su questo titolo. Malgrado i difetti elencati nel corso della recensione, Monster Hunter Generations è riuscito a rapirmi sin dalle prime missioni e, nonostante le decine di ore spese sul titolo in vista della recensione, ci sono ancora diverse chicche che io stessa devo ancora scoprire ed esplorare. Giudicare un Monster Hunter non è mai facile, vista la sua complessità e profondità; il più delle volte, secondo la mia esperienza, o lo si ama, o lo si odia. Nonostante la difficoltà, sono felice di aver avuto la possibilità di recensire questo titolo e di trasmettervi le emozioni che ho provato giocando. Ci sarebbero ancora mille cose di cui non ho avuto la possibilità di parlare, ma sono certa che sarà ancora più bello quando prenderete tra le mani il 3DS, impugnandolo come un maestoso spadone, e scoprirete (anche per caso) ogni piccolo segreto del gioco. Quindi, nel caso siate amanti della saga, spero possiate apprezzare questo titolo come l’ho apprezzato io: se invece avete letto questa recensione perché scettici sull’acquisto, spero di avervi schiarito le idee, e di potervi incontrare in game con la mia piccola Kagura dai capelli viola. In ogni caso, non preoccupatevi: per noi cacciatori, oggi, ci saranno solo fortuna e gloria.

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Kagura
“I videogiochi non sono roba per te”, le dissero, quindi stese tutti con un Aerial Rave. Attende con ansia l’uscita della patch che implementerà i draghi nella vita reale. Cacciatrice di mostri part-time.
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