BRIGANDINE: The Legend of Runersia per PlayStation 4 – Recensione

Prepariamoci a riunire sotto un’unica bandiera il regno di Runersia: scegliete il vostro reame e lanciatevi alla conquista del continente in Brigandine: The Legend of Runersia, disponibile ora anche su PS4

BRIGANDINE: The Legend of Runersia per PlayStation 4 - Recensione

La generazione PS1 è estremamente ricca di IP che hanno finito con lo smarrirsi, o scomparire, con il passare del tempo. Titoli che non di rado la fanbase, anche quella più sommersa, desidera vedere rinascere sotto la luce delle attuali potenzialità tecniche, ma che per motivi a noi sconosciuti rimangono chiuse con insistenza in un lugubre cassetto. Basti pensare a Vagrant Story o Soul Reaver (no, Raziel non MAI comparso su PS2!), ma sono molte le saghe il cui ricordo si perde nella notte dei tempi. Tra queste troviamo un titolo ruolistico, firmato Atlus e Heart Robin, che tra le altre cose non vide mai la luce al di fuori del Giappone, ma che torna a sorpresa su PlayStation 4 dopo aver debuttato su Switch in estate, come vi abbiamo già raccontato a tempo debito: diamo il benvenuto a BRIGANDINE: The Legend of Runersia.

BRIGANDINE: The Legend of Runersia per PlayStation 4 - Recensione

  • Titolo: BRIGANDINE: The Legend of Runersia
  • Piattaforma: PlayStation 4
  • Versione analizzata: PlayStation 4 (EU)
  • Genere: RPG Strategico
  • Giocatori: 1
  • Publisher: Happinet
  • Sviluppatore: Matrix Software
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 10 dicembre 2020
  • Disponibilità: digital delivery
  • DLC: disponibile gratuitamente il pacchetto di contenuti Titans and the Iron Front
  • Note: si tratta di un sequel di BRIGANDINE: The Legend of Forsena

Abbiamo recensito BRIGANDINE: The Legend of Runersia con un codice PlayStation 4 fornitoci gratuitamente da Happinet tramite Matrix Software.

Una storia, tante storie

Il mana scorre abbondante nelle lande di Runersia, il fittizio continente in cui è ambientato il gioco, una forza magica potentissima, che un giorno si cristallizzò in delle pietre, che vennero incastonate in delle particolari armature, che finirono nelle mani dei così detti Rune Knights, potenti guerrieri in grado di manipolare il potere incastonato nei gioielli, che potevano sfruttare per evocare letali creature e scatenare devastanti incantesimi. E sarà su di loro che poggerà il futuro di questa landa mistica, quando nell’anno 781 avrà il via una guerra, volta a riunire sotto un’unica bandiera, i sei reami in cui questa è divisa. E saremo noi a scegliere il condottiero, armato della brigantina (le vestigia runiche più potenti tra quelle appena descritte) da cui prende il nome il gioco Matrix Software, che dovremo guidare in questa lotta per l’unificazione. Sei narrazioni differenti, per altrettanti sovrani, che serviranno a tratteggiare l’universo di BRIGANDINE: The Legend of Runersia, ma che pur fornendo differenti punti di vista sulla storia ed i personaggi che caratterizzano il mondo di gioco, finiranno tutte per confluire in un unico finale (due se vogliamo essere pignoli: e più non dico).

BRIGANDINE: The Legend of Runersia per PlayStation 4

Tanto per togliersi subito il dente, la qualità della scrittura rappresenta a mio avviso l’elemento più debole dell’intera produzione, che nonostante non si vergogni di affrontare temi anche delicati, come ad esempio l’emarginazione, risulta a tratti inutilmente prolissa, gettando all’aria il corposo lavoro svolto in termini di una lore estremamente ricca e dettagliata. L’indubbio vantaggio reso dalle sei differenti linee narrative, pertanto, finisce per ricadere interamente sulla rigiocabilità di questo BRIGANDINE: The Legend of Runersia, che vede quindi lievitare sensibilmente le circa venti ore che accompagnano un singolo playthrough. Come se non bastasse, una volta completata una delle sei campagne, sbloccheremo anche una modalità libera, tramite la quale potremo comporre liberamente il nostro reggimento e lanciarci nell’unificazione di Runersia, nel tentativo di accumulare il più alto punteggio possibile.

Dire, fare, pianificare

Qualunque sia la fazione scelta, a non cambiare sarà il gameplay di fondo, che possiamo sinteticamente definire nei confini degli RPG strategici. Soverchiante, almeno ad un primo impatto, è il numero di meccaniche che regola la produzione Matrix Software, ma che fortunatamente potremo metabolizzare con semplicità grazie ad un comodo tutorial, disponibile nel menu principale, e che ci consentirà di prendere confidenza con le molteplici opzioni ludiche presenti. Tutto prende il via all’interno di una mappa in stile Risiko, suddivisa in un certo numero di basi colorate, ognuna appartenente ad una delle sei nazioni: il nostro scopo, proprio come nel celebre board game, sarà quello di conquistare tutti i territori nemici, in un numero di turni di gioco che varierà in base al livello di difficoltà selezionato.

