BEASTARS – Recensione della serie animata

BEASTARS, adattamento animato del celebre manga di Paru Itagaki, grazie alla sua grande storia ha favorevolmente impressionato la critica durante il 2019. Ecco a voi la nostra recensione!

BEASTARS - Recensione della serie animata

Era l’8 settembre del 2016 quando, sul settimanale Weekly Shōnen Champion di Akita Shoten, apparve per la prima volta BEASTARS, opera shōnen scritta e disegnata dalla mangaka Paru Itagaki. Negli anni successivi il manga ha riscosso grande successo in patria riuscendo non solo a superare il milione di copie vendute, ma ad essere insignito di numerosi riconoscimenti. Infatti, dopo essere stato il primo manga pubblicato da Akita Shoten ad aggiudicarsi il premio Manga Taishō, quest’ultimo è riuscito a conquistare il New Creator Prize per la miglior opera realizzata da un artista esordiente al Premio culturale Osamu Tezuka e il titolo di miglior manga nella categoria shōnen al 42º Premio Kodansha per i manga. A seguito di questi incredibili successi, mediante il decimo numero del Weekly Shōnen Champion, è stato annunciato un adattamento televisivo del manga, curato dalla Orange Animation, che avrebbe coperto i primi 48 capitoli del manga (corrispondenti ai primi 6 volumi circa). La serie, facente parte della stagione autunnale del 2019, è stata trasmessa dal 9 ottobre fino al 25 dicembre, data dell’annuncio ufficiale di una seconda stagione, su Fuji Television e sarà disponibile in streaming su Netflix a partire dal 13 marzo dell’anno appena iniziato.

La trama di BEASTARS, pur presentandosi in maniera lineare, è in grado di essere tutt’altro che banale, in quanto l’opera, puntata dopo puntata, riesce ad affrontare varie tematiche, appartenenti alle sfere più disparate (come la sociologia, l’amore o la morale), fornendo una serie di spunti di riflessione molto interessanti.

La serie è ambientata in un mondo popolato da animali antropomorfi e civilizzati, in cui, nonostante la convivenza pacifica tra carnivori ed erbivori, vige ancora un certo pregiudizio ed un velato razzismo nei confronti dei primi. E quando un giorno come tanti Tem, una giovane alpaca, viene brutalmente assassinato e divorato da un carnivoro, l’intero istituto Cherryton viene colpito da un’ondata di disagio e sfiducia che coinvolge sia gli studenti erbivori che i carnivori. Il vero protagonista della storia è Legoshi, un grande e taciturno lupo grigio che, nonostante la sua grande bontà d’animo e la rara gentilezza, viene odiato e temuto dai compagni a causa dei forti pregiudizi che hanno riguardo la sua specie. Legoshi fa parte del club di teatro dove, lavorando come tecnico delle luci, fa la conoscenza di altri mammiferi, tra cui spiccano la figure di Louis, cervo rosso e stella indiscussa sia del club che dell’intero istituto Cherryton, e di Bill, carnivoro dotato di grandi ambizioni. La vita del giovane lupo è però destinata a cambiare per sempre quando una notte, mentre fa la guardia al teatro, incontra Haru, piccola coniglietta nana, che farà scattare in lui emozioni e sensazioni contrastanti.

Paru Itagaki all’interno di Beastars è riuscita nell’intento di creare un universo narrativo estremamente complesso e dalle mille sfaccettature. Il mondo creato dall’autrice infatti, seppur presenti evidentissimi riferimenti alla società contemporanea, non è stato pensato per essere una semplice trasfigurazione della moderna società umana, bensì è da considerarsi come un tentativo di immaginare un mondo in cui l’uomo non ha mai vinto la corsa all’evoluzione ed in cui nessuna specie è riuscita a dominare sull’altra. Non a caso la struttura sociale di Beastars non è organizzata sulla base di quella reale bensì è immaginata come se fosse interamente nata dagli animali e modellata sulla base delle caratteristiche naturali di ciascuna specie. L’universo dentro il quale i protagonisti della storia vivono assume dunque grande credibilità, grazie specialmente alla minuziosa descrizione dei contesti sociali e del processo di umanizzazione che caratterizza ogni singolo personaggio. Tale processo è analizzato in maniera sicuramente più solida e strutturata rispetto a moltissime altre opere che nel corso degli anni si sono avvalse del medesimo incipit, dando spazio a numerosissime riflessioni su tematiche di estrema attualità come il razzismo. La società animale descritta in BEASTARS vede la simultanea presenza di due fazioni ben distinte, i carnivori e gli erbivori, che si trovano a convivere in maniera pacifica. Per permettere la pace però i primi hanno dovuto rinunciare ad una dieta a base di carne in favore di una vegetariana, trovandosi di fatto costretti a reprimere una parte importante della propria natura. L’anime ci ricorda continuamente di come però l’equilibrio basato sulla repressione di questi impulsi e sulle imposizioni della società sia in realtà estremamente precario. Infatti, anche in un tentativo di convivenza, l’istinto può facilmente prevalere sulla ragione e portare a spiacevoli conseguenze. Da un lato ci saranno i carnivori che cercheranno in ogni modo di evadere dalle costrizioni imposte dal sistema, mentre dall’altro lato ci saranno gli erbivori che non saranno mai in grado di accettare del tutto la presenza dei primi all’interno della società, proprio perché è del tutto impossibile eliminare l’essenza stessa degli animali in questione. Ciò non significa però che non esistano all’interno della società animali che non siano in grado di tradire la propria natura, in quanto spesso all’interno della storia i personaggi assumono più sfaccettature, alcune delle quali vanno di fatto contro la natura stessa di quella data specie.

