Lost Dimension – Recensione

Lost Dimension

lost-dimension-recensione-boxartNel giorno in cui il pilastro fece la sua apparizione sulla Terra, all’umanità rimasero solo tredici giorni di vita. Una strana torre, con dentro un solo uomo, mise sotto scacco l’intera popolazione mondiale. Non c’era modo di fermarlo con le armi convenzionali, non c’era modo di attaccare il pilastro: l’unica speranza era quella di penetrare all’interno della struttura e assassinare The End, il malvagio individuo pronto a scatenare testate atomiche contro le più grandi città del pianeta. L’ultima speranza dell’umanità portava il nome di S.E.A.L.E.D., una task force di uomini e donne possessori dei doni, ovvero poteri come levitazione, piromanzia e magnetismo. Una volta dentro il pilastro tuttavia, l’intera squadra dei S.E.A.L.E.D. è stata invitata dall’ologramma di The End a salire in cima per assassinarlo, annunciando però una rivelazione che sarebbe pesata come un macigno sull’intera l’operazione: uno dei dieci membri del gruppo era un traditore.

Lost Dimension è il più recente Tactical RPG con elementi visual novel di Lancarse, uscito un anno fa in Giappone e poco più di un mese or sono in America, che arriva sulle nostre PlayStation Vita e PlayStation 3 in formato fisico e digitale. Riusciremo ad arrivare in cima alla torre e fermare The End, oppure abbandoneremo il mondo e le nostre console seduta stante? Vi invito a seguire questa recensione per scoprirlo.

  • Titolo: Lost Dimension
  • Piattaforma: PlayStation 3, PlayStation Vita
  • Genere: Tactical RPG, Visual Novel
  • Giocatori: 1
  • Software house: Lancarse
  • Sviluppatore: Furyu, ATLUS, NIS America
  • Lingua: Inglese (testi e doppiaggio)
  • Data di uscita: 28 agosto 2015
  • Disponibilità: retail, digital delivery
  • DLC: costumi, avatar e missioni aggiuntive (gratuite per le prime settimane)
  • Note: N/A

Senza troppi giri di parole e con un video in stile anime di ottima qualità, grazie all’attento lavoro svolto da Takeshi Oga (che ha realizzato le costruzioni e il mondo del mai troppo osannato Gravity Rush) nonché Yuu YamashitaMakoto Tsuchibayashi, faremo la conoscenza di The End, antagonista di Lost Dimension. In qualità di cattivo di turno, le sue intenzioni non saranno di certo pacifiche, visto che vorrà cancellare la razza umana senza apparente motivo e in soli tredici giorni. Il nostro cattivone però ha deciso di sfidarci apertamente: se qualcuno vorrà ucciderlo, dovrà addentrarsi nel pilastro, una misteriosa torre comparsa all’improvviso e apparentemente indistruttibile. Il destino dell’umanità è legato a Sho Kasugai e ai suoi compagni, tutti membri di un corpo speciale chiamato S.E.A.L.E.D. che raccoglie individui dotati di poteri speciali chiamati “doni”. Dopo una breve battaglia, che analizzeremo successivamente, ci ritroveremo in una misteriosa stanza con i membri del nostro team, dove il nostro avversario apparirà sotto forma di ologramma e ci dirà quanto vi abbiamo precedentemente anticipato, ovvero che tra le nostre fila c’è qualcuno pronto a tradirci. Sarà proprio questo sistema, e tutte le cose che ne derivano, a fare da cardine per tutto il gioco.

A traitor among the boys

Le nostre battaglie verranno sempre pianificate attraverso una minimappa, tramite la quale dovremo scegliere coloro che parteciperanno alla lotta, sei di norma, su un totale di dieci personaggi disponibili. In questa mappa iniziale potremo anche osservare il posizionamento dei nemici, forme di vita umanoidi e robotiche che cercheranno di rendere un incubo il nostro soggiorno all’interno del pilastro. Attraverso la visuale in terza persona, inizieremo poi il nostro turno muovendo a nostro piacimento i personaggi in un paesaggio 3D che, apparentemente, ricorda molto da vicino un conglomerato urbano. Affrontando le prime battaglie ho potuto ammirare con molto piacere che, tra i vari membri del cast di Lost Dimension, abbiamo con noi un personaggio che ha il dono della levitazione e persino uno che può teletrasportarsi un po’ come il Nightcrawler degli X-Men, consentendogli di raggiungere punti a cui gli altri non potranno nemmeno avvicinarsi. Tra i comandi a nostra disposizione, avremo il classico comando di attacco, quello utile a utilizzare il nostro dono, il comando per gli oggetti, quello di attesa e il comando “Defer“. Quest’ultimo ci permetterà di passare il nostro turno a un altro personaggio, anche se quest’ultimo avrà già eseguito la sua mossa in precedenza. Il Defer è un valore aggiunto per le battaglie, il cui aspetto tattico ci metterà in condizioni di utilizzarlo più di una volta per riuscire ad avere la meglio su dei nemici magari troppo lontani per subire un attacco.