BRIGANDINE: The Legend of Runersia per PlayStation 4

Per farlo potremo contare sul nostro sovrano e su vari Rune Knights, ognuno al comando di una truppa di creature, che potremo evocare tramite il menu di ciascuna base, oppure catturare sul campo. Tutto sarà scandito lungo tre distinte fasi di gioco: una di preparazione, in cui potremo spostare i nostri drappelli tra le città in nostro possesso, modificare equipaggiamenti, livellare, oppure assegnare alle truppe che non vorremo utilizzare delle missioni secondarie, utili per reclutare nuovi Rune Knights, accumulare esperienza o recuperare equipaggiamenti; si passa poi alla fase di pianificazione, durante la quale potremo scegliere quali roccaforti nemiche attaccare, a patto che siano comunicanti con uno dei nostri punti di partenza; chiude il cerchio il combattimento vero e proprio, che prenderà vita in mappe suddivise in esagoni, all’interno delle quali si svolgerà la parte più attiva del gameplay di BRIGANDINE: The Legend of Runersia.

Attacco o difesa?

Una volta sul campo di battaglia, l’azione sarà quella classica degli RPG strategici, con le nostre truppe (suddivise in squadre, ognuna con a capo un Rune Knight) che si muoveranno secondo la classica sequenza a turni: il nostro obiettivo sarà quello di sconfiggere tutte le forze avversarie, oppure conquistare (o difendere, qualora fossimo noi ad essere invasi) la fortezza da loro difesa, il tutto entro dodici turni di gioco. Si tratta, invero, di una stortura decisamente atipica per il genere in questione, che fa della pianificazione anche a lungo termine degli scontri uno degli elementi cardine, ma che proprio per questo senso di urgenza viene drasticamente a mancare: saremo pertanto costretti a pensare ed agire più rapidamente del solito.

BRIGANDINE: The Legend of Runersia per PlayStation 4

Per il resto tutto rientra nei canoni che sarebbe lecito aspettarsi, con il classico movimento a caselle che si accompagna ad attacchi ravvicinati e ranged, ognuno legato alle differenti specializzazioni delle creature e dei cavalieri in nostro possesso. A sparigliare un poco le carte ci pensa la conformazione del terreno, che a seconda delle affinità di ciascun guerriero, può potenziare od indebolire le statistiche di lotta. Quello che ci troviamo davanti, pertanto, è un titolo ruolistico abbastanza canonico, ma comunque solido e divertente nei suoi fondamenti, che ha nei citati limiti temporali, ed in una conformazione delle mappe di gioco non irresistibile, le sue uniche pecche.

Bellezza statica

Pretendere la luna da una produzione sicuramente non dotata di un budget sontuoso, sarebbe quanto mai pretestuoso, pertanto quello che troveremo sullo schermo non sarà certo in grado di farci strabuzzare gli occhi per la sorpresa: ad eccezione dei vari artwork che accompagnano le digressioni narrative ed i vari ritratti di Rune Knights e creature, realizzati con estrema cura e dotati di uno stile quanto mai unico e personale, tutto il resto si muove nei confini della piattezza generale. A risentire maggiormente di questi limiti è l’azione sul campo di battaglia, dove i modelli dei personaggi mettono in luce una risicatezza poligonale assai accentuata, così come piatte e decisamente spoglie sono le varie ambientazioni in cui ci troveremo a combattere.

BRIGANDINE: The Legend of Runersia per PlayStation 4

Molto buono l’accompagnamento audio, che può vantare una colonna sonora evocativa ed un solido doppiaggio in giapponese, purtroppo sottotitolato unicamente in inglese, tra l’altro anche più complesso della media. Insomma, siamo in linea con quanto già sperimentato nella release per Nintendo Swtich, pertanto la scelta della versione da acquistare dipenderà unicamente dal modo in cui volete lanciarvi alla conquista di Runersia.

A chi consigliamo BRIGANDINE: The Legend of Runersia?

Decisamente spiazzante a primo impatto, vista la mole di nozioni che vi verranno rigurgitate a schermo, BRIGANDINE: The Legend of Runersia è uno strategico che getta con forza in pasto al giocatore tutte le proprie carte. Coloro che avranno un minimo di pazienza, e non si lasceranno spaventare da statistiche e tutorial corposi, si troveranno davanti un RPG strategico sicuramente intrigante e longevo, che seppur con evidenti limiti di budget, riuscirà ad intrattenere a dovere gli amanti delle mai troppo vetuste caselle esagonali.

  • Meccaniche varie e stratificate
  • Ottima longevità e rigiocabilità

  • Scrittura blanda
  • Tecnicamente rivedibile
BRIGANDINE: The Legend of Runersia
3.5

Solida strategia a portata di grande schermo

BRIGANDINE: The Legend of Runersia segna il ritorno di una saga sicuramente misconosciuta ai più, ma che gli appassionati di RPG strategici farebbero bene a non lasciarsi scappare. Nonostante una componente tecnica sontuosa, difatti, la produzione Matrix Game è riuscita a mettere in piedi un titolo solido e stratificato nelle sue meccaniche di base, oltre che dotato di una longevità di tutto rispetto, ma anche di una discreta dose di rigiocabilità. Non mancano, comunque, alcune storture, non certo in grado di minare la bontà generale, ma che impediscono a BRIGANDINE: The Legend of Runersia di raggiungere le vette del genere. Una produzione sicuramente minore e di nicchia, ma che merita senza dubbio una chance, con la speranza che un eventuale successo possa portare nuova linfa a questa IP dal potenziale sicuramente intrigante.

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Simone Cantini
Gamer cresciuto all’ombra del tubo catodico, sia in casa che in sala giochi, amante del Giappone in ogni sua forma, traduttore freelance e aspirante musicista non ancora pronto ad appendere lo strumento al chiodo. Quando non sogna di attraversare per l’ennesima volta l’incrocio di Shibuya, si diletta con ogni tipo di console presente sulla terra.

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