La storia narrata attraverso gli occhi dei protagonisti evidenzia come sia estremamente difficile per ciascun animale andare contro i propri istinti naturali. Le disavventure dei due protagonisti, Legoshi e Haru, sono la perfetta rappresentazione delle paure e delle ansie che ciascuno dei personaggi deve provare nel corso della propria vita. Legoshi, che da sempre ha vissuto secondo precisi insegnamenti morali e che si è sempre dimostrato docile e gentile nei confronti dei più deboli, si ritrova totalmente disorientato quando per la prima volta nella sua vita deve fare i conti con il risvegliarsi dei suoi bisogni naturali. L’odore di una piccola ed indifesa coniglietta è sufficiente per destabilizzare totalmente la sua psiche, generando in lui emozioni che non è in grado di accettare, in quanto per tutta la sua vita non ha fatto altro che sopprimere quella voce interiore che gli ordinava di seguire la sua natura. Discorso simile si può fare per Haru che, pur passando molto del suo tempo con Legoshi, quando si trova con lui ogni fibra del suo corpo le suggerisce di scappare, in quanto lei stessa è inconsciamente impaurita da quest’ultimo.

È innegabile che durante il periodo antecedente alla messa in onda della serie sono state molte le perplessità dovute alla scelta da parte di Orange Animation di avvalersi della computer grafica CGI per la realizzazione dell’adattamento animato dell’opera di Paru Itagaki. Tuttavia, guardando i 12 episodi che compongono la prima stagione dell’anime di BEASTARS, è chiaro come in realtà, pur presentando tutta una serie di difetti palesi, la qualità visiva di quest’ultima sia abbastanza buona. Infatti, se da un lato il lavoro fatto per ridurre il contrasto tra i fondali e le parti animate è apprezzabile, è vero anche che spesso e volentieri i modelli non risultano esteticamente gradevoli o addirittura che le animazioni presentano dei cali di frame evidenti che generano dei movimenti poco fluidi. Fortunatamente con il passare delle puntate il livello delle animazioni sembra stabilizzarsi, grazie ad un aumento complessivo della qualità generale. La regia di Shinichi Matsumi è di buon livello ed è in grado, grazie a diversi stratagemmi visivi, di catturare alla perfezione le emozioni e le insicurezze dei personaggi. Particolari sono infatti le scelte registiche usate in alcune delle scene più importanti e significative della storia, a partire da cambi netti nello stile delle animazioni fino all’uso ripetuto di primi piani e split screen, oltre che l’aggiunta di tratti che simboleggiano la tensione e la paura dei personaggi.

Ineccepibile il lavoro fatto per la realizzazione dei fondali e delle ambientazioni che, al contrario dei modelli 3D, risultano infatti essere quasi sempre di ottimo livello; inoltre le inquadrature sono state realizzate in modo tale da ridurre il più possibile il contrasto tra fondali e modelli 3D.  Il cast dei doppiatori è molto vario e figurano nomi come Chikahiro Kobayashi, doppiatore di Legoshi, Yuuki Ono, che presta la voce a Louis, e Sayaka Senbongi, voce di Haru. Il doppiaggio sembra essere complessivamente di buon livello, caratterizzato da delle buone interpretazioni da parte del cast. Tuttavia, forse per la natura stessa della CGI, specie all’inizio dell’opera ogni tanto si ha la sensazione che cozzi con la scattosità di alcune animazioni.

La colonna sonora della serie animata di BEASTARS, curata da Satoru Kousaki, grazie alle sue tonalità tendenti al jazz è in grado di sposarsi perfettamente con l’atmosfera della serie, esaltandone ogni singola scena. Piena di tracce degne di nota, essa riesce infatti ad accompagnare in grande stile le avventure di Legoshi, creando un clima di continua tensione, perfetto per rappresentare l’angoscia provata dai personaggi. Inoltre, delle piccole perle sono i brani “Wild Side”, sigla d’apertura realizzata dal gruppo emergente ALI (forse la più bella opening del 2019 al pari di “Kawaki wo Ameku”), e “Marble”, splendida sigla di chiusura realizzata dalla cantante YURiKA.

Abbraccia il tuo lato selvaggio

BEASTARS - Recensione della serie animataNonostante fossi ben conscio delle potenzialità della storia scritta da Paru Itagaki, è innegabile che durante il periodo antecedente alla messa in onda della serie sono state molte le preoccupazioni e perplessità generate dall’aspetto grafico che avrebbe presentato la trasposizione televisiva di BEASTARS. Infatti, non essendo un amante della CGI, temevo che questo adattamento non sarebbe stato in grado di fare giustizia ad uno di quelli che ritengo essere tra i migliori manga pubblicati negli ultimi anni. Nonostante tutto però, la prima stagione di questo adattamento animato è stata senza dubbio tutt’altro che deludente. Il grande lavoro fatto dal regista, dallo sceneggiatore e dal sound director infatti è stato in grado di sopperire alle mancanze di un’animazione non sempre esteticamente gradevole, portando sui nostri schermi un prodotto di ottima fattura.

La serie anime di BEASTARS sarà disponibile su Netflix dal prossimo 13 marzo.

Per chi cerca serie con una grande trama

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Claudio Pavia
Da sempre amante di cinema, sceneggiatura e psicologia, la sua passione per il paese del Sol Levante deve tutto alle celebri opere di Gosho Aoyama e Go Nagai, oltre che a quell’amico d’infanzia che senza chiedere nulla in cambio gli prestò il suo primo The Legend of Zelda. Leggende narrano che persino i dipendenti Nintendo abbiano sentito il suo urlo di gioia durante il Direct dell’E3 2019.

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