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In aggiunta agli ovvi HP troveremo, al posto dei mana o punti magia, i GF (ovvero GIFT POINTS, il cui nome è esplicativo) assieme un altro valore chiamato SAN, ovvero Sanity. Quest’ultimo, in particolare, si rivelerà fondamentale, in quanto calerà se subiremo colpi dai nemici e ci porterà a status alterati come paura e berserk, che causeranno effetti negativi, per esempio portando i membri del nostro team ad attaccare i compagni o ritirarsi in preda al panico. A fine missione verremo premiati con un punteggio, positivo o negativo, che influenzerà le relazioni tra il nostro alter-ego virtuale e i membri del party; ovviamente un personaggio morto fin troppe volte riceverà un giudizio negativo dai membri del gruppo rispetto a quelli che magari hanno sterminato, da soli, metà del plotone avversario. Concludo il paragrafo dicendo che tutti gli scontri (o quasi) sono impegnativi e richiedono una certa dose di strategia; posso quindi giudicarlo come un battle system ben realizzato ma, a volte, davvero superficiale per quello che riguarda i colpi critici e quelli che non andranno a segno. Per esempio, potrebbe capitarci di sbagliare un colpo di shotgun da tre centimetri di distanza, oppure di veder finire K.O. uno dei nostri guerrieri dopo appena due critical hit subiti di fila (sebbene lo stesso possa capitare anche a noi, rendendo piuttosto semplici alcune missioni teoricamente impegnative).

La stanza magica

È in una stanza all’interno del pilastro che si concentrerà il climax della nostra avventura. In questo luogo i nostri poteri perderanno totalmente efficacia, ma avremo diverse funzioni a cui prestare attenzione, nonché dare molta importanza. Potremo controllare il nostro equipaggiamento, aggiornarlo effettuando acquisti o addirittura riciclando gli oggetti in eccesso o trovati nel corso delle missioni. Potremo inoltre controllare lo stato dei nostri commilitoni e interagire con loro, scoprendo elementi importanti che riguardano le loro storie personali e aumentare così la lealtà che avranno nei nostri confronti, garantendoci un grosso aiuto sul campo sotto forma di assist quando attaccheremo un nemico. Le possibilità più importanti di questo posto, tuttavia, saranno disponibili successivamente nel corso dell’avventura. Una di queste sarà la stanza di esecuzione, dove tutti sceglieranno attraverso il voto chi, secondo loro, è il traditore e dovrà perdere la vita. L’altra sarà la sezione vision, dove potremo utilizzare il potere del nostro Sho Kasugai per cercare di individuare il traditore: alla fine di ogni missione sentiremo varie voci e, attraverso l’utilizzo dei preziosissimi vision point (raramente ne riceveremo qualcuno dopo una missione) potremo investigare attraverso un mini-gioco per vedere se, effettivamente, un membro della nostra squadra ha la coscienza sporca. In questo mini-gioco dovremo rincorrere i membri del team in uno spazio infinito avvolto dalla nebbia, contando solo sulle frasi che compariranno periodicamente sullo schermo: una volta acciuffato per tre volte, potremo capire se il nostro commilitone nasconde qualcosa, oppure se è innocente. Scoperto il presunto traditore, dovremo far calare la fiducia in lui, senza mantenere alcun contatto ed evitando di farci accompagnare da lui in missione, per portare i membri della squadra a dubitare di lui o, in casi più estremi, lasciandolo morire.

