POKÉMON Detective Pikachu – Recensione

Arriva nelle sale italiane il 9 maggio 2019 POKÉMON Detective Pikachu, il primo film live action tratto dal mondo dei celebri Pokémon

POKÉMON Detective Pikachu

Arriva nelle sale italiane il 9 maggio 2019 il primo film live action tratto dal mondo dei Pokémon. Parliamo ovviamente di POKÉMON Detective Pikachu, scritto e diretto dalle ormai esperte mani di Rob Letterman. Autore particolarmente legato al filone dell’animazione, poiché già regista in produzioni del calibro di “I fantastici viaggi di Gulliver” (2010) e “Piccoli Brividi” (2015), che condividono con il live action dei Pokémon una sapiente mistura di componenti reali e CG.

La pellicola non è solamente un comune live action ispirato alla saga, ma è tratto dall’omonimo videogioco pubblicato su Nintendo 3DS nel corso del 2018 (la nostra recensione). Il film pesca a piene mani dalla trama del gioco, dimostrandosi fedele all’opera originaria anche se distaccandosi in alcuni momenti specifici della narrazione.

Il film basa la sua narrativa attorno alle figure di Tim Goodman e dell’incredibilmente dolce Pikachu. Il primo è un giovane 21enne che ha abbandonato il suo sogno d’infanzia di diventare allenatore di Pokémon per entrare nel settore assicurativo, mentre il secondo, beh, è Pikachu. Il piccolo topo giallo è, in realtà, un personaggio molto più sfaccettato di quanto possa sembrare, e la voce conferitagli da un magistrale Ryan Reynolds lo rende divertente e piacevolmente logorroico, per quanto possa sembrare strano per un personaggio che per gran parte delle sue apparizioni su schermo si è limitato a esprimersi con dei PikaPika.

POKÉMON Detective Pikachu

L’incontro dei due protagonisti avviene dopo la terribile notizia della presunta morte del padre di Tim, Harry Goodman. Il ragazzo, appresa la notizia, si dirige a Ryme City, dove il padre abitava e lavorava come detective. Qui la presentazione di un nuovo personaggio: non parliamo di un essere umano o di un Pokémon, ma della città stessa, che non si limita ad essere sfondo degli eventi, ma parte integrante di essi. In Ryme City uomini e Pokémon vivono in perfetta armonia, il che porta ad avere su schermo un numero esaltante, per qualsiasi appassionato, di Pokémon, che letteralmente prendono vita. Non è difficile perdersi con lo sguardo per seguire un Aipom intento ad arrampicarsi qui e lì per la città o imbattersi in un Machamp impegnato a gestire il traffico.

Da questo momento la narrazione di POKÉMON Detective Pikachu prende il via, sfrecciando velocemente su binari ben saldi. Non si parla infatti di una trama complessa o ricercata, ma semplice e divertente, e le indagini che Goodman e Pikachu si troveranno a svolgere riusciranno a prendere anche pieghe inaspettate, lasciando lo spettatore a bocca aperta.

Tecnicamente l’opera riesce a farsi rispettare, soprattutto per via di un impianto stilistico coerente e piacevole, senza però mai raggiungere alcuna vetta. La regia di Letterman è funzionale, descrittiva e leggibile per tutta la durata della pellicola, giungendo al suo apice nell’ultimo atto, dove viene concentrata la componente action, che alzerà lievemente l’asticella per via di un uso sapiente della macchina da presa e per spettacolari coreografie guarnite da un esagerato (ma molto più che ben accetto) numero di effetti particellari. Giochi di luce e colori molto saturi sono infatti costanti in tutta la pellicola, che si segua Tim per le buie strade di Ryme City illuminate da gigantesche insegne al neon, o che si assista a spettacolari panorami tra verdi steppe con stormi di Pidgey.

Se dobbiamo trovare un’effettiva carenza, essa è da ricercare in alcuni momenti e in alcuni personaggi che subiscono una mancanza di attenzione per quanto concerne la computer grafica. Non parliamo certo di disastri, ma se si mette al paragone il nostro piccolo e giallo protagonista con altri Pokémon (Mewtwo tra questi) o a scenari non sempre curatissimi (nella sequenza con i Torterra per dirne una) ci rendiamo conto che la cura maniacale dedicata a quest’ultimo quasi oscura il lavoro comunque dignitoso dedicato al resto.

Pikachu

Il live action che tutti volevamo

Tirando le somme ci ritroviamo davanti un prodotto degno delle aspettative, che certamente non brilla in nessuna delle sue componenti ma riesce senz’ombra di dubbio a spezzare la maledizione che da sempre contraddistingue questo tipo di opere. Ragionandoci su non è facile pensare ad un prodotto ispirato ad un videogame che valga tanto quanto l’opera originaria ma POKÉMON Detective Pikachu riesce nell’impresa, risultando non solo piacevole per gli appassionati (e non) ma dimostrandosi un rispettoso pegno d’amore nei confronti della saga originaria.

L’impresa compiuta da Letterman e dagli addetti ai lavori è certamente da premiare, anche tenendo conto della sua semplicità e delle sbavature che inevitabilmente un prodotto del genere presenta.

Consigliato ad appassionati e non

Joe
Cresciuto a pane e picchiaduro giapponesi, appassionato del lavoro di Hidetaka Miyazaki. Quando non rigioca alla saga di KINGDOM HEARTS, passa il tempo a difendere FINAL FANTASY XV dalle grinfie di BaSS.

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