LAND OF THE LUSTROUS – Recensione del primo volume

Arriva in Italia grazie a J-POP Land of the Lustrous, il manga che ha ispirato l’adattamento animato in CGI disponibile su VVVVID. Ecco la nostra recensione del primo volume!

LAND OF THE LUSTROUS - Recensione del primo volume

Se seguite il mondo dell’editoria manga italiana da più di qualche anno, è probabile che vi ricordiate la perdita dei diritti delle opere di Kodansha da parte di J-POP Manga avvenuta nel 2016, a seguito della quale la pubblicazione di numerose serie rimase interrotta e, nel migliore dei casi, riprese e continuò grazie ad altre case. La collaborazione fra l’editore nostrano e il colosso giapponese è ripartita tuttavia nel settembre del 2019, quando il manga shonen di grande successo The Quintessential Quintuplets venne annunciato nel nostro paese. Due mesi più tardi, durante la tipica conferenza del Lucca Comics & Games 2019, J-POP ha rivelato l’acquisizione di un paio di nuove licenze provenienti dal parco titoli Kodansha, fra le quali è subito spiccata quella di un manga fino a quel momento ignorato dagli altri editori italiani: Land of the Lustrous. Giunto sugli scaffali di librerie e fumetterie italiane il 27 maggio 2020, ecco la nostra recensione del primo volume.

Land of the Lustrous, traduzione del titolo originale Houseki no Kuni (宝石の国), è un seinen manga scritto e illustrato dall’autrice Haruko Ichikawa sulle pagine della rivista Monthly Afternoon di Kodansha, patria di numerosi capolavori e opere di successo del fumetto giapponese (come L’Immortale o Vinland Saga). Serializzato a partire dall’ottobre del 2012 e tuttora in corso, raccolto in 10 volumi, Land of the Lustrous ha visto la sua popolarità aumentare nell’autunno del 2017 grazie all’adattamento animato prodotto dallo studio Orange, uno dei pionieri dell’utilizzo della CGI nelle produzioni animate per il medium televisivo, a cui dobbiamo anche l’ottimo BEASTARS. Realizzato per l’appunto in grafica tridimensionale, tuttora ritenuto fra i migliori esempi di applicazione di questa tecnica nel settore, l’anime di Land of the Lustrous è andato in onda dall’ottobre al dicembre del 2017 per un totale di 12 episodi e ha avuto un grande successo nella community di appassionati. Nel nostro paese è stato licenziato in simulcast da Dynit ed è disponibile in streaming legale e gratuito sulla piattaforma VVVVID.

Land of the Lustrous è un manga per il quale non esiterei a utilizzare l’abusato termine “originale” se dovessi riassumerlo in una sola parola. Persino il suo genere è di difficile classificazione, visto che si tratta di un riuscito mix fra fantasy e fantascienza con una spruzzata di combattimenti degni di un battle shonen. La storia è ambientata in una terra misteriosa circondata dal mare dove abitano delle gemme antropomorfe asessuate che vivono sotto la guida di un Sensei. Costui, l’unico essere all’apparenza umano, insegna loro come condurre un’esistenza retta e produttiva assegnando a ciascuna uno specifico compito, sulla base delle sue caratteristiche e abilità innate, affinché contribuisca al benessere della comunità. Tali gemme vivono sotto la costante minaccia dei Cacciatori della Luna, creature inquietanti che mirano a impossessarsene per i loro scopi. Il protagonista Phosphophyllite, per gli amici Phos, è una gemma dai capelli color verde acqua che, per via della sua goffaggine e della sua estrema fragilità, è vittima delle continue prese in giro dei suoi compagni. Un giorno, Phos riceve dal Maestro un incarico speciale che determinerà una svolta nella sua vita.

La prima cosa che salta all’occhio, visto che anche il sottoscritto ha aderito a questa convenzione nelle righe che state leggendo, è l’utilizzo del maschile da parte del traduttore italiano per riferirsi alle varie gemme presentate nel corso del volume. Tale decisione può risultare spiazzante e a tratti strana, viste le sembianze senza ombra di dubbio femminili dei personaggi (eccezion fatta per il Maestro), sensazione ancor più accentuata nell’anime dove ciascuno di loro è doppiato da una donna, ma risulta in linea con la volontà dell’autrice di enfatizzare l’assenza della componente sessuale nell’aspetto e nella caratterizzazione delle gemme. Una volta metabolizzata questa particolare scelta artistica, il volume d’esordio di Land of the Lustrous ci presenta il primo manipolo di personaggi che accompagneranno le disavventure dello sfortunato e incompreso protagonista.