The look and the sound of truth

Parlando in termini tecnici, Lost Dimension non fa un figurone rispetto ad altri titoli dello stesso genere. Per carità, i personaggi sono ben definiti, così come anche le ambientazioni, ma ho come la sensazione che avrebbero potuto fare di più, vista anche la cura dedicata al character design e agli splendidi filmati di animazione che aprono e ci accompagnano durante il gioco. Nulla di troppo grave però, perché i modelli dei personaggi sono più che accettabili, a differenza di quelli dei nemici, caratterizzati da texture poco definite e da una scarsa varietà, che li vede trasformarsi solo in base al colore: una cosa che poteva sembrare normale venti anni fa, ma che nel 2015 mi porta un po’ a riflettere. Dal punto di vista sonoro, invece, il gioco di Lancarse pecca di qualcosa: le musiche techno/dubstep fanno da padrone all’interno di una colonna sonora che dovrebbe poter contare su pezzi più tragici o apocalittici, che sono comunque presenti, ma in maniera ridotta e quasi esclusivamente nelle sezioni di sospetti e accuse al traditore. Molto carino il doppiaggio parziale (purtroppo solo in inglese) con le voci che, quando presenti, rispecchiano appieno il carattere del personaggio. Anche gli effetti sonori, dal suono delle armi utilizzate al suono meccanico dei nemici, è ben definito e curato.

Hi, I’m the End and welcome to the pillar!

L’RPG di Lancarse, da quanto avete sicuramente capito da questa recensione, mi ha piacevolmente sconvolto. È un gioco crudo, che non ammette errori. Non ti fa affezionare ai personaggi, perché chiunque di loro può nascondere qualcosa ed essere un traditore. Una volta compiute delle decisioni non si può tornare indietro, non avremo il tempo di pensare se nel piano precedente abbiamo fatto la scelta giusta, perché ci sarà un nuovo doppiogiochista ad attenderci, e magari potrebbe anche essere il personaggio con il quale avremo legato di più durante l’avventura. Il fatto che un nuovo traditore sia presente in ogni piano, e che ciò sia del tutto casuale, aumenta ancora di più il senso di ansia del gioco. Tuttavia, le numerose missioni che Lost Dimension ci propone non hanno un corretto bilanciamento: potremo passare da semplicissimi incarichi ad altri che richiederanno svariate volte il riavvio della missione, specialmente se non le affronteremo con i compagni adatti, personaggi che magari avremo identificato come traditori e che, tuttavia, sarebbero fondamentali per lo svolgimento della stessa. Aggiungiamo anche una mancata traduzione in italiano, che comunque nel 2015 non dovrebbe rappresentare un problema per la maggior parte degli utenti, ma che ci eviterebbe il rischio di tralasciare qualcosa della già intricata trama.

A chi consigliamo Lost Dimension?

Consiglio Lost Dimension a chi cerca un titolo con una storia assolutamente intrigante ma che non vuole rinunciare a una buona giocabilità. A chi piace la strategia, ma non è alla ricerca di uno strategico puro. A chi ama gli anime e i manga psicologici e a chi ama ritrovarsi obbligato a compiere scelte difficili che potranno portarlo a pentirsi e a voler ricominciare da capo. A chi cerca un RPG diverso dal solito, che non vuole rinunciare a statistiche, skill, equipaggiamento e vantaggi del campo.

  • Trama eccezionale e avvincente
  • Battle System buono e innovativo
  • Personaggi ben definiti

  • Comparto sonoro non all’altezza
  • Passaggi troppo brevi tra battaglie semplici e battaglie ostiche
  • Mancata localizzazione in italiano
  • Disponibile solo il doppiaggio americano
Lost Dimension
4

Trama intrigante e un sistema di gioco che non stanca

Lost Dimension è un gioco che mi ha piacevolmente sorpreso, portando una ventata di novità al, secondo me, grigio reparto videoludico di PlayStation Vita (versione che ho avuto l’onore e il piacere di sviscerare per questa recensione). Una volta avviato Lost Dimension ed essere entrati all’interno del pilastro, il nostro pensiero sarà solo uno: chi è in realtà The End? Quale oscuro legame lo lega al nostro alter-ego digitale? Cosa diavolo è il pilastro? Sono tutte domande che attanaglieranno la nostra mente fin dai primi momenti di gioco. Se cominceremo a guardare i nostri amici o familiari con sospetto sarà anche per colpa dell’RPG di Lancarse. Io, nel mio giudizio, posso solo dirvi che si tratta di un titolo veramente ben realizzato, ed era da parecchio tempo che un gioco non mi prendeva così tanto a livello di trama. Magari potrete rinunciare a comprarlo se peccate un pochino di comprendonio in materia di lingua inglese, ma vi assicuro che non c’è nulla che una lettura lenta o un buon dizionario possa risolvere. Che aspettate? Siete pronti a sconfiggere The End e a svelare chi è il traditore? Lost Dimension vi aspetta.

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Riccardo Piras
Ha reagito all'annuncio di Bloodstained: Ritual of the Night come Paolo Brosio con il Papa. Termina Golden Axe almeno una volta al mese. Da dieci anni.
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