SAMURAI WARRIORS 5 – Recensione

Dal 27 luglio SAMURAI WARRIORS 5 è disponibile in Europa. Calandoci nei panni di Oda Nobunaga e Mitsuhide Akechi, svisceriamo l’ultimo Sengoku Musou nella nostra corposa recensione

SAMURAI WARRIORS 5 – Recensione

A distanza di ben diciassette anni dal rilascio dell’episodio inaugurale, la saga di Sengoku Musō, nota nei paesi occidentali come SAMURAI WARRIORS, rinnova finalmente le carte in tavola con il suo quinto episodio numerato, in arrivo il prossimo 27 luglio sul territorio europeo. Non lo fa, tuttavia, come la saga gemella DYNASTY WARRIORS, che ha proposto un radicale cambio di rotta nel gameplay e una dubbiosa svolta open world che lo ha trasformato in un titolo asettico e lontano dalle aspettative dei fan, bensì dal punto di vista della narrazione e dell’estetica. SAMURAI WARRIORS 5 ci narra infatti le vicende che hanno portato Oda Nobunaga a diventare il Re Demone che tutti noi abbiamo imparato a conoscere nei precedenti giochi del franchise di KOEI TECMO GAMES.

Lo ritroveremo al centro di entusiasmanti battaglie, che inizieranno nel momento in cui il giovane samurai e il suo amico d’infanzia Toshiie Maeda decideranno di unificare le terre del Sol Levante sotto un’unica bandiera. La storia a cui prenderemo parte comincerà proprio con l’assalto dei due all’esercito di Imagawa, con lo scopo di arruolare tra le proprie fila il giovane Ieyasu Tokugawa. Sul suo cammino Nobunaga si imbatterà in un abile e ambizioso spadaccino, Mitsuhide Takeshi. I due, compagni e rivali, si ispireranno a vicenda e insieme affronteranno le più potenti armate del Giappone, mostrando la loro incredibile potenza sui campi di battaglia.

Da appassionati del franchise Musou, e da fan del quarto capitolo in particolare, abbiamo messo sotto torchio SAMURAI WARRIORS 5, disponibile da questo 27 luglio in Europa su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC. Ecco la nostra recensione.

SAMURAI WARRIORS 5

  • Titolo: SAMURAI WARRIORS 5
  • Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch
  • Versione analizzata: Xbox One (EU)
  • Genere: Action, Hack and Slash
  • Giocatori: 1-2
  • Publisher: KOEI TECMO GAMES
  • Sviluppatore: Omega Force
  • Lingua: Inglese (testi), Giapponese (doppiaggio)
  • Data di uscita: 27 luglio 2021
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: nuovi capitoli, armi, , BGM, costumi aggiuntivi per i personaggi
  • Note: Treasure Box in edizione limitata disponibile solo per PS4 e Nintendo Switch

Abbiamo recensito SAMURAI WARRIORS 5 con un codice Xbox One fornitoci gratuitamente da KOEI TECMO GAMES tramite Koch Media.

SAMURAI WARRIORS 5 – Recensione

I’m the bad guy

Nonostante il nostro lungo spiegone pubblicato qualche tempo fa, sono in molti ancora a non aver ben chiaro in mente cosa sia un “Musou”. Più che di una tipologia di giochi, si tratta di una serie, un franchise di titoli che in Giappone contengono tutti il suddetto termine nel proprio nome, che in Occidente è stato localizzato come “Warriors”. Il filone principale della serie è quello ambientato nelle Cronache dei Tre Regni dell’antica Cina, Shin Sangoku Musō. “Shin” perché in realtà quello che da noi arrivò come DYNASTY WARRIORS 2 in Giappone era il primo episodio del filone uno contro mille, il primo dei giochi era infatti un classico picchiaduro a incontri, giunto anche in Europa sulla prima PlayStation. SAMURAI WARRIORS è invece una riproposizione della medesima formula, ma ambientata nel periodo degli stati belligeranti del Giappone feudale, la storia dei più celebri samurai dell’epoca come Sanada Yukimura, Uesugi Kenshin, Date Masamune e molti altri. In essi, Oda Nobunaga occupava sempre il ruolo di antagonista principale, un invincibile generale dall’aura oscura in grado di incutere timore con un semplice sguardo.

Dopo quattro episodi numerati e diversi spin-off, il più recente incentrato sul casato dei Sanada, SAMURAI WARRIORS 5 ci mette dall’altro lato della barricata, proponendo una storia incentrata proprio su Nobunaga, sulla sua ascesa e caduta. Spoiler? Può darsi, ma essendo eventi storici realmente accaduti, il gioco stesso non si preoccupa minimamente di tenerci all’oscuro sul destino che attende il nostro magnetico protagonista, descrivendo vita, morte e miracoli suoi e degli altri personaggi nelle schermate di caricamento di ciascuna battaglia. L’importante è divertirsi: alla fine, i Warriors sono fatti per questo. Anche perché la narrazione in linea generale è strutturata in maniera piuttosto confusionaria, e sono dell’idea che solo gli esperti di Storia Giapponese e i giapponesi stessi riescano a godersela appieno.

Oda Nobunaga, versione matura

Questo perché, tra gli splendidi filmati che impreziosiscono i momenti salienti e le sequenze in cui i personaggi interagiscono fra loro, il resto della storia è ancora raccontato tramite le parole del narratore che ci introduce gli eventi (con uno stile grafico decisamente accattivante) e soprattutto tramite i costanti dialoghi che avvengono durante le missioni. Durante le battaglie, purtroppo, ci capiterà di perderci alcuni importanti passaggi di storia, dato che saremo impegnati a falciare centinaia e centinaia di soldati utilizzando tutto l’arsenale di mosse a nostra disposizione. L’unica soluzione possibile per permetterci di coglierli appieno sarebbe quella di proporre un doppiaggio italiano, ma sappiamo bene quanto ciò sia irrealizzabile per un gioco di nicchia appartenente alla serie di Omega Force.

Una spada per Lord Nobunaga

Chi apprezza da sempre questa serie di titoli sa bene che più che la storia, il vero divertimento è dato dal sistema di gioco in sé, frenetico e appagante come pochi altri giochi d’azione sul mercato. La caratteristica principale di SAMURAI WARRIORS 5, come degli altri esponenti del franchise, è data dal fatto che ci ritroveremo a impersonare uno fra i numerosi guerrieri dalla sconfinata potenza in grado di contrastare da soli eserciti interi di soldati, capitani di plotone e generali, imbracciando una katana, naginata, kusarigama e chi più ne ha più ne metta. Utilizzando due pulsanti saremo in grado di concatenare combo e azioni speciali, e sconfiggendo le semplici reclute riempiremo gli indicatori “Rage” e “Musou” che ci consentiranno di scatenare tutta la nostra sconfinata potenza. A livello di gameplay il titolo non si discosta moltissimo dal precedente episodio, come nemmeno dal più recente WARRIORS OROCHI 4 Ultimate, proponendo ancora una volta l’Hyper Attack che ci consente di letteralmente di spazzare a terra con i nostri avversari, rendendo le combo ancora più dinamiche e aiutandoci a raggiungere più facilmente il migliaio di nemici sconfitti.

Just Yamanaka.

Just Yamanaka.

Le modalità principali di SAMURAI WARRIORS 5 sono due: la Musou Mode, che segue la storia dal punto di vista di Nobunaga e Mitsuhide, e la Citadel Mode. All’interno di esse sarà possibile interagire con una serie di elementi secondari, come il negozio, il dojo, il fabbro o le scuderie, per migliorare il nostro equipaggiamento e la cavalcatura, nonché l’immancabile Free Mode, stavolta inserita all’interno della modalità principale e accessibile per ciascuna missione già completata. Come già anticipato poc’anzi, Musou Mode ci mette di fronte a due diversi punti di vista per la stessa storia. Inizieremo nei panni di Nobunaga per sei capitoli, nel corso dei quali sbloccheremo il punto di vista di Mitsuhide sulle vicende, nonché una serie di battaglie secondarie che vedono protagonisti comprimari quali Tokugawa o Hideyoshi. Completando la storia principale sbloccheremo inoltre una terza categoria di missioni chiamate “Secret History”, che comprendono scenari alternativi che ci consentono di utilizzare personaggi secondari, come Yoshimoto Imagawa.

Tenka Fubu

La modalità alternativa, Citadel, è composta da una serie di missioni di difficoltà crescente che hanno come scopo lo sterminio di orde di nemici che attaccheranno la nostra base sulla mappa, e dovremo farle fuori nel minor tempo possibile, ottenendo il punteggio più alto. Se la modalità storia ci chiederà di volta in volta di scegliere fra una serie di personaggi preimpostati, nella Citadel avremo a disposizione tutti quelli che avremo già sbloccato. In questa, come nella modalità Musou, potremo sceglierne due per volta e passare da uno all’altro in qualsiasi momento con la semplice pressione di un tasto. Sarà possibile inoltre evocare una serie di truppe di soldati semplici che potremo selezionare prima di entrare in battaglia.

SAMURAI WARRIORS 5, recensione del titolo di KOEI TECMO GAMES

In questa modalità, inoltre, la scelta dei personaggi influenzerà l’indicatore del legame che intercorre fra uno e l’altro, al riempimento del quale sbloccheremo una speciale cutscene da vedere nell’apposita voce di menu “Hermit’s Retreat”. Ripetendo le missioni della Citadel, inoltre, accumuleremo risorse che ci serviranno a migliorare le succitate strutture presenti nel menu “My Castle”, che ci consentiranno di migliorare più facilmente personaggi ed equipaggiamenti e di ottenere armi sempre più potenti. Sfortunatamente, la Citadel Mode è un po’ il tallone d’Achille del titolo in esame, poco interessante e ben lontana dalle modalità secondarie viste in SAMURAI WARRIORS 4 e 4-II, come quella che ci consentiva di creare un guerriero personalizzato e conquistare il Giappone, e la modalità sopravvivenza che metteva a nostra disposizione livelli generati proceduralmente. Un vero peccato.

Tra gli elementi che ho apprezzato maggiormente di SAMURAI WARRIORS 5 troviamo un chiarissimo albero delle abilità per ciascun personaggio, che potremo migliorare grazie agli appositi punti e che ci consentirà di personalizzare ognuno dei 37 guerrieri del roster secondo le nostre esigenze. Maggiore forza, velocità o difesa, segmenti aggiuntivi per la barra Musou, più punti esperienza o denaro ottenuti e molto altro ancora. Ciascuno dei samurai avrà la propria arma prediletta e un livello di padronanza per la stessa, ma il gioco ci offre la libertà di scegliere di equipaggiare Nobunaga e compagni con qualsiasi tipologia di strumento offensivo. Tuttavia, il moveset di ciascun guerriero è determinato proprio dal tipo di arma in uso e un Mitsuhide equipaggiato con la doppia katana, avrà ad esempio lo stesso set di combo di Tokugawa, che utilizza le medesime armi di default. Utilizzando maggiormente figure come Nobunaga e Mitsuhide è normale che salgano più facilmente di livello e diventino più potenti degli altri, è anche vero però che con qualche piccolo accorgimento è facile riuscire a “rompere” il gioco. Per esempio, utilizzando un’arma a cui daremo l’abilità di ricarica automatica della barra Musou e utilizzando un cavallo potremo sterminare interi eserciti di nemici a ripetizione, raggiungendo come niente i tre-quattromila nemici sconfitti e spazzando via anche i boss in pochi istanti.

Tra le poche ma importanti novità a livello di gameplay troviamo le Ultimate Skill, che sostituiscono quasi del tutto i power up e gli oggetti che potevamo trovare nelle mappe nei precedenti capitoli, ormai riservati solo al ripristino dell’energia e degli indicatori speciali. Potremo impostare un massimo di quattro abilità speciali per ciascun personaggio, e le utilizzeremo con la pressione di un tasto dorsale in combinazione con uno dei tasti azione. Ci serviranno a ripristinare parte del segmento della barra Musou, ad aumentare la nostra forza o velocità, ad eseguire attacchi speciali unici per ciascun guerriero e molto altro ancora. Ciascuna abilità necessita di un periodo di cooldown e finirete per trovarle indispensabili in numerosi frangenti.

SAMURAI WARRIORS 5, recensione del titolo di KOEI TECMO GAMES

Alla fine di ciascuna missione verremo premiati con un voto, determinato dagli obiettivi perseguiti in missione: alcuni saranno obbligatori, mentre altri dovranno essere innescati secondo particolari condizioni. Non sempre sarà necessario scoprirli e portarli tutti a termine per ottenere il punteggio massimo, ma finire con una fila di “S” fa sicuramente il suo effetto, anche per via dei punti esperienza e degli oggetti ottenuti. Alcune missioni secondarie, infine, potranno essere sbloccate solo se alcuni incarichi di storia saranno stati completati con il giudizio più alto. SAMURAI WARRIORS 5 può essere giocato anche in multiplayer, con due giocatori in split-screen oppure online. È possibile condividere col secondo giocatore qualsiasi battaglia delle modalità Musou, Free o Citadel. In fase di recensione abbiamo testato la modalità cooperativa in locale e, almeno su Xbox Series X, il gioco è quasi sempre fluido, ma pecca abbastanza in risoluzione. Noterete vistosi rallentamenti solo nel caso decidiate di scattare uno screenshot con l’apposito pulsante.

Samurai Shodō

SAMURAI WARRIORS 5 è stato sviluppato per le console di ormai scorsa generazione, PlayStation 4 e Xbox One, nonché Nintendo Switch e PC. Purtroppo, per consentirgli di girare anche sulla console Nintendo senza troppi salti mortali da parte dei developer, il comparto tecnico risulta a conti fatti il maggior difetto della produzione. Su nessuna delle console vecchie e nuove il titolo di Omega Force non supera la risoluzione di 1080p, pur mantenendo i 60fps quasi sempre granitici su Xbox Series X, sulla quale abbiamo avuto modo di testare a fondo il titolo. Tuttavia, c’è da dire che KOEI TECMO GAMES ha pubblicizzato una fantomatica versione Series X|S del gioco che purtroppo non esiste, nonostante il logo della console next-gen sia presente sul sito ufficiale, sulla confezione del gioco e su tutte le applicazioni grafiche.

 

SAMURAI WARRIORS 5, recensione del titolo di KOEI TECMO GAMES

Purtroppo si tratta solo di retrocompatibilità, ma ci saremmo aspettati almeno di vederlo con caricamenti istantanei in ogni istanza e una risoluzione in 4K — segnalata sulla confezione del gioco e sullo store Microsoft, ma a conti fatti inesistente —  a cui dovremo rinunciare in funzione della fluidità estrema del gioco stesso. Su Nintendo Switch si nota un aliasing ancora più evidente rispetto alle home console, accompagnato dai canonici 30 fotogrammi al secondo e con meno nemici mostrati sullo schermo. Tuttavia, se amate giocare in mobilità, è un compromesso più che accettabile, perché la resa finale è sacrificata, ma non assolutamente pessima.

Rispetto al capitolo precedente, SAMURAI WARRIORS 5 vede un sostanziale cambio di rotta dal punto di vista estetico, prediligendo un cel-shading che rende i personaggi quasi bidimensionali rispetto al classico 3D dei titoli precedenti. Questo, unito agli splendidi effetti pennellati in stile giapponese antico, conferisce una vena di freschezza al titolo, e il character design gioca un ruolo fondamentale, riscrivendo gran parte dei personaggi sotto una luce totalmente diversa e decisamente apprezzabile, introducendo alcune figure inedite e davvero molto interessanti. L’impatto visivo è probabilmente una delle novità più grandi di questo quinto capitolo, unito alla scelta di voler narrare una porzione inedita di storia piuttosto che riproporre ancora una volta le classiche vicende ambientate successivamente. Oltre ai 37 personaggi che compongono l’immenso roster, troveremo due versioni “mature” di Nobunaga e Mitsuhide, ma non mi è ancora molto chiaro del perché siano stati solo loro due a invecchiare in mezzo a tutti gli altri.

Questa storia si svolge nel periodo Sengoku, durante il quale un ordine sociale invertito iniziò a diffondersi in tutto il Giappone. Mentre la guerra infuria, diverse figure influenti fanno la loro comparsa cercando di regnare supremi in questi tempi turbolenti.

Tra queste figure il grande daimyo Yoshimoto Imagawa inviò le sue truppe come scorta per il daimyo minore della nazione vicina, Ieyasu Tokugawa, tenuto come ostaggio. Ma una persona stava tenendo tutto sott’occhio dall’alto… Si tratta di Nobunaga Oda. La storia inizia con Nobunaga che, assieme al suo amico di infanzia Toshiie Maeda, inizieranno un raid contro l’armata di Imagawa in modo da poter salvare Ieyasu.

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SAMURAI WARRIORS 5, recensione del titolo di KOEI TECMO GAMES

A chi consigliamo SAMURAI WARRIORS 5?

L’ultima fatica del team che ha dato i natali a questa saga è un ottimo punto di ingresso per chiunque non abbia mai giocato a SAMURAI WARRIORS, non necessita di alcuna conoscenza pregressa della saga fino a questo punto. Diversamente dall’ultimo DYNASTY WARRIORS uscito, non presenta una localizzazione in lingua italiana, ma solo inglese, mentre l’unico doppiaggio presente è quello giapponese. Vi divertirete se amate l’azione frenetica e l’ambientazione Sengoku, se cercate un passatempo coinvolgente ma non troppo difficile e se avete bisogno di un titolo capace di farvi sentire appagati e capace di alleviare il vostro stress. Sotto questo aspetto, SAMURAI WARRIORS 5 è decisamente il meglio a cui possiate aspirare.

  • Character design carismatico e stile grafico vincente
  • Più fluido e frenetico di sempre
  • Buon sistema di sviluppo dei personaggi
  • Storia interessante e densa di colpi di scena…

  • …Narrata, tuttavia, in maniera ancora confusionaria
  • Modalità secondaria decisamente trascurabile
  • Un po’ arretrato dal punto di vista tecnico
SAMURAI WARRIORS 5
4.2

Classico nel gameplay, stilisticamente innovativo

La scelta di non modificare in maniera radicale il gameplay a cui i fan sono abituati risulta vincente per SAMURAI WARRIORS 5 più di quanto quella di stravolgere tutto fu per DYNASTY WARRIORS 9. Proponendo una storia finora mai raccontata e un protagonista che chiunque ha sempre voluto impersonare nella sua veste più impetuosa e accattivante, il quinto Sengoku Musou è stato in grado di conquistarci e tenerci incollati al televisore per un numero incalcolabile di ore. La sua estetica è uno degli elementi che ci ha convinti maggiormente, l’idea di utilizzare uno stile classico ricco di pennellate per gli attacchi, l’interfaccia grafica e i filmati, contribuisce a creare un’atmosfera tradizionale e un look decisamente più moderno di tutti gli altri esponenti del franchise di KOEI TECMO GAMES. Peccato che il publisher abbia scelto di non pubblicare una versione del titolo per le console di nuova generazione, e i possessori di PS5 e Xbox Series X|S dovranno accontentarsi di giocarlo in retrocompatibilità, rinunciando al 4K, ai caricamenti istantanei e ad altre possibili funzionalità legate al DualSense o al Quick Resume. Probabilmente per questo dovremo aspettarci una versione “Xtreme Legends” nei prossimi due anni, ma al momento non ci resta che divertirci sfruttando le notevoli potenzialità di uno dei migliori Warriors mai concepiti.

Trent’anni passati a inseguire il sogno giapponese, fra un episodio di Gundam e un match a Street Fighter II. Adora giocare su console e nelle sale giochi di Ikebukuro che ormai, per quanto lontana, considera una seconda casa.

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