Oltre al Maestro, incontriamo Diamond, gemma dal cuore puro e gentile e dai capelli lucenti proprio come il minerale da cui trae origine, il suo compagno di addestramento Bort, dal carattere scontroso e severo ma molto protettivo nei confronti di Diamond, il medico delle gemme Rutile, l’unico in grado di ricostruirle qualora andassero in frantumi, e l’isolato Cinnabar, l’unica gemma incaricata di pattugliare il territorio durante la notte per via dei gas velenosi rilasciati dal suo corpo, la cui situazione attira l’interesse di Phos. In questi primi capitoli non abbiamo ancora una trama di fondo, quanto piuttosto situazioni episodiche che servono per introdurre i personaggi e i primi dettagli sull’affascinante ambientazione, nonché alcuni combattimenti contro gli abitanti della Luna. Per tale ragione, e per via di una narrazione che spesso lavora per sottrazione, molti lettori potrebbero trovare abbastanza freddo e poco accattivante il mondo creato da Haruko Ichikawa, ma da spettatore dell’anime (fedele alla controparte cartacea) posso solo dirvi che il meglio deve ancora arrivare, e che in men che non si dica vi affezionerete alle vicende di Phos e compagni.

La particolarità di Land of the Lustrous è legata anche allo stile di disegno di Haruko Ichikawa. Il tratto della mangaka non brilla per virtuosismo e per livello di dettaglio, ma dona all’opera una personalità forte, che rende i disegni immediatamente riconoscibili e capace di regalarci tavole di grande impatto, dove l’autrice si sbizzarrisce con la sequenzialità e con l’ottimo utilizzo dei neri e dei retini. I combattimenti sono rappresentati con un notevole dinamismo e una buona regia, ma in alcuni casi risultano un po’ confusionari e si fa fatica a comprendere esattamente quello che sta succedendo (difetto del tutto assente nell’adattamento animato). Nel complesso il comparto grafico di Land of the Lustrous è promosso e, trattandosi solo del primo volume, sono certo che nel prosieguo la mangaka saprà rendere il proprio stile di disegno ancora più bello e incisivo.

Sull’edizione italiana proposta da J-POP Manga non posso che spendere parole d’elogio. Per promuovere il primo volume, l’editore ha scelto di pubblicare il manga in un’edizione limitata denominata Jewel Box. Si tratta di un elegante cofanetto che include il volume con una copertina variant sbrilluccicosa e un set di cartoline che raffigurano i personaggi dell’opera, il tutto al prezzo di 7,50 €. Una bellissima iniziativa come le tante a cui l’editore ormai ci ha abituato. Oltre a ciò, l’edizione italiana si presenta in formato 13×18, carta e inchiostro di alta qualità e con la sovraccoperta, in linea insomma con lo standard elevato delle pubblicazioni J-POP.

Un diamante è per sempre

Land of the Lustrous è un manga che doveva arrivare finalmente in Italia, non solo per permettere di scoprire come prosegue la storia a chi, come me, ha seguito l’anime qualche anno fa, ma soprattutto per introdurre al pubblico di appassionati nostrano il talento e la creatività di un’autrice, Haruko Ichikawa, che merita di essere riconosciuta in tutto il mondo. Il primo volume, proposto in un’elegantissima edizione come ormai tradizione dell’editore J-POP, si limita a un’introduzione del contesto e dei personaggi senza creare particolare attesa per il prosieguo, ma suscitando curiosità nel lettore grazie a un mondo affascinante e a uno stile di disegno personale e incisivo. Potrebbe non essere adatto a tutti, o potrebbe lasciarvi indifferenti, ma Land of the Lustrous è una serie che vi consigliamo di provare assolutamente. Si merita tutto il vostro tempo.

Un esordio originale e affascinante

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Alessio Micheloni
Figura mitologica, ossessionata da tutto ciò che proviene dal Giappone, che ama districarsi abilmente fra mille impegni e buoni propositi che non realizzerà mai. Ha tirato più bestemmie in un solo mese che in una vita intera grazie a SEKIRO: Shadows Die Twice e, quando non impugna un controller, si diletta a leggere manga di dubbio gusto.

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