Ninja Scroll – Recensione

Lo storico lungometraggio di Yoshiaki Kawajiri è disponibile in Blu-ray e DVD targati Koch Media. Ecco la nostra recensione di Ninja Scroll

Ninja Scroll - Recensione

Capolavoro indiscusso della decade più fruttuosa, se si parla di cinema d’animazione giapponese, Ninja Scroll è un opera del 1993 che, insieme a titoli come “Ghost in the Shell” e “Akira”, fa parte di quell’ondata di produzioni che si è imposta nel mercato, riuscendo così non solo a superare le linee dei confini orientali ma anche ad entrare prepotentemente nell’immaginario collettivo occidentale.

Scritto e diretto da Yoshiaki KawajiriNinja Scroll va a romanzare la rivalità tra i clan Tokugawa e Toyotomi che esplose nel XVII secolo in violenti conflitti, riscrivendo così un tassello importante della storiografia giapponese, esasperandone il macabro e inserendo una forte componente fantasy che ruota soprattutto attorno ai numerosi villain di cui la pellicola si fa carico.

Ninja Scroll - Recensione

Il film si apre mostrandoci un uomo misterioso intento a oltrepassare un vecchio ponte in legno, quando il silenzio e la desolazione scanditi dal leggero passo del viandante vengono interrotti dal brusco arrivo di alcuni mercenari che si scagliano contro l’uomo incolpandolo di avergli negato la possibilità di guadagnare trecento monete d’oro. Con questa sequenza introduttiva l’autore riesce a narrarci senza peli sulla lingua di un Giappone corrotto, dove a regnare sovrane sono la violenza e la malvagità degli uomini.

Kawajiri, inoltre, ci dà subito un assaggio stilistico dell’ora e mezza che passeremo assieme al misterioso viandante. Parliamo infatti di immagini crude, nelle quali non si sprecano scie di sangue e smembramenti che chiariscono gli intenti splatter e goore dell’autore.

Jubei Kibagami, il viandante, è anch’egli un ninja mercenario, un ronin che ha intrapreso un pellegrinaggio di sangue e violenza, prestando i suoi servigi a nobili e non dei villaggi che facevano da tappe del suo percorso. Il personaggio creato da Kawajiri si rifà alla personalità (anch’essa realmente esistita) di Yagyu Jubei, un uomo che lascia intravedere nel suo agire una forte moralità.

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Le vicende che seguono prendono il via dall’incontro con Daukan, un bizzarro vecchietto dagli strani poteri che presta i suoi servigi come agente segreto presso il clan dei Tokugawa, e con la bella Kagero del clan Toga, unica sopravvissuta del suo battaglione di ninja all’attacco degli otto demoni di Kimon, capitanati dal truculento Genma, vecchia conoscenza del nostro protagonista. Da questo punto in poi la narrazione si presta ad una duplice lettura: da un lato vediamo Jubei alle prese con gli otto demoni, dall’altro il suo rapporto con Kagero prende il sopravvento sempre più sulle vicende.

Gli scontri con i guerrieri di Genma sono frenetici e si susseguono velocemente, lasciando lo spettatore sempre spiazzato dinanzi a una cura nei dettagli e a una componente artistica sublime. Questi esseri, dotati di una forza sovrumana e capaci di controllare misteriose tecniche magiche, occupano gran parte del tempo concessoci dalla pellicola, e con il loro agire lasciano indizi sui loro più concreti intenti, ossia proteggere un carico d’oro imbarcato su una nave, con il quale il loro padrone avrebbe creato un esercito di ninja e preso il potere divenendo il nuovo Shogun del Giappone.

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Ad avere misteriosi poteri però non sono solo gli otto demoni, ma anche la stessa Kagero, che riesce, attraverso il contatto fisico, ad avvelenare la vittima. Condizione che salva più volte la nostra eroina, ma che la costringe ad una vita di solitudine in balia del solo ricordo dell’amore. Il ritmo del film è incalzante, quasi come un crescendo che vede i suoi picchi in scene di estrema violenza, ma che lascia largo spazio ad ogni personaggio di esprimere la propria linea caratteriale.

Tra un combattimento e una scena dal forte stampo erotico possiamo ricalcare le varie personalità, facendo sempre più attenzione non solo al protagonista ma anche alla sua nuova compagna di viaggio, la fragile guerriera costretta nel suo corpo avvelenato.

Per quanto concerne il comparto tecnico, l’opera si dimostra molto più che gradevole anche a più di venticinque anni dall’uscita, con animazioni fluide e un comparto registico sublime. Come già sottolineato, la sceneggiatura è dinamica e lineare, e riesce a raggiungere il perfetto mix tra azione e narrazione. A far da tappeto sonoro all’avventura di Jubei è la colonna sonora composta dal maestro Kaoru Wada, che sceglie di accompagnare le vicende sia con temi veloci che con dolci melodie che tengono per mano le scene con accenti drammatici, piccole perle che quasi sicuramente porteranno lo spettatore alla commozione.

Ninja Scroll - Recensione

Un’opera mastodontica

Ninja ScrollAnche a venticinque anni dall’uscita nelle sale giapponesi, Ninja Scroll si presenta, agli occhi degli appassionati e non, come un’opera senza tempo, in grado di dare al fruitore picchi di adrenalina, spunti riflessivi nonché momenti di estrema dolcezza.

Grazie alle sapienti mani di Koch Media e Yamato Video, è inoltre disponibile una splendida edizione in DVD e Blu-ray (che trovate anche su Amazon). Oltre alla pellicola e a numerosi e interessanti contenuti extra, troviamo all’interno del cofanetto un booklet esclusivo di ventiquattro pagine, che raggruppa al suo interno non solo sketch dei personaggi, ma anche preziose informazioni sulla pellicola e sul suo autore.

Must senza tempo, consigliato

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Giovanni Macina
Cresciuto a pane e picchiaduro giapponesi, appassionato del lavoro di Hidetaka Miyazaki. Quando non rigioca alla saga di KINGDOM HEARTS, passa il tempo a difendere FINAL FANTASY XV dalle grinfie di BaSS